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La Weimar del 2013

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di Davide Iandoli

Non so come andrà a finire, ho un auspicio: che la coalizione Bersani e il Movimento 5 Stelle trovino accordo su alcuni punti irrinunciabili. Esempio: Presidente della Repubblica (deve essere eletto il nuovo), legge sul conflitto di interessi, legge anticorruzione e simili.

Il successo di Grillo rompe il bipolarismo inconcludente ed avvelenato cui assistiamo dal 1994. Si era affermato un principio simile allo spoils system, ovviamente in salsa italiana. Chi vinceva le elezioni prendeva: Presidenza della Camera, Presidenza Del Senato, e Presidenza delle commissioni Parlamentari più importanti.

Il peso del movimento 5 stelle nel nuovo Parlamento costringe tutti a cambiare strategia. Se il Parlamento dovesse tornare luogo di discussione, e non luogo di “soldati delle maggioranze”, questa sarebbe una buona notizia.

Allo stesso tempo Grillo non può più nascondersi. Il movimento 5 Stelle formerà un proprio gruppo parlamentare, quindi: nominerà i propri capigruppo, i propri membri nelle commissioni parlamentari, e potrebbe persino prendere la presidenza di qualche commissione “strategica” (Vigilanza RAI?). Tra l”altro: Beppe Grillo, in persona, non entra in parlamento. Per cui si porrà il problema di una possibile sovrapposizione tra il “portavoce interno” (es: capogruppo) e quello esterno del movimento, cosa che influirà nelle relazioni tra gruppi parlamentari.

L”interesse e la speranza di Grillo (lui) è che alla fine si faccia un governissimo PD-PDL con cui si torni a votare tra due/tre mesi. Per quanto il PD sia fortemente autolesionista, credo che non cederà facilmente a questa tentazione. E” più facile che il PD si spacchi in due: l”ala “moderata” potrebbe pure sostenere un governo con il PDL, mentre Bersani ed altri a quel punto penso si staccherebbero.

Vedremo. Di sicuro, come dicevo, il bipolarismo all”italiana è finito, almeno per questa legislatura.

L”aspetto che mi preoccupa di più è il rapporto con l”europa e con l”euro. Davvero la maggioranza degli italiani vorrebbe tornare alla lira? In quel caso prenderei molto sul serio l”idea di emigrare non in un altro paese, ma in un altro continente. L”Europa, così, diventerebbe ancora più debole e sempre più provinciale, in balia delle nuove potenze Cina, India e Brasile.

La posta in gioco è altissima. Tornare al voto tra due settimane senza aver fatto una riforma elettorale decente rischia di essere un suicidio non per la vittoria del movimento 5 stelle, ma per le prospettive di questo paese, per il suo peso sempre più ininfluente in campo internazionale, come negli anni “30/”40 del novecento.

In quel periodo la guerra di Etiopia e la politica “dell”autarchia” hanno contribuito ad un isolamento diplomatico che in Italia era sconosciuto dopo il 1861.

L”Italia invece può, e deve, pesare in Europa per cambiarla e renderla più vicina ai cittadini. Anche in questo c”è un confronto da aprire coi parlamentari del movimento 5 stelle. Qual è la loro idea di Europa? Sono veramente convinti che uscirne sia la soluzione migliore? Cambiare il funzionamento delle istituzioni unitarie è sicuramente più difficile che non organizzare un referendum per uscirne.

Nel caso in cui se ne esca va considerato attentamente il “che fare?” dopo, quando molto probabilmente l”Italia sarà attaccata da tutti gli speculatori possibili (prevedo prezzi del carburante astronomici, nel caso).

In altre parole. O si trova una soluzione ragionevole, magari un accordo programmatico a breve termine tra PD e movimento 5 stelle, oppure il rischio è che si vada incontro ad una sorta di Weimar del 2013.

10 Comments

  1. Analisi condivisibile: però io sono molto affezionato al tema trattato dall’altro post. Sorry, voto l’altro.

  2. Qui c’è tanta carne al fuoco che meriterebbe una serie di altri post di approfondimento. Il tema di come Grillo vede l’Europa e il nostro ruolo all’interno sarebbe interessante da analizzare. Voto questo, perchè ha una visione ampia. con la speranza di leggerne altri

  3. Cosa mi piace:

    – l’analisi, che ha qualche spunto interessante.

    Cosa non mi piace:

    – l’approccio: tanta carne al fuoco, ma se ne cuoce poca. Scegliere un aspetto e approfondirlo poteva essere più interessante.

    Voto l’altro, che ho trovato più promettente.

  4. Voto questo perché l’altro tratta una questione sociale rilevante con la stessa attenzione con cui si cucina un uovo sodo. Però al prossimo giro – se ci sarà – vedi di non rifare ‘sta pappardella.

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