un blog canaglia

La vittoria definitiva della partitocrazia

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Qualcuno dovrebbe spiegare agli amici grillini che la parola “partitocrazia” non indica l’esistenza dei partiti, ma la loro degenerazione.
Qualcuno, inoltre, dovrebbe spiegare loro che un conto è quando ti impediscono di fare una cosa, un altro è quando non sei capace di farla: non necessariamente perché sei un cretino, intendiamoci, ma magari perché nessuno ti ha mai insegnato come si fa.
Qualcuno, poi, dovrebbe aggiungere che le entità preposte ad insegnare alle persone come si fa politica si chiamano, per l’appunto, partiti.
Infine, già che c’è, quel qualcuno dovrebbe prendersi la briga di illustrare agli amici grillini la profonda differenza di significato che esiste, tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente, tra la parola “compromesso” e la parola “inciucio”.
Ecco, una volta che tutto ciò dovesse accadere gli amici grillini si renderebbero conto che combattere la partitocrazia non significa abrogare i partiti, in assenza dei quali i rappresentanti dei cittadini verrebbero mandati allo sbaraglio senza la minima cognizione del fatto che per portare avanti in modo efficace i propri obiettivi bisogna sapere come farlo, il che comprende, talora, la necessità di cercare alleanze, appoggi, convergenze, compromessi; che la politica, con tutti i metodi e gli strumenti che le sono propri, non può essere automaticamente qualificata come cattiva politica soltanto perché ricomprende quelle alleanze, quegli appoggi, quelle convergenze, quei compromessi; e che la distruzione dei partiti, da loro perseguita con tanta veemenza come se fosse la panacea per tutti i mali di questo paese, non rappresenterebbe la sconfitta della partitocrazia, ma la sua vittoria definitiva.
Riformare i partiti è necessario: cancellarli significa precludersi la possibilità di far funzionare democrazia con cognizione di causa.
E quindi, in sostanza, ammazzare la democrazia.
Via, c’è una bella differenza.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

20 Comments

  1. “Qualcuno, poi, dovrebbe aggiungere che le entità preposte ad insegnare alle persone come si fa politica si chiamano, per l’appunto, partiti.”

    …e questa dove l’hai letta, sulla bibbia, su una ricetta medica o è una supercazzola similpannelliana?

  2. Diversamente qualcuno dovrebbe spiegare ad Alessandro che il peggior governo prodotto dalla peggior partitocrazia della storia repubblicana non si combatte mettendoci dentro un ministro, seppur autorevole, il cui unico risultato sarà quello di fare la foglia di fico e mediaticamente distruggere quel poco (proprio poco) che resta del partito radicale.

    I grillini non saranno la risposta (per te) il partito radicale meno che mai, almeno non più.

    Quello del movimento 5 stelle è un esperimento a cui bisogna guardare come si guarda a tutte le assemble umane. Rendendosi conto che non sono perfette ne mai lo saranno, ma rendendosi anche conto in tutta onestà che ad oggi non c’è nessun’altra alternativa credibile

    Io questi tuoi attacchi, a volte puntuali altre volte (spesso) davvero senza senso nei confronti di liberi cittadini che si sono messi in discussione per provare a salvare il salvabile di questo miserabile paese davvero faccio sempre più fatica a capirli.

    Sono anni che ti seguo sei un fine analista tutto questo astio nei loro confronti non mi convince. Perché non provi a dare una mano invece?

    Grillo, ha mille difetti, ma cazzo sono anni che ci mette in guardia che fa l’analisi puntuale di quello che succede di come stanno veramente le cose, senza girarci attorno sarà un difetto questo?
    Solo che se continuiamo a dare retta alla stampa che non fa che accanirsi su questi gruppo di ragazzi a volte in gamba a volte pirla ma almeno senza mani in pasta non ne veniamo a capo manco morti.

    Comunque grillo o non grillo ormai è troppo tardi
    Amen

    • abbastanza d’accordo, fino a “Grillo, ha mille difetti, ma cazzo sono anni che ci mette in guardia che fa l’analisi puntuale di quello che succede di come stanno veramente le cose”

      credo che l'”analisi puntuale” di Grillo in realtà di riduca a una semplificazioni dei problemi. Non perchè Grillo sia stupido, anzi, ma perchè la semplificazione è l’arma migliore per fare demagogia. “I partiti fanno schifo”, affermazione che, nell’Italia del 2013, condivido pure io, non porta come diretta conseguenza “aboliamoli”. Così come “Sono 20 anni che il PD dà una mano a Berlusconi”, altra affermazione che condivido, non ha come diretta conseguenza “non si fanno accordi o alleanze con nessuno perchè sono tutti uguali”.

      L’umanità, nonostante i discorsi grilleschi, è grigia. Un approccio manicheista tende alla semplificazione, e lo ritengo inaccettabile. Ho poche certezze nella vita, e una di queste è “quando qualcuno ti propone una soluzione semplice a un problema complesso, ti vuole fottere”.

      • Però io parlavo dell’analisi che fa grillo non delle soluzioni che propone
        Le analisi sono azzeccate sempre(quasi) c’è poco da fare come l’analisi sui partiti.
        Me lo confermi tu stesso, seppur dal 2013 in avanti.

        Io una certezza avevo, sempre meno a dire il vero, era emma. Vederla in questo schifo di governo a fianco di una testa di merda come quagliarello mi convince che non c’è davvero più nessuno da salvare.

        Io però sulle soluzioni penso proprio che grillo abbia tutt’altro che una visione manichea. Lui propone un metodo non una soluzione il metodo è: I partiti ti fottono mettiti in gioco tu e fai qualcosa tu perché se ti affidi a loro altro che soluzione semplice

        • la scelta di Emma non l’ho capita manco io. D’accordo che il governicchio attuale, dopo il niet grillesco e l’impraticabilità di nuove elezioni (che avrebbero immediatamente riconsegnato il paese alle ‘teste di merda’ di cui sopra), era l’unica soluzione possibile.

          Però se fossi stato un outsider mi sarei chiamato fuori, per non prestarmi a una simile farsa. Per una poltrona e un po’ di visibilità poi. Mah.

    • Mamma mia, una pena assoluta. Ragazzini alle riunioni liceali, di quelli manco tanto svegli.
      SI possono ridurre lo stipendio quanto vogliono, se il livello è questo sono comunque soldi buttati.

  3. Sono i partiti che hanno degenerato nella partitocrazia che vanno puniti perchè hanno dimostrato di non essere degni di rappresntarci ( credere che possano auto correggersi è illosorio ) Devono nascere partiti nuovi che rispettino il ruolo che la costituzione ha loro affidato e sappiano rimanere fuori da ogni tipo di gestione, perchè solo così possono assolvere il loro compito di informazione e controllo per conto degli iscritti e degli elettori tutti

  4. francamente il m5s in queste ore si sta dimostrando il più stalinista dei partiti. Cancellare tutti i partiti per tenerne uno solo non mi sembra un grande affare…

    • ma che dice. Loro non sono un partito. Se lo fossero, avrebbero un qualche organo elettivo interno. Se anche il glorioso movimento l’avesse, sarebbe su una piattaforma proprietaria di Grillo e Casaleggio…

  5. Beh, Pannella in queste cose è il più bravo di tutti, non c’è che dire.
    Lui il suo partito-colpevole di non essere interamente suo-lo ha semplicemente ucciso.
    Non è stato facile, ci son voluti nove anni (1979-1988) di lavoro intenso e mirato, ma alla fine il risultato è stato eccellente.
    Lo ha ucciso con la tecnica del ragno, risucchiandone progressivamente tutta la linfa, svuotandolo con feroce determinazione di ogni forma di vita,lasciandone intatto solo l’involucro.
    Oggi nel partito che non c’è più, nel suo simulacro dello zerovirgola, c’è lui, l’uomo fatto partito.
    Grillo al confronto sparisce, non c’è che dire.
    Anche perché l’uomo- fatto- partito- dello zerovirgola sta per farci una magnifica sorpresa: arriva L’AMNISTIA, ragazzi, quella GENERALIZZATA, quella fatta su misura per tutti i Previti, i Papa, i Cosentino, I Berlusca e i tanti compari di cosca, dai colletti bianchi e dalle mani sporche, quelli della merda partitocratica che pullulano nei Palazzi, che detestano Grillo e INVECE, in perfetto ‘inciucio’ (pardon, ‘compromesso’)con l’uomo fatto partito, lavorano freneticamente per regalarci anche quest’ultima porcheria.
    Povero Grillo, lui queste cose non le sa fare.
    Però una cosa l’ha capita: NON vanno distrutti i partiti in quanto tali, MA questa merda partitocratica, alla quale mi auguro i grillini non debbano mai assuefarsi.

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