La Svolta Autoritaria (di quest’anno)

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C’e’ la Svolta Autoritaria e non so cosa mettermi.

E non e’ soltanto perche’ il tenore dei primi firmatari dell’appello di Ro-do-ta’, Zagrebelsky et al. tende invariabilmente a farmi chiedere se, nonostante le temperature qui siano ormai stabilmente superiori ai 18 gradi, io debba comunque indossare una giacca di tweed. Ma e’ proprio tutta l’impostazione, che non convince. Nonostante la “riforma” di Renzi sia tutto meno che apprezzabile, peraltro.

Dunque. Ro-do-ta’, come molti altri del suo giro, appartiene a un tipo di intellettuale molto tipico in Italia: possiede un misto di retorica illuminista (francese) e mentalita’ socialista (italiana), che mette insieme il culto astratto del bilanciamento dei poteri e la propaganda pratica per un ruolo molto interventista del governo. Nella sua testa le due cose non sono in contraddizione, perche’ immagina un governo che non e’ soltanto onnipresente: e’ sopratutto un governo la cui invadenza non e’ messa in discussione. Lo fosse – e in quasi tutti i paesi civili la Costituzione serve quasi soltanto a delimitare il raggio d’azione del potere esecutivo – tutto sarebbe molto meno ovvio. Potrei prendere qualche esempio pratico, ad esempio dal programma dettagliato della Lista Tsipras, che gode tra l’altro dell’endorsement del Nostro.

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Purtroppo, il programma della Lista Tsipras e’ vaghissimo e non aiuta. Potrei fare lo stronzo, e ricordare che l’appello l’ha firmato anche Grillo, uno che non soltanto sappiamo benissimo avere un’idea tutta sua dei checks and balances democratici, ma che ha in comune coi comunisti un programma che richiede un esecutivo praticamente incontrastato.

Ma in sostanza, come ben riassunto da altri, Rodota’ di giorno firma appelli per limitare l’esecutivo, e di notte sogna governi capaci di fare cose che, coi limiti che lui ha imposto di giorno, sono sostanzialmente impraticabili. Il che rende’ d’obbligo una domanda:  un Rodota’ presidente della Repubblica, un Grillo in maggioranza di Governo, uno Zagrebelsky alla Giustizia, lo firmerebbero quell’appello?

Perche’ io non sono tanto sicuro che la risposta sia si.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

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