un blog canaglia

La parità dei sessi quando ci vuole

in società by

Qual è il modo corretto con cui approcciare un membro dell’altro sesso?

Il modo corretto è quello che il membro dell’altro sesso (o dello stesso sesso, nel caso) ritiene corretto.

Basterebbe questo, a voler essere lapidari, per chiudere la questione; ma il discorso merita un approfondimento, dato che è sempre più frequente trovarsi di fronte al classico ribaltamento logico per cui ogni menomazione percepita del diritto maschile alla molestia (intesa letteralmente come attività molesta) diventa un sopruso, una prevaricazione, una stortura figlia del nazifemminismo e del “maschilismo al contrario”.

Il collega Canimorti (sono mesi che sogno di affiancare queste due parole) cerca di procedere logicamente da una premessa condivisibile:

Vediamo di spiegarci: secondo voi è legittimo che una donna abbia voglia di scopare?
Secondo le mie libertine vedute progressiste si, lo è.
Dunque, in che modo questa donna dovrebbe manifestare il suo legittimo desiderio di scopare?
Dipende, ad esempio potrebbe aspettare passivamente che un’altra donna o un altro uomo la notino, che abbiano casualmente voglia anche loro di scopare e che glielo propongano garbatamente.
Oppure potrebbe giocare in attacco e una volta individuato un maschio o una femmina che ritiene accettabile come partner sessuale potrebbe provare a salutarlo o fargli un complimento o semplicemente guardarlo insistentemente, potrebbe chiedergli il numero di telefono, potrebbe chiedergli se vuole uscire.
A me questi sembrano metodi legittimi per stabilire un contatto con un altro essere umano, sbaglio?

La tentazione di rispondere soltanto “sì”, qui, è molto forte. L’ovvia conclusione del ragionamento è un classico senza tempo: “perché se lo fa una donna sono comportamenti legittimi e se invece lo fa un uomo sono considerati molestie?”. Proviamo a fare chiarezza.

Punto primo, l’errore nella premessa. Una donna che decidesse di “giocare in attacco” e guardare insistentemente, complimentare o salutare uno sconosciuto per strada sarebbe sicuramente molesta quanto la controparte maschile. Tanto per l’uomo quanto per la donna il problema non è semplicemente l’azione, è il contesto.

Ci sono situazioni in cui un tentativo di approccio (tipicamente da parte dell’uomo, ma vale per entrambi) è considerato accettabile dal destinatario (feste, serate in locali, e anche qui ci sarebbe da discutere su cos’è accettabile e cosa no); camminare da soli per strada in mezzo a sconosciuti non è una di queste. Ci sono tentativi di approccio che, pur in situazioni da evitare come quella dello sconosciuto per strada, possono essere considerati accettabili dal destinatario (educazione, gentilezza, dare meno fastidio possibile); “ehi bella, ti va di fare un giro” non è tra questi.

Quindi, per rispondere alla domanda, no, una donna che cerca un partner sessuale non dovrebbe importunare sconosciuti per strada. Nessuno dovrebbe importunare sconosciuti per strada.

Punto secondo, l’errore nella conclusione. Per quanto sia difficile da ammettere, un comportamento può essere accettabile se lo fa una donna ma non se lo fa un uomo; succede per via – guarda un po’ – del contesto. In una società apertamente maschilista, l’uomo è in posizione privilegiata. Un uomo che infastidisce una donna per strada sta (anche non coscientemente) approfittando della sua posizione di forza: è lo stesso fenomeno che in altri ambiti si chiama mobbing o bullismo.

Il caso opposto, oltre ad essere praticamente inesistente nella realtà (perché, ricordiamolo, se lo fa una donna è ovviamente una troia), e oltre ad essere ugualmente molesto in linea puramente teorica, è meno grave perché non è inquadrato in un contesto sociale di prevaricazione.

(Prima che qualcuno fraintenda: con “è meno grave” non intendo dire che l’azione in sé sia migliore. Se Tizia importuna Caio per strada è una rompicoglioni tanto quanto Tizio che importuna Gaia. Ma è una stranezza isolata invece che il rinforzo di una disparità.)

Lo stesso contesto sociale, peraltro, in cui si sviluppa la paura. Il membro del sesso sottoposto, a differenza dell’altro, non può semplicemente ribellarsi con serenità a questi episodi; è facile dire a una ragazza “mandali a cagare e sei a posto”, quando poi è lei a ritrovarsi da sola in strada circondata da maschi alfa da sfanculare. E se quello si incazza? E se è fuori di testa? Se mi segue fino a casa? Se è armato?

Guarda caso, la reazione tipica e reale delle donne che subiscono queste attenzioni è quella di sopportare e tacere (se rispondi a tono, naturalmente, sei la stronza). Mentre, guarda ancora il caso, la reazione tipica e del tutto immaginaria degli uomini che cercano invano di immedesimarsi è “OH MA MAGARI SCHERZI A ME FAREBBE PIACERE”: per chi è abituato a sentirsi in diritto di avere l’attenzione di ogni membro dell’altro sesso, il problema non si pone in nessuna delle due direzioni.

Sarebbe anche il caso di ricordare qui (sarebbe ancora meglio che non ce ne fosse bisogno, ma non si sa mai) l’assoluta insensatezza di un’altro atteggiamento tipico maschile sulla questione: quello che fa all’incirca “sono complimenti”, “dovresti essere contenta”, “se sei figa vanne fiera”. Sarò più chiaro possibile.

Un. Complimento. Può. Dare. Fastidio.

Ci sono infiniti complimenti possibili e infinite gradazioni nel loro effetto. Se Eddie Izzard mi chiamasse al telefono e mi dicesse oh Ste’, con l’ultimo post m’hai fatto morire, certamente morirei felice. Se Eddie Izzard mi seguisse nella stradina dietro la Coop e mi dicesse a ‘bbono non sai cosa ti farei, io potrei farci un pensierNON REAGIREI ALLO STESSO MODO. Fare un complimento a uno/a sconosciuto/a è sempre un’intromissione. Potrebbe far piacere? Sì. Potrebbe creare forte disagio, fastidio, imbarazzo? Certo che sì. Se non siete sicuri dell’effetto, non fatelo. Se lo fate e non ottenete l’effetto che speravate, accettate il fatto che a sbagliare siate stati voi.

Infine: il punto di entrambi i video riportati e di tutti gli altri simili che sono stati prodotti negli anni non è quello di affiancare tanti singoli episodi e catalogarli uno a uno come molestia sessuale. Il punto di queste raccolte è dimostrare per accumulazione una situazione complessiva: sono perfino banali nel loro documentare un’evidenza banale, che è quella per cui gli uomini nel complesso considerano ogni donna una preda e si ritengono in diritto di tentare un attacco in qualsiasi momento.

La parità dei sessi quando ci pare, sì. Ci pare che sia necessario per prima cosa insegnare agli uomini che cosa sia. E poi, magari, provare a metterla in pratica.

Tags:

(ESERCIZI DI LOGICA) Trapiantato a Milano in quasi giovane età, scrive tendenzialmente per dimenticare, cosa che gli riesce piuttosto bene. Soffre da molti anni di Sindrome di Ingegneria, diffusa ma poco conosciuta patologia psichiatrica che porta il soggetto a credere che qualunque interazione al mondo sia descrivibile con non più di quattro equazioni differenziali e a non capire perché abbia così pochi amici. Si lamenta di tutto.

63 Comments

  1. Condivido, AIOROS, ma aggiungerei anche il “Eh, se però il tipo che la molesta le piace allora sì che ci sta”, come se, non piacendogli gli altri, facesse loro un dispetto, come se non avesse il diritto di scegliere, nel caso.

  2. “Un. Complimento. Può. Dare. Fastidio.”: ci sta.
    “Un. Complimento. Non. E’. Una. Molestia”: stacce

    non è rivolto specificatamente a te ma a tutti quei coglioni che hanno titolato sul giornale “100+ molestie” & simili

  3. mmmh no. Il ‘può dare fastidio’ è assolutamente relativo. Per questo hanno inventato il codice civile&penale e in genere il contratto sociale.
    Ora, se approccio una donna per strada e le dico ‘piove, posso rifugiarmi sotto le tue splendide minne?’ credo che solo Valentina Nappi non lo prenderebbe come insulto. Se le dico, ‘ehi bella, cosa ci fai qui da sola?’ (non approccio gente per strada e si vede, questa frase fa cacare) e in caso di rifiuto alzo i tacchi, non me ne frega un cazzo se per te è un insulto o una molestia, piantala di leggere Susanna Tamaro e fattene una ragione.

    Vero che la molestia è nell’occhio del molestato, ma senza conoscere una persona, e può essere anche a una festa o in discoteca, non ho la sfera di cristallo e sapere se all’altro da fastidio / mi giudica interessante / vuole uccidermi.

    • Cioè non ho capito, sei d’accordo che il fastidio è relativo, che la molestia “è nell’occhio del molestato”, che senza conoscere una persona non hai la sfera di cristallo e la tua conclusione è che se l’altro si incazza è colpa sua?

      • sì. Esistono delle convenzioni sociali, atteniamoci a quelle. Hai fastidio? Cazzi tuoi. Tra le convenzioni sociali c’è anche quella ‘se l’altra persona rifiuta il contatto lascia perdere’ e non vale solo per gli approcci di tipo sessuale ma pure quello che t’impezza coi cazzi suoi sul treno, per cui se a un approccio garbato ti prendi picche e vai avanti allora sì, sei un molestatore.
        Ho scritto ‘garbato’, in realtà diciamo ‘socialmente accettabile’. A me danno fastidio un sacco di cose che la maggioranza della popolazione giudica normalissime, evito di mandare affanculo la gente e mi gestisco il fastidio internamente. E non credo di essere molestato.
        Chiaro, se un mio amico mi parla per un’ora di calcio, mi sta molestando, e ne è consapevole perchè mi conosce. Ma se lo fa uno sconosciuto sul bus, o un conoscente con cui ho pochi rapporti, non penso che l’abbia fatto per mancanza di rispetto. A meno che al mio ‘scusa, non seguo il calcio e non mi interessa minimamente’ questo vada avanti dicendomi che il rigore di domenica contro la Roma non c’era etc etc.

        • Mi preme farti notare che la convenzione sociale vigente non è “Hai fastidio? Cazzi tuoi”, ma “Mi dai fastidio, smettila”. Se dai fastidio a qualcuno, non è colpa sua ma tua. Se tu personalmente preferisci gentilmente non protestare la cosa ti fa onore, ma non puoi pretendere che sia la regola per tutti. Se uno sconosciuto sul bus ti parla per un’ora di calcio, dizionario alla mano, ti sta molestando. È uno stronzo? Probabilmente no. È un rompicoglioni? Sicuramente sì. Tutto qua.

          • Forse non sono stato chiaro. La convenzione sociale vigente attualmente in Italia è che quando ad esempio ci si presenta, ci si stringe la mano. Vale per il 99% della gente, c’è un 1% (numeri a caso) che detesta ogni tipo di contatto fisico, per cui se mi presento a una persona così e provo a stringergli la mano non sono uno stronzo, sto semplicemente applicando un pattern socialmente accettato. Se mi dice ‘scusi, vorrei evitare ogni contatto fisico’ finisce lì, ma se al momento del commiato lo abbraccio vuol dire che sono un molestatore del cazzo.

            Fare un complimento _garbato_ o salutare una/o per approcciarla/o, come è il 95% dei casi mostrati nel video, è considerato normale, per cui le persone a cui la cosa dà particolarmente fastidio devono tenersi il fastidio e rifiutare, la loro sensibilità è semplicemente diversa da quella della maggioranza della popolazione. Quando la maggioranza della popolazione la penserà diversamente, la convenzione cambierà, come dimostra il fatto che in alcuni paesi rivolgere la parola a una donna sconosciuta è già considerata una molestia (paesi musulmani per lo più).

          • Il punto principale su cui discordiamo è questo:
            “Fare un complimento _garbato_ o salutare una/o per approcciarla/o, come è il 95% dei casi mostrati nel video, è considerato normale, per cui”.
            È considerato normale da chi lo fa, forse. Io credo che non sia considerato affatto normale da chi lo riceve. Ci diamo un 50%-50% per essere larghi? Guarda, per sicurezza ti offro un 60%-40%.
            Diciamo che il 40% delle persone nel mondo detesta ogni tipo di contatto fisico. Ci provi a stringergli la mano?

            (Ma poi, stiamo deviando di nuovo: tu andresti a cercare stringere la mano a uno sconosciuto per strada? Perché è di nuovo il contesto a fare la differenza.)

    • “Se le dico, ‘ehi bella, cosa ci fai qui da sola?’ (non approccio gente per strada e si vede, questa frase fa cacare) e in caso di rifiuto alzo i tacchi, non me ne frega un cazzo se per te è un insulto o una molestia, piantala di leggere Susanna Tamaro e fattene una ragione.”

      Penso che se tu approcciassi così una donna qualsiasi, al 99% le metteresti paura (do per scontato che tu diresti una frase del genere se in un luogo non affollato).
      E’ una frase che una donna percepisce come minacciosa, rimarca il fatto che sei sola e quindi non puoi chiedere aiuto.
      Inquieteresti anche me, che non leggo romanzetti rosa, sono abbastanza piazzata e all’ultimo simpaticone sconosciuto che mi ha provato ad abbracciare ho detto candidamente che o levava il braccino o glielo spezzavo.
      Per farti capire quanto il tuo concetto di “molestia” sia lontano dalla realtà.

      A parte questo, ti butto uno spunto di riflessione.
      Immagina che ogni giorno della tua vita a partire dai tuoi 14 anni, uscendo di casa per andare a scuola, all’università o al lavoro (quindi non “vestito in tiro” ma normalmente), almeno una persona cerchi di approcciarti. Non dico fischi, commenti volgari o gente che ti insegue. Cose “blande” tipo “a bbona”, “ciao bella”…
      Non una volta ogni tanto.
      Ogni santo giorno.
      Il giorno dopo il funerale di tuo nonno, il giorno che hai litigato con i tuoi genitori, il giorno che sei crucciato perchè quelli del colloquio della settimana prima non ti hanno ancora chiamato…
      In questo stato d’animo t’arriva il simpaticone che si accolla, come non sentirsi esasperati?
      Ed ho escluso i commenti volgari, gli insulti, i fischi e la gente che prova addirittura a metterti le mani addosso…

  4. Capisco il tuo punto di vista e sono, ovviamente, in disaccordo.
    Punto per punto:

    “Il modo corretto è quello che il membro dell’altro sesso (o dello stesso sesso, nel caso) ritiene corretto”

    E allora facciamo un sondaggio, perché ci sono membri del sesso di cui stiamo parlando che si sentono perfettamente a proprio agio tra questi commenti.

    “Ci sono situazioni in cui un tentativo di approccio è considerato accettabile dal destinatario (feste, serate in locali, e anche qui ci sarebbe da discutere su cos’è accettabile e cosa no); camminare da soli per strada in mezzo a sconosciuti non è una di queste.”

    Ma che stiamo scherzando, secondo te tutte le persone che vanno a una festa o in un locale lo fanno per essere approcciate?
    Assolutamente no.
    E quindi qual’è il criterio?
    E perché mai una persona che cammina in pieno giorno non dovrebbe essere approcciata?
    Chi lo stabilisce?
    Il costume no di certo e, ma è un’opinione personale, non ritengo nemmeno il buon senso o l’educazione.
    Cioè, tu ritieni che sia impossibile che un uomo avvenente cammini per strada, riceva un commento da una ragazza o da un gruppo di ragazze, decida di avvicinarsi ed accettare l’approccio?
    È impossibile. Non può verificarsi. (?)
    E il contrario? Impossibile anche quello…ma scherziamo?
    Una donna non può sentirsi bene per un complimento ricevuto per strada e decidere di accettarlo e spingersi oltre?
    È impossibile?
    Le conclusioni che trai di conseguenza sono, di conseguenza, per me errate.
    Tu stabilisci che siccome la società è maschilista un complimento DIVENTA una prevaricazione.
    Io questo salto logico mi rifiuto di farlo.

    “Guarda caso, la reazione tipica e reale delle donne che subiscono queste attenzioni è quella di sopportare e tacere (se rispondi a tono, naturalmente, sei la stronza).”

    Questa è una tua deduzione.
    Alcune forse, ma come stabilisci che è la reazione “tipica”?
    Come stabilisci che “tipicamente sopportano”, magari “tipicamente ignorano” magari “tipicamente si inorgogliscono”.

    “Un. Complimento. Può. Dare. Fastidio.”

    Nonne.di.scuto.Ma.questo.nonlo.tras.forma.inuna.MOLESTIA.SESSUALE.co.mevuo.le.suggerire.l’auto.re.del.video.
    Pure una multa per sosta vietata dà fastidio ma non possiamo parlare di brutalità della polizia, o sbaglio?
    Oppure usiamo le parole a caso e appiattiamo tutto, quindi uno stupro è quando c’è penetrazione non consensuale ma pure se alzo la voce con una bancaria maleducata.

    “Fare un complimento a uno/a sconosciuto/a è sempre un’intromissione. Potrebbe far piacere? Sì. Potrebbe creare forte disagio, fastidio, imbarazzo? Certo che sì. Se non siete sicuri dell’effetto, non fatelo. Se lo fate e non ottenete l’effetto che speravate, accettate il fatto che a sbagliare siate stati voi.”

    Se fare un complimento ad uno sconosciuto è “sempre” un intromissione lo è, dunque, tanto per strada quanto in una discoteca.
    E non si può MAI essere sicuri dell’effetto di un complimento fatto a uno sconosciuto PRIMA di averglielo fatto, nemmeno se sei in una discoteca.
    Seguendo questa logica la gente si scoperebbe solo le mani.

    “Infine: il punto di entrambi i video riportati e di tutti gli altri simili che sono stati prodotti negli anni non è quello di affiancare tanti singoli episodi e catalogarli uno a uno come molestia sessuale. Il punto di queste raccolte è dimostrare per accumulazione una situazione complessiva: sono perfino banali nel loro documentare un’evidenza banale, che è quella per cui gli uomini nel complesso considerano ogni donna una preda e si ritengono in diritto di tentare un attacco in qualsiasi momento.”

    E qui potrei essere parzialmente d’accordo sullo stress da accumulazione (per le donne che lo considerano stressante il cui numero è impossibile da determinare, e dal momento che è impossibile determinarlo devo supporre che ci sia un numero uguale che prova la sensazione contraria o si dividano in tre macro categorie “infastidite, compiaciute, indifferenti).
    Solo non concordo con la visione negativa che hai dell’approccio sessuale.
    Tu vedi “preda” e “attacco” e “prevaricazione” io vedo molti uomini notevolmente impacciati che provano con mezzi rozzi ed elementari a compiacere dei membri dell’altro sesso nel tentativo di ricevere qualche attenzione indietro.
    È davvero obbligatorio vedere il male in un gesto simile?
    Mi spiace ma credo che le persone, che solitamente cerco di evitare in quanto eremita e facile allo scazzo, in generale siano mediamente migliori di quanto questi misantropi e femministe complessate vogliano farci sembrare.

    Con amore
    (ciao bello)
    (odio ribadire l’ovvio ma tu non sei certo né un misantropo né una femminista complessata)

    • @canimorti
      Perché non provi a fare un sondaggio casalingo chiedendo a qualche persona di sesso femminile che conosci quanto trova stressante il fenomeno?
      Mi sembra molto improbabile che ci sia qualcuna che se ne compiaccia: la maggior parte dei catcaller tende ad avere lo stesso identico atteggiamento con qualsiasi donna (persino a certi ragazzi coi capelli lunghi capita di ricevere fischi da lontano), non c’è granché di cui andare fiere.
      Le molestie sessuali per via verbale sono tutt’altra cosa rispetto allo stupro, è chiaro, ma allora l’asticella dove va messa? Quando uno si mette a seguirti di sera su una strada deserta, quando si cala le braghe alla fermata dell’autobus, quando cerca di palparti in metropolitana? C’è tutta una serie di comportamenti che può farti passare la voglia di uscire di casa da sola pur non costituendo fisicamente violenza. E, ribadisco, quando vivi in un mondo in cui è normale subire queste cose, tendi a fare un po’ di tutta l’erba un fascio.
      Se il problema sono gli uomini benintenzionati ma privi di savoir-faire, bene: l’articolo con cui sei in disaccordo e i vari video che menziona sono appunto un tentativo di spiegare loro che no, alle donne generalmente non fa piacere.

      • Ho fatto un sondaggio non casalingo, i risultati giocano a tuo sfavore. Adesso provaci tu.

        “ma allora l’asticella dove va messa? Quando uno si mette a seguirti di sera su una strada deserta, quando si cala le braghe alla fermata dell’autobus, quando cerca di palparti in metropolitana?”

        Perché menzioni cose che non sono state menzionate né da Aioros in questo pezzo né da me nell’altro?
        Secondo te qui qualcuno dubita che i comportamenti da te descritti siano meno che gravi molestie sessuali?
        Stiamo parlando di una cosa molto precisa:
        l’autore del video ritiene che un uomo che dice “Damn” o “Good morning” o “Hello beautiful” a una ragazza compie una molestia sessuale.
        Io, che peso le parole, no.

    • “Io vedo molti uomini notevolmente impacciati che provano con mezzi rozzi ed elementari a compiacere dei membri dell’altro sesso nel tentativo di ricevere qualche attenzione indietro”. D’accordo. Lasciamo a questi tizi il beneficio del dubbio sul fatto che non siano stronzi prevaricatori, ma solo poveri fanciulli carenti di educazione affettivo-sessuale. Non sapete come approcciare una ragazza (alla quale sentite di dover assolutamente fare un complimento nonostante l’abbiate vista due secondi fa per la prima volta)? Bene, allora leggete l’articolo di cui sopra come una specie di bignamino dei rapporti interpersonali. L’approccio rozzo (anche se a voi sembra un complimento) a una sconosciuta NON FUNZIONA. Anzi, sortisce l’effetto opposto, perché se nalla maggior parte dei casi è solo fastidioso, talvolta può anche risultare minaccioso, e in entrambi i casi la donna che avrete di fronte vorrà solo allontanarsi dalla situazione il più in fretta possibile.
      Quindi, canimorti, a questi poveri incapaci non stai facendo alcun favore dicendo loro che hanno tutti i motivi per continuare a farlo. La loro vita affettivo-sessuale non migliorerà affatto, e anzi continuerà a essere miseramente vuota. E nel frattempo contribuiranno a mantenere le strade un luogo spiacevole da attraversare per donne e ragazze.
      Quindi, come giustamente dice Alchechengi, se proprio dovete dichiarare il vostro amore a una sconosciuta, trovate modi migliori (se non vi sentite in vena di sonetti, anche un semplice e discreto sorriso può funzionare).

      • Serena mi dispiace rilevare che trasferisci, anche tu, la tua opinione su tutte le donne.
        Che quel tipo di approccio non funzioni possiamo essere d’accordo.
        Che sia fastidioso per ogni donna non è verificabile.
        Che sia una molestia sessuale è una strunzata.
        E tutto sto discorso, che mi ha ampiamente rotto la minchia, parte da qui: l’autore del video dice che è una molestia sessuale, io dico che è un povero scemo.
        Poi sull’opportunità, sulla riuscita, sulle intenzioni possiamo discutere.
        Sulla definizione no.
        Perché se dire “DAMN” o “GOOD MORNING” a una donna è una molestia sessuale allora dare un’occhiataccia alla propria fidanzata sono violenze domestiche e alzare la voce con qualcuno è uno stupro e se ti porti a casa una conchiglia dalla spiaggia è appropriazione indebita di beni demaniali.

        • Che sia una molestia lo dice il dizionario Treccani, senza andare troppo sul filosofico.

          “Molestia /mo’lɛstja/ s. f. [dal lat. molestia]. – 1. a. Sensazione di incomodo, di disagio, di irritazione, provocata da persone o cose e, in genere, da tutto ciò che produce un turbamento del benessere fisico o della tranquillità spirituale: dare, recare m.; la fastidiosa m. degli insetti. b. Il fatto stesso di molestare: m. alle persone, in diritto penale, reato di chi, con qualunque mezzo, arrechi disturbo o fastidio ad altri; m. sessuale, forma di corteggiamento insistente e offensivo verso le donne, in alcuni paesi perseguito come un reato. c. Azione molesta: le sue m. non sono più sopportabili. 2. (giur.) In diritto civile, ogni atto che comporti menomazione o soppressione del godimento di un diritto: molestie di fatto, di diritto.”

          Il dizionario Treccani dice anche che si definisce molestia sessuale una forma di corteggiamento insistente e offensivo. Dire “questo vestito ti sta molto bene” a un’amica (o anche a una tizia con cui si sta parlando per la prima volta, posto che prima ci si sia presentati educatamente) è diverso dal dire “ehi bella, lo sai che hai un gran bel culo?”. Dire “Good morning”, chiaramente, non costituisce in sé una molestia, potrebbe tranquillamente essere un saluto cordiale (ben diverso dal “Damn!” che tu invece metti sullo stesso piano), a seconda del tono e del contesto. Resta il fatto che io non ho ancora conosciuto alcuna donna che consideri i continui richiami/saluti/approcci da parte di sconosciuti come piacevoli complimenti e cordialità. Non dubito che ne esista qualcuna, ma credo che si possa dire con una buona dose di sicurezza che nella stragrande maggioranza dei casi questi “complimenti” non vengono apprezzati. Quindi, anziché sperticarsi in verbose difese del diritto agli apprezzamenti rozzi, non cambiare, più semplicemente, strategia di approccio?

          • “1. a. Sensazione di incomodo, di disagio, di irritazione, provocata da persone o cose e, in genere, da tutto ciò che produce un turbamento del benessere fisico o della tranquillità spirituale:”

            A me succede quando vedo una donna coi mocassini. Oddio, vanno tutte rinchiuse in galera.

          • Sapevo che qualcuno avrebbe detto qualcosa di stupido tipo “a me dà fastidio questo, ma mica mi lamento”. Stefano, non offendere la tua e la mia intelligenza con paragoni ad minchiam. A meno che i mocassini non te li tirino sistematicamente in faccia per mostrare apprezzamento, le due cose non hanno niente a che fare l’una con l’altra.

          • Guarda, francamente, non me ne frega un cazzo.
            Per te dire “damn” è una molestia sessuale e per me portare raccogliere fiori a bordo strada è furto con scasso.
            Tanti saluti, quello che avevo da dire l’ho già detto dillà e come al solito mi fotte sega di chi non concorda.
            Baci.

          • @Serena
            perchè invece il terribile molestatore che ha detto alla tizia ‘good morning’ poi ha estratto il pisello e l’ha usato per schiaffeggiarla.

          • Stefano, come puoi leggere sopra, sul fatto che “Good morning” di per sé non costituisca una molestia concordiamo. Ora dimmi, su 10 ore di attenzioni non richieste, compreso un tizio che la segue per 5 minuti, tu vedi solo il “Good morning”? Perché io vedo, invece, 10 ore di attenzioni non richieste, tra cui un tizio che la segue per 5 minuti.
            Seguendo il tuo paragone, è come se per 10 ore tu ricevessi continue attenzioni da sconosciuti con i mocassini, che vanno dal “Hai visto i miei mocassini nuovi?” al “Ho appena comprato questi mocassini, te li strofinerei in faccia”, passando per tutte le sfumature intermedie. E tu, avendo già sperimentato dei mocassini in faccia, o almeno sapendo che la possibilità non è così remota, non vivresti questi continui commenti come, come minimo, un’intrusione non richiesta nella tua vita privata e, nel peggiore dei casi, come minaccia di violenza?
            Ciliegina sulla torta, nel caso decidessi di lamentarti di queste continue intrusioni, è trovarsi di fronte qualcuno che scrive un intero articolo solo per giustificare il diritto dei mocassino-dotati a continuare a importunarti e che risponde “non me ne frega un cazzo” se gli spieghi che le donne (o le persone senza mocassini) potrebbero sentirsi minacciate da queste continue attenzioni non richieste.

          • Serena, di tutto il video solo il 5% saranno molestie (variabile sulla sensibilità, per alcuni meno per altri più). Il tizio che la segue per cinque minuti sì, l’ho visto anche io. Quindi? Se faccio un video per dimostrare una determinata tesi, devo quagliare. Invece cosa dimostra quel video? Che esiste una minoranza di allupati, e che la quasi totalità degli uomini che tentano un approccio in strada non scoperanno da qui al 2030. Non che per una bella donna è impossibile passeggiare per strada.

            E poi ‘non richieste’ da chi? Credo nella mia vita di non aver mai effettuato un approccio ‘richiesto’, in quel caso vorrebbe dire che sono stato approcciato. Lasciando perdere l’efficacia del fischio alla pecorara come strumento di rimorchio nel 2014, tutto sta nella testa della ‘vittima’. Che se se magari fosse stata mollata dal fidanzato storico scappato con una moldava di 20 anni, avrebbe provato piacere a ricevere dosi di autostima.

            Conosco ragazze che si divertono a provocare, pure vestite dimesse, altre che non lo fanno manco sotto minaccia armata, altre a cui piace la bestia, quelle che stanno aspettando l’indicazione di Dio, quelle schive, quelle sfrontate eccetera. E nessuna di esse gira con un cartello in fronte ‘ho voglia di cazzo ORA’ ‘non mi guardate, non mi parlate, ho le palle girate’ ‘conquistami come il Petrarca’ eccetera. Ce provi, se vedi un qualche segnale di interesse procedi, se no è stato un piacere.

          • Mi piace il fatto che la favolosa possibilità che a una sconosciuta piacciano certi apprezzamenti perché mollata dal fidanzato storico per una moldava ventenne viene tenuta in considerazione, mentre la più probabile possibilità che stai cacando il cazzo a una persona che ha altro a cui pensare è tutta da discutere e precisare.

            Prima che mi si risponda “e certo, ci sono entrambe le possibilità quindi uno ci prova”: il punto è no, nel dubbio una persona educata non ci prova.

          • uh uh uh sono comparse le parole ‘probabilità’ e ‘possibilità’. Allora facciamo così. Considerato che una percentuale non trascurabile di consumatori di ganjia guidano da fatti, vieto le droghe leggere. Considerato che la probabilità di stupro in strada aumenta vertiginosamente per donne sole e in orario notturno, si fa divieto alle medesime di camminare da sole dal tramonto in poi.

            Guarda che i fautori dello stato etico mica ti dicono che no, xxx è vietato perchè sbagliato, ti parlano di probabilità e di possibilità, e di come il tuo comportamento ‘potrebbe’ avere effetti deleteri.

            PS
            l’esempio del fidanzato che scappa era solo per farti notare che ci sono condizioni in cui la stessa autrice del video avrebbe apprezzato i lumaconi, seppur non considerandoli minimamente in quanto lumaconi. Ci sono donne che apprezzano e basta per il 99% della propria vita, se non ci credi passa a trovarmi che te ne presento un po’.

          • Vabbè. Come ho già risposto altrove, direi che ci abbiamo provato. Parliamo chiaramente due lingue diverse. Inutile per tutti e due affaticarsi oltre, buona così.

    • Avremmo materiale per una dozzina di altri post noiosi, provo a essere breve. “Ci sono membri del sesso di cui stiamo parlando che si sentono perfettamente a proprio agio tra questi commenti”: non importa. Molti altri no. Nel dubbio non si fa, e la metterei banalmente sul piano dell’educazione: non importunare gli sconosciuti.

      L’accenno alle feste e ai locali: hai ragione tu, mi sono espresso male ed è venuta una cazzata (anche se non ho detto che “tutte le persone che vanno a una festa lo fanno per essere approcciate”: altrimenti potrei dire che tu sostieni che “tutte le donne che vanno per strada lo fanno per essere approcciate”). Volevo dire che in alcuni contesti è previsto che si faccia conoscenza con altre persone, ed eventualmente si tenti l’approccio; situazione molto diversa dal fare i piacioni con un passante a caso.

      Non ritendo “che sia impossibile che un uomo […] riceva un commento da una ragazza […], decida di avvicinarsi ed accettare l’approccio”, né ritengo impossibile il contrario. Ritengo sbagliato e maleducato provarci. Poi magari a un’azione maleducata può corrispondere una reazione positivissima.

      “Tu stabilisci che siccome la società è maschilista un complimento DIVENTA una prevaricazione”. No. Siccome la società è maschilista, un uomo che importuna una donna approfitta della sua forza ma non viceversa, tutto qui.

      Dici che il fatto che la reazione tipica delle donne sia sopportare e tacere è una mia deduzione, che forse alcune sì, ma non “tipica”. Questo posso concederlo, non ho dati a mio supporto.

      Dici che non si può mai essere sicuri dell’effetto del complimento prima di averglielo fatto. Vero. “Seguendo questa logica la gente si scoperebbe solo le mani”. Ma perché, qualcuno ha mai ottenuto una scopata iniziando con “a ‘bbona”?

      Infine, sì, ho capito che tu vedi l’ingenuità e la buona volontà e goffi uomini impacciati che non vorrebbero fare del male ma sono solo un po’ rozzi. Io, tendenzialmente, no, ma anche se fosse: le buone intenzioni non sono una giustificazione.

      • Intanto mi rallegro che tu riesca a controbattere senza utilizzare retoriche da terza elementare tipo “vorrei vedere se succedesse a tua madre”.
        Due cose e poi ti lascio la chiusura.

        1. alla fine stiamo riducendo tutto, perché è così che (almeno per me) stanno le cose, a una questione di educazione e di opportunità.
        L’educazione e l’opportunità, però, hanno confini elastici, ruttare a tavola in occidente è considerato maleducazione, ora vallo a dire alla sagra della salsiccia di Cazzinculo Disotto e vedi un po’ cosa ti rispondono.
        Da nessuna parte, né qui né sulla chat né nel mio post, ho mai parlato di educazione.
        Posso convenire che non sia un comportamento da circolo del bridge (epperò anche che palle con quest’educazione da circolo del bridge) non posso convenire invece, come sostiene l’autore del video, si tratti di molestie sessuali.
        Pur ammettendo che si tratti di comportamenti rispondenti ad un educazione non di prima qualità resta il fatto, a vedere le condivisioni di quel video sui social e sulle testate online di mezza america ed europa, che se sono comportamenti tenuti da uomini vengono considerate molestie sessuali se lo fa una donna al massimo è “rozza” o “maleducata”.

        2. anche se è passato sotto traccia la vignetta che hai postato sposta completamente il discorso.
        Presa fuori dal contesto è divertente e corretta.
        Nel contesto potrebbe far supporre che io, dillà, abbia voluto sostenere che un uomo che urla ad una donna “VOGLIO SCOPARTI LA FACCIA” non la stia molestando. Scherziamo?
        Now, io immagino che per te esclamare “damn!” o “Buongiorno” (ovvero il 90% delle esclamazioni registrate in quel video e considerate molestie sessuali…pure i saluti…vabbè) non equivalga a “VOGLIO SCOPARTI LA FACCIA” o “NON IGNORARMI TROIA, LO SO CHE TI PIACE”, perché non stanno sullo stesso campo da gioco, nemmeno nello stesso girone e nemmeno nello stesso sport.
        Non solo non sono parenti, non si assomigliano neanche.

        P.S.
        Se tu credi che nessun rapporto sessuale sia mai stato la conseguenza di un “a ‘bbona” sottovaluti molto i romani e l’umanità in genere.

        • 1) Vero, alla base io ne faccio una questione di educazione generale, e immagino che non fosse in discussione. Ma anche l’altro punto, quello per cui questo è molestia e quello no, non mi piace. Sia perché, come abbiamo detto, se una cosa è molesta lo decide il molestato, sia perché ho l’impressione che qui “molestia” stia diventando sinonimo di reato. Non è quello che intendo io, e non mi interessa discutere qui di cosa dovrebbe essere reato e cosa no. Se la parola “molestia” non ci piace, usiamo “rottura di cazzo” e il mio discorso rimane lo stesso.

          2) La vignetta non voleva rappresentare la posizione del post originale, io l’avevo presa per rappresentare un atteggiamento diffuso generico. Convengo che fosse un po’ fuori fuoco nella discussione.

          E ora la chiusura che mi hai gentilmente concesso:
          Bravo, bravo, difendi quelli che dicono a ‘bbona, vorrei vedere se succedesse a tua madre.

          • Mi intrufolo.
            Come ho già detto altrove, anche un “Buongiorno” di un tizio appoggiato a un muro, a una donna che passa, ha chiare intenzioni sessuali. Altrimenti che senso ha? Non saluta me, o una vecchia, saluta una bella donna, o piacente. Ora, non è una molestia sessuale, ma se messo insieme a tutto il resto, ovvero tutti gli altri approcci quotidiani e in un contesto maschilista oppressivo generalizzato, entra appunto in quel contesto.
            Perché il contesto sociale a riguardo è isterico, malato, di conseguenza le reazioni di rifiuto, specie da parte della donna, posso apparire fuori dalle righe, esagerate, ma comprensibili.
            Stiamo parlando di una società dove la donna si sente aggredita, dove non le passa neanche per l’anticamera del cervello di uscire da sola di notte, e che viene continuamente abbordata ben sapendo lei questo stato di cose.
            Per lei, l’imbecille che le fa anche solo un “Buongiornooo” per strada è un potenziale aggressore, violento, persino stupratore se potesse.
            Questo è il quadro. Comprensibile.

    • Beh, io sarò matta ma il tuo punto di vista lo capisco e lo condivido. Quando avevo 13/14 anni andavo al mare con mia cugina e durante la mattinata era nostra abitudine fare una passeggiata sul bagnasciuga, passeggiata durante la quale era cosa abituale ricevere fischi, complimenti e approcci vari; a me e a mia cugina non solo non dava fastidio, faceva anche piacere, anzi, volendo essere completamente sincera ti dirò che in parte la passeggiata la si faceva anche per quello! Ora certo, se uno di quei ragazzi invece di limitarsi a dire “ehi belle!” si fosse messo a seguirci in maniera insistente e si fosse rifiutato di andarsene dopo che gli era stato chiesto l’avremmo vissuta come una molestia, ma il semplice fischio o il commento scherzoso erano accettati con una risata e magari anche un sorriso, non ci siamo mai sentite minacciate o a rischio.

        • “Bravo, bravo, difendi quelli che dicono a ‘bbona, vorrei vedere se succedesse a tua madre.”
          Non l’ho scritto certo io. Qui a Roma è normale sentirselo dire per la strada e io non conosco nessuna che l’abbia mai considerata una molestia, sei tu quello/a che ha problemi a distinguere.

  5. Una precisazione: c’è una differenza notevole fra un complimento e un’avance. Un complimento garbato può far piacere, anche da parte di uno sconosciuto.
    Il problema è che quando dall’inizio della tua vita adulta (se non prima) ti abitui al fatto che può bastare rispondere a un banalissimo “ciao” da un passante perché quello si metta a tampinarti, o sorridere in risposta a un complimento perché quello si trasformi in una proposta insistente, inizi a rispondere in modo scortese anche ai commenti più gentili, just in case. Io gli uomini che mi abbordano per strada li ignoro tutti senza distinzione, perché col tempo mi sono fatta l’idea che non ci sia da fidarsi di uno che usa quel metodo lì.
    Quindi, ragazzi: non cercate di rimorchiare per strada, non funziona. Qualunque altro posto va meglio. O se proprio siete così stilnovisti da innamorarvi di una donna solo vedendola passare di sfuggita, trovate il metodo d’approccio meno minaccioso possibile. Chessò, scrivetele un sonetto.

  6. In ogni caso l’approccio molesto sessuale non funziona, per molesto si intenda tutto ciò che è appunto sessuale, anche se io mi ritengo molestato anche dai testimoni di geova, per dire. Ma se un uomo si approccio a una donna è al 99,9% questione sessuale. Cosa sanissima, eh!
    Ma c’è modo e modo.
    Ora, a parte l’insulso appoggiato al muro che vede passare una e le dice frasi insulse e morto lì, anche se una donna poi questi “approcci” li mette tutti in fila e per lei magari diventano venti o quaranta in un giorno e non ne potrà più, prendiamo quello che proprio le va appresso, per strada o a una festa ecc ecc. Dopo una prima frase di approccio, se è insulsa, tipo “Ah, mmhh, se le tue mutande sono belle quanto te sarà quasi un dispiacere sfilartele”, oppure “Ah, ciao, ops, scusami, pensavo fossi una mia bellissima amica, le somigli davvero tanto”, in ogni caso se a lei interessa la cosa te lo fa capire all’istante. Io mi sono sempre accontentato degli sguardi, che dicono tutto, ma se uno è così scemo da non riconoscerli, lei in ogni caso farà altro per farti capire che le interessi, e starle appresso quando manco ti guarda o risponde no, non funziona, non ci sono segnali. Il “NO” vuole dire proprio “NO”, anche se al maschio l’hanno convinto che la donna dice il contrario di quello che pensa, per ovvi motivi. Di sicuro inoltre, se è da sola, sopratutto per strada, non ha alcun senso andarle appresso o romperle le balle anche solo con una frase mentre passa, è da mentecatti.

  7. “Un complimento può essere una molestia.”

    Qualunque cosa può essere una molestia (se in quel momento mi gira storta).
    E quando glieli fanno perché glieli fann, e quando non glieli fanno perché non glieli fanno.
    Niente di nuovo sul fronte occidentale.

    Comunque continuando di questo passo ci passerà la voglia di trombar(l)e e il problema sarà risolto una volta per tutte.

    (si..si..si..maschilista…misogino…woof..woof)

  8. Ammesso e non concesso che “God bless You” o “Hey baby” possano essere classificate o considerate “molestie sessuali” in qualunque tipo di universo: le vignette mostrano -solo e sempre il maschio- come “molestatore sessuale”. Sono state espunte queste due situazioni reali e verificate personalmente piu’ volte: 1) una femmina etero “molesta sessualmente” un maschio e 2) una femmina lesbica “molesta sessualmente” una femmina. Come mai mancano queste due situazioni?

    • Premesso che la vignetta NON è l’argomento del post ma solo un accompagnamento, il suo punto era evidentemente che il personaggio principale, quando dice che a lui farebbe piacere, non sa di cosa parla, e sperimentandolo in prima persona se ne rende conto. Ci sono solo maschi perché l’argomento è la tendenza degli uomini a importunare le donne.

  9. Sara’ un accompagnamento e il punto sara’ un altro, come ti pare. Ma e’ e resta una vignetta omofoba. In ogni caso io ho sperimentato di persona piu’ di volta “cosa vuol dire” essere “importunato” da una donna: quindi…? Non mi hai convinto e resto del mio parere, e cioe’ che “God bless You” -non- e’ molestia sessuale. Vedi dunque che la vignetta (oltre ad essere insultante per i gay, perche’ li rappresenta come “molestatori”) racconta una emerita balla.

    • Mi sembra una lettura pretestuosa. La vignetta non rappresenta i gay come importunatori, rappresenta gli uomini come importunatori (la ragazza lamenta di essere stata importunata, evidentemente non da uomini gay) e mostra cosa sarebbe se gli uomini importunassero altri uomini (il significato sottinteso è che generalmente non lo fanno, quindi l’esatto opposto del dire che i gay sono importunatori). Inoltre come ha scritto Aioros, il fatto che il commento provenga da un uomo o provenga da una donna non ha lo stesso peso, in una società in cui la stragrande maggioranza delle violenze sessuali e delle aggressioni è compiuta dagli uomini e non dalle donne. Se la situazione fosse stata specularmente invertita (cioè con le donne a fare i commenti), non si sarebbe reso il fatto che molti commenti sonano effettivamente minacciosi.

  10. Nella mia esperienza le cose non stanno affatto cosi’ Le donne, etero e non, sanno molestare come e piu’ dei maschi: te lo dico per esperienza diretta. Ma magari la mia e’ l’eccezione che conferma la tua ferrea regola. Fattosta’ che nella vignetta i molestatori sono: n.1 uomo etero e n.6 uomini gay. Zero donne etero che “molestano” uomini e zero donne lesbiche che “molestano” donne. Sai spiegare questa strana asimmetria? 6 a 1 a 0 a 0? Perche; nella realta’ lo zero non esiste e io ne sono la testimonianza vivente. Dunque perche’ rappresentare le donne esclusivamente come vittime se la realta’ e’ diversa? Se non la sai spiegare allora forse e’ proprio come dico io: la vignetta, oltre che sessista, e’ omofobica.

  11. …e ti spiego anche perche’: la vignetta mira a suscitare un sentimento di paura e repulsione nel maschio e prendere ad esempio una donna che per strada ti chiede un sorriso avrebbe ottenuto lo scopo esattamente opposto. Chi ha disegnato la vignetta voleva invece creare un senso di schifo nel maschio e ha pensato bene di usare l’omofobia diffusa tra molti di essi per ottenere lo scopo. Chiaro ora?

    • No, la vignetta non mira a provocare lo schifo del maschio, ma semmai lo schifo verso i maschi viscidi e prevaricatori che importunano la gente per strada. La vignetta non dice che tutti gli uomini (o che solo gli uomini) agiscono così, dice solo “ecco cosa proveresti se fossi tu al posto mio”. È una semplice risposta a quello che tantissime donne si sono sentite dire in risposta alle lamentele sulle attenzioni non desiderate, e cioé: “Ma dai, magari le ricevessi io queste attenzioni!”. La vignetta vuole anche mostrare come queste attenzioni possano diventare minacciose (ultima immagine), o essere più o meno espliciti riferimenti allo stupro (penultima immagine). La vignetta ricalca una situazione tipica, il che, attenzione, non significa che sia l’unica, significa solo che è molto diffusa. Molto più diffusa delle donne che approcciano costantemente gli sconosciuti per strada, molto più diffusa delle donne che approcciano le sconosciute per strada. Il discorso comunque non cambierebbe, gli apprezzamenti volgari da parte di donne sconosciute mi infastidiscono tanto quanto quelli da parte di uomini sconosciuti (anche se questi ultimi li percepisco come molto più minacciosi, dato che non sono mai stata aggredita da una donna, ma da uomini sì), con la differenza che le volte che li ho ricevuti da uomini sono state infinitamente più numerose e più aggressive di quelle in cui le ho ricevute da parte di donne (e sì che circondata da lesbiche lo sono stata molte volte, nella mia vita).
      In ogni caso, se vuoi vedere un po’ di donne che aggrediscono un uomo, è anche stato fatto un video, con un uomo costantemente “apprezzato” da sconosciute mentre cammina per strada e per altro colpevolizzato per attirare questa forma di attenzioni. Perché checché ne dica gente come canimorti, le continue intrusioni nella propria vita quotidiana non piacciono a nessuno/a, né alle donne da parte degli uomini, né agli uomini da parte delle donne, né in qualsiasi altra combinazione di sessi.

  12. 1) “No, la vignetta non mira a provocare lo schifo del maschio, ma semmai lo schifo verso i maschi viscidi e prevaricatori che importunano la gente per strada.” Lo schifo da parte di chi…? Nessun apprezzamento del genere “Dio ti benedica” fatto a un maschio etero da un maschio gay infastidisce alcuno che non sia omofobo conclamato.
    2) L’approccio “stradale” da parte di una persona sconosciuta e’ “minaccioso” per antonomasia. Non diciamo banalita’ che nulla hanno a che vedere con l’argomento in questione: la vignetta usa stereotipi sessisti e omofobi.
    3) Vedo che siamo d’accordo sul fatto che la vignetta si concentra soltanto su un tipo di situazione e che oblitera altre situazioni similari (es. approccio insistente del genere illustrato nella vignetta da parte di una donna lesbica nei confronti di una donna etero). Il disaccordo e’ sul -perche’- si e’ scelto di espungere queste altre situazioni (donna che “molesta sessualmente”, si fa per dire perche’ io parlo -te lor ricordo- di “God bless You”Q e non di altro- uomo e donna lesbica che “molesta sessualmente” donna etero). Tu sostieni che la vignetta rappresenta sempre e solo il maschio (preferibilmente gay) quale “molestatore sessuale” perche’ e’ la situazione piu’ diffusa: -falso- La vignetta illustra per i suoi 4/5 un maschio etero che viene “molestato sessualmente” da 6 maschi gay. Non mi risulta affatto che sia la situazione “piu’ diffusa”, quindi come te la spieghi questa asimmetria? C’e’ un solo modo di spiegarla: la vignetta usa e manipola stereotipi sessisti e omofobi.
    4) La tua esperienza e’ completamente opposta alla mia. E quindi…? Questo dimostra che la tua e’ “valida” a definire un “modello” mentre la mia no? E per quale piffero di motivo?
    5) Guarda che, giusto per chiarire il contesto, si tratta di un reality. Le “continue attenzioni” la tipa del video se le e’ andate a cercare apposta per poterlo girare a fini promozionali, e’ chiaro? Si tratta di un video organizzato e montato ad hoc da una attrice professionista, una sorta di candid camera. Come se io lascio un cinquantone sul marciapiedi e poi mi nascondo a riprendere la gente che li raccatta per dimostrare, che so, che in un certo quartiere sono “tutti ladri”. http://shoshanabroberts.wix.com/shoshanabroberts

    “Benvenuti. Sono Shoshana, una frizzante e audace attrice con sede a New York City e con una cintura nera. Non vedo l’ora di agire nel vostro prossimo gioco, TV Show, o Film. Lavoriamo insieme presto!”

    • Ma veramente dobbiamo discutere della vignetta invece che delle diecimila battute di articolo? Ok. La mia interpretazione della vignetta era completamente diversa (mettere l’uomo NEI PANNI della donna, quindi NELLA STESSA SITUAZIONE), se tu la trovi omofoba ok, mi pare del tutto inutile a questo punto convincerti del contrario. Non fa nulla, eh: concordiamo che discordiamo e pace.

      1) A me per esempio. Se un uomo sconosciuto per strada mi dicesse “bless you” (non dopo che ho starnutito eh, intendo come “complimento”) mi darebbe fastidio sì. Perché sono omofobo, dici tu. Perché odio le “attenzioni” non richieste, dico io. Tu magari no, e quindi? Cos’è, una gara, un sondaggio? Decidiamo a maggioranza e gli altri si attaccano?

      5) Ma che c’entra? Se le è andate a cercare? Ma veramente, che vuol dire? A cercare come? Si era messa d’accordo con i passanti? Boh.

    • Vabbè, mi sembra che continuiamo a ripeterci, e inoltre ti hanno già abbondantemente risposto Aioros e Marco. Mi limito a rispondere a questo “Tu sostieni che la vignetta rappresenta sempre e solo il maschio (preferibilmente gay) quale “molestatore sessuale” perche’ e’ la situazione piu’ diffusa: -falso- La vignetta illustra per i suoi 4/5 un maschio etero che viene “molestato sessualmente” da 6 maschi gay. Non mi risulta affatto che sia la situazione “piu’ diffusa”, quindi come te la spieghi questa asimmetria?”
      No, io ho sostenuto che la situazione più diffusa è quella dell’importunatore maschio e dell’ “amico”, sempre maschio, che ti dice più o meno esplicitamente che quel comportamento è okay e sei tu a essere troppo insofferente. La risposta è banale: “Ah sì, allora vediamo come sarebbe se tu fossi al posto mio.” La protagonista subisce le continue attenzioni di uomini sconosciuti (non di donne) e per la legge del contrappasso il protagonista subisce le continue attenzioni da parte degli stessi. Non c’è simmetria perché nemmeno non c’è simmetria tra uomini e donne. Abbiamo cercato di spiegartelo in tre, e tu continui sistematicamente a ignorare questa parte. A questo punto la discussione perde di senso.
      Quanto al video, ci sono molte critiche che si possono fare, primo fara tutti il fatto che pur dichiarando che le attenzioni provenivano da uomini di ogni background sociale, il video di fatto mostra quasi esclusivamente neri e latini. Detto questo, non ho bisogno di un video che mi mostri quello che vivo da anni sulla mia pelle. Casualmente, l’ultimo episodio in termini di tempo è stato proprio a New York qualche giorno fa, dove un ragazzo in bicicletta è passato schiaffandomi una manata sul sedere (in realtà su una gamba, ma solo perché aveva una mira di merda), mentre i suoi amichetti ridevano. Quindi immagino potrai perdonarmi se non ho bisogno di un video che mi mostra cosa voglia dire per una donna camminare per strada.

  13. a) Urlare, cioe’ scrivere in maiuscolo, non fa sembrare quello che scrivi piu’ intelligente o sagace. Evita, grazie.
    b) Per mettere l’uomo nei panni di una donna nulla di piu’ semplice e chiaro che invertire i ruoli. Purtroppo per l’autore della vignetta pero’ questo non avrebbe funzionato in tutti i casi descritti dalla vignetta stessa. Perche’? Semplicemente perche’ la vignetta equipara cose che non stanno insieme nemmeno nel piu’ assurdo degli universi. Se una donna dice ad un uomo “mi fai un sorriso, bell’uomo?”, nemmeno uno paranioco potrebbe scambiarla per una molestia sessuale. Stesso discorso per “Dio ti benedica” o “Hey baby”. Allora l’autore della vignetta (e chi la pubblica) ha escogitato un semplice stratagemma: sfruttare la paura e la repulsione diffuse nel mondo etero (non solo maschile) per usarle a suo vantaggio in modo da dimostrare qualcosa che altrimenti avrebbe avuto serie difficolta’ a dimostrare: che “mi fai un sorriso, bellezza” sia una molestia sessuale.
    c) Tu dici: -“A me per esempio. Se un uomo sconosciuto per strada mi dicesse “bless you” (non dopo che ho starnutito eh, intendo come “complimento”) mi darebbe fastidio sì.”-. Ok, allora, se non sei omofobo e se questa vignetta non prende di mira i gay: 1) se una donna ti dicesse “God bless You” per strada ti darebbe altrettanto fastidio (io penso proprio di no). 2) In caso positivo, spiega questa differenza “non dovuta a omofobia”.
    d) “Se le e’ andate a cercare” vuol dire che si tratta di un video progettato a tavolino, girato da una attrice professionista con pochi scrupoli (lei stessa lo afferma sul suo sito) in cerca di notorieta’. Ti devo fare un disegnino?

    • a) Non era per urlare, era per sottolineare, ma evito senza problemi.
      b) Invertire i ruoli non funziona non perché “nemmeno un paranoico potrebbe scambiarla per una molestia sessuale”, ma perché, come ho spiegato nel lungo articolo che spero tu abbia letto, c’è un contesto: un membro del sesso dominante non si sente minacciato da un membro dell’altro. E non cerca di dimostrare che “mi fai un sorriso, bellezza” sia una molestia sessuale, ma che ricevere commenti dai lumaconi sia spiacevole.
      c) 1 e 2) Sì, mi darebbe comunque fastidio, perché non mi piace essere disturbato da estranei allupati, ma no, neanche lontanamente “altrettanto”, perché santo cielo per l’ennesima volta non è la stessa cosa se lo fa un uomo o se lo fa una donna, per via del contesto, di cui ho parlato nel lungo articolo che spero tu abbia letto.
      d) “Se l’è andata a cercare” vuol dire un’altra cosa, di solito, ma comunque: è un video per dimostrare quello che succede quando una donna cammina per strada. Che senso aveva commentare “eh ma è fatto apposta”? Certo che è fatto apposta. Per dimostrare quello che succede quando una donna cammina per strada.

  14. 1) “E non cerca di dimostrare che “mi fai un sorriso, bellezza” sia una molestia sessuale, ma che ricevere commenti dai lumaconi sia spiacevole.” Prendo atto con piacere che per te le locuzioni “mi fai un sorriso, bellezza” non rappresentano molestia sessuale. Purtroppo pero’ la vignetta rappresenta anche situazioni di aperta molestia sessuale (rileggila e ne converrai), mescolando il tutto e facendo un calderone di complimenti, apprezzamenti, frasi maleducate e vere e proprie molestie sessuali (gli ultimi disegni). Questo perche’ cerca di equiparare cose differenti, che e’ gia’ sbagliato, ma non solo: per farlo si attacca a stereotipi sessisti e omofobi, lo ripeto. Tu dici “un membro del sesso dominante non si sente minacciato da un membro dell’altro”. Falso: e’ un cliche. Lo stalking e’ pratica che le donne conoscono perfettamente da vittime e da carnefici, quindi di che stiamo parlando? Di piu’: questo significa che il vignettista ha disegnato quello dei maschi gay come un “sesso dominante” che “incute timore”? A chi? Perche’? Timore di cosa? Te lo dico io: i gay incutono timore ad una e una sola categoria di persone: gli omofobi.
    2) Se una donna e un gay ti apostrofano con un “Dio ti benedica” non ti da “altrettanto fastidio” perche’…? Non ho capito esattamente dove sta la differenza nell’apprezzamento. Perche’ quello da parte del gay sarebbe piu’ “offensivo”? Spiega. Sono tutt’orecchi 😀
    3) Se capisci fischi per fiaschi non e’ colpa mia. Virgoletta come si deve, se proprio devi: “Le “continue attenzioni” la tipa del video -se le e’ andate a cercare- apposta per poterlo girare a fini promozionali, e’ chiaro?”. Questo, ho scritto. La frase fatta di cui parli e’ “se l’e’ cercata” che vuol dire tutta un’altra roba. Il video dimostra cosa succede ad una donna attrice professionista “audace” che organizza a tavolino un video con l’intento di essere fatta oggetto del numero piu’ alto di apprezzamenti per strada possibile, allo scopo di acquisire scritture, fama e fortuna. Il senso della precisazione sta nel sottolineare la differenza che passa tra reality o candid camera (chiamala come ti pare) e realta’. Tutto questo ovviamente per ribadire il punto: che “God bless You”, “Hey baby” e “mi fai un sorriso, bellezza” -non- sono molestie sessuali.

    • Va bene, non importa. Siamo anni luce lontani, non ci capiamo per nulla e potremmo continuare all’infinito senza arrivare da nessuna parte. Buona lì, dai.

  15. Ma davvero Macraiser stai facendo finta di non vedere come la donna sia al centro di una società maschilista e violenta contro di lei, persino equiparando la loro situazione all’uomo aggredito da qualche donna? Che poi, dove, quando? Ho 48 anni, giro ovunque da sempre e in ogni situazione, non sono da buttar via e mai, mai mai neanche una volta ho subito molestie da alcuna, al massimo avances, rare, e mai nessuna mi ha tallonato per strada, né l’ho visto fare. Inoltre, per dirne una, solo in Italia i maschi accoppano 150 donne per questioni di possesso, e quella è la “semplice” punta dell’iceberg di una situazione malata, che vede come vittima sociale la donna, certo non l’uomo. Questo dovrebbe anche farti capire come le donne siano ormai diventate iper-sensibili anche a un solo saluto – imbecille – per strada da parte di un qualsiasi uomo, hanno paura, sono sfinite. Prova tu a vivere senza neanche azzardarti a mettere il naso fuori la notte.
    Ma la tua reazione mi pare sia come quella di Canimorti, infantile, arrabbiata e che nega l’evidenza, non so bene il perché, vi sentirete in colpa, vi sentirete perdere un qualche potere, sta a voi capirlo.

    • Marco: quello che scrivi non c’entra una emerita mazza con una virgola di quello che ho scritto io. In altre parole non hai capito una ceppa, ma pazienza, non e’ grave. Per il resto delle cretinate che dici: visto che non mi conosci di striscio ma ti permetti di sputazzare sentenze, sappi che non “mi sento in colpa” manco per il cazzo, primo perche’ non ho mai apostrofato nessuno ne’ nessuna nei modi descritti dalla vignetta omofoba e dalla candid camera della sterlette, e secondo perche’ invece io ho, in differenti situazioni ed epoche, personalmente subito quello che voi chiamate “molestie” da varie donne etero. Di piu’: sono stato vittima di stalking pesante da parte di una donna. Quindi, non solo spari una manica di cazzate, ma stai pisciando controvento. Pretendo da ogni singola donna lo stesso identico rispetto che io ho riservato ad ogni singola donna da una vita e non me ne frega un cazzo se “sono ipersensibili”, non e’ un problema mio. Ne’ accettero’ di essere equiparato a un pezzo di merda stalker o a un violentatore o anche solo a un pappagallo stradale solo in quanto maschio: e’ una cosa -sbagliata e inaccettabile-. E voi maschi coln la sindrome del cilicio prima vi sveglierete e lo capirete e meglio sara’ anche per le donne. Per quanto riguarda la mia biografia saro’ l’eccezione che conferma la regola, che ti devo dire; pero’ esisto e percio’ i vostri pensierini belli e le vostre equazioncine da bravi scolaretti alla lezione di educazione civica parafemminista (il piu’ delle volte scolaretti ipocriti, tra l’altro, che alla prima lite con la partner si squaglia come neve al sole) con me ve le potete schiaffere dove non batte il sole. La prossima volta pensa, prima di scrivere, che forse val la pena.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from società

Al posto di Fabo

Già si sentono i rumori di fondo dell’esercito di fondamentalisti che si
Go to Top