un blog canaglia

La legalizziamo, Matteo?

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Lasciamo un attimo da parte le cosiddette “droghe pesanti”, su cui potremmo scannarci per giorni interi, e concentriamoci sulla cannabis.
Ora, qualcuno è ancora convinto che la marijuana sia una piaga sociale? O meglio, qualcuno ritiene davvero che fumare una canna sia più pericoloso che bere due o tre di bicchieri di vino o un paio di amari?
Io penso di no, al di là della personale simpatia o antipatia che ciascuno è libero di nutrire nei confronti della cosiddetta “cultura dello sballo”.
Ebbene, attualmente la marijuana è una merce con cui si arricchiscono i narcotrafficanti, mentre potrebbe costituire una fonte di guadagno per i privati, o se si preferisce per lo Stato: a tutto vantaggio della lotta alla criminalità organizzata, del gettito fiscale e della qualità del prodotto.
Tra l’altro la legalizzazione della cannabis risparmierebbe a milioni di persone, perlopiù giovani e giovanissimi, il contatto quotidiano coi pusher, che in una tasca tengono la marijuana e nell’altra l’eroina, sottraendoli alla possibilità che un giorno o l’altro venga offerto loro qualcosa di più pesante al posto del solito spinello.
Insomma, a me sembra che dalla legalizzazione delle cosiddette “droghe leggere” si otterrebbero soltanto benefici e pressoché nessuna controindicazione: e quindi mi pare ancora più stupefacente -mi si perdoni il gioco di parole- il fatto che l’argomento sia tuttora ignorato dalla -quasi- totalità della politica italiana.
Mujica ha ragione: in Uruguay è in atto un “esperimento al di fuori del proibizionismo, che è fallito” per tentare di “strappare un mercato importante ai trafficanti di droga”.
C’è qualcuno, tra quelli che si candidano a governare il nostro paese, che sarebbe disposto a raccogliere questa sfida? Magari, che ne so, uno di quelli giovani e moderni come Renzi, che si proclama -e, chissà, magari lo è davvero- capace di ragionare sulle cose con un’ottica nuova.
Che ne dici, Matteo, non sarebbe il caso di ragionarci seriamente, e senza riserve mentali?
Oppure vale la pena di rottamare tutto, tranne i tabù?

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

15 Comments

  1. Il proibizionismo ha fallito in tutto il mondo. In America, per gli alcolici, lo abolirono nel 1933. I risultati non sono celestiali per ciò che riguarda il consumo, ma sono senz’altro migliori per quello che riguarda la malavita. Chissà che non funzioni anche con la marijuana. Mujica ha confermato di essere un grande.

  2. Con tutto quello che sta bollendo in pentola, con la crisi economica, politica, e sociale che c’è nel Paese esce sempre qualcuno che tira fuori la liberalizzazione della cannabis!

  3. Ho provato a postare la domanda posta da Libernazione sul profilo FB del Renzi(nante), la risposta non è arrivata ma in compenso è stata cancellata la domanda.

  4. Prima le sigarette, ora il cannabis, poi sarà l’eroina e finalmente la cocaina… voglio dire, se continuamo così finiremo per vedere uno che si fa le piste di cocaina alla fermata del bus davanti a una mamma con i suoi bambini!!!

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