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“La Costituzione vieta il matrimonio gay” Manco pe’ niente!

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Della gazzarra successa all”assemblea del PD meglio non parlare, specie in assenza di gastroprotettori. La cito solo perché dà l”occasione di riflettere sul matrimonio gay e la Costituzione.

Uno degli argomenti più spesso citati contro l”approvazione di una legge sul matrimonio omosessuale è la sua presunta incostituzionalità, per contrasto all”art. 29 della Carta costituzionale.

E” un argomento che non convince! L”art. 29 Cost. afferma: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.

L”art. 29, innanzitutto, non cita mai il matrimonio come unione di un uomo e una donna. Parla invece di famiglia come società naturale. Cosa significa?

Significa che la famiglia è un concetto che giuristi e legulei definiscono “pre-giuridico”: si tratta cioè di un qualcosa non definito dal diritto ma che il diritto “trova” nella società e nel costume sociale in un determinato momento storico. Il diritto, in parole povere, rifiuta di farsi carico di una definizione così complessa come quella di famiglia e rinvia a quanto succede nei rapporti sociali. Per questo la Costituzione utilizza il verbo riconoscere: si tratta di diritti che non è lo Stato ad elargire graziosamente ma che ha il dovere di rispettare nonostante una volontà politica contraria.

L”art. 29 è un monito innanzitutto al legislatore perché rinunci a ingerirsi nella definizione di cosa voglia dire famiglia: non spetta alla legge decidere cosa sia una famiglia escludendo le unioni omosessuali da questo concetto quando, di fronte all”evoluzione del costume sociale, è chiaro che vi siano centinaia di migliaia di famiglie composte da persone dello stesso genere.

Si dirà: “Ma i Costituenti quando pensavano alla famiglia pensavano all”unione di un uomo ed una donna!”. Innegabile! Ma nell”interpretare una legge la considerazione della c.d. “volontà del legislatore storico” – cioè il riferimento a quanto chi ha approvato un certo testo normativo voleva o aveva in mente al momento dell”approvazione – è un criterio interpretativo non dirimente.

Del resto, quando la Costituzione fu approvata, il matrimonio prevedeva una netta supremazia giuridica del marito (“è il capo della famiglia”, diceva il codice civile…) sulla moglie; a lui erano rimesse le decisioni più importanti, a lui spettava la “patria potestà” sui figli e la “potestà maritale” sulla moglie. Senza contare che il reato di adulterio era limitato solo ai “tradimenti” della moglie.

Si trattava di un impianto autoritario fortunatamente scardinato dalla legge sul diritto di famiglia; nessuno penserebbe mai di sostenere che andasse mantenuta la vecchia disciplina solo perché era quella vigente al momento dell”approvazione della Costituzione ed era quindi quella che avevano in mente i Costituenti!

L”opinione per cui il matrimonio gay sarebbe vietato dalla Costituzione francamente non convince affatto: semmai, è il legislatore che si ostina a negare il riconoscimento ad unioni che pacificamente esistono a migliaia nella società a violare lo spirito dell”art. 29.

Tornando al PD per un momento, in un post precedente avevo scritto che adottare l”Agenda Monti era il modo più veloce per suicidarsi per il Partito Democratico, ma c”è di buono che il PD non finisce mai di stupirti e mi ha subito smentito cascando sulle unioni omosessuali! Fuoriclasse! Santè

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

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