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La classe operaia vada affanculo

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Cari operai dell’Alcoa, sinceramente e con tutto il cuore, andatevene a mare. Dopo anni dove avete votato Cappellacci, vi siete fatti prendere per i fondelli da Berlusconi che mentre schiattavate si riposava nel suo bunker extralusso di villa Certosa, da Soru, da 50 anni di Democrazia Cristiana etc etc, vi presentate per l’ennesima volta a Roma col cappellino e col fischietto ad urlare slogan da stadio inconcludenti ed inefficaci, a fare pagliacciate con la polizia, e tutto per cosa? Per avere un incontro con qualche rappresentante del governo che vi racconterà due/tre cazzate per sedarvi e poi ve ne tornerete a casa e sempre a pecorina vi ritroverete e vi rimetterete. Ok, avrete pure la prima pagina dei giornali e un reportage di 4 minuti in qualche trasmissione televisiva con annesso sfogo-sproloquio in diretta di 2minuti e mezzo pianificato per alzare lo share. Siete i primi complici di chi vi ha rovinato. Siete i primi responsabili della situazione che dite inaccettabile ed insostenibile. E’ stato il vostro servilismo politico di decenni di accettazione incondizionata di scelte che hanno sempre marginalizzato progetti di riorganizzazioni industriali seri a favore di elemosine e deleteri opportunismi clientelari accettati da tutti e da voi in primis. La storia insegna come cambiano le cose, non certo gridando stupidi slogan da curva sud con cappellino e fischietto, continuando in quel solito inutile parolame di indignazione che non si trasforma mai in qualcosa di concreto ed efficace. E sia chiaro, tutto questo vale per tutti i precari che fanno i campeggi sui tetti delle scuole e sciocchezze inconcludenti simili, lavoratori flessibili, immateriali, autonomi, interinali, anormali ed idrocefali che ‘’parlano parlano parlano si lamentano lamentano lamentano’’ e poi votano sempre quelli che dicono responsabili del loro declino e della loro ”esistenza precaria”. E vale anche per gli interisti con ‘’moggiopoli moggiopoli moggiopoli’’. Parlate male dei sindacati ma ne rimanete ancora iscritti. Parlate male del governo e lo andate a votare alle elezioni. Parlate male degli imprenditori e dei’’padroni’’ e poi gli lecchereste i piedi ed accettereste tutto pur di avere quello che poi dite sia uno ‘’schifo una miseria una vergogna’’. Accettereste pure lo ius primae nocti. Sinceramente, andatevene a mare. Tornate a casa, parlate con qualcuno più vecchio di voi, leggetevi i classici, zappate la terra, imparate ad usare le fionde. Per adesso, credetemi, l’unica cosa che potete fare è andarvene a mare!

Soundtrack: ‘Scotland shame’, Mogwai

8 Comments

  1. Almeno, se si vuole fare gli snob acculturati invitando gli operai a studiare i classici, si dovrebbe fare attenzione a non toppare clamorosamente nell’uso del latino: si dice “ius primae noctis” (primae, genitivo femminile singolare dall’aggettivo di prima classe primus, a, um, ; noctis, genitivo da nox, noctis, sostantivo femminile di terza declinazione).

    • Perfetto,Tommaso,mi hai preceduto.
      Mi apprestavo,giustappunto,a sottolineare la medesima défaillance.
      A proposito di “leggersi i classici”.

  2. al di là del tono e delle generalizzazioni, su un paio di punti non ci piove.

    uno: clientelismo va bene finchè ci dà da mangiare.

    due: i miei genitori hanno avuto lo stesso posto di lavoro fino alla pensione (a dire il vero mio padre ne ha cambiati ben 2). Io lavoro da 9 anni, e ho cambiato 7 aziende. Se avessi scelto di rimanere nella mia città di nascita e in cui ho trovato il primo impego, a quest’ora sarei disoccupato.

  3. E per finire, operai (precari, co.co.co, ecc.) di tutto il mondo unitevi! Visto che tutto ciò che è stato fatto fin’ora non serve, E’ ORA DI FARE LA RIVOLUZIONE

  4. Come si fa a generalizzare così? Che ne sai chi votano i precari o gli operai ? In un rapporto di potere chi sta in basso ha anche la colpa di ciò che subisce? C’è libertà di scelta quando si è costretti dalla precarietà e dal bisogno ad accettare “qualsiasi” cosa ? E non mi si venga a dire che basta rimboccarsi le maniche per far fronte a tutto e cambiare le situazioni, perché a volte è vero, ma non sempre e chi crede il contrario non ha mai avuto davvero bisogno e urgenza di lavorare.
    Un post privo di senso. Arrogante e superficiale.
    Non ho letto i classici e se l’ho fatto, non li ho capiti, quindi traggo un po’ di saggezza da una vecchia “canzonetta” . Ascolta questa invece dei Mogwai, che parla di te:

    Tu sai citare i classici a memoria, ma non distingui il ramo da una foglia,
    il ramo da una foglia. Pigro!
    “Una mente fertile” dici ” è alla base”, ma la tua scienza ha creato l’ignoranza
    Ha creato l’ignoranza. Pigro!
    E poi le parolacce che ti lasci scappare
    che servono a condire il tuo discorso d’autore
    come bava di lumaca stanno li a dimostrare
    che è vero, è vero non si può migliorare
    col tuo schifo d’educazione, col tuo schifo di educazione.

    • credo che il post sia volutamente eccessivo e provocatorio (ma magari mi sbaglio) però su un paio di cose che scrivi posso obiettare:
      “In un rapporto di potere chi sta in basso ha anche la colpa di ciò che subisce?” in questo caso si! nella democrazia chi governa (e fa danni) l’han messo là i cittadini che non sono esenti da responsabilità
      “C’è libertà di scelta quando si è costretti dalla precarietà e dal bisogno ad accettare “qualsiasi” cosa ?” è la sicurezza di trovare qualcuno che accetta che porta “il padrone” ad offrire sempre meno e la legislazione gli da una mano e con questo torniamo al primo punto.
      ciao

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