un blog canaglia

La carota di Bergoglio

in società by

C’era una volta un papa teologo dalla voce severa e dallo sguardo freddo. Era un papa reazionario, che voleva il ritorno al latino nelle messe con le spalle rivolte ai fedeli. Quando fu eletto, molti vedendolo sul balcone alzarono gli occhi al cielo, rimpiangendo gia’ il papa precedente. Il quale papa aveva si’ la faccia buona e lo sguardo dolce, ma a ben vedere era tale e quale al suo successore. Pero’ alla gente non importa quello che un papa fa, quello che davvero dice (o non dice) e nemmeno quello che scrive nero su bianco. La religione e’ marketing e come in ogni operazione di marketing, quello che conta non e’ la sostanza ma le emozioni che si vendono. Cosi’ il colpaccio la Chiesa l’ha fatto quando il papa teologo, quello che metaforicamente usava il bastone, si e’ autorottamato. Al suo posto un nuovo mago del marketing, un papa che fa le prime pagine dei giornali portandosi da solo il bagaglio a mano e che fa impazzire le guardie del corpo coi suoi bagni di folla. Il nuovo papa e’ un maestro nell’uso della carota. E poi ha questo accento argentino che fa tanto simpatia. Dice di non essere nessuno per giudicare un gay, quando e’ a capo di un’organizzazione che definisce la sessualita’ dei gay come peccaminosa e disordinata a prescindere, che lotta per mantenere le discriminazioni verso le unioni gay nella societa’ ben al di fuori degli ambiti di competenza di una chiesa e che non ammette omosessuali tra i suoi pastori. Dice poi che le donne devono avere un ruolo piu’ importante nella Chiesa, per poi ricordare subito che la vera parita’, cioe’ il sacerdozio femminile, non e’ e non sara’ mai sul tavolo. Lo specialista in carote non e’ diverso dal suo predecessore, specialista in bastoni, ma ha faccia simpatica e la parlata alla Maradona e tutta l’antipatia cosi’ ricade sul tedesco che l’ha preceduto. Cari cattolici, spero vi piacciano le carote, perche’ prevedo che ne dovrete (dovremo) ancora inghiottirne molte.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

10 Comments

  1. Condivido l’analisi sull’azione di marketing, ma da laico convinto e praticante mi ritengo già soddisfatto dall’astensione di Begorglio sui cosiddetti “temi etici”. Che i cattolici nelle loro chiese facciano quello che vogliano, io ritengo già un gran passo in avanti una minore ingerenza (almeno sul pieno discorsivo) degli interventi del Papa in materia di gay, aborto, ecc…
    Scelta anche questa adottata probabilmente per ragioni strategiche, ma quel che conta è che finalmente abbiamo un Papa che non rompe le palle in campo secolare. Sperando che la situazione non cambi, certo.

    • Il papa che non rompe le palle fuori dal suo campo lo devo ancora vedere. Non basta dire che non e’ nessuno per giudicare i gay se poi quando c’e’ una proposta concreta per cancellare una discriminazione, come quella sul matrimonio CIVILE, i vescovi fanno fuoco e fiamme.

  2. A parte che una carota è meglio di un bastone, dire che la religione è marketing mi sembra un’analisi un poco povera.
    “Timeo Danaos et dona ferentes” diceva qualcuno su questo blog agli inizi del pontificato di Bergoglio: e sia. Stiamo però a vedere. Millenni di chiesa non possono essere cancellati con un colpo di spugna, sicché anche il pastore più progressista non potrà che dare qualche aggiustatina. Ma incrociamo le dita perché si sa che “Gutta cavat lapidem”.

  3. La religione e’ qualche cosa di speciale per chi crede, per noi poveri non credenti e’ sullo stesso livello di una favola. Non si puo’ pretendere che tutti quanti credano alla favola ne’ arrabbiarsi quando dicono che lo e’.
    Se Bergoglio puo’ solo “dare qualche aggiustatina”, non sara’ il caso di piantarla con la fanfara ogni volta che batte ciglio? tutto questo clamore per passi ancora cosi’ timidi da essere ridicoli mette in luce quanto la chiesa sia un’istituzione retrograda e opprimente anche per chi dice di farne parte (anche se il 99% non ne segue i dettami).

    • Sono pienamente d’accordo sulla ridicola fanfara ad ogni batter di ciglio. Tanto più che le gradevoli scelte fatte da Bergoglio in queste settimane dovrebbero essere, come pure sottolineato da Capriccioli, “normali” per un papa.

  4. http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/11_Novembre/29/vaticano.shtml
    Come tante altre cose, il divieto del sacerdozio per i gay e’ solo formale. Chiaramente se uno si tiene il suo orientamento sessuale per se, come fosse una cosa di cui vergognarsi, tutto ok. Del resto anche i pedofili non sono ammessi, ma purtroppo cio’ non pare servire a liberarsene (anche perche’ quando ne scoprono uno non e’ affatto detto che lo denuncino e lo espellano dalla chiesa).

  5. Questa mi sembra seria demagogia.
    Quello che il movimento cattolico sostiene è vecchio, spesso razzista e necessita di grandi riforme. Se chi è a capo di questo movimento inizia a usare parole diverse e contrarie al movimento credo sia un segno solo positivo, almeno in direzione di un difficile e complesso cambiamento.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from società

Al posto di Fabo

Già si sentono i rumori di fondo dell’esercito di fondamentalisti che si
Go to Top