un blog canaglia

Io sto con Roberto Giachetti

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Mi dispiace interrompere l’idillio dell’abitudinario facebookiano e twitteriano forum, che ha da discutere su questioni senz’altro più rilevanti, come l’ascesa del Movimento 5 Stelle o il morettiano vengo-nonvengo del Silvio nazionale. Mi dispiace perché le foto del culo di Nicole Minetti sono un gran bel vedere e la C aspirata di Renzi è così fiorentina e dantesca e simpatica.

Ad ogni modo, lo vedete quest’uomo nella foto qui sotto? No, non è un operaio Alcoa né un precario della ricerca; non è uno di quei personaggi incazzati da talk show di sinistra, uno di quelli con cui Santoro ci fa mezza trasmissione. L’uomo smagrito nella foto è Roberto Giachetti, deputato eletto nelle liste del Partito Democratico. Giachetti è così magro non perché sta facendo una dieta rigenerante. Lo è perché sta sostenendo una protesta nonviolenta per chiedere la modifica dell’attuale legge elettorale, il cosiddetto Porcellum. Il suo sciopero della fame va avanti da 87 giorni (con interruzione di tre settimane ad agosto, quando il Parlamento è stato chiuso per la pausa estiva) nell’indifferenza pressoché totale dei vertici del suo partito. Molti gli chiedono di smettere per il suo bene, trovando inutile una forma di protesta così logorante per un oggetto così poco importante. Altri sostengono che tanto una nuova legge elettorale potrebbe essere anche peggiore di quella attuale.

Costoro non hanno capito proprio un cazzo delle ragioni della protesta giachettiana, che non è soltanto per la riforma della legge elettorale ma si richiama al rispetto dei principi democratici in senso ampio: il modo in cui i cittadini scelgono (o non scelgono) i propri rappresentanti non è un’inezia democratica, bensì inerisce alla sfera procedurale, che è il sale della democrazia.

Giachetti si appella al presidente Napolitano, affinché intervenga con un messaggio motivato alle Camere per accelerare la discussione sulla nuova legge. Io invece mi appello a voi, affinché abbandoniate per un attimo il ciuffo ribelle di Montezemolo o i vaffanculo di Grillo per dare visibilità e supporto (ma la visibilità è supporto) a questa iniziativa nonviolenta.

Caro Giachetti, io sto con te.

 

5 Comments

  1. Non mi piace (chi prendo in giro, mi piace moltissimo) fare il grammar-nazi della situazione, ma “inerire” è un verbo intransitivo. Quindi “inerisce alla”, non “inerisce la”.

  2. Neanche in Burundi si modifica la legge elettorale a 4 mesi dalla scadenza della legislatura.Giacchetti è libero di maltrattare il suo corpo, ma non può pretendere che la sua “iniziativa non violenta” sortisca l’ effetto di rendere l ‘ Italia un paese ancor più ridicolo agli occhi del mondo intero che, a differenza del colpo di mano perpetrato da Berlusconi e Calderoli nel 2005, tiene gli occhi puntati sulle nostre istituzioni democratiche.

  3. Onestamente a me sembra che sia in pieno peso forma, non di certo patito.
    Sarà anche animato dalle migliori intenzioni, ma credo ci siano modi più efficaci e dignitosi per combattere per le proprie idee piuttosto che uno sciopero del salamino e della porchetta.
    Si lo so, ho detto una cattiveria.

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