un blog canaglia

In trincea con la mazzafionda

in mondo/politica/società by

Se uno sta perdendo una guerra, va da sé che non è capace di combatterla: e se non è capace di combatterla vuol dire che utilizza delle armi, delle strategie e delle tattiche inadeguate.

Ebbene, è noto a tutti che l’arma usata dal mondo per combattere la guerra alla droga è il proibizionismo: e siccome il mondo quella guerra la sta indubbiamente perdendo, dovrebbe conseguirne che il proibizionismo è un’arma inefficace.

Dico dovrebbe, perché di solito a questo punto i cervelli si spengono: ti seguono nel ragionamento fino a un certo punto e poi clic, si obnubilano, perdendosi dietro a luoghi comuni indimostrati, ripetendo a pappagallo frasi sentite da altri e finendo schiacciati dai tabù che ci siamo andati ripetendo nel corso dell’ultimo secolo.

“Lo stato non può consentire che la gente si droghi”: e chi l’ha detto? “Se la droga fosse legale la gente ne userebbe di più”: abbiamo le prove di questa congettura? “La droga porta alla delinquenza”: certo, ma solo nell’attuale sistema proibizionista.

Niente. Impossibile discuterne. Impossibile pronunciare la parola “legalizzazione” senza che salti su qualche fenomeno a darti dell’estremista, del visionario, del pazzo.

Sapete cosa? A questo punto comincio a sospettare che qualcuno voglia perderla, ‘sta guerra: facendola contestualmente vincere non solo alla droga, ma soprattutto ai trafficanti che ci si arricchiscono.

Sta di fatto, perché di un fatto si tratta, che intanto siamo in trincea con la mazzafionda, mentre dall’altra parte piovono bombe, granate e colpi di mortaio: e voi ancora insistete a dire che va bene così.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

6 Comments

  1. ragionamento tanto lineare quanto perfettamente inutile. Le ragioni del proibizionismo non sono “banali”, rispondono a logiche che hanno una “loro” necessità. Il problema del “proibire” o del “permettere” non si risolve con asserzioni forse anche giuste ma “politicamente” deboli.

  2. tutti devono drogarsi…su questo non si discute!
    il pensiero “deve” essere “obnubilato” altrimenti uno pensa..ragiona…capisce (nonsiamai!)

    la droga nasce come un piacere terreno che doveva essere confinato nello spazio e nel tempo: doveva essere resa illegale per evitarne la diffusione (questo ufficialmente)
    ma soprattutto perchè se una cosa piace..e non la puoi fare…sei disposto a pagare di più per farla…(questo invece realmente)
    è semplicissimo
    deve diventare illegale solo per tenere alto il prezzo

    e così il sesso era diventato illegale… ma poi sono nate le pippe
    le scommesse sono state messe al bando…poi la gente ci giocava sempre meno…
    la politica era illegale….poi però l’economia ne risentiva..

    insomma, finchè si può, è meglio lasciare illegali le cose che trasportano il danaro
    e solo quando il flusso diminuisce, per ri-aumentarlo, si può legalizzare la merce
    la droga verrà legalizzata solo quando saranno in pochi ad usarla

    la vera guerra al proibizionismo si vince convincendo la gente che è inutile sballarsi, è inutile annegarsi nell’ infinito caos per perdere il dolore dell’ ex-sistenza..

    ma fintanto faremo discorsi sulla legalizzazione e basta, magari con una rollata in mente…stiamo solo facendo pubblicità al proibizionismo….

    tanto per non lamentarsi inutilmente

  3. La vostra logica è fallace: in Italia l’alcool è legalizzato e in molte zone l’alcolismo è una piaga sociale. I ragazzi si sono ubriacati quasi tutti almeno una volta nella vita. Molti si ubriacano tutti i fine settimana.

    Con questo vi ho dimostrato che la liberalizzazione non risolve un gran cazzo. Anzi.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from mondo

Go to Top