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In memoria di Malcom Sorrow

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Malcom J. Sorrow si è spento la scorsa notte nel suo appartamento di Londra; erano con lui la compagna Akar e le figlie Caress e Whisper, che lo avevano raggiunto qualche giorno fa da New York. David Bowie, in jeans e giubbotto scuri, occhiali da sole a goccia, è stato visto lasciare l’appartamento dei Sorrow a Marylebon verso le 11:00 di stamattina, mentre fonti vicine alla famiglia di Sorrow confermano che per il primo pomeriggio di domani è prevista una visita di Nick Cave. Negli ultimi mesi, Marina Abramovic si è mantenuta in stretto contatto con Malcom, almeno finché il suo stato di salute glielo ha permesso: con il supporto dell’artista serba, Sorrow ha infatti messo a punto la regia della sua cerimonia funebre, che, come programmato da Sorrow, verrà officiata presso il Tempio dell’Ipnoeroticomachia di Londra il terzo giorno successivo alla sua morte. Di questa celebrazione non si sa molto, ma, considerando le stravaganze di Sorrow e dei suoi ex compagni di scorribande (musicali e non), c’è da scommettere che le sorprese non mancheranno.

Malcom J. Sorrow (né Alexander Mc Callum) nasce nel 1969 da una famiglia borghese, cui tenta in ogni modo di ribellarsi; fondatore del collettivo artistico Smoking Tampon, fu animatore di alcune delle performance artistiche più discusse della fine degli anni Ottanta. La più celebre fu Human Scent, nella quale la sua splendida fidanzata del tempo, Suzy Temple, dovette sobbarcarsi l’ingrato compito di farsi sommergere, completamente nuda in una stanza non riscaldata, da 20.000 paia calzini usati da altrettanti uomini selezionati tramite un annuncio sui quotidiani. Quando apprese il contenuto della manifestazione artistica, tenuta presso il Victoria & Albert Museum con il patrocinio della Royal Society for Arts Development, il primo ministro Trumpet espresse netto sconcerto, definendo Sorrow e gli altri scoppiati dello Smoking Tampon “una banda di diseredati, nonché distruttori di civiltà”.

“Wrecker Of Civilization” è, guarda caso, il titolo dell’opera prima di Mc Callum: un lavoro che, al netto di qualche ingenuità, contiene in nuce gli elementi di genio rivoluzionario che avrebbero fatto di Sorrow uno dei numi tutelari dell’underground dark / industriale britannico. “Wrecker Of Civilization” spinge alle estreme conseguenze la virulenta forza negatoria del post-punk, introducendo massicce dosi di disturbi elettronici. Mc Callum, mettendo a punto strumenti elettronici fatti in casa (l’ormai mitico sorrowizer), campiona rumori del mondo (due topi che copulano, una sega circolare in azione sulla carcassa di un’automobile, lo stantuffare sfiatato di una porta difettosa di un convoglio della metro, i rumori e le voci di una corsia d’ospedale, le urla di un manicomio criminale), trasformandoli e dotandoli di una ritmica ora sgemba, ora simmetrica ed accattivante. Su questo strano miscuglio, Sorrow registra, spesso filtrandola, la sua notevole voce: urla lancinanti cui spesso seguono improvvise ed inattese aperture melodiche, balbettamenti smarriti, lallazioni e nenie. Un vero capolavoro: “Wrecker Of Civilization”, con la sua anima oscura e la sua attitudine dark jazz, diventa immediatamente un classico della musica contemporanea.

Il successivo “Section Six” (1990), è invece un concept album sul senso della vita in una grande città industriale, “dove il fumo radioattivo delle fabbriche si mischia al chiarore spermatico del cielo”. Dopo la morte improvvisa della moglie, Mc Callum convive con il grande amore della sua vita, l’ermafrodito Akar. E’ probabilmente la storia con Akar a consentire a Mc Callum di intravedere un barlume di speranza dal fondo della cripta in cui si è autosepolto. Pur permanendo l’impostazione oscura e disperata e una visione della società dei consumi come una landa dominata da violenza, perversione e malattia mentale (“Burger / Autopsy”, “Cannibal Baby”, “Heart-Shaped Blood Stains”), si regitrano caute ed episodiche aperture all’amore e la speranza (“Totally Yours”, “Chinese Fucking Walls”). Giusto per non smentirsi, “Section Six” si conclude però con la tempesta metallurgica di “Hell = Heaven”: diciotto minuti di di campionamenti impietosi di presse idrauliche che si sovrappongono a chitarre effettate e ai battiti ossessivi di una drum machine che pesta senza pietà.

Nel 1992 Sorrow, che nel frattempo ha cominciato il suo percorso iniziatico-chirurgico per trasformare il suo corpo in un ibrido maschio-femmina e ha fondato nientemeno che una nuova chiesa, dà alle stampe la sua suite industriale “Into the Perversion Chapel” (Useless Music), ardito cross-over tra canti tradizionali sciamanici, free-jazz e black metal. Pur essendo un album amatissimo dai fan, “Into the Perversion Chapel”, pasticciato ed incerto, è l’unico vero passo falso nella carriera di Sorrow. E’ solo nel 2009, dopo ben diciassette anni di oblio e solitudine marcati dagli eccessi e dal consumo irresponsabile di alcol e droghe sintetiche, che vede la luce il capolavoro del “distruttore di civiltà”, le “Orgamic Suites”. Ispirato alle dottrine del discusso intellettuale neo-pagano Franz Kutzleweit, il disco è composto da sole quattro tracce, ognuna delle quali di una ventina di minuti ed è stato messo in commercio in sole 250 copie. Il CD viene venduto in bundle con un uno speciale dispositivo grande come una scatola di fiammiferi, concepito per interporsi tra riproduttore e fonte, su cui va applicata la cuffia e da cui si dipartono i cavi elettrici che lo collegano ad una fascia elastica da applicare al polso e ad un paio di speciali occhiali. Le “Orgamic Suites” sono concepite per suonare in modo diverso per ogni ascoltatore: il dispositivo venduto assieme al CD, infatti, rileva le reazioni dell’ascoltatore al suono, instaurando un circuito di feedback gestito da un software che preleva la più adatta tra le migliaia di possibili tracce pre-registrate da Sorrow remixandola in tempo reale in modo coerente alle reazioni psico-fisiche dell’ascoltatore.

Le Orgasmic Suites furono un successo underground, e, a dispetto del prezzo proibitivo (600 sterline), il “pacchetto” fece immediatamente sold-out. Le major avevano annusato l’affare e forse Sorrow era pronto a spiccare quel salto verso il mainstream cui i suoi fan “alternativi” guardavano con timorosa libidine. Sarebbe anche successo, forse, se non fosse stato per il caso di Beatrix Todd, una ventiquattrenne di Southampton, cui il brano “Shibari & Ice” procurò un orgasmo talmente violento e prolungato che il suo cuore, minato da una patologia non diagnosticata, non riuscì a resistere. Sorrow, che sotto la scorza di stravaganza, ha sempre mantenuto un animo puro e sensibile, ne fu addoloratissimo; al punto che la notte del 26 gennaio del 2010 diede fuoco al suo studio “nel quale avevo concepito un’opera che aveva ucciso un’innocente”. I genitori di Beatrix fecero causa a Sorrow e la polizia aprì un’inchiesta sul suo conto per omicidio preterintenzionale. E’ facile comprendere quanto gli ultimi anni di Mc Callun siano stati duri, segnati come furono dai rigori di un processo ingiusto e dalla rabbia cieca del popolo britannico, che liberò contro il “mostro” Sorrow tutto il suo potenziale latente di primitività ed ignoranza.

Ieri se n’è andato uno dei pochi geni musicali del secolo. Requiescat In Pace.

(FIORI DI SANGUE) Impiegato dell’anno, drogato dalla parola e dai suoni. E’ insicuro, non necessariamente gentile. Da quando scrive su Libernazione, si è convinto di essere Adam Clayton degli U2. Sperabilmente invecchierà e morirà felice.

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