un blog canaglia

Il vero problema

in società by

Ricapitolando, presidente Boldrini, l”Italia è il paese nel quale è stata approvata la legge 40, ottenere la pillola del giorno dopo è un”impresa titanica, un giorno sì e un giorno no qualcuno dice che bisognerebbe rivedere la 194, i consultori vengono progressivamente smantellati, gli ospedali pullulano di medici obiettori, in certe regioni abortire è praticamente impossibile, gli asili nido sono più rari delle oasi nel deserto, il sostegno alla maternità sul lavoro è riservato ad una quota della popolazione sempre più esigua.
E di fronte a questa situazione disperata il problema sarebbe che c”è qualche donna mezza nuda in televisione e nelle pubblicità?
Non mi fraintenda: non sottovaluto né la portata, né il significato di quello che lei denuncia; anche se adesso le solite ultras si scateneranno a dirmi che sono maschio e quindi non posso capire, che sono superficiale, magari perfino che sono un maschilista.
Pazienza.
Io, nel frattempo, le dico quello che penso: finché non avremo risolto definitivamente i problemi che accennavo all”inizio, le pubblicità continueranno ad essere piene di culi, tette e cosce.
Hai voglia, a vietare.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

20 Comments

  1. Concordo pienamente e non solo concordo ma dico anche che sarebbe ora di smetterla di gettare questi specchietti per le allodole facendosi paladini del nulla per poi vivere di noncuranza problemi molto peggiori e più grazi. Bravo

  2. … infatti cerchiamo di risolvere i problemi quotidiani delle donne che all’immagine ci pensiamo poi liberamente noi stesse…

  3. il problema è la gente tipo questo Alessandro Capriccioli, superficiale e banale nelle sue argomentazioni che, tra l’altro, implicano il preconcetto che la gestione di certe problematiche sia un problema solo femminile e non della società. Perseguire lo sviluppo di una coscienza sociale che non sfrutti il corpo della donna per scopi commerciale e reprimerne l’uso sarebbe inutile o, quanto meno, non prioritario? Già che ci siamo, proseguendo nel ragionamento, finchè non si risolve il problema della la fame nel mondo è inutile cercare garantire ai bambini africani il diritto allo studio. Te lo dico io, le pubblicità saranno piene di culi (di donna) fino a che ci sarà chi scrive cose come le sue, arrampicandosi sugli specchi invece di dire solo: BASTA.

    • Patrizia, secondo me manchi il punto.

      Le pubblicità non sono nella disponibilità diretta della politica (a meno di non fare una legge che vieta tutte le pubblicità con le donne). Invece l’abolizione della legge 40, ad esempio, è prerogativa esclusiva del Parlamento.

      Quindi, secondo me, va benissimo fare pressione per rimuovere le donne seminude dagli spot (ma anche da film, telefilm e talk show?) ma contemporaneamente è necessario lavorare anche sul fronte dei diritti (che, come ricordi giustamente, non sono un problema solo femminile).

    • è sempre notevole quando le femministe diventano moraliste come i preti. Secondo quale principio una donna o un uomo (ché la pubblicità usa anche il corpo dell’uomo, oltre a darne spesso un’immagine d’inetto) non dovrebbero essere liberi di vendere la propria immagine? il corpo viene usato in mille modi diversi, perché questo non va bene nella pubblicità?

    • In Italia la questione femminile ha un problema sia di forma che di sostanza. La forma, cioè l’uso del corpo femminile come mero strumento di marketing, la vediamo in TV e nei manifesti pubblicitari. La sostanza è il modo inferiorizzante in cui la donna è concepita nella società, istituzionalizzata nella legge 40 e nelle continue “proposte” del Vaticano che il nostro Parlamento prontamente accoglie. Puoi mettere quanti divieti vuoi in TV e su tutti i mass-media possibili, ma finché la donna viene considerata come una fabbrica di figli e nulla più, le tette e i culi te li ritroverai ovunque e in forme sempre più sfuggenti e difficili da controllare.

    • ha mai pensato che ci sono donne che col proprio corpo, la sua esposizione o uso in particolare, ci vivono? E non parlo solo delle prostitute o delle modelle.
      La cultura becera del ‘guarda che pezzo di gnocca’ per lei è un oltraggio, per altre donne è il pane.
      Io, ad esempio, da uomo, giudico un oltraggio al genere maschile le curve allo stadio ogni domenica. Una massa di coglioni urlanti che godono per un altro che tira un calcio alla palla (ripeto: imho), ma non mi sognerei mai nemmeno di promuovere l’abolizione del calcio, anche se così risparmieremmo tanti soldi, tanta violenza e guadagneremmo in spazi e in cultura.
      C’è chi si diverte, a urlare in curva. Buon per loro.

  4. Sono una donna e l’idea che un’altra donna possa denudarsi liberamente in tv mi rassicura. Mi spaventa piuttosto che la si accusi di essere una poco di buono, che le si vieti di disporre liberamente del proprio corpo, che le si attribuisca la colpa o la responsabilità delle tante ingiustizie subite.
    E considero il fascino prodotto dal mio corpo su un uomo come la giusta contropartita per la somma di tremendi pesi che il fisico di una donna è costretto a sopportare.
    Chiedo che quell’uomo mi rispetti, non mi metta in imbarazzo con battute triviali, condivida i compiti genitoriali, si occupi della casa e cucini anche lui, tenga le mani a posto, mi faccia decidere della mia gravidanza, dimentichi le parole “puttana” e affini, riconosca i miei meriti.
    Imploro le altre donne, che stimo già solo per il fatto di essere in grado di essere donne, di aprire gli occhi e di rivendicare i nostri diritti, tra i quali c’è anche quello di vestirci e svestirci come vogliamo senza che questo generi violenza e soprusi.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/oliviero-toscani-evitare-stupratori-e-assassini-via-tacchi-rossetto-femmincidio-1552983/

      • Forse quando avremo la stessa forza fisica, tu partorirai, allatterai, avrai il ciclo e la menopausa. Non siamo uguali. Non lo siamo.

        • io non posso partorire per ragioni fisiologiche ovvie, tu però le braccia le hai. Questo modo di rispondere è tipico delle femministe nostrane, dovresti farti forse un giro nei forum statunitensi per capire cos’è la vera rivendicazione della parità.

          • Mi dispiace avere il modo di rispondere tipico delle femministe nostrane. Mi dispiace perchè significa che sono prevedibile e mi dispiace perché non mi sento affatto femminista. Mi preoccupo dei miei diritti e dei miei limiti. Sì, ho le braccia, ma per ragioni oscure hanno una forza inferiore alle tue. Mi piacerebbe essere forte quanto te, ma non lo sono e mi piacerebbe che si partorisse a turno ma così non è.
            Non rivendico la parità, voglio che la mia vita sia vivibile.
            Ti prego di non offenderti se non accolgo con entusiasmo il tuo invito a farmi un giro nei forum statunitensi.

  5. Piacerebbe, per altro, che la Boldrini accennasse al fenomeno del male bashing, ormai visibile anche nel nostro paese e non solo nella pubblicità, o il talibanismo vale solo a favore della donna?

  6. Io comincerei con la lotta alla prostituzione! A mio parere e’ meno grave vedere una donna seminuda in TV che vedere una donna sul marciapiede costretta a prostituirsi!

  7. Ma non avete mai sentito parlare di stereotipi di genere e delle loro implicazioni? Non avere mai visto i video di Lorella Zanardo? Lo stereotipo agisce in profondità su tutti noi, uomini e donne, le donne sono oggetti e gli uomini DEVONO essere forti, machi. Giorno dopo giorno lo stereotipo ci si piazza nella mente e non ci fa agire liberamente. Questo è il problema e non è quello di vedere culi e tette, ma il fatto è che ci sono solo quelli. Non ci sono astrofisiche in TV, non ci sono donne manager, non ci sono donne professioniste, le donne ce le fanno vedere solo come donnine oggetto o mamme, il resto nulla. Eppure non siamo solo così. Non è una questione di bigottismo o femminismo puritano, è una questione di sapere che la comunicazione è piena di stereotipi, che ci assorbiamo e che ci fanno sembrare normali cose che non lo sono, ma soprattutto fanno la cultura di questo Paese nel quale viviamo, dove quando si parla di violenza di genere, non si riesce mai ad affrontare il problema culturale come si deve, che è alla base di tutto, ma costa fatica ammettere che c’è un pezzo di responsabilità in ogni nostra azione, anche in un articolo come questo.

  8. Le discussioni sui blog non servono a nulla, questo è ormai catastroficamente assodato. Ci si parla addosso nascosti dietro un video. Chi ha scritto questo post non capisce nulla, del resto se lo è detto da solo.
    Concordo con Anna: “devo essere un’ultras. Inutile lasciare commenti”.

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