un blog canaglia

Il vescovo di (quasi) tutti

in società by

A volte capita che quando uno muore, di colpo diventi l’eroe di tutti, ma proprio tutti. Non fa eccezione Carlo Maria Martini, vescovo di Milano per 23 anni, che in queste ore viene compianto parimente da cattolici, nani, ballerine e mangiapreti. Rovino l’armonia e la pace in cielo e in terra se dico che a me il cardinal Martini non ha mai scaldato il cuore, e non lo scalda ora che è tornato alla casa del Padre? Gli si riconosce il merito di aver cercato di riavvicinare la Chiesa Cattolica al messaggio di povertà e umiltà, fatta da persone più aperte, ecc, ecc. Buoni propositi miseramente falliti, come da sua stessa amara ammissione. Ciononostante, il cardinal Martini non ha mai fatto nessun gesto eclatante, non se n’è andato sbattendo la porta ma è rimasto lì, a legittimare un’istituzione i cui valori e comportamento sono per lo meno discutibili per una buona parte di chi oggi lo rimpiange. A me la sua figura provoca una grande tristezza e non molto altro. Amen.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

21 Comments

  1. I blog a volte diventano il luogo dell’opinione contraria alle altre per farsi notare. Che necessità c’è di comunicare al mondo il proprio (per carità, legittimo) disinteresse per la morte di una persona?
    Credo siano morte altre persone ieri in Italia, perché non annunciare che in fondo non si era affezionati a loro?
    O perché non dire che, tanto per fare un esempio, la sagra del pesce a 200km da casa in fondo a me non interessa perché a me il pesce non piace?

    • Perchè trovo ipocrita quest’ondata di melassa da parte di chi cattolico non è e si spertica a santificare un uomo che secondo me non è meritevole di santificazione da parte loro. Mi ricorda quando è morto Karol Wojtyla. Avrei trovato molto più degno che lo compiangessero i suoi fedeli e gli altri tacessero.

    • “O perché non dire che, tanto per fare un esempio, la sagra del pesce a 200km da casa in fondo a me non interessa perché a me il pesce non piace?”

      già, perché non dirlo? è soprattutto questa la funzione di un blog. e molti lo leggono più perché gli piace il “come” che il “quello” di quello che dici.

      …o l’informazione (l’intrattenimento, in un certo senso sono la stessa cosa) deve essere “edificante”?

    • Alle volte capita che in alcune nicchie piccoline ci si chieda com’è che agli “altri” manca il coraggio, l’onestà intellettuale o l’umiltà di controbattere, se credono che quel che viene scritto dalla nicchia & commenti sia sbagliato. Perché non vi confrontate, oh lettori in disaccordo?

      Martini è stata una persona libera, di autentico dialogo: solo troppo consapevole per compiacere troppo il proprio ego, con atti plateali di narcisismo mediatico. Il circo mediatico (inclusi i blog) è un minuscolo pezzetto del mondo. Avrebbero allontanato possibili nuovi ponti di dialogo. Non voleva questo, e non lo voleva con consapevolezza. Che poi avesse una sua fede, e che quasi tutti gli altri non l’avessero, a mio avviso non è il punto. Si fanno scelte, si sceglie anche se credere in qualcosa o no. Martini era una persona coerente con quel che credeva e diceva, e onesta nel dire quel che credeva. Non è poco.

      A volte le nicchie sono al contrario: un continente di persone semplicemente smette di dar troppa importanza a tutti gli altri continenti, che protestano indispettiti per l’assenza di democrazia, di dialogo, di confronto. “Non vi sforzate di combattere per cambiare il mondo, pigri altro che innovatori!”. Qui la nicchia sono gli altri continenti. Non tollerano di essere lasciati essere quel che hanno scelto di essere. Non tollerano che gli si lasci la loro pretesa libertà e che si scelga la propria libertà di vivere in modo diverso.

      Il problema sta nella libertà. A volte, si decide che dialogare, discutere, difendersi, replicare con alcune nicchie piccole o grandi, semplicemente, è un modo inutile di spendere il tempo. Non serve alle nicchie, se per loro è solo un gioco dialettico (qualche nuovo commento, qualche nuova replica; poi si crepa, uno alla volta, come niente fosse). E’ obbligatorio stare alle regole di questo gioco? Non si cambia idea se non si è aperti alla possibilità di cambiarla. Nella nicchia, a volte, si è deciso che si sta dalla parte della ragione, punto. E per sottolinearlo, si cita magari Brecht a (s)proposito, fingendosi dalla parte del torto (che è poi un artificio retorico per mettersi davvero dalla parte della ragione, e zittire tutti gli altri con un solo motto).

      Capita che dalla nicchia si guardi con la lente ai pesci che nuotano nell’acquario (“noi siamo fuori da questo acquario”) senza vedere l’acqua differente e i vetri in cui i pesci guardano nuotare i prigionieri della nicchia. Auguri.

  2. Dipende molto da qual è l’obiettivo. Alla simpatia non si comanda. Se invece si vuole fare un’analisi, ci si può imbattere in dati di fatto “scomodi”, di cui però, per onestà intellettuale, è necessario tenere conto al momento in cui ci si spinge ad esprimere un giudizio. Prova a pensare, per esempio, se uno come Martini fosse stato papa: io credo che le cose sarebbero ben diverse oggi… E’ melassa, questa? O forse è il caso di riconoscere che, se pensieri come quelli di Martini avesero cittadinanza in Vaticano, si sarebbe un po’ meno anticlericali, ci sarebbe meno bisogno si salire sulla pira urlando a gran voce la propria virtù? A meno che non si voglia fare sempre e comunque il bastian contrario, senza se e senza ma.

    • Non è che se uno è il meno peggio della Banda Bassotti, allora diventa un bravo ragazzo. Finchè non lascia la Banda Bassotti, è uno di loro. Io considero la Chiesa Cattolica ormai impossibile da riformare. Anche applicando tutte le idee di Martini, per me non risulterebbe indigeribile. Non sempre si può trovare un compromesso e far finta che sia possibile è una bella ipocrisia.

  3. Non avendo seguito il cardinale quando era vivo non so giudicare se sia stato migliore, peggiore o nella media dei militanti di Cristo.
    Nel merito della sua scelta di fine vita, invece, non capisco il motivo di tanta ammirazione. Anziani e malati che si avvalgono della “pietà” dei medici ce n’è a bizzeffe, quello di cui siamo a corto sono persone che si battano per qualcosa di più del proprio parlticolare contingente diritto a non soffrire.
    Ho letto le dichiarazioni di Martini sul caso Welby e vi invito a farlo, perchè rappresentano un’avanguardia all’interno della Chiesa Cattolica. Resta il fatto che delle posizioni di sta benedetta Chiesa ci occupiamo fin troppo: se Martini fosse stato Papa sarebbe cambiato qualcosa per noi? Purtroppo temo di sì, forse avremmo una legge sul fine vita e scusatemi se trovo allarmanti questi rapporti di causa effetto nello Stato Italiano. Scusatemi se vorrei uno stato capace di legiferare a prescindere da chi sia il Papa.
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2007/01/cmmartini_210107_io_welby_morte.shtml
    Comunque, sono costretta a smentire Mina Welby: Martini non è come suo marito, affatto. Al più è come qualcuno dei nostri nonni, e la sua umanità può commuovere quanto un giro in un qualunque reparto rianimazione. Welby era un combattente e perchè chiedeva per tutti un diritto che avrebbe potuto ritagliarsi più o meno in segreto per sè, i nostri nonni e Martini no.

    • Grande! E’ così raro, in un paese controriformista, trovare in qualcuno una chiarezza di pensiero tale da fargli rivendicare il principio che un gesto politico nobile ha più nobiltà di una non ignobile testimonianza!

  4. Martini.
    Il meno peggio della banda bassotti?
    Certo, faceva il palo mentre gli altri sparavano.
    Ma la sua parte del bottino se la è sempre presa.

  5. @ Nagasaki: credo di essermi espresso male, quando ho detto che con un papa come Martini, le cose oggi sarebbero diverse. Volevo solo dire che avere dei cattolici guidati da un papa che non spari scomuniche a destra e a manca sarebbe una cosa positiva perché avrebbe espresso una sensibilità più vicina a quella della sua gente. E anche perché avrebbe reso il punto di vista dei cattolici osservanti più compatibile con quello dei laici. Non mi sembra di aver detto da nessuna parte che mi piaceva l’idea di un papa che scrive le leggi dello stato.

    • Mario ovviamente ho preso la tua posizione come pretesto polemico per dire cosa mi ha infastidito dei commenti di questi giorni sulla scelta del Cardinale. Scusa se nella foga ti ho attribuito posizioni non tue e che non meriti affatto.

  6. @ Anna Missaia “finché non lascia la Banda Bassotti è uno di loro”. Mamma mia… Quindi all’interno di un’organizzazione retrograda, sono tutti marchiati con lo stigma, anche quelli che la pensano diversamente dai capi. Magari, dico magari, Martini aveva delle idee, la sua fede gli impediva di fondare una sua chiesa riformista perché magari credeva nel magistero della chiesa cattolica, per quanto corrotta e ipocrita. Non diciamo: però, questo aveva delle idee un po’ meno estremiste della massa, per cui è “dalla parte nostra”. No, siamo troppo puri, per simili sottigliezze: lo condanniamo perché non ha lasciato la chiesa cattolica! Non sempre si può trovare un compromesso: forse è vero, ma lascia che ti dico che chi non si sforza abbastanza di cercarne uno mi fa un po’ paura. E, detto con simpatica, attenzione all’uso delle parole: non è detto che chi la pensa diversamente da te sia un ipocrita…

    • “all’interno di un’organizzazione retrograda, sono tutti marchiati con lo stigma”….mhhh…direi di sì. Se ne fai parte, specialmente da nella sua alta gerarchia, sei responsabile come gli altri delle sue mancanze. Il problema è second me che alla fine della fiera, per come la Chiesa è costruita, non c’è modo di essere, al suo interno, liberi pensatori. Ma io non ho nessun compromesso da trovare: non sono cattolica.

  7. @ Anna Missaia, la tua posizione mi sembra un po’ forte. Spiegami: vuol dire che, poiché la chiesa è retrograda, i milioni di cittadini che si riconoscono nelle sue posizioni non meritano la tua attenzione? Gente senza speranza? Tutti? Li conosci personalmente? E’ un po’ come dire: il capo della polizia non si lava, ergo tutti i poliziotti sono dei puzzoni. Se sono un dirigente (innocente) di una società coinvolta in un fatto criminoso, “sono responsabile” a prescindere? Sono certo io che capisco male, ma se questo è il pensiero sottostante, mi preoccupa.

    E poi: tutti sono chiamati all’eroismo? Ogni uomo e ogni donna valgono solo se sono perfettamente coerenti? Non è tipicamente umano, invece, ammettere e tollerare serenamente il fatto (perché di fatto si tratta) che naturalmente in ogni persona vi sia incoerenza, qualche volta paura, o qualcosa d’altro (come la fede, su cui non credo sia liberale pronunciarsi) che impedisce di farsi esempio e martire?

    La chiesa, come tu giustamente dici, impedisce il libero pensiero? Allora devi per forza prendere la porta e fondare la tua religione, se no non sei degno? Il fatto di non essere cattolici è irrilevante, e certo non esime dalla ricerca di un compromesso, se esso si rivela giusto e utile. In fondo, per definizione, i compromessi si cercano con chi è diverso da te. Senza contare che, senza compromesso, quando le posizioni sono incompatibili, sappiamo bene dove si finisce.

  8. Che sbrodolata democristiana. Io non ho grande stima di chi fa parte della chiesa cattolica in modo attivo, cioè preti, suore e altri membri laici. Non ho bisogno di conoscerli uno per uno per giudicare negativamente il loro mestiere (come non ho bisogno di conoscere personalmente tutti i membri che so, del partito comunista cinese o tutti gli imam su questa terra: la loro appartenenza a un certo gruppo di persone è quella che è). Nella chiesa non cattolica non c’è democrazia, non ci sono elezioni e di fatto se uno la pensa diversamente dalle gerarchie non ci può fare molto. Questo non vuol dire che li giudichi come esseri umani. I milioni di persone di cui parli tu solo in minima parte sono davvero cattolici. La maggioranza è come un vegetariano che si dichiara tale masticando una bistecca. Libero di farlo, ma a me suscita una vaga compassione e non molto di più. Del resto non tutti siamo forti abbastanza da vivere senza la droga della religione.
    Non tutti siamo (siete?) sempre coerenti, ma se permetti sull’incoerenza preferisco stendere un velo pietoso piuttosto che esaltarla.
    Sarei tanto curiosa di sapere dove si finisce quando le posizioni sono incompatibili come immagino secondo te sono le mie. Forse a fare crociate e mettere su l’Inquisizione?

  9. “Sbrodolata democristiana”? Con questo tono, ci metti un attimo ad inimicarti anche chi la pensa come te… figuriamoci gli altri. Tra l’altro, ti contraddici: “non li valuto come esseri umani”. E un secondo dopo, eccoti di nuovo partire lancia in resta: “la maggioranza è come un vegetariano che mastica una bistecca”. Quante cose sai Anna, accidenti.

    Forse non mi sono spiegato: non era mia intenzione fare l’apologia dell’incoerenza. Cercavo solo di dire (magari male) che l’incoerenza fa parte della vita, e che tutti prima o poi ci dobbiamo fare i conti (cristiani atei e musulmani, “forti”, deboli e medi). Quel tuo “siamo, siete?” mi sembra un tantino arrogante. Se ti senti così al riparo dall’incoerenza, beh, ti faccio i miei complimenti, beata te.

    Non so, quando parlavo di compromesso e di “incompatibilità”, non mi riferivo a te, ma all’eterno conflitto tra laici e religiosi. Suvvia, stiamo cercando di discutere su un argomento, non ci stiamo (solo) pizzicando tra compagni di blog… E certo, comunque, quando ci si erge su uno scranno con la certezza indefettibile della propria superiorità, si rischia per lo meno di litigare di brutto. Tutto qui.

    • Non mi ero accorta la pensassi come me! Me ne rallegro.
      Dire che uno è come si dice vegetariano che mangia una bistecca è giudicare un suo comportamento, non lui come essere umano (per dirla alla cattolica, io condanno il peccato, non il peccatore). Il giorno in cui mi pescherai a essere incoerente anche un decimo della maggioranza dei cattolici fammelo sapere, nel frattempo, beh, l’incoerenza non fa parte della mia vita.

  10. Non so se la penso come te, di certo (per quanto posso dire) sono più cauto e realistico nei miei giudizi (per me è un valore). Ma questo non importa, né a me né a te. La faccenda del peccato e del peccatore è tirata per i capelli (non a caso hai citato il catechismo). Non mi resta per farti i complimenti per la tua coerenza.

  11. Lo hanno battezzato:”IL PRETE BELLO!”riferimento attribuito al cardinal Martini,
    mentre, del ratzinger, si mormora:E’ il protettore dei preti pedofili!
    Et io mi domando e dico: in quale casino mi trovo?
    Chiedo lumi mentre ringrazio!

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