un blog canaglia

Il sonno della ragione produce Zeman

in società by

In noi idealisti per cosi’ dire temperati quantomeno da medio raziocinio, la caduta degli dei di Utopia genera sempre una sottile, ma non mascherabile, soddisfazione.
E cosi’, nelle quattro sventole rimediate ieri sera da sor Zeman, come nei fischi della curva come reazione al gol romanista che chiudeva l’incontro sul 2-4, abbiamo visto una riedizione gustosa e non sanguinaria del crollo di molte utopie disastrose e stupide.

Come i comunisti, e come tutti gli utopisti criminali e velleitari d’ogni epoca, Zeman vende ai suoi adepti un mondo immaginario, in cui ogni cosa funzionerebbe alla perfezione, e con grande godimento di tutti, se non fosse per un fastidioso elemento di disturbo: che nel caso di Zeman e’ l’esistenza di un avversario, nel caso delle Utopie totalitarie l’ostinata ossessione degli esseri umani di rispondere agli incentivi, adattando il loro comportamento alle regole esistenti, invece di comportarsi come il Romantico Pianificatore vorrebbe.

Ovviamente, come crollano i muri costruiti per trattenere gli uomini loro malgrado dentro Utopia, crollano anche le scazzate difese di Zeman, e crollano le sue squadre nelle classifiche di ogni tempo. Ma i nostri cari zemaniani, indomiti, sanno bene che il principio di ogni fanatico e’ lo stesso: se i fatti e la teoria (meglio sarebbe: l’utopia) non concordano, al diavolo i fatti.
Il che spiega il motivo per cui, in fondo, Zeman piace tanto alla stampa di sinistra di questo disgraziato paese.

 

Il sonno della ragione

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

11 Comments

  1. Stupito di leggere parole del genere in queste pagine, che in genere rispecchiano il mio pensiero.
    « Una carta del mondo che non contiene il Paese dell’Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo. »

  2. come al solito il calcio tira fuori il peggio del peggio anche e spesso in chi commenta… e questo articolo non ne costituisce “l’eccezione alla regola”.

  3. Ragazzi miei, siete proprio zemaniani.
    Dall’alto della vostra superiorita’ morale, pensate che richiedere autocritica sia un reato di lesa maesta’. Ci ha mai pensato il mondo a procurarvi un brusco risveglio? Succedera’, state tranquilli.

  4. “Un idealista che gode della caduta di un’utopia. Comunisti come utopisti e criminali. Zeman venditore di un mondo immaginario e Romantico Pianificatore. Se i fatti e la teoria (meglio sarebbe: l’utopia) non concordano, al diavolo i fatti.”
    Quanti danni ha potuto compiere il berlusconismo! Idee povere e parole bislacche, pensieri in libertà dal raziocinio e dalla vita. Poveretto, di idealismo non porti traccia, del resto del pensiero non credo tu abbia sentore.

  5. Grazie per il “carini”. Ricorda però, che chi è di ritorno, almeno una volta l’adolescenza l’ha superata. Ed i muri non furono e non saranno costruiti per confinare “dentro”, ma per impedire di sognare e di guardare oltre, da qualunque parte del muro ci si possa trovare. Il tuo scritto è violento e acido, Zeman è uomo coraggioso e di pace. Comunque sincero.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Latest from società

Al posto di Fabo

Già si sentono i rumori di fondo dell’esercito di fondamentalisti che si
Go to Top