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Il PD romano, cioè Alemanno

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Supponiamo che qualcuno proponga di istituire il registro dei testamenti biologici in un determinato comune: badate, non è affatto una supposizione astrusa, poiché si tratta di uno strumento già approvato ed operante in un numero considerevole di città, tra le quali Milano, Genova, Torino, Venezia e Napoli.
Supponiamo, però, che il comune in questione sia quello di Roma, che la proposta abbia luogo nel 2009 e che il Sindaco, che in quel momento risponde al nome di Gianni Alemanno, decida di cavarsela così:

Non è nostra competenza, c’è una legge che il Parlamento sta discutendo, quindi sarà sua cura decidere

Risposta fuori luogo al limite del ridicolo, non c’è che dire: perché è ormai noto a tutti che il registro comunale dei testamenti biologici, per dirla con le parole di Riccardo Magi, “non vuole affatto disciplinare la materia del fine vita, né chiede al Comune di farlo, ma (…) intende attestare l’autenticità delle dichiarazioni anticipate di trattamento dei cittadini“, e quindi si tratta semplicemente di “un servizio ‘dedicato’ ai cittadini, nell’ambito delle competenze e delle funzioni amministrative già esercitate dal Comune“.
Fin qui ci siamo, no? Voglio dire, mi pare che sia tutto fin troppo chiaro, a cominciare dall’evidente strumentalità della posizione di Alemanno.
Ebbene, supponiamo che la stessa proposta venga nuovamente sollecitata nel 2014. E supponiamo che al governo della città non ci sia più Gianni Alemanno con la sua maggioranza bigotta e conservatrice, ma un partito (a suo dire) progressista, moderno e aperto come il PD: sarebbe lecito aspettarsi un esito del tutto diverso dal precedente, non credete?
Invece state a vedere come liquida la questione Francesco D’Ausilio, capogruppo del Partito Democratico in Campidoglio:

Io sono d’accordo con l’iniziativa in quanto pungolo al legislatore nazionale, tuttavia temo che le implicazioni dei registri dei testamenti biologici locali non abbiano fondamento giuridico. Serve una legge nazionale

Interessante, nevvero? Si tratta, mutatis mutandis, della stessa risposta di Alemanno. Identica. Eccezion fatta, a voler spaccare il capello in quattro, per quel “sono d’accordo” e quel “temo”. I quali, tuttavia, non conducono ad alcuna conseguenza diversa da quelle del “birbaccione” Alemanno (cioè, il registro dei testamenti biologici non si è fatto prima e non si fa manco adesso), né sono migliori delle precedenti nel cogliere il vero punto della questione (il registro dei testamenti biologici non istituisce il testamento biologico nel paese, ma si limita a certificare una dichiarazione dei cittadini, cosa che rientra appieno nelle competenze comunali).
A questo punto sorgono spontanee (almeno) due domande.
Primo: a Milano, a Torino, a Genova, a Napoli e in tutti gli altri comuni in cui la delibera è stata approvata sono tutti coglioni? E sono una massa di fresconi Maura Cossutta, Carlo Flamigni, Mina Welby e tutti questi altri?
Ma soprattutto, secondo: se gli esiti sono identici, e se è identica la speciosa tendenza a ciurlare nel manico su quello di cui stiamo parlando, quale sarebbe la differenza tra l’amministrazione Alemanno e quella che ci ritroviamo adesso? Esiste, una differenza concretamente riscontrabile al di là dei proclami? Oppure, gira gira, si tratta più o meno della stessa roba infiocchettata in modo leggermente diverso?
Insomma: per quale motivo dovremmo continuare a far finta che quelli del PD siano più “progressisti” degli altri? Semplicemente perché dicono di esserlo?
A me, personalmente, pare un po’ poco.
Sarà che ho il brutto vizio di considerare i fatti leggermente superiori alle chiacchiere.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

7 Comments

  1. scusate l’ignoranza… ma in pratica a cosa serve questo registro? certifica l’autenticità delle dichiarazioni? ma se poi i medici possono ignorarle a che serve? e se uno non la fa certificare la sua dichiarazione?
    mah….
    mi viene da pensare, va bene la leva per dimostrare al governo che la gente vuole poter decidere sul fine vita, ma quanto costano questi registri?

    • Serve ad attestare l’autenticità delle dichiarazioni. Vale a dire: l’avesse avuto a disposizione Eluana Englaro, tutta la merda sul fatto che non era vero che lei aveva detto che ecc. ecc. sarebbe stata risparmiata. E non è poco.

      • sempre perchè sono ignorante….
        ma nel caso di eluana anche se avessero dimostrato le sue volontà i medici possono fare quello che vogliono o mi sbaglio?
        quindi il caso englaro non sarebbe cambiato molto… avrebbe comunque dovuto lottare

      • non contesto il diritto, ma il fatto che se il registro è inutile perchè i medici possono fare il contrario delle volontà dell’interessato allora i soldi sono mal spesi

  2. Beh, il commento di D’ausilio è leggermente diverso. Anzi, dal commento pare che abbia intenzione di istituirlo, questo registro. Si tratta di vedere se lo faranno sul serio.

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