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Il PD e il compagno Serra

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Davide Serra, lo spietato finanziere delle Cayman, ha preso la tessera del circolo PD Londra, di cui ho l’onore di far parte da un paio d’anni. La notizia è stata accolta con un misto di repulsione e orrore da una larga fetta degli iscritti del circolo e di altri circoli vicini e lontani. Alcuni si chiedono se il PD dovrebbe consentire a uno come Serra di tesserarsi, altri minacciano di stracciare la loro tessera in segno di protesta. Sul Corriere della Sera, il segretario del circolo londinese snocciola tutti i punti che lo dividono da Serra e sui quali conta di convertirlo. In particolare, la dichiarazione che più è risultata indigesta è quella sul fatto che secondo Serra gli scioperi nel settore pubblico dovrebbero essere regolati per non causare disagi. Opinione a mio avviso legittima, come può essere legittima anche un’altra opinione al riguardo. Del resto, tra il 41% di elettori democratici non mi stupirei se in molti trovassero l’attuale modalità di gestione degli scioperi nel settore pubblico alquanto discutibile.

A ben leggere quali sono gli altri punti di disaccordo con Serra (per esempio l’abolizione dell’articolo 18 e “l’inviolabilità dei diritti acquisiti”), viene il dubbio che il problema non sia Serra, ma piuttosto Matteo Renzi. Quel Matteo Renzi che ha vinto meno di un anno fa le primarie a segretario e che ha portato il PD ad essere il partito con il maggior consenso in Europa. Un segretario che rappresenta il peggior incubo per così tanti iscritti e l’ultima speranza per così tanti elettori. Ed è così che uno come Davide Serra, per via del suo mestiere, del suo supporto della prima ora a Renzi e della sua schiettezza diventa la nemesi per una parte del PD che non sa accettare il confronto con una idea di sinistra diversa dalla sua e che bolla quella degli altri come aliena a prescindere. È la stessa parte del PD che non si rende conto di essere la prima ad esprimere spesso idee in contrasto con la linea, decisa democraticamente, del partito ma che per quelle  idee non viene certo accompagnata alla porta. La parte del PD che si ritiene la sinistra “originale” in virtù delle sua “gloriosa” storia che non l’ha praticamente mai portata al governo in settant’anni . La parte di PD a cui gli elettori sono i primi a voler far cambiare idea su parecchie cose.

Da parte mia do un benvenuto a Davide Serra nel mio circolo, dove sarà lui a decidere se si troverà a suo agio o meno, come del resto faranno tutti gli altri iscritti, dal segretario all’ultimo dei portatori d’acqua.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

15 Comments

  1. Uau, regolamentare gli scioperi sì che è di sinistra! D’altronde gli scioperi mica si fanno per mettere in crisi un sistema, da parte di chi non ha altro potere contrattuale, no, gli scioperi si fanno tutti bene ordinatini e in fila per due, pettinati e democratici, altrimenti qui Renzi grida al complotto, e lì la City non è lieta!

    • Scusa tanto Marco, tutto vero, in teoria, ma in pratica, e al di là di Serra e affini, quale “sistema” oggi viene messo in crisi da uno sciopero?
      No, perchè a me, da cittadino che sarebbe anche ben contento di subire le conseguenze di uno sciopero che poi frutti qualcosa, francamente sfugge; a me sembra che l’unico “sistema” che mette in crisi un bello sciopero della scuola, per dire, sia il “sistema di organizzazione familiare quotidiano”, e nient’altro.
      Sciopero del personale docente e/o non docente, per dirla in sindacalese, indetto peraltro puntualmente e soltanto di venerdì o di lunedì, salvo casi di abbinamento ad eventuali feste comandate infrasettimanali; consuetudine che, è bene dirlo, non ispira proprio il massimo della solidarietà in chi subisce i disagi, spesso anche economici, di quello sciopero..
      Quale “sistema” mette in crisi uno sciopero dei trasporti pubblici?
      Quale “sistema” mette in crisi uno sciopero del personale ospedaliero?
      Da cittadino, ripeto, a me sembra che metta in crisi solo la vita di chi si ritrova ad arrivare a lavoro con due ore di ritardo, o che non sa come fare per tornare a casa, o chi si era preso un giorno di ferie per farsi, che so, un’ecografia però rimandata causa sciopero..
      E questo per il settore pubblico, ma anche nel privato, oggi, quale “sistema” mette in crisi uno sciopero dei metameccanici?
      Non so, è un’impressione, e quindi può essere sbagliata, ma forse sarebbe il caso di ripensare i modi di lotta, di adattarli ad un mondo del lavoro ed una società che è profondamente cambiata da quando gli scioperi mettevano davvero in crisi un’azienda..

      • Guarda, rispondo solo a questo giusto come esempio: “Da cittadino, ripeto, a me sembra che metta in crisi solo la vita di chi si ritrova ad arrivare a lavoro con due ore di ritardo, o che non sa come fare per tornare a casa, o chi si era preso un giorno di ferie per farsi, che so, un’ecografia però rimandata causa sciopero.”
        Ergo metti in crisi il sistema, perché quello, insieme a tutti gli altri, è una rotella appunto produttiva del sistema, e è anche il suo disagio che è funzionale allo sciopero. Tanto s’è capito da un pezzo che le cose le cambi solo sulla strada, e ai ferri corti.
        Dire che non bisogna creare disagi è un’assurdità, lo sciopero o è selvaggio o è ridicolo, di sicuro non di sinistra, infatti non capisco perché voialtri continuiate a chiamarvi così, di sinistra e persino “compagni”. Ma che “compagni”, a andar bene siete socialdemocratici, ditelo e basta.
        Io, di sicuro, non voto più a “sinistra” da anni.

        • Guarda, io ti ho fatto una domanda su un qualcosa a cui faticavo a trovare un senso e tu mi hai risposto in modo chiaro ed inequivocabile, e ti ringrazio: il sistema di cui parlavi è IL Sistema, ed è verissimo anche che le cose le cambi solo sulla strada, non per forza ai ferri corti secondo me ma magari sono troppo ottimista; però anch’io credo che la questione “sciopero” dovrebbe necessariamente essere sempre accompagnata da manifestazioni pesantemente impattanti, e ben gestite mediaticamente. Quindi in un certo qual modo anche tu ritieni inutili i “chiuso per sciopero” del venerdì, che trovo anche parecchio controproducenti, e che sono oltretutto il motivo per cui i discorsi come quelli di Serra trovano terreno fertile nel sentire di molti.
          Quel “voialtri” in cui poi mi associ così aggratis, preferisco prenderlo e portarmelo a casa, ché non ho né tempo né voglia di star qui a raccontarti chi sono, cosa faccio e dove politicamente mi posiziono, sappi però che hai sbagliato mira, e pure di parecchio…

          • Non so chi sei, ma in ogni caso nota che ho usato la parola “selvaggio”, indigesto anche ai sindacati, e nota le parole di Serra: “Esatto, va molto regolato prima che tutti lo facciano random. Se volete scioperare, scioperate tutti in un giorno: in caso contrario, chi vuole venire qui ad investire, non ci viene. Quello che voglio dire è che lo sciopero è un diritto, ma anche un costo»”.
            Inutile poi dire che qui chi non viene a investire magari è per la burocrazia e il clientelismo e la mafia, certo non perché c’è il rischio scioperi, ma lasciamo stare va’.

  2. E’ proprio il caso di dire “warmwellcum” ad entrambi… tanto i circoli del PD quello sono diventati; circoli di cortigiani.
    Almeno quelli di Forza Italia si chiamano “Club”.

  3. Faccio fatica a capire perchè i piddini più o meno londinesi si ostinino a dichiarare l’appartenenza ad un’idea di sinistra quando è plateale che non ne condividono alcun presupposto.
    Fate outing, dichiarate che siete per un mondo liberista ma capace di elargire sprazzi di elemosina alle varie tipologie di schiavi , vedrete che continueranno a votarvi felicemente ed inesorabilmente e finalmente l’ambiguo signore che presidenteggia il pd potrà assurgere al ruolo regale che tanti e con tanta devozione gli hanno preparato.

    • Ottimo commento… il fatto è che purtroppo non sono loro a dover fare outing, ma i babbei che votano PD credendo di votare un partito di sinistra, soprattutto quella quota di nostalgici che votavano PCI, che dovrebbero capirlo.

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