un blog canaglia

Il Ministro del Grillo

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Spero che tutti voi abbiate visto e conosciate a memoria “Il Marchese del Grillo”, con Alberto Sordi.

Ora, date una lettura a queste parole: ” Si dirà non tutti hanno la possibilità di bussare alle porte del ministro della Giustizia; a non tutti è data la facoltà di farsi ascoltare, di poter esprimere un disagio autentico, nella speranza che qualcuno lo raccolga e se ne faccia interprete. È vero, non tutti hanno la possibilità di diretto contatto, e nessuno più di me ne ha l’acuta e desolante percezione, e posso garantire sul mio onore che nessuno più di me avverte questa disparità di situazioni in tutta la sua dolorosa ingiustizia”.

Queste parole potrebbero stare benissimo in bocca al Marchese del Grillo, quando racconta di aver fatto condannare Aronne Piperno, ad esempio, o un altro personaggio dell’aristocrazia papalina nel film, o addirittura al papa (un Paolo Stoppa fantastico). A pensarci bene, starebbero bene in bocca ai cardinali di un film di Luigi Magni.

Invece le ha pronunciate ieri, in Parlamento, il nostro attuale Ministro della Giustizia. Il paternalismo, il pietismo e il doppiopesismo rivendicati ed ostentati sono gli stessi del Marchese del Grillo.

Il messaggio di fondo è, pure, sempre lo stesso: “Ah… me dispiace, ma io so‘ io… e voi non siete un cazzo!”

Santé

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

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