un blog canaglia

Il maschilismo “buono”

in società by

Mi sono sempre chiesto se i sedicenti avversari del cosiddetto “femminicidio”che continuano incessantemente a postare su Facebook, su Twitter e in ogni altro angolo del web le loro inquietanti litanie su quanto siano speciali e incantevoli le donne, su quanto le donne medesime raccolgano in sé tutte le bellezze del creato, e su quanto perciò ci si debba astenere dal picchiarle sia pure con un fiore, si rendano conto di esprimere un punto di vista sostanzialmente maschilista, in quanto tale assai difficilmente conciliabile con la “battaglia” che si propongono di combattere e di conseguenza controproducente rispetto al suo possibile successo.
Intendiamoci, comprendo le loro buone intenzioni: ma qualcuno dovrà pur farglielo sapere, che la visione della donna come una “schiava” e l’idea della donna come un essere “particolare”, da accudire e preservare con cura diversa rispetto a quanto avviene per gli uomini, vengono fuori dalla stessa matrice; e che il cuore del problema, quello profondo, è proprio là, nell’irriducibile riflesso culturale che qualifica le donne come “diverse” dagli uomini, sia pure in un’eccezione apparentemente “positiva”.
Non credo proprio, insomma, che per sconfiggere il maschilismo “cattivo”, quello che tormenta e picchia e uccide, sia minimamente utile fare sfoggio di una sorta di maschilismo “buono”.
Altrimenti si finisce per essere parte del problema, senza neppure accorgersene.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

22 Comments

  1. Molto vero.
    Mi corre l’obbligo di sottolineare che nel nostro pàese gli uomini sono vittima di omicidi molto più spesso delle donne (75 vittime su 100 sono uomini indifesi).
    Il/la vero/a femminista/o dovrebbe incoraggiare un incremento dei femminicidi in modo che il numero di morti sia equamente distribuito tra i sessi.

  2. mi corre l’obbligo di sottolineare che femminicidio non è l’omicidio generico di femmine, ma ha un significato più specifico. è infatti
    «La forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine – maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria o anche istituzionale – che comportano l’impunità delle condotte poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque evitabili, dovute all’insicurezza, al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia »
    (Marcela Lagarde)

    • Osservazione molto giusta.
      Così stando le cose, però, mi corre l’obbligo di sottolineare che allora quando si parla di femminicidio lo si fa a vanvera.
      A meno che non vogliamo considerare femminicidio ogni omicidio domestico avente come vittima una donna dando per scontato che la vittima sia tale perchè disprezzata in quanto femmina.
      Cosa che reputo improbabile ma, essendo quello che reputo io davvero poco rilevante, cosa che mi sembra difficilmente dimostrabile.

    • Degli omicidi di ‘donne in quanto donne’ ce ne saranno 3. Uccido la donna con cui sto perché secondo la mia mente (malata) mi tradisce, perché sono un fallito allora mi sfogo dove posso, perché ho un cervello di un lombrico e credo che lei ce l’abbia ancor più piccolo.

      Diverso dall’aggredire un gay che manco conosco in quanto gay, o deportare dell gente (pure ‘sto paragone ho letto…) in quanto di razza ebraica, con in mano solo un certificato di nascita.

  3. Sono d’accordo. Le donne non hanno bisogno ne’ del disprezzo ne’ della galanteria affettata che maschera un gioco di potere. Hanno solo bisogno di essere rispettate e trattate con educazione e gentilezza (come gli uomini del resto).
    E’ bello immaginare un mondo in cui ognuno di noi venga preso in considerazione prima di tutto in quanto essere umano (e non in quanto uomo o donna).

    Circa il commento sarcastico di canimorti non si capisce dove vuole andare a parare. Secondo te per raggiungere la parita’ tra i sessi bisogna ammazzare piu’ donne e magari, seguendo la logica, ridurre gli stipendi e le possibilita’ di carriera agli uomini?
    Commento che pare quello di una persona intimorita, che cerca di difendere a tutti i costi gli uomini anche quando non si sta veramente parlando di loro. Come mai tanto astio? Non c’e’ bisogno di sentirsi minacciati…

      • Ahah: ti sei proprio sentito punto sul vivo, visto che ti limiti a fare battutine! Guarda che buttarla cosi’ sul personale e sulla presa in giro un po’ dozzinale e’ una strategia difensiva poco efficace (e piuttosto infantile, tutto sommato). Non fai che confermare quanto dicevo…
        Coraggio: puoi fare di meglio. Qualcosa da dire di articolato sul post ce l’hai? Cosi’ ci si potrebbe anche confrontare…

        • L’ho già detto nella prima risposta quello che pensavo, lo ripeto: tutto molto giusto. Niente da aggiungere.
          Poi ho fatto una battuta (secondo me abbastanza divertente ma è inevitabilmente un’opinione di partè) che non aveva nulla di retorico, era comprensibilmente una battuta perchè sosteneva una tale idiozia che poteva essere presa seriamente solo da un’ idiota o da qualcuno particolarmente stanco.
          Alla tua reazione scomposta la mia risposta avrebbe dovuto metterti sulla buona strada.
          Non è andata così.
          Forse sei davvero estremamente stanco, riposa.

          N.B.
          Questa risposta è da leggersi con un tono pacato, lentamente e con un’ enfasi appena accennata verso la fine quasi a dare un amichevole pacca sulla spalla.
          Ormai tocca mettere il bugiardino dappertutto.

          • Guarda: giuro che e’ l’ultima volta che scrivo perche’, come sempre accade sul web, e’ pieno di maleducati con un ego enorme che, protetti dall’anonimato, ti danno dell’idiota (o peggio) appena esprimi un’opinione diversa dalla loro o appena fai un’osservazione. Tu, che in due post sei scivolato subito sul personale (cosa che io non ho fatto), sei chiaramente un degno rappresentante della categoria. Ergo: la mia reazione non e’ stata affatto scomposta. La tua piuttosto la e’.

            Premesso questo, torniamo al dunque (vediamo se questa volta ci riusciamo).

            Non cercare di nascondere la mano dopo aver tirato il sasso (e facendo finta che sia io quello che non capisce). Hai fatto tre commenti sarcastici qui, in rapida successione: uno sul post stesso, uno sul mio commento e uno sul commento di Adriana. Il che mi fa pensare che fondamentalmente tu non sia d’accordo sul post. Ma che invece di articolare la tua opinione, tu preferisca fare le battutine (forse perche’ non vuoi assumertene completamente la responsabilita’?).
            Sarebbe stato interessante sentire un’opinione invece che parole a vuoto o mezzi insulti.
            Come dici tu, non e’ andata cosi’. E qui la chiudiamo perche’ gia’ vedo che proprio non ne vale la pena di continuare.

            P.S. Se per mettere il bugiardino dappertutto intendi applicare le norme della buona educazione posso solo consigliarti di perseverare. So che magari ti risultera’ difficile, ma la speranza e’ l’ultima a morire. Tanti auguri.

    • @Filippo:
      Ero, e sono, totalmente d’accordo con il post di Capriccioli.
      Subito dopo averlo scritto (con parole difficilmente fraintendibili: “osservazione molto giusta”) ho fatto una battuta, cosa di cui a questo punto mi dolgo per il baratro di disperazione in cui la cosa ti ha precipitato.
      Il commento alla risposta di Adriana invece non era sarcastico, ero e sono d’accordo con quanto ho scritto che in alcun modo contrasta con il post iniziale.
      Secondo me ti piace fare l’isterico, accomodati.

  4. Qua non si parla della donna bella, brava mamma, brava moglie, brava a letto e fonte d ‘spirazione dei poeti. Qua, quello che tu chiami maschilsimo buono e che si contrappone al maschilismo brutto e cattivo che picchia e uccide soavi figure femminili. Qua si parla di diritti umani e di crimini. E parlarne e combattere, così come si fa anche per le altre tipologie di crimine, non mi sembra che voglia dire che allora le donne sono poverine e indifese e diverse. Sono vittime di violenza. Mritano di “non essere tocate nemmeno con un fore” (ergo, rispetate) come lo meriterebbero tutti gli esseri viventi, non solo gli esseri umani, al di là d genere sessuale età e origine. La violenza va frontggiata, combattuta, prevenuta. Questo detto da una persona che aborre il termine “femminicidio”. Sono omicidi, assassini, la dignità e limportanza della vittima non è diversa se a venire ucciso è un uomo. una donna, un adolescente, un gay, un disabile, un aborgeno…
    Per te il maschilismo giusto sarebbe quello di evitare di parlarne?

  5. Facendo ordine: reputo l’affermazione di Canimorti, vale a dire “A meno che non vogliamo considerare femminicidio ogni omicidio domestico avente come vittima una donna dando per scontato che la vittima sia tale perchè disprezzata in quanto femmina. Cosa che reputo improbabile” condivisibile. Solo che questa cosa, a quanto pare, non si può dire; così come non si può dire che non tutte le aggressioni ali omosessuali avvengono in quanto gli aggrediti sono omosessuali. E lo dice uno che per i diritti degli omosessuali si è spaccato la schiena a raccogliere firme per un decennio. Ma fa niente, se lo dici sei un maschilista e/o un omofobo di merda. Si vede che va così.

    Quanto a Deborah Monica, credo che il post dica in modo molto chiaro che il “maschilismo giusto” non esiste, in quanto reputo il “maschilismo” non giusto per definizione. Ciò detto, non propongo minimamente di “non parlarne” (da dove hai tratto questa indicazione? l’ho scritto io? si evince? non mi pare). Credo però che prodursi in panegirici delle donne quali quelli che ho esemplificato sia, di fatto, maschilista, sia pure in modo diverso dal picchiarle in quanto femmine. E (solo) questo cercavo di dire.

    • “non si può dire che non tutte le aggressioni ali omosessuali avvengono in quanto gli aggrediti sono omosessuali.”

      Ma quando mai nella storia dell’umanità?

      Forse invece di “spaccarti la schiena” per la TUA idea di “diritti degli omosessuali” dovresti provare a chiedere ai gay come li puoi aiutare, altrimenti puoi startene comodo.

      Di “difensori” dei gay che pensano di saper meglio dei gay stessi cosa sono i diritti LGBT ce ne sono già troppi. Specialmente di quelli che pensano che in Italia ci sia una specie di dittatura gay.

      • Amen.

        “Non si può dire che le donne uccise all’interno di una coppia o all’interno di una famiglia, vengano uccise solo ed esclusivamente in quanto donne!”

        “Ah. Ma quindi perché vengono uccise? In qualità di cosa?”

        “Di.. ..non lo so. Di qualcos’altro. Di rompicoglioni.”

        Dialogo reale.

        Alessandro hai ragione. Il paternalismo, alla Severgnini per intenderci, è stomachevole.
        Però anche giocare a chi ce l’ha più lungo col numero di omicidi guardandosi bene dal leggere la (seppur poverissima) statistica Istat sui moventi, è penoso.

        • Vengono uccise perchè oggi non esiste altra via di scampo, purtroppo. L’assegno divorzile e tutte le leggi che puntano a non considerare la motivazione del gesto violento, ma si fermano al gesto stesso, generano ingiustizia. L’uomo non dispone di attenuanti come la donna (depressione post partum, ecc) anche se visti i soggetti odierni, dovrebbero considerarla come opportunità:vista la loro femminizzazione. Un uomo che decide di divorziare, sa a priori che dovrà pagare:magari per colpe che non ha commesso. Con questi presupposti, la possibilità offerta al maschio che vuole riportare la donna sulla giusta via, è sempre più ristretta.

    • Mah. Credo che il 99% delle aggressioni gli omosessuali avvenga ‘in quanto tali’ visto che in genere si tratta di sconsciuti beccati in strada o in un locale. Mentre il 99% delle aggressioni a donne avviene come aggressione a _quella_ donna. La differenza non è da poco. Segna il confine tra il nazista e l’omicida, per fare un paragone.
      Oh, li vorrei puniti per i loro crimini entrambi. Ma per il nazista l’aggravante di odio razziale o omofoba ha senso. Un’eventuale aggravante ‘misogina’ no, perché il colpevole magari dopo il delitto è andato tra le braccia di mammà, donna pure lei.

      • Sono d’accordo sul fatto che l’omicida, quasi sempre pentito, poi si rifugia tra le braccia di mammà, dimostrando l’incapacità di discernimento della donna; ma mi consenta di dire che esprimere un parere negativo nei confronti degli omosessuali, definendoli “malati” dovrebbe essere possibile:lasciando al singolo la possibilità di accettarli nella loro diversità o non accettarli. L’attacco mediatico avvenuto nei confronti di Pietro Barilla, solo per aver affermato che la famiglia è fatta di uomo e di donna, lascia intendere come dicevo prima che il nostro Paese, pur di non portare avanti delle idee, giuste o sbagliate, ma legittime, si lascia convincere dalle idee della massa. Lo sa che questo atteggiamento ha portato all’omicidio Calabresi? A Pietro Barilla ho già scritto tramite il loro sito, rammaricandomi con lui per la sua ritrattazione, quando aveva già inizialmente dichiarato durante l’intervista, che non si sarebbe curato di cosa pensassero gli altri. Questo caro lei è un regime al contrario: il potere è del debole!

  6. Quindi dire che una donna è diversa da un uomo è una cosa maschilista” Dipende da come lo si dice, secondo me. Non si può dire: “siccome siamo prima di tutto esseri umani allora non si può dire che ci siano differenze tra uomo e donna”.
    Si può dire, se si vuole essere onesti, secondo me:”Gli uomini e le donne hanno delle differenze, più o meno superficiali, ma siamo prima di tutto esseri umani e dietro la nostra apparente differenza siamo uguali. E abbiamo uguali diritti, dignità, nobiltà, e entrambi abbiamo lo stesso valore e meritiamo UGUALE rispetto”
    L’uguaglianza per l’uguaglianza non va bene,l’uguaglianza nella diversità è più vicina alla realtà delle cose, secondo me.
    Una donna è prima di tutto un essere umano, e l’uomo anche. Poi viene il resto. Ma non è che non c’è resto.

    • Mi sembra tanto un affermazione che trova il tempo che trova: tipico degli ambienti politici moderati(quelli che non sanno nè di carne nè di pesce). NON è vero che siamo uguali ed è proprio qui che dovrebbe stare il vero valore aggiunto. Sono i personaggi come lei, che IO definirei perdenti, che si limitano a vedere l’uguaglianza in tutto. IO mi sento uguale ad una donna, quanto lei potrebbe sentirsi uguale ad un trattore.

  7. Il problema è sociale / storico e ce lo portiamo appresso dal 1968 dove si è sempre cercato di premiare il mediocre o quello che riusciva ad apparire debole:ergo la donna ha avuto in Italia più che in altri Paesi, un posto di riguardo senza guadagnarselo. La donna, infatti ha semplicemente fatto sfoggio delle sue capacità dissuasive, appellandosi allo stesso tempo alla propria debolezza, così che ha trovato nell’effeminato pieno consenso, anche delle richieste meno legittime(quali l’assegno divorzile, le quote rosa, adesso il femminicidio e tante altre). Pur di non essere tacciati di maschilismo l’uomo definito moderno, infatti è disposto a cedere anche il “culo” alla donna: e lei da buona opportunista, sapendolo ci marcia sopra. Siamo arrivati al punto che oggi essere definiti maschilisti, significa offendere il genere umano, mentre sappiamo benissimo, che non solo trattasi di una condizione genetica presente nell’uomo(o sarebbe meglio dire nell’ UOMO), ma che ad esserlo, ci differenzia dal pensiero omologato, che va per la maggiore oggi e che ha portato l’Italia(Paese di mammoni), in uno stato di sfacelo assoluto.

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