un blog canaglia

Il lobbismo delle minoranze

in società by

Qualche tempo fa stavo discutendo del fatto che dare tutti i diritti previsti dal matrimonio alle coppie omosessuali senza chiamarlo matrimonio, è comunque una forma di discriminazione. Essendo il mio interlocutore ebreo e convinto della necessita’ di “trovare un compromesso tra diverse sensibilità”, ho pensato di rendere l’idea attraverso questo esempio: immaginiamo che un giorno si decida che gli ebrei non si possono sposare, però alle coppie formate da ebrei lo Stato riconosca comunque gli stessi diritti degli altri. Questa soluzione ti andrebbe bene? Apriti cielo, la discussione sul matrimonio gay è finita fuori dalla finestra in un nanosecondo. “Ma tu non puoi permetterti di paragonare le leggi raziali con il divieto di matrimonio gay”. Ho provato ad argomentare dicendo che quella era la mia opinione, e al massimo uno poteva essere in disaccordo con me. Il mio interlocutore invece ha continuato, con fare didattico, a dirmi cosa io potevo a non potevo pensare sul paragone tra leggi razziali e divieto di matrimonio tra gay. La sensazione che la mia opinione fosse considerata in qualche modo di serie B in quanto non appartenente ad un certo gruppo e’ una sensazione che ho spesso “tu non puoi capire perché non sei lesbica”, “tu non puoi capire perché non sei nera”, “tu non puoi capire perché non sei dislessica”. Mi viene risparmiato invece il “tu non puoi capire perché non sei donna” anche se sono convinta che nel caso fossi un uomo, per le mie stesse opinioni, finirei linciata da qualche collettivo di femministe. Ora, a me fa orrore l’idea che l’opinione di chi appartiene ad una minoranza, solo per il fatto di appartenere alla suddetta minoranza, valga di più a prescindere. Ho sentito gay dire cose terrificanti sul matrimonio gay, ebrei sproloquiare su Israele e donne dire che le donne sono sostanzialmente esseri inferiori. Non esistono corsie preferenziali per le opinioni né esistono patenti speciali. E già che ci sono, volevo ribadire che per me uno Stato che vieta alcune unioni e non altre in base all’orientamento sessuale non e’ molto diverso da uno stato che le vieta in base alla religione o al gruppo etnico.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

10 Comments

  1. Comunque “razziali”, con due zeta. E non è un’opinione.
    Questo blog va facendosi sempre più strano. Vengono pubblicati dei post la cui ragion d’essere sfugge. Peccato.

  2. “E grdo d’accoià che ci sono, volevo ribadire che per me uno Stato che vieta alcune unioni e non altre in base all’orientamento sessuale non e’ molto diverso da uno stato che le vieta in base alla religione o al gruppo etnico.”

    Molto,molto d’accordo.

  3. A me sembra che questo argomento andrebbe approfondito.
    … se per tradizione si è indicato come matrimonio un’unione tesa alla procreazione fra due persone di sesso diverso, perchè ostinarsi a chiamare con lo stesso nome anche l’unione di una coppia omosessuale?
    Mi sembrerebbe più pacifico rivendicare pari diritti per un’unione omo o etero sessuale che non rivendica nell’unione il fine della procreazione ma, ad esempio il sostegno reciproco e duraturo nel tempo.
    Credo che lo “scandalo” nasca dal matrimonio vissuto come “sacramento” per i credenti cristiani … e non mi sembra proprio strano che non vogliano che la parola adoperata per un sacramento si adoperata anche per un’unione che nella loro religione è considerata peccaminosa.
    … la tolleranza dovrebbe essere adoperata anche dai non credenti … almeno credo.

    • Per tradizione le donne non hanno mai lavorato, che facciamo, donne a casa, per tradizione? Cose terribili sono state perpetuate per secoli in nome della tradizione. Io della tradizione sinceramente me ne frego. Se il matrimonio e’ teso alla procreazione (cosa che non risulta da nessuna legge), allora com’e’ che due persone infertili possono sposarsi?
      Se la parola matrimonio ha una connotazione religiosa allora direi che e’ ora di mettersi d’accordo, cancellare tale parola dal nostro ordinamento per tutti e crearne una nuova per definire l’unione tra cittadini, a prescindere dal loro orientamento sessuale e dalla loro intenzione di procreare.

      • Condivido pienamente:
        “cancellare tale parola dal nostro ordinamento per tutti e crearne una nuova per definire l’unione tra cittadini, a prescindere dal loro orientamento sessuale e dalla loro intenzione di procreare.”

  4. Aggiungerei che la maggior parte dei cristiani e degli ebrei, per quanto bravi ed osservanti, non hanno mai letto il Libbbro al capitolo 1. Ovvero quando l’essere sovrannaturale che Loro venerano ha piantato un certo albero in un certo posto. E che, pare a un ignorante come il sottoscritto, voglia dire ‘lasciamo libertà di scelta a tutti, poi saranno grandissimo cazzi loro’.
    Meno male che la religione non l’avevano ancora inventata al tempo della Genesi, o ci sarebbe stato filo spinato e una compagnia di cecchini a difesa del melo.

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