Il Grande Sonno

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In un modo o nell’altro, il principale partito della sinistra italiana e’ al governo dal 2011. Se devo ricordare qualcosa di diverso degli anni 2008-2011 rispetto ad oggi, ne ricordo sopratutto una: quando qualcosa che il Governo era intenzionato a fare non ti piaceva, era facile pescare nel giro “giusto” per organizzare una protesta argomentata, pacata, civile.

Come esempio: Mariastella Gelmini era intenzionata a mettere mano all’ennesima riforma universitaria; alzi la mano chi ha trovato difficolta’ ad organizzare dibattiti, seminari, incontri, in cui l’obiettivo esplicito era dire merda del tentativo della stessa sviscerando i contenuti del disegno del ministro, analizzando proposte e alternative. Nella mia cattivissima universita’, privata e “dei padroni”, scrivevi un manifesto carino sull’argomento e ricevevi chiamate di professori affermati, autorevoli e indipendenti che si complimentavano e si mettevano a disposizione per discutere e approfondire il tema.

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Oggi Renzi governa, dopo le stesse elezioni che hanno portato Letta a un governo “di larghe intese”, dando l’impressione di guidare un governo monocolore. Il Governo fa e non fa, direi che sopratutto non fa, ma quando fa i danni non sono pochi: per rimanere nello stesso ambito, e’ notizia di questi giorni la sospensione dell’abilitazione nazionale. Fine di un sistema che, pur perfettibile, aveva iniziato a produrre buoni risultati. Come in molte cose, il Governo tace permettendo ad altre autorita’ di cedere alle pressioni lobbistiche (ho provato a prendere un taxi a Roma l’altra sera: purtroppo non ero provvisto di armi automatiche per spiegare le mie ragioni), o lo fa, autonomamente e di soppiatto.

A parte i blog dedicati, qualcuno ha visto qualche reazione? Io, personalmente, ho visto reazioni solo rispetto a una cosa: le riforme costituzionali.  Ma temo non sia per il contenuto delle riforme in se’, ormai. Temo che li’, il problema, sia solo il fatto che servono anche i voti di Berlusconi.

Rassegniamoci a morire produttori di scie chimiche.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

11 Comments

  1. Quindi, sintetizzando, se quando al governo c’è la sinistra (e manco del tutto) la destra non è in grado di organizzare dibattiti e manifestazioni la colpa è della sinistra.
    Per caso ricordi manifestazioni e dibattiti fatti a destra contro durante i governi di destra?
    O ti aspetti che la sinistra faccia manifestazioni contro se stessa per una supposta superiorità morale che sei il primo a non riconoscerle?

    Meno male che ce semo svegliati e mo famo er cazzo che ce pare e il dissenso può andare a prenderselo nderculo.

  2. “Temo che li’, il problema, sia solo il fatto che servono anche i voti di Berlusconi.”

    Temo invece che il problema siano proprio le controriforme, studiate su misura per uno Stato autoritario.
    Berlusconi non mi pare sia più un problema: i due lavorano in perfetta armonia nel silenzio-assenso generale, così come la ‘benedizione’ di Piersilvio è stata ‘benedetta’ da tutti in un surreale silenzio-assenso.

    Per il resto concordo con il post.
    ” Il Governo fa e non fa, direi che sopratutto non fa, ma quando fa i danni non sono pochi”.
    E’ esattamente così: l’apparente “grande sonno” maschera un’attivissima, complice, vergognosa, infame complicità mediatica, all’insegna del “lasciamolo lavorare”.
    Il mostriciattolo della Provvidenza non chiede altro e lavora, e i danni non sono pochi.
    Stato autoritario. Tasse sempre più su. E a settembre una ‘bella’, inevitabile, nuova manovra finanziaria di almeno 20 miliardi.
    Così, tanto per cominciare.
    Poi, se nessuno lo ferma e continua il “grande sonno”, arriverà anche il resto.

    • certo che sentire le lagne contro uno ‘stato autoritario’ da chi parteggia per un tizio che vorrebbe i processi pubblici in piazza, i giornalisti alla gogna, le pene draconiane eccetera fa un po’ specie.

      PS
      tra l’altro, non si capisce come vorrebbe realizzare tutte queste ‘belle’ cose insistendo sulla rappresentanza a discapito della governabilità

  3. Una volta sono andato ad un incontro organizzato da quelli di destra. Erano 10€ con free drink, gratis per le ragazze.

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