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Ignoranza (di molti) e referendum

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Considerazioni sparse sui referendum, dopo aver visto su Facebook, al rientro da un matronionio durato 14 ore, la foto di Berlusconi che firma per i 12 quesiti promossi dai Radicali.

Prima di tutto, firmare per indire un referendum abrogativo non vuol dire “io sono d’accordo con l’abrogazione della tal legge” ma bensi’ “io sono d’accordo sul fatto che questa legge venga sottoposta al giudizio dei cittadini”. Forse qualcuno si ricordera’ che il referendum sul divorzio era stato indetto per abrogare la legge che lo legalizzava e i Radicali raccolsero le firme anche se loro erano per il no all’abrogazione. Semplicemente ritenevano che sulla questione si dovesse esprimere il popolo, a prescindere dal risultato. Avendo passato qualche serata di agosto a raccogliere firme a Trieste*, ho notato che a quasi nessuno (a parte Radicali e costituzionalisti) cio’ sia chiaro. Spero che mi legga qualcuno dei buoni cittadini che mi hanno fatta impazzire firmando un foglio si’ e uno no o rendendomi partecipe dei loro travagli spirituali sull’abolizione dell’ergastolo o sulla depenalizzazione del consumo di droghe. Avevate il tempo di pensarci a casa, maledizione.

Il punto precedente poi non vuol dire che tutti dovrebber firmare per qualsiasi referendum. Se ritenete che l’argomento non sia interessante o che il popolo italiano non sia in grado di esprimersi sulla questione, allora fate bene a non firmare. Per esempio, io sono contraria al fatto che il popolo si esprima sul tipo di gestione che dovrebbe avere la rete idrica, sul fatto che ci debba essere o no l’energia nucleare tra le nostre fonti oppure sul fatto che si debba costruire o no la TAV. Ma la mia non firma per quesiti di questo tipo testimonia il fatto che io non sono favorevole a far scegliere queste cose al popolo, e non ha nulla con le mie personali opinioni in merito a acqua, nucleare e TAV. Se poi un numero sufficiente di cittadini ritiene che la questione vada affrontata col referendum, io mi informo e voto al meglio delle mie conoscenze.

Ultima nota, lo scandalo di Berlusconi che firma al tavolo radicale. Ha firmato, come qualsiasi altro cittadino e come tale non e’ stato cacciato dal tavolo, dove sono sempre tutti ben accetti. Se far firmare Berlusconi non e’ un’infamia, non dovrebbe nemmeno essere una cosa per cui sciogliersi. E per questo della foto Pannella, nostro indiscusso leader spirituale, vicino a Berlusconi che firma, io avrei fatto volentieri a meno.
*Piccolo attacco di campanilismo: Trieste e’ la prima citta’ per numero di firme raccolte per capita e seconda in numero assoluto, dopo Roma. Almeno fino all’assalto dato ai tavoli dai berlusconiani dopo che Silvio ha firmato tutti e dodici i referendum (mica solo sei, non vorrete essere da meno, cari berlusconiani, vero?).

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

30 Comments

  1. naaa. Passi la premessa, ma già è ridicolo che chiunque firmi per la possibilità di abrogare le sue stesse leggi. Se poi aggiungiamo che il ‘chiunque’ in questione, ad esempio durante il referendum della fecondazione assitita, era il capopartito dell’astensionismo, cade pure il ‘non sono d’accordo, ma credo che il popolo debba esprimere un parere’.
    Anche perchè se è lecito pensare che il popolo bove non debba decidere della politica energetica di una nazione (cosa con cui sono tutto sommato d’accordo), i temi etici sono invece il miglior tipo di referendum, non serve essere un ingegnere, un fisico, un avvocato, per decidere se i gay hanno diritto al matrimonio oppure no.

    • Il popolo bove non è qualificato per decidere la politica energetica di un paese, mentre lo è per decidere sui temi etici? Ti rendi conto di cosa stai dicendo? Ti ricordo che alcuni “temi etici” sono in effetti diritti umani inalienabili tutelati dalla costituzione o dal diritto internazionale, mentre non è garantito da nessuna parte il “diritto all’energia nucleare” o il “diritto alla TAV”.
      Come ti sentiresti tu se 60 milioni di persone dovessero decidere per te se è giusto che ti sposi con la persona che ami? Se dei politicanti dibattessero in tivù se puoi essere un buon genitore e quindi avere figli? Se si parlasse nei talk show se è giusto non rianimare e non forzare l’alimentazione di tua zia in stato vegetativo permanente? Se si organizzassero manifestazioni a favore o contro il fatto che tua figlia possa abortire?
      Ti importerebbe di più sapere che il tuo comune sta costruendo un termovalorizzatore a un km da casa tua o sapere che nel tuo quartiere ha appena comprato casa una coppia di due uomini con 2 bimbe e un cane? Da quale notizia saresti perlomeno più interessato?

      • Questo vince la palma di commento piu’ confuso del post. Io ho detto che secondo me non bisogna fare referendum sulla politica energetica (cosa che confermo), non ho detto nulla rispetto ai “temi etici”. Ho detto che i radicali negli anni ’70 hanno raccolto le firme per fare il referendum sul divorzio, non ho detto quello che avrei fatto io visto che mancava quella quindicina di anni alla mia nascita. Per me tutte le leggi che limitano la liberta’ personale non dovrebbero essere nemmeno oggetto di discussione in quanto non si dovrebbe poterle fare. Ma visto che ne hanno fatte un sacco, spesso ci siamo salvati tramite referendum.

        • “Ho detto che i radicali negli anni ’70 hanno raccolto le firme per fare il referendum sul divorzio…”

          Gesù, che cosa tocca leggere…
          Il referendum abrogativo della legge ‘Fortuna-Baslini’ sul divorzio (1970) fu indetto dalla Democrazia Cristiana .

          Non ha ripassato a sufficienza i bignamini giacinti?

          • “Dopo un’iniziale contrarietà circa l’uso dello strumento referendario in materia di diritti civili, il Partito radicale e il partito Socialista si schieravano a favore della tenuta del referendum e partecipavano alla raccolta delle firme necessarie, mentre lo stesso non fecero gli altri partiti laici, che tentavano di modificare la legge in Parlamento (compromesso Andreotti-Jotti), sia per evitare ulteriori strappi con il Vaticano, sia per l’incognita di un referendum sul cui risultato parte del fronte divorzista era pessimista.” Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Divorzio_(ordinamento_civile_italiano)

            Ciccia, evidentemente non sai con chi hai a che fare. Per deformazione professionale, io raramente scrivo cose che non so.

          • Anna Missiaia
            Ha ragione, i radicali ‘parteciparono’ alla raccolta delle firme, ma il referendum fu una iniziativa esclusiva della Democrazia Cristiana, senza la quale non si sarebbe mai tenuto e noi oggi non staremmo ancora a parlarne.
            Dobbiamo ringraziare Amintore Fanfani.

          • E’ esattamente quello che ho scritto nei commenti precedenti. Hanno partecipato alla raccolta firme perche’ pensavano di poter convincere la gente a votare no. Non ho mai detto che hanno promosso loro la raccolta per primi. Pensaci bene prima di darmi della cretina e/o disinformata, sootointendendo che io non sappia che il referendum sia stato promosso dalla DC per prima. Sono anni che raccolgo firme e questa storia non l’ho letta su Wikipedia, mi e’ stata raccontata da compagni radicali che negli anni ’70 hanno raccolto quelle firme. Buonanotte.

      • Non ha capito granché. Lo stato etico non piace manco a me, ma in uno stato etico siamo al momento. E io, semplicemente, intendevo che sui temi etici pure la casalinga di voghera può avere un’opinione qualificata.

        Lei invece riuscirebbe ad avere un’ opinione qualificata su una riforma della giustizia? Io no, sono ingegnere mica penalista. Sulla politica energetica del paese? Io no, mi occupo di software. Wow, mettiamo pale a vento e pannelli solari. Già, il territorio italiano è enorme, non vedo l’ora di vedere le colline umbre sepolte da pale e pannelli, ulivi e vigne le buttiamo via. Non ho la conoscenza, ne il tempo, di stare a guardare proiezioni, studi, progetti che disegnano il futuro della domanda-offerta di energia nel nostro paese, per formarmi un’opinione qualificata. Sì, sono felice anche io di stare in mezzo al verde con l’aria pulita, ma so anche che la coperta è sempre troppo corta.

        Per cui vorrei che su temi simili ci fossero persone elette di mia fiducia che elaborassero, previa consultazione di esperti e tecnici, un piano energetico.

        Se il medico le dice che deve essere operato, al massimo va da un altro medico per avere un secondo parere. Oppure indice un sondaggio tra i suoi conoscenti?

        • Anna Missiaia
          Però però….
          Da una ricerca un po’ più approfondita, viene fuori che certi ‘compagni radicali’ dell’epoca molto autorevoli (nientepopodimenochè il compagno Giacinto) la mettevano diversamente da Wikipedia e parlavano di firme raccolte dal comitato Gabrio Lombardi:
          “Pro-memoria per il 20 settembre
          Di Marco Pannella – 1 settembre 1971
          Invia a un amico, Stampa
          SOMMARIO: Tra febbraio e maggio del 1971 un comitato presieduto da Gabrio Lombardi raccoglie le firme per il referendum abrogativo della legge sul divorzio da poco approvata (1 dicembre 1970) basandosi soprattutto sulle strutture della Chiesa e delle associazioni cattoliche. Il 17 giugno vengono consegnate 1.370.134 firme. Marco Pannella afferma che “Il referendum non è un pericolo di per sé, ma un pretesto pericoloso per un ignobile attacco alla democrazia, al laicismo e alla Costituzione”.
          Cavoli! Lo dice proprio LUI, che le firme sono raccolte dal comitato Lombardi ! E le sacre parole sono proprio le SUE!
          Qui c’è l’intero DOCUMENTO dell’epoca:
          http://www.radioradicale.it/exagora/pro-memoria-per-il-20-settembre

  2. Il post trasuda banalità, ovvietà e tanta ipocrisia.

    La realtà che c’è dietro è quella, assai più squallida e repellente, di due ‘nobiluomini’ ancora affamati di potere che si sostengono e si puntellano a vicenda per non essere sommersi.

    La realtà che c’è dietro è quel desolante gesto dell’ombrello.

    Ecco, il gesto dell’ombrello, miserabile e volgare, vi
    rappresenta alla perfezione.

    • Che unghie, è un fior di documento UFFICIALE a firma Marco Pannella, riportato sul SITO di Radio Radicale.
      Non vorrà mica sbugiardare il sommo vate, eh…
      Non scherziamo, è la classica “pistola fumante”!
      S’impegni, s’impegni di più…

  3. Dopo mesi di paranoie su Grillo che si mette le dita nel naso quest’articolo potevate risparmiarvelo. Tuttavia non sono d’accordo con Annamaria del commento precedente, l’articolo non trasuda banalità ecc. ma vergogna. Quella che tu provi e cerchi di nascondere a te e a chi ti legge.

    L’ultima parte poi è comica fin dall’icipit: “Ultima nota, lo scandalo di Berlusconi che firma…”, ma a chi credi di prendere per il culo? Quella è la prima (e unica) di nota.

  4. Mi piace l’articolo, soprattutto per quanto riguarda la firma come atto politico individuale.
    Detto questo, confesso di aver provato ribrezzo a vedere Pannella e Berlusconi uno accanto all’altro. Non stupore, ma un bel po’ di fastidio. Credo anche che però si sia trattato di una mossa più comunicativa, una comunicazione che E? politica, ma non “partitocrazia” come molti sono portati a pensare: il fatto ha suscitato scandalo, lo scandalo costringe i media a parlare di un fatto, il parlare di un fatto sui mezzi di comunicazione di massa lo rende noto e quindi permette alle persone di fare un passo nella direzione del conoscere per deliberare.

  5. Ma quando smetterete tutti di farvi dire da Berlusconi cosa pensare e cosa fare? Perche’ non e’ che se dite e fate sempre il contrario di quello che fa Berlusconi, allora non ne siete ostaggi. A me della firma della sua firma non frega ne’ piu’ ne’ meno di quella di qualsiasi altro.

    • Diciamo che non è molto furbo usare Pacciani come testimonial di una campagna per la sicurezza. So benissimo anch’io che la firma di B vale come la mia, ma la scenetta con Pannella m’ha fatto vomitare.
      Avete assunto dei consulenti di marketing provenienti dal PD?

      • Chiunque si dica contrario a una cosa anche se e’ favorevole solo perche’ e’ favorevole pure un altro, si fa dire cosa pensare. Tu giuseppe hai firmato? Tra i 12 referendum non c’e’ nemmeno uno che ritieni sensato?

        • Cara Anna, io non sono favorevole ai radicali. Il problema è a monte, prima dei referendum. Io penso, che più o meno inconsciamente, neanche a voi interessi qualcosa delle materie dei referendum, ma sarebbe troppo lungo da spiegare. Accontentati.

          • capisco che se tu sei il Giuseppe 5S che commenta ogni tanto qui, l’esistenza di un partito che non sia monolitico sotto la guida di un Guru e verso un’avvenire migliore, ma al contrario sia una specie di treno su cui salgono tutti quelli che vogliono arrivare a una determinata stazione per poi magari scendere (i radicali sono più o meno questo) possa apparire assurdo.

            Come a me fa ridere la ‘pannellizzazione’ dei radicali, va bene salire sul treno, ma nell’era dell’alta velocità salire su un convoglio a vapore è quantomeno anacronistico.

            E va bene pure stare contro i referendum come strumento di democrazia diretta.

            Ma pronunciarsi a prescindere contro una qualunque iniziativa per via di chi la propone mi pare un poco più assolutistico di un Benedetto XVI qualunque.

    • sono d’accordo. Ma se B è come tutti gli altri, perchè i radicali hanno sentito il bisogno di fotografare la scena e Pannella di farsi fotografare in fraterno abbraccio con lui (che – lo ricordo – è l’autore di gran parte di quelle leggi liberticide) e non con tutti gli altri che hanno firmato?

      Se usi uno come lui per farti pubblicità, non puoi lamentarti se la gente si incazza.

  6. Meursault ha nei confronti dei radicali l’acidita’ che hanno gli ex tabagisti nei confronti delle sigarette, essendo lui stato radicale, o sbaglio? Il motivo per cui girano le foto di Berlusconi che firma piu’ di me che firmo e’ il seguente: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=604702142901926&set=pb.288912161147594.-2207520000.1378131948.&type=3&theater
    Mi pare chiaro che gli organizzatori di una campagna referendaria diano ampia pubblicita’ al fatto che il leader del secondo (primo?) partito italiano gli ha dato la firma. Quello che io non ho apprezzato sono stati i toni, non il fatto che la cosa venga pubblicizzata.
    La domanda che poi sorge spontanea e’ perche’ a firmare ci e’ arrivato prima Berlusconi che Epifani. Se il segretario del PD e’ contrario a votare sull’abolizione della Bossi Fini o della Fini Giovanardi o del finanziamento pubblico ai partiti, sarebbe interessante saperlo.

  7. Epifani come Bersani Bindi &Co bella non sono contro finanziamento pubblico partiti né contro divorzio breve né tantomeno per l’eutanasia legale o responsabilità civile magistrati o ancora separazuone delle carriere…oggi come ieri, 20-30 annifa

  8. Crederò nella buona fede dei radicali quando rinunceranno una volta per tutte al finanziamento per Radio Radicale…. Liberali con le tasche degli altri.

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