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I terroristi poveri non esistono: e allora?

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Lo scrivente, per convinzione e per consolidata pratica radicale, ripudia la violenza come strumento di lotta politica, finanche quando tale violenza consiste nell’occupazione temporanea di una strada con conseguente blocco del traffico. Quindi, come dire, figurarsi la lotta armata.
Dopodiché, e spero che questo sia chiaro, un conto è giustificare un fenomeno e un conto è tentare di spiegarne le cause, pur condannandolo.
Ebbene, io non saprei dire se ed in quale misura le ragioni profonde del terrorismo possano essere ricercate nella fame e nella povertà: mi pare che si tratti di una domanda assai complessa, a cui tra l’altro non credo sia possibile -né tantomeno serio- dare una risposta univoca, che possa essere considerata valida per la generalità dei “terrorismi”, sia in senso geografico che temporale.
Ciò premesso, a me pare che liquidare la questione rispondendo di no, sulla scorta dell’osservazione che generalmente i terroristi sono tutt’altro che affamati e poveri, configuri un approccio metodologico un tantino superficiale, per non dire -ma in effetti lo sto dicendo- modesto.
Voglio dire: anche se per amor di discussione dovessimo ammettere, magari col conforto delle statistiche più accurate, che tutti -dico tutti- i terroristi -dagli strateghi agli esecutori materiali- non sono altro che degli psicotici agiati, ciò varrebbe automaticamente ad escludere l’ipotesi che la “fame” e la “povertà” dei popoli o dei gruppi socio-politici cui essi si propongono -o credono- di dare voce costituisca la molla scatenante delle loro imprese?
Io credo proprio di no.
Siamo d’accordo: quelli delle BR erano in media molto più istruiti e benestanti delle masse proletarie per cui affermavano di battersi. E quindi? Questo che c’entra col fatto che probabilmente furono proprio le difficoltà e gli stenti di quelle masse a spingerli sulla strada -sbagliata, scellerata, ignobile- della lotta armata?
Niente.
Del resto basta leggere quello che Luca Mazzone scrive nel suo post per rendersi conto del grossolano straw man argument su cui esso ruota:

(il terrorismo) non è il risultato della frustrazione per le proprie misere condizioni di vita

Ecco, è quel “proprie” che non mi suona, proprio per niente: perché dire che la povertà e la fame alimentano il terrorismo non contiene automaticamente quell’aggettivo possessivo; piuttosto, disegna un quadro generale -con cui si può essere o non essere d’accordo- sul quale il terrorismo -qualunque cosa esso sia, foss’anche il delirio psicotico di alcuni benestanti- secondo alcuni attecchirebbe e si svilupperebbe.
Sta di fatto che Bergoglio quel “proprie” non l’ha mai pronunciato, né tantomeno l’ha lasciato intendere: ma guarda caso è proprio su quella parola che si impernia il ragionamento del buon Mazzone.
Togliendola, e io credo che la si debba togliere, il ragionamento cade.
Diventa poco importante stabilire se i terroristi siano o non siano più istruiti o più agiati della media: perché la “fame” e la “povertà” potrebbero essere la causa scatenante delle azioni di questi assassini pur non essendo le “proprie”.
Tutto qua.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

6 Comments

  1. sinceramente, e nonostante io sia di solito molto più d’accordo con te che con mazzone, questo tuo commento non mi convince. Mazzone infatti afferma (e i fatti lo cosano, come direbbe palmiro cangini) che non c’e’ relazione tra l’andamento della fame e del disagio nel mondo e l’intensità delle azioni terroristiche: questo è verissimo, e vale sia per la fame dei terroristi sia per quella degli altri; molto semplicemente, da un lato la miseria effettiva e quella percepita sono solo lontane parenti, dall’altro la riduzione delle disuguaglianze è solo una, e non necessariamente la principale, tra le possibili cause di terrorismo. verrebbe quindi da dire che i fatti cosano mazzone, ma sono fatti che letti in aggregato finiscono per avere scarso rilievo rispetto alle motivazioni del terrorismo. credo però che mazzone con le sue statistiche metta in luce una debolezza reale nel ragionamento di bergoglio (e di moltissimi altri con lui): quando parla della fame e della povertà come possibili cause del terrorismo, bergoglio lascia credere che un mondo diverso, con meno povertà e meno disuguaglianze, sarebbe anche un mondo con meno terrorismo e implicitamente fa passare il messaggio che buona parte delle colpe del terrorismo va imputata al nostro sistema economico capitalista, incapace di garantire a tutti condizioni di sopravvivenza dignitose. ebbene, questo è falsissimo: in primo luogo perché, se la storia insegna qualcosa, un sistema economico non capitalistico con ogni probabilità AUMENTEREBBE sia la povertà sia le disuguaglianze; in secondo luogo perché tutte le analisi fattuali indicano che le origini del terrorismo non sono prevalentemente economiche: in altre parole, volendo parlare delle cause del terrorismo il buon papa farebbe meglio a riflettere ad esempio sul fanatismo religioso piuttosto che sulla sulla povertà (e non mi si venga a dire che il fanatismo religioso deriva dalla povertà perché questo è fattualmente falsissimo, come la storia della stessa la chiesa cattolica ampiamente illustra). ciao

    • D’accordo. Dopodiché Mazzone propone la sua tesi, che è quella del “vezzo”, della psicosi e dell’agiatezza dei terroristi, che è ancora più avventurosa della vulgata della povertà.
      Dopodiché: l’idea che un mondo con “meno disuguaglianze” consista necessariamente nell’abrogazione del capitalismo è decisamente (quella sì) fondamentalista.

    • beh aspetta. Io ho scritto a Mazzone che secondo me ha scritto una cazzata apocalittica, e che un mondo con meno disuguaglianze genera meno terrorismo. Però attualmente il capitalismo è il peggior sistema economico esistente se si eccettuano tutti gli altri.
      Ok, basta con questa economia predatoria che ruba risorse ai poveri per darle ai ricchi, la sostituiamo con un bel socialismo reale che ruba risorse ai poveri per darle ad altri poveri eccettuati un manipolo di boiardi. Wait…

  2. Ma di quali capitalisti stiamo parlando? Ma soprattutto chi sono i capitalisti oggi nel mondo?
    Quelli cui genericamente si fa riferimento?

  3. Intanto, il terrorismo non esiste, se provi a vedere i fatti dal punto di vista degli altri, è evidente come siano gli americani ad essere i primi terroristi al mondo, tanto per fare il primo esempio che mi viene in mente.
    Chiamiano terroristi quelli che ci fa comodo considerare come i cattivi, in contrapposizione a noi che siamo o appoggiamo i buoni, ma sono semplificazioni hollywoodiane che non hanno alcun riscontro nella vita reale.
    Secondo, buon per noi che i nostri nonni non la pensavano come il Capriccioli-dal-culo-al-caldo, sul ripudiare la violenza in ogni sua forma, se no saremmo ancora occupati dalla Germania (e forse lo siamo ugualmente, ma almeno non militarmente).

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