I salvatori dell’Italia

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Quasi due anni fa piombava messianicamente sul palcoscenico della politica italiana il tanto atteso e sperato Governo Monti. Vi ricordate lo spread, il mantra ‘che non si potevano più pagare gli stipendi, che stavano per chiudere i tribunali, le scuole, gli ospedali, la borsa etc etc’? Ecco, per evitare tutto questo, il presidente Napolitano, in quattro e quattr’otto, prima eleggeva Supermario senatore a vita e poi lo nominava presidente del Consiglio. Tutti gli danno la fiducia, sia chi poco prima strepitava denunciando il colpo di stato, sia chi non capendoci nulla neanche dopo, gongolava ubriaco di festeggiamenti per le tanto attese dimissioni di Silvio.

Il governo monti rimase in carica 1 anno 5 mesi e 12 giorni. Naturalmente non salvò alcunché e mi sembra anche inutile ripercorrere le varie fasi dell’aumento delle tasse, dei provvedimenti recessivi strozza imprese, dell’aumento della disoccupazione, del fiscal compact, delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni mai nemmeno sfiorate e della mancata modifica della legge elettorale. A chi obietterà che tutto cio’avvenne perché Mario rimase bloccato da una maggioranza precaria e malriuscita, ridendo dico:’ok, ma allora che c’è rimasto a fare? Se ci mettevamo Jimmy il fenomeno era la stessa cosa’. Ma non è questo il punto.

Torniamo a noi. Doveva essere un governo di rottura, supertecnici preparatissimi ed ipercapaci, impregnati di quel rigore morale, rispetto delle regole, dedizione di servizio, senso dello Stato, che realizzavano quel perfetto tanto atteso shakeraggio di Destra storica e Partito d’Azione che l’Italia non aveva mai avuto. Scalfari e Paolo Mieli erano felici.

Finito il sogno però, l’esperimento non provocò gli effetti sperati. Oggi, per festeggiare il secondo compleanno di quest’avvenimento incredibile per la storia italiana, faremo una breve carrellata per ricordare cosa hanno lasciato alcuni di questi tecno-politici incorruttibili ed ipercapaci, che hanno salvato l’Italia.

Presidente del Consiglio: Mario Monti. Ripete in tv che in Europa lo considerano l’uomo che ha salvato l’euro. In Italia ha creato una formazione politica di ispirazione liberale e liberista alleandosi, pensate un po’, con l’Udc di Casini, Fini e la casa di Montecarlo, Andrea Romano ex direttore della dalemiana Italianieuropei. Per la campagna elettorale, disastrosa, Sc ha speso 6 milioni e 445mila euro, di cui 350.864,23 euro sono andati a David Axelrod, guru americano, artefice delle campagne elettorali di Clinton e Obama. Supermario ha sostenuto di aver perso le elezioni per aver tenuto in braccio il cagnolino Empy durante una trasmissione televisiva. Ora è senatore e credo sia tornato alla Bocconi.

Ministro del lavoro: Elsa Fornero. E’ quella che aveva la figlia che lavorava nell’università di mamma e papà, l’unico ministro del lavoro al mondo che tramite misure di flessibilità contrattuali, abbia irrigidito il mercato del lavoro (vedere effetti pratici regolamentazione contratti a P.Iva). E’quella degli esodati, quei lavoratori prossimi alla pensione che con lo spostamento in avanti dell’età per ritirarsi dall’attività lavorativa, sono precipitati in una situazione drammatica ritrovandosi disoccupati, senza la possibilità di ricevere l’assegno mensile guadagnato con anni di contributi versati regolarmente.

Coesione territoriale: Fabrizio Barca. Figlio di Luciano Barca, deputato e senatore del Pci. Ha fatto parlare di sé perché per due mesi era diventato, non si sa per quale malato di mente, un papabile nuovo leader della sinistra italiana. A.A.A.Cercasi coesione mentale disperatamente.

Ministro degli esteri: Giulio Terzi di Sant’Agata. Cavaliere del sacro romano impero, l’Italia si accorse di avere un ministro degli esteri durante la gestione della crisi dei marò. Infatti, approfittando di un permesso elettorale ottenuto dai due militari detenuti in India, il Ministro Terzi l’11 marzo 2013 annuncia, a nome e d’intesa con il Governo, che i due non faranno ritorno in India alla scadenza del permesso. Dopo alcuni giorni però, Palazzo Chigi lo smentisce annunciando a sua insaputa la decisione di rinviare in India i due fucilieri.

Ministro degli Interni: Anna Maria Cancellieri. Vedi caso Cancellieri-Ligresti-Dap. A proposito, ma il ministro ha già reso pubblico o ancora no il suo numero di cellulare, in modo tale che non ci siano le discriminazioni che lei in primis ha detto di aborrire e di voler combattere a tutti i costi. Attendiamo fiduciosi.

Sviluppo economico e trasporti: Corrado Passera. Quello delle mille dichiarazioni, che doveva essere il candidato premier sia della destra che della sinistra, ma cosa abbia sviluppato non l’ha visto nessuno. I treni hanno ricevuto una svolta: Calabria/Sicilia in 10 ore e confusione gestione Tav, con delibera del governo francese che forse inizierà con i lavori di perforamento non prima del 2030 perché, per un’opera utile nel 2070, scavare già da adesso risulta essere inopportuno ed antieconomico.

Ministro dell’ambiente: Corrado Clini. Gli scoppiò in mano il caso Ilva e la confusione vinse 10 a 0. Dichiarava ufficialmente che “al momento non risultano inadempienze” da parte dell’Ilva nella attuazione delle prescrizioni stabilite dall’Autorizzazione integrata ambientale (AIA), quando invece in un documento ufficiale l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), documentava in modo dettagliato gravi inadempienze delle prescrizioni AIA.

Chiudiamo con la ciliegina sulla torta e cioè con i due inconsapevoli ed involontari furboni Filippo Patroni Griffi, Ministro della pubblica amministrazione e semplificazione ed ora sottosegretario alla Presidenza del consiglio, e Antonio Catricalà, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio all’epoca ed oggi viceministro all’economia. Catricalà era quello che faceva il paladino della giustizia a Ballarò mentre era presidente dell’Antitrust. (Ballarò ha creato due personaggi, la Polverini e Catricalà. Giudicate voi). La ciliegina sulla torta perché il brand del Governo Monti era la spending review, ovvero la revisione della spesa pubblica. Quando dicevano in Tv o in aula ‘spending review’ o ‘tagli alla spesa’pareva avessero 18 orgasmi multipli. Ed invece ecco come i nostri salvatori della patria migliorano l’efficienza e l’efficacia della macchina statale nella gestione della spesa pubblica: (…)Di ieri l’articolo su Repubblica che ha svelato come Filippo Patroni Griffi (vicesegretario alla Presidenza) e Antonio Catricalà riescano ancora a percepire due stipendi dopo il decreto legge 54, redatto proprio da Patroni Griffi. Il famoso decreto trasparenza, che di fatto equipara lo stipendio di ministro parlamentare e non, che ammonta a 135 mila euro, grazie ad un comma nel decreto stesso che rimanda ad una legge del 1999. Quella non è l’unica legge ripescata nel viaggio trasparente, Griffi fa riferimento a due leggi una dell’80 e una del 1993 che permettono in questo caso di guadagnare dalla posizione nell’amministrazione pubblica da cui Griffi e Catricalà sono in aspettativa. In aspettativa significa che il lavoro non lo stanno facendo, ma percepiscono comunque circa 244.000 mila euro l’anno ciascuno dal Consiglio di Stato. (…).Tra l’altro senza che Brunetta dica una parola. E bravo Brunetta.

Presidente Napolitano, la prossima volta che dovrà scegliere per una situazione di iperemergenza qualcuno di veramente serio, le consiglio il grandissimo attore comico Sergio Vastano quando a Drive in vestiva i panni di uno studente calabrese fuori corso della Bocconi, che vive nel mito di Luca Cordero di Montezemolo, ma che agli esami prendeva sempre 18.
Almeno sarebbe tutto più, diciamo, ‘elementare’.

Soundtrack1:’Elementare’, Niccolò Fabi

1 Comment

  1. mamma mia che post piccino.
    trasuda frustrazione e livore, oltre che incompetenza.
    sono un grande deluso del governo monti, che certo poteva fare molto di più, ma criticare non equivale a farsi ottenebrare dal malanimo. il governo monti ha fatto almeno quattro cose ottime: la riforma delle pensioni, il blocco dei sussidi folli alle rinnovabili, l’avvio (goffo, ma c’e’ stato) di una riforma delle tutele del lavoro, la conferma della TAV. è più di quanto abbiano fatto gli altri ultimi 10 governi, prodi e d’alema inclusi. Anche se non basta per la sufficienza, su questo non c’e’ dubbio

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