un blog canaglia

I cazzi vostri

in società by

Non ho mai partecipato a un rave party, ma la domanda mi viene lo stesso: se mille persone hanno voglia di ritrovarsi in un posto appartato a sentire musica a palla, ubriacarsi e drogarsi, perché mai qualcuno dovrebbe impedire loro di farlo?
Per tutelare la loro salute, dite? E se loro non vogliono che quella salute sia tutelata, come la mettiamo?
E come la mettiamo, tanto per fare un esempio, con le escursioni in montagna, che ogni anno fanno più morti di tutti i rave party messi assieme, ma che nessuno si sogna di proibire e di reprimere con retate e squadre di poliziotti?
E degli anziani che si incamminano nottetempo per i pellegrinaggi verso i santuari, che -anche se nessuno lo scrive mai- vengono scortati dalle ambulanze perché cascano come le mosche e debbono essere soccorsi, vogliamo parlarne?
Dice: però se quelli che vanno ai rave party si sentono male le cure dobbiamo pagarle tutti.
Certo. Ma lo stesso vale per chi si ingozza di burro, per chi lavora quindici ore al giorno, per chi insiste a giocare a calcetto a sessant’anni e si sfonda i legamenti delle ginocchia. Perché non li impedite anche a loro, quei comportamenti?
Ve lo dico io, perché.
Perché la verità è che della salute delle persone non ve ne frega una cippa: anche perché se pure ve ne fregasse proteggere tutti da tutti i rischi dei propri comportamenti sarebbe un’impresa letteralmente impossibile, oltre che non richiesta.
Quello di cui vi frega, come sempre, è giudicare gli stili di vita degli altri; stabilire, secondo i vostri criteri, quali sono quelli buoni e quali sono quelli cattivi; e poi, come si conviene ai migliori stati etici, benedire i primi e reprimere i secondi.
Date retta: limitatevi a intervenire se quello che gli individui fanno nuoce agli altri, non a loro stessi.
Per il resto, se la cosa non vi dispiace, fatevi i cazzi vostri.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

32 Comments

  1. completamente d’accordo! e aggiungo che potevano manganellare i partecipanti alla rievocazione della marcia su roma, quella si che è stata illegale!

  2. Non credo proprio che si tratti di farsi “i cazzi”degli altri. Personalmente non ho nulla contro chi frequenta i rave e non mi sogno proprio di giudicare aprioristicamente chi vi partecipa, così come non mi impiccio degli anziani che seguono i pellegrinaggi né di chi gioca a calcetto o fa sport estremi. Il punto è che, generalmente, l’anziano pellegrino o il calciatore dilettante non sfrecciano a 2000 all’ora di notte o all’alba in preda a sostanze psicotrope, mettendo a repentaglio non tanto la propria di vita, che è vero, hanno tutto il diritto di distruggere quanto e come vogliono, ma quella dei malcapitati che incontrano sul loro cammino post-rave. Si tratta di buon senso, non di indole giudicante.

    • Basta piazzarsi fuori a fare i test antialcool per chi si mettesse alla guida (e solo per loro) invece di fare irruzione. Impegno per impegno, credo sarebbe molto più giusto questo.

  3. Una misura delle poche controindicazioni sono le esternalità: ad es. pellegrini e scalatori si paghino loro (o i loro CLUB privati, ossia socializzino ma DI TASCA LORO) ambulanze elicotteri e soccorsi.
    Rave o quel che ti pare, ma non con il culo degli altri. Ad es., se farai dei danni in campagna, e se sono rilevanti, ripaghi il proprietario.

  4. E’ quel che resta dopo il rave che dovrebbe essere gestito dai raver e non dalla collettività, ma basterebbe poco a risolvere il problema: anzichè spaccare teste e sgomberare a manganellate i centri di aggregazione libera si c0ncedano spazi da autogestire… troppo semplice eh?

  5. Non mangio pasticche, non faccio pellegrinaggi nonostante abbia più di 50 anni. Però ho provato a partecipare a qualche rave ed in genere dopo il rave non ci si mette alla guida ma PRIMA si ripulisce tutto e si riposa. Quanto alla motagna ci vado spesso e senza protezioni anche su percorsi pericolosi, non ho mai avuto un incidente neanche minimo, faccio notare che qualcuno voleva proibire anche questo. Il problema è che le proibizioni derivano soltanto da convinzioni moralistiche non certo da preoccupazioni per la salute, basta guardare cosa fanno con l’inquinamento…

    • Manuel, forse hai partecipato a quei pochi rave legali che esistono. Ma nella maggior parte dei casi, ti assicuro, non funziona così.

      • legali o non legali, la gente che ci va è proprio la stessa…e sì funziona proprio così… alla fine si pulisce (si tirano su le bottiglie la carta e tutto quello che prima non c’era), si dorme e quando ci si riprende e si riesce a guidare e non si è più stanchi e assonnati si ritorna a casa…

      • No, rave illegali, in mezzo alle montagne, raggiungibili solo con ‘mappe’ consegnate poche ore prima per evitare l’intervento della polizia, che non è mai arrivata. Forse dipende da chi organizza… tuttavia il succo del discorso non cambia: le proibizioni sono solo frutto di moralismo, i guai si evitano con la coscienza ed un po’ di controlli (non da parte delle forze dell’ordine o preti o simili).

  6. La confusione tra alpinismo ed escursionismo riflette la superficialità di tutta l’analisi. Chi fa alpinismo estremo è un professionista del rischio, è assicurato (=non grava sulla collettività) e si accompagna a gente del suo livello, fisico e mentale. L’escursionismo è sport estremo come il gioco delle bocce, appena sotto la raccolta di funghi. Ho partecipato a due rave, nella mia vita. Anni novanta. Una torma di cyber zombie in botta chimica. Mi dicono adesso essere molto peggio. Non dico viva la polizia che tutti i tossici si porta via. Dico che certi paragoni non reggono nemmeno l’urto del buon senso.

    • uh, sai quante persone si fanno male sciando? E le pago io, che odio sci-ciaspole-snowboard e tutto quello che c’entri con la neve. E’ ora di finirla. Si paghino loro le loro fratture, io me ne vado al mare.

  7. La confusione tra alpinismo ed escursionismo riflette la superficialità di tutta l’analisi. Chi fa alpinismo estremo è un professionista del rischio, è assicurato (=non grava sulla collettività) e si accompagna a gente del suo livello, fisico e mentale. L’escursionismo è sport estremo come il gioco delle bocce, appena sotto la raccolta di funghi. Ho partecipato a due rave, nella mia vita. Anni novanta. Una torma di cyber zombie in botta chimica. Mi dicono adesso essere molto peggio. Non dico viva la polizia che tutti i tossici si porta via. Dico che certi paragoni non reggono nemmeno l’urto del buon senso.

  8. AL ROGO I RAVERS LA LORO MUSICA DI MERDA E LA LORO PUZZA.
    E OVVIAMENTE ANCHE LA LORO DROGA. BRAVI, DROGATEVI, LOBOTOMIZZATEVI, TANTO IL CERVELLO NON VI SERVE GIUSTO?CREDETE DI FREGARE LO STATO, MA E’ LO STATO A FREGARE VOI.

  9. Dipende dall’eta’ dei partecipanti.Se sono maggiorenni e sono in grado,si presume,di autodeterminarsi la loro condotta di vita potrebbe anche lasciarmi indifferente.Solitamente accade.Diverso e’ se si tratta di persone che ancora hanno un equilibrio instabile, nella difficile fase di transizione dall’eta’ infantile all’adulta.In quel caso necessari interrogativi me li porrei

  10. SARAH ma tu credi di essere meglio di qualcuno solo perche dici al rogo e cazzate varie ..tu sei una serva dello stato e anke malata di mentee

  11. AL ROGO I BALLERINI DI FLAMENCO LE LORO NACCHERE DI MERDA E IL LORO DOPOBARBA.
    E OVVIAMENTE LA LORO SANGRIA. BRAVI, ‘MBRIACATEVI, TANTO IL FEGATO NON VI SERVE GIUSTO?
    CREDETE DI FREGARE IL CONDOMINIO, MA È IL CONDOMINIO CHE FREGA VOI. (scusa Capricciò, non ho resistito)

  12. Non so, secondo questa logica non dovrebbe essere obbligatorio l’uso delle cinture di sicurezza in auto o del casco in motocicletta, per rispettare lo stile di “vita spericolata” di alcuni.

  13. Per riprendere l’analogia con le escursioni… infatti si pensa di far pagare gli interventi di soccorso a chi si mette a rischio. Detto questo, concordo sui rave party…. ma la droga resta illegale

  14. Argomentazione banale e scontata! ma cresciamo un po’ per favore!
    è sacrosanto che lo stato si preoccupi della salute dei suoi cittadini! Semmai possiamo discutere della mancanza di spazi lasciati ai giovani e della diffidenza infondata delle autorità e delle amministrazioni locali verso certi tipi di iniziative.

    • tipo vendendo tabacco, lasciando proliferare l’ILVA per trent’anni, gestendo il gioco d’azzardo e l’elenco potrebbe continuare per due ore?

      lo stato _non_ si preoccupa della salute dei cittadini. Semplicemente, _alcuni_ stili di vita sono tollerati o addirittura incoraggiati, altri sono bollati come autolesionisti e quindi cattivi.

      e non è un problema solo italiano, accenditi una sigaretta fuori da un fast food a new york. Gli avventori, anche se stanno introducendo nell’organismo una quantità di grasso sufficiente per tre giorni in un pasto solo, ti guarderanno come un pazzo suicida.

  15. ti scrive una cha ha quasi 30 anni e frequenta i rave lombardi da più di 10, e ti dico, le retate ai rave le fanno per la droga e/o perchè si sono invase aree dismesse private.
    sì per la droga, non per la salute di chi assume droghe, bensì per i giri di vite che stanno dietro all’import/export .. che ok, non si risolvono con delle retate, ma almeno si prova a scoraggiarne l’utilizzo (!!).
    Ma in fondo, non è per questo che le droghe sono illegali? Certo, è una partita persa il proibizionismo, più proibisci e più fomenti i giri illegali, è verissimo .. ma a 30 anni riesco a mettermi anche dalla parte dei governanti, e mi chiedo: chi avrebbe mai voglia di mettersi contro la mafia intercontinentale, proponendo di toglierle il monopolio delle droghe, e quindi enormi somme di denaro? Hai idea, Alessandro, di cosa significhi questo “in pratica”? E’ utopico, a mio avviso, che qualcuno possa mai fare qualcosa per risolvere il problema, la droga sarà sempre illegale, perchè non è fattibile toglierne il monopolio alle mafie, nessuno sarà mai così coraggioso da metterci la faccia e dire ok, da oggi la vendiamo, chessò, in farmacia, e i soldi sono nostri.

    ps: ci sono circa 5-6 rave a settimana, solo in lombardia, a fronte di 3-4 retate l’anno 😉
    e ho anche visto retate “di facciata”, cose quasi amichevoli tipo “vabbè ragazzi ora basta dai..” ..perchè nemmeno loro hanno voglia di sbattersi a vuoto quando vedono che nessuno crea problemi a nessuno .. ciò significa che sì, la droga è illegale quanto i rave: giusto per fare scena, ma non c’è nessun accanimento 🙂

  16. Gli sbirri di fatto arrivano per conto della SIAE, lo stato non sopporta di non guadagnarci un cazzo dai raves non autorizzati. La lotta alla droga, la salvaguardia della salute ecc, sono tutte cazzate.

  17. Mi sa che l’articolo, che potrebbe essere condivisibile, è troppo semplicistico. Premetto che penso che ognuno abbia il diritto di autodistruggersi come preferisce, non mi tocca minimamente.
    Ci sono però due o tre ordini di problemi: primo problema in tema di equità. Io faccio parte di un’associazione che organizza concerti e concorsi musicali -legali- e mi sono rotto le palle di nuotare nella burocrazia quando qualche stronzo si arroga il diritto di fare le cose come gli pare, col tacito assenso di tutti e magari con qualcuno che lo difende pure. E questa è solo colpa dello stato, non dei ravers.
    Secondo problema, sicurezza pubblica. Di lobotomizzati ne incontro parecchi e se qualcuno smania di iscriversi alla categoria, ben venga, meno concorrenza per quelli sani di mente. Però io sono motociclista e morire perché qualche drogato stronzo invade la mia corsia perché nemmeno si rende conto di essere al mondo, se permettete mi fa girare le palle. Polizia che controlla? Io pago le tasse e quindi anche lo stipendio dei poliziotti, che dovrebbero difendere coloro che rispettano la legge, impedendo agli altri di infrangerla. Quindi ci ricolleghiamo al primo problema, la polizia potrà fare i controlli su quelli che si mettono alla guida solo quando il rave sarà organizzato legalmente, altrimenti se viene a conoscenza di un rave illegale deve intervenire per impedirlo, non per fare i controlli. Questo per rispetto verso chi si fa il culo da mattina a sera, e lotta con la burocrazia anche per organizzare un fottutissimo evento legale dove la droga non circola come le patatine, come invece accade ai rave.
    Terzo problema, è quello della coerenza di Stato, per cui quando le droghe saranno legali potremo andare tutti a sfondarci di pasticche, e urlarlo al mondo. Fino a quel momento, non è legale e ogni altra considerazione è una scusa. L’irap è una tassa micidiale e priva di senso? Però la pagano tutti. I signori pronti a difendere i rave oarty, scenderebbero in difesa degli evasori che non pagano una tassa “ingiusta”?

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