un blog canaglia

Gli zingari, e i numeri che potrebbero farvi cambiare idea

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Dopodiché, per fortuna, ci sono i numeri. E i numeri, come si dice parlano da soli.
A Roma, nel 2013, sono stati spesi 960 euro al mese a famiglia per il Villaggio della Solidarietà di Lombroso, 1.125 euro per il Villaggio della Solidarietà di Candoni, 1.130 euro per il Villaggio della Solidarietà di Gordiani, 1.490 euro per il Villaggio della Solidarietà della Cesarina, 1.750 euro per il Villaggio di Solidarietà di Camping River, 2.5250 euro per il Villaggio della Solidarietà di Castel Romano, 1.340 euro per il Villaggio della Solidarietà di Salone, 1.230 euro per il Villaggio di Solidarietà La Barbuta, 2.940 euro per il Centro di raccolta rom di via Salaria, 4.530 euro per il Centro di raccolta rom di via Amarilli, 3.090 euro per il Centro di raccolta rom Best House.
Ripeto: al mese, e a famiglia.
Un fiume di soldi sperperati per segregare, letteralmente, le persone in container malridotti, spesso riparati alla buona con materiale di risulta, per stiparle in spazi claustrofobici, senza areazione né luce, con servizi sanitari sotto il limite della decenza e senza cucine, per confinarli quasi sistematicamente in zone recintate e videosorvegliate, in cui bisogna comunicare il proprio numero (il numero, neanche il nome) ogni volta che si entra e che si esce, a chilometri di distanza dal negozio di alimentari, dall’ufficio postale, dalla farmacia più vicini.
Un fiume dei soldi per gestire dei lager.
Ebbene, secondo voi questo sistema funziona? Secondo voi, come dire, aiuta la cosiddetta integrazione? E’ di qualche utilità per la sicurezza collettiva?
E non ricominciamo, per favore, con la tiritera che i rom “non vogliono integrarsi”: sarà una vostra sensazione, ed in quanto tale è rispettabile. Ma via, dite la verità: voi “vi integrereste” se viveste in condizioni simili? Sul serio? Ne siete certi? Riuscite a immaginare, sia pure lontanamente, cosa significhi campare così?
Ebbene, la realtà, quella dei numeri e della cronaca, dice che no, non funziona. Non funziona per niente.
In compenso costa. Costa carissimo, ben più di quanto costerebbe prendere le mille famiglie di rom, sinti e camminanti che vivono a Roma e pagare loro, a ciascuna di loro, una casa: un posto dignitoso in cui vivere, per levarsi di dosso il lezzo del sovraffollamento e potersi fare, finalmente, una doccia o una cacata in grazia di dio; un posto ragionevolmente vicino ai servizi essenziali, in modo che operazioni banali come fare la spesa, andare a scuola, comprare l’aspirina, pagare una bolletta o cercarsi un lavoro non si trasformino in epici attraversamenti di niente suburbano; un posto senza filo spinato, telecamere, recinzioni. Un posto che non sia peggio di una galera.
Aiuterebbe, sapete? Aiuterebbe a “volersi integrare“, per usare un’espressione che a quanto pare vi piace da morire.
E perdipiù sarebbe (lo dico a voi che blaterate “la casa prima agli italiani” e non sapete quello che dite) a costo zero: anzi, rispetto a quello che si spende adesso sarebbe perfino un risparmio.
So bene che certi pregiudizi sono duri a morire. Che magari certe cose nessuno ve le ha mai raccontate. Che trovarsi a cambiare così, su due piedi, la prospettiva che si è avuta per decenni può essere complicato.
Però pensateci. Con calma. Date un’occhiata a quei numeri e rifletteteci un po’.
Nella vita si può anche cambiare idea, sapete?

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

37 Comments

  1. Alcune precisazioni che ritengo doverose (per quanto la mia piccola esperienza non possa certo fare statistica): vivo e lavoro piuttosto vicino a due campi.
    Entrambi sono dotati di alloggi sufficientemente capienti, cucine e illuminazione, non sono sorvegliati nè tantomeno recintati, nè è in atto alcuna forma di controllo degli accessi.
    Sono situati entrambi nelle immediate vicinanze di due centri commerciali (entrambi comprendenti farmacia e ufficio postale). Uno dei due è anche a circa 100 metri da un ambulatorio medico con centro di pronto soccorso annesso.
    Questo non cambia certo il nocciolo della questione, ma la tua descrizione (ribadisco, per quel poco che ho visto io) mi pare un tantino estrema.
    Concludo dicendo che, in ogni caso, sono in linea di massima d’accordo con te.

  2. ma sai che mi hai convinto.

    …solo un dubbio: con l’uno per cento che – inevitabilmente – venderà la casa e tornerà in roulotte in discarica,

    che si fa?

    …si ritenta (che dicono che repetita iuvant…)?

  3. No, non è l’uno per cento, sono molti di più.
    Parlavo con un responsabile di una onlus che lavora proprio con i rom, nei campi, a milano (rubattino etc). Ero in un’associazione di avvocati per beneficenza, e all’epoca si era presentato il problema dello sgombero dei campi.
    Cercavamo quindi una soluzione per evitare soprattutto che venissero spostate famiglie con bambini che frequentavano le scuole della zona.
    Ma anche il rappresentante della onlus ha detto CHIARAMENTE che la maggior parte degli zingari,rom, sinti, come volete, non ha nessun interesse ad avere una casa, a pagare bollette, spese, far la raccolta differenziata e cose del genere. Non gli frega nulla, preferiscono vivere in un campo, in una roulotte o altro, e senza pagare niente.
    Sono una minoranza quelli che ha definito “integrabili”. E per quelli bisognerebbe fare tutto quanto possibile, perchè è un investimento per il futuro e l’unica soluzione al problema (che non può essere a breve termine).

    • La cultura Rom e Sinti, se li metti tutti in case popolari, va a farsi benedire….non so quanto sia giusto ” integrarli ” a forza….

      • Sono molto d’accordo con Achille. Io ho voluto e ho una casa, pago le bollette e le tasse, sento di vivere in un contesto in cui ciascuno dovrebbe assolvere a una serie di doveri per veder garantiti dei diritti, ma io sono cresciuta in una famiglia media, in cui in realtà si crede che lo Stato non fa abbastanza e quindi non è poi così sbagliato cercare di “fregare” dove si può fregare. Mi sono emancipata da questo tipo di cultura con grande fatica ed enormi ostacoli, perché la mia famiglia è circondata da una rete di altre famiglie così, italianissime (per quello che possa significare), che dove possono vivono a scrocco. Non me la sono mai sentita di giudicare i Rom e i Sinti, sia perché non conosco la loro cultura tanto da poter prendere una posizione (conosco solo i pregiudizi che sento fin da bambina ma capisco arrivare da lontano nel tempo), sia perché l’integrazione dovrebbe essere una scelta, non un’imposizione. Cioè: io non mi sono integrata ai valori e alle regole della mia famiglia, giuste o sbagliate che fossero, perché dovrei volere l’integrazione di persone che neanche conosco e che non hanno scelto (come non ho scelto io) le regole del gioco? Io ho scelto di adeguarmi anziché ribellarmi, ma nel loro caso non sarebbe nemmeno una ribellione: mi sembra che i loro presupposti di convivenza civile si basino su altre regole diverse dalle nostre e quindi bisognerebbe affrontare la questione spostando il punto di vista anche su di loro (se davvero vogliamo favorire l’integrazione – loro con noi e noi con loro), anziché tenerla solo su di noi.

  4. Interessanti questi costi, con in quali potrebbero tranquillqamente mantenersi FUORI da un campo.

    Un appartamento 2 stanze qui da me ora con 500 euro lo trovi, e con il resto ci campicchi ( bollette e mangiare)

    Gli fa piacere star male?

    non credo, credo sia una questione di abitudine ed ignoranza, i miei amici rom che vivono e lavorano qui e hanno casa ormai da 40 anni stanno benissimo e non tornerebbero in roulotte manco per 10 mila al mese

  5. i rom, sono persone che non hanno fissa dimora, vivono per un periodo e poi vanno via in altre città o paesi.
    purtroppo in italia molti rom ci vivono da 30 anni sempre nello stesso posto, l’integrazione per loro non esiste perchè a loro piace vivere così, ho visto dei campi anche con la parabola di sky, a loro non interessa avere un lavoro stabile ma vivere derubando i cittadini chiedere l’elemosina ed altre sporche faccende, loro questo sono.
    nella vita ho avuto rapporti amichevoli con molte etnie differenti persone che lavorano come noi, ben vengano queste persone ma ai rom non interessa questo quindi non mi parlate di dare a loro casa e sostegno perchè continueranno sempre a fare il loro giochi sporchi !!!!

  6. Ciao. Io credo che la considerazione finale delle case ai Rom, sia una bomba atomica. Io vivo a centocelle dove per 20 anni ci siamo beccati il più grande campo Rom d europa, il casilino900, fumi puzzolenti alti 100 metri, furti, paura eccecc . Quando li hanno sgombrati, ci sono stati personaggi vestiti meglio di me, che venivano a fare i difensori degli oppressi, magari senza mai aver messo prima i piedi nel quartiere. Sapere poi le cifre che gli vengono erogate, quando la mia famiglia viveva con uno stipendio solo dentro una casa per la quale abbiamo pagato venticinque anni il mutuo. Con quei soldi che gli danno, ai quali si aggiungono impicci vari, le persone oneste (esistono lo sai?) ci vivono con tanti sacrifici e mantengono con le tasse che pagano i servizi che i Rom usano. Adesso diamo gli anche le case, ma perché ma chi cazxo so??? Ma che cazxo vogliono?!! Vai a ostiense e vedi quanta gente dorme sotto i tunnel della stazione. Italiani, peruviani filippini. Quelli???

  7. La domanda rimane: ma perchè bisogna integrarsi? E soprattutto, perchè il cittadino non è messo nelle condizioni di esprimersi nelle manovre di palazzo?

    Per cui caro il mio Alessandro (questa volta ovvio che non sono daccordo) fiumi di italiani disoccupati e senza lavoro che hanno perso disoccupazione ed assegno sociale con il quale nemmeno ci paghi il riscaldamento invernale arrivano doverosamente prima del mantenimento statale ad opera di questa gente alla quale permettimi andrebbe anche operosamente praticato un controllo nascite.

  8. Parlare oggi di ROM e di case in cemento consegnate a questa gente quando milioni di persone ITALIANE non campano o fanno fatica a mantenere la famiglia. (Ma parliamo piuttosto di uomini e donne che a quarant’anni non trovano un cane che li assuma, perchè o costano troppo o manca letteralmente lavoro) tanto che pure i mutui sono a rischio.

    Ma voi che scrivete avete perso il contatto con la realtà tanto da mettervi nelle stesse condizioni di chi ci governa? Ma scherziamo?

          • Nel senso che ho risposto alla tua domanda retorica. O pensavi di essere più furbo? E lo pensi davvero che l’italiano sia uno straniero nella sua terra?
            E tu sei ROM o sei italiano?

          • Guarda che non c’era nessuna domanda retorica: “rom” non è una nazionalità. Più di metà dei rom in Italia sono cittadini italiani. Quindi la tua distinzione tra ROM e ITALIANI non aveva – e non ha – alcun senso.

          • Ultima e poi basta che stiamo andando off topic. Scusa, ma che c’entra? Io ti ho solo fatto notare che rom non è una nazionalità, e che parecchi sono italiani, e che quindi la tua distinzione di prima tra rom e italiani non aveva senso. Tutto qui.

          • C’entra, perchè l’attribuzione di cittadino italiano ad un ROM passa attraverso una interpretazione dello IUS SOLI che se permetti è un aspetto completamente diverso da chi invece nasce per diritto di suolo e di sangue. E non posso tollerare che questa comunione di intenti sia usata strumentalmente per sostenere una tesi verso chi invece nasce da chi ha messo il sangue per difendere questo paese di chi ci ha fatto la guerra e di chi ci è morto.

            Ed fuorviante, perchè bisognerebbe allora parlare di italiani chiusi in ghetto dalle stesse istituzioni che ti garantiscono la cittadinanza.

          • Ma poi scusa cosa c’entra la nazionalità? Gli italiani sono anch’essi una etnia. Ma come non lo sapevi?

          • Parliamo lingue diverse, mi sa. Lo ius soli? I primi gruppi nomadi sono arrivati in Europa e in Italia cinque o sei secoli fa. Ma di quale suolo e quale sangue parli?

          • Non nasconderti dietro al dito. Il messaggio è chiaro.

            @DRACULA FRIZZI

            Lo esporranno al museo delle cere. Nel frattempo comincia a cercarlo.

  9. Io mi auguro che la tua visione si possa avverare – oggi stesso.
    Peró, fra un anno, voglio vederti in faccia e sentire la tua opinione su come é andato.

  10. L’ultimo che ha denunciato è stato minacciato infatti:

    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/07/18/roma-capo-rom-minaccia-presidente-onlus-ti-mando-in-coma-se-parli-del-mio-campo/289231/

    E gli eroici epici consiglieri radicali presenti se la sono fatta nelle mutande come si può vedere nel video senza chiedere l’intervento delle forze dell’ordine come sarebbe stato loro dovere in quanto rappresentanti delle ISTITUZIONI. Bella figura di merda…

  11. Ti sei dimenticato di dire che ogni mattina dei bei pullman gran turismo passano a prendere i bambini per portarli a scuola. Dal campo di via di Salone ogni mattina esce un mezzo da 50 posti con soli 5 bambini! Indovina dove vanno a passare la giornata tutti gli altri che a piedi si incamminano verso il centro? Pensi che vanno a mettere le mani sui libri o nelle borse di qualche signora?

  12. Altro grande colpo del capriccioli!
    Il suo post del mese sui camminanti (zingari) ha fatto il pieno!!!!
    Entrando nel merito: facciamo così: a te zingaro ti pago casa condominio riscaldamento tassa sui rifiuti imposta sul possesso della tv luca acqua gas ( cose che invece tutti gli altri si pagano da soli), ma appena uno dei tuoi figli non frequenta la scuola perché lo mandi a fare l’elemosina, appena ti pizzico a via del corso attorniando un turista per fargli portafoglio, appena entri in un negozio e fai sparire qualcosa ti levo tutto, impacchetto il tuo nucleo familiare e vi lancio col paracadute sui Carpazi. Vorrebbe dire che nell’arco di 12 mesi rimarrebbero solo quelli che hanno voglia di rispettare le leggi. E non si tratta di volersi integrare, io non vi voglio far integrare. Io voglio solo che rispettiate le leggi che devo rispettare anche io.

    • Amen
      Amen
      Amen
      Amen

      Uno dei pochissimi discorsi che non trasudano razzismo spicciolo ma allo stesso tempo colgono nel segno senza ipocrisia. Grazie

  13. Belle parole, scritte da una persona che sicuramente ha poco a che fare con la quotidianità di quello vhe riguarda la situazione Italiani-Rom. Bene, prima di innalzarsi a paladino di vittime senza colpe (?) sarebbe il caso viverle certe situazioni.
    A 26 anni, pur lavorando, non posso avere una casa mia, vedo i cosiddetti ‘lager’ circondati da Smart, Golf, BMW parcheggiati dai legittimi proprietari (le vittime indifese?); mio nonno non può prendere i mezzi pubblici perchè anche li i meno fortunati(?) sono i padroni. No, non voglio integrarmi con questa gente e, pur essebdo contrario alla violenza, spero vengano cacciati tutti quanti. Ma sò bene come tutti che questo non accadrà mai, visto l’interesse di questo Stato marcio nel tenerli. Per questo non condannerò mai certi comportamenti dettati dall’esasperazione degli italiani.
    Viva l’Italia. Pace e bene a tutti.

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