Gli Onesti e i Giusti

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Un fatto in se’ abbastanza minore – Landini che dice di Renzi che non ha il consenso dell’Italia “onesta” – potrebbe finalmente innescare un cortocircuito, o magari instillare in qualcuno dei molti fedeli alla Chiesa della Questione Morale il seme del dubbio sul dogma fondativo. Uno pensa: il fatto che la bomba dell’indegnita’ morale a prescindere venga gettata dentro il recinto della sinistra “ufficiale” (gia’ si era usato contro il Renzi outsider e contro i suoi supporter meno tradizionali, come Davide Serra, ma e’ diverso) e’ una sostanziale liberalizzazione del dito indice piu’ lungo del medio, e allora potrebbe darsi che qualcuno inizi a notarne l’assurdita’. Temo non andra’ cosi’.

Non andra’ cosi’ perche’ l’invettiva di Landini e’ solo una versione rozza di un atteggiamento che il Landini stesso ha approvato, visto accettare, e di cui ha partecipato ogni membro dell’establishment italiano che vuole autodefinirsi “progressista”. Un puritanesimo intollerante, esclusivo e molto superficiale. Che assume le sue conclusioni, fa confusione, crea i suoi stereotipi e i suoi tabu’. Ci sono le cose che si possono discutere a mente aperta (e sono sempre meno), quelle sulle quali esistono alcuni dogmi, la retorica sull’evasione e’ un esempio, e quelle che ormai hanno assunto una natura unicamente dogmatica, tale che nessuno osa metterla in discussione in pubblico per paura di passare per irregolare, imprudente, inaffidabile : il femminicidio, il sessismo, le quote rosa, e tutte le questioni “di genere”, per dirne una.

Qualche giorno fa, Filippo Facci ha raccontato un episodio paradigmatico: invitato a discutere di Eternit, si sente sostanzialmente dire che il format della trasmissione prevede lo schieramente dei cattivi contro quello dei buoni. La posizione dei cattivi, quelli scemi ai quali va spiegata l’unica posizione accettabile, e’ quella dei “turbo-liberisti”. Non penso sia un problema di impostazione isolato, se poi certe menti deboli introiettano tali idees recues  al punto da affermarle con stolida convinzione dall’alto della presidenza della Camera. L’Italia dei giusti, degli onesti, dei buoni a priori, ha una posizione caratterizzante su quasi tutto: sa gia’ che c’e’ troppa disuguaglianza e cosa la causa, quanto riscaldamento globale c’e’ e da cosa e’ generato, che l’evasione e’ un problema morale, che Bergoglio e’ moderno quando parla di economia e cattivo quando ribadisce le sue cosine sulla famiglia, che di immigrazione come problema si discute solo per dire a Salvini che e’ razzista, e cosi’ via.

Non stupisce che, come reazione, tutti i contenitori politici che ormai raccolgono i voti degli outsiders (per lo piu’ la Lega al Nord, per lo piu’ i grillini nel resto d’Italia) abbiano assunto l’atteggiamento opposto, reagendo all’ipocrisia dell’establishment con un brutalismo velleitario, demagogico, non di rado cialtrone.

Insomma, probabilmente questo ci meritiamo, e questo abbiamo. Nella morte di qualsiasi centro di elaborazione culturale autonomo, di produzione di elites dotate di una visione del mondo un po’ piu’ strutturata di quanto possa offrire Italianieuropei, la retorica dell’Italia Giusta e’ il meglio che si possa produrre. Pero’ poi non lamentiamoci se gli irregolari, gli indipendenti, i battitori liberi, si sentono sempre meno coinvolti in questa rissa sul nulla, finalizzata solo a produrre appartenenze basate su indignazioni superficiali. Gia’ Scalfari, in tempi di giacobinismo strategico, ebbe a definire chi prendeva per il culo le sue ridicole pretese di superiorita’ antropologica rispetto ai berlusconiani un “terzista”.  Oggi non avrebbe neanche dovuto preoccuparsi di dare un nome a un fenomeno che, nello scazzo piu’ assoluto, nessuno ha voglia di rappresentare.

 

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(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

3 Comments

  1. Landini ha però chiesto scusa. Fatto rarissimo ma nel concreto è accaduta una retromarcia comunque non comprensibile. Non voglio comunque essere nei panni di chi ha avuto la sventura di ereditare immobili dai genitori e poi forse dai suoceri e poi ancora. La vaselina è indolore. Dopo la TASI il canone spalmato e moltiplicato: sfido chiunque a pensare che la gente onesta possa schierarsi con Renzi.

    Nell’angolo rimane sempre il chiaro-scuro sul fatto che quando scrivete di Chiesa vi aspettate che faccia e dica cose che devono coincidere con le vostre vedute e non con quelle del minor liberismo ecclesiastico. E mancate di netto la percezione che la Chiesa è molto di più dei soliti discorsi matrimonio uomo/donna/omessuali.

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