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Gli inglesi e Maria

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Ho sempre visto negli inglesi un popolo molto intelligente. Non animato da evangelica bontà, senz’altro, ma comunque molto intelligente. E ciò per tre motivi.

In primis, perchè è nelle terre di Albione che si producono il whisky Lagavulin, l’Harris Tweed, e le miscele di tabacco da pipa ad alto contenuto di Latakia. Forse il lettore non condividerà, ma posso assicurare che senza questi tre prodotti la vita mi apparirebbe un po’ più triste.

In secondo luogo perchè gli inglesi hanno saputo costruire un impero alla maniera romana e cioè, tolti gli inevitabili atti di crudeltà propri di ogni conquista, preservando i locali ceti dirigenti rispettandone, in linea di massima, usi e costumi.

Infine, perchè hanno saputo sviluppare l’arte dell’uscita elegante dalle situazioni politicamente difficili.

Soprattutto quest’ultima li ha resi a mio avviso davvero un grande popolo. A differenza infatti dei cugini tedeschi, impolitici per definizione, e dei figliastri americani, troppo esuberanti, gli inglesi hanno smontato il loro impero un attimo prima dell’inevitabile crollo riuscendo, con pochi spargimenti di sangue e molti vantaggi, a mantenere le ex colonie legate culturalmente ed economicamente alla madrepatria. Un capolavoro di diplomazia, capacità di ponderazione, ed eleganza davvero straordinario che solo nella gestione della crisi irlandese non ha funzionato: troppo vicina, l’Irlanda, e troppo odiati i suoi abitanti ostinatamente cattolici.

Spiace dunque vedere l’Occidente, inteso come Stati Uniti ed Europa, dimenarsi forsennatamente nell’incapacità di trovare una “exit strategy” per passare con dignità il testimone di cultura dominante, stante l’evidente crisi strutturale che ne scuote le fondamenta.

Invece di progettare una politica lungimirante che consenta di mantenere un qualche rilievo in un contesto globale dove non si sa ancora chi sarà il nuovo padrone (Cina? Paesi islamici? Russia?) l’élite americana si ostina ad esportare le proprie contraddizioni all’estero, in Siria, in Iraq o magari in Iran, quasi nello psicotico convincimento che fare i muscoli li renderà, ancora per un po’, i padroni, quelli la cui moneta è ovunque accettata, quelli il cui stile di vita è “lo stile di vita”, quelli fichi da cui c’è da imparare.

La Germania, poi, non ne parliamo: duri come sassi, incapaci di comprendere l’opportunità delle cose e i tempi della loro realizzazione, unitamente alla necessaria flessibilità suggerita da una comunanza di destini inevitabile, che loro lo vogliano o no.

Stendo un velo pietoso sull’Italia e sulla categoria del “permanente 8 settembre” quale paradigma costante dell’agire politico italiota.

In generale, e spero di sbagliarmi, non mi pare ci sia ENA francese o SSPA italiana in grado di formare coscienze lungimiranti. E anche il sistema oxoniense langue…

Che fare dunque? Senz’altro lottare per le nostre libertà individuali, rivendicando la spazio vitale di ogni singolo nel disporre di sè stesso come ritiene opportuno fare. Lotta sempre giusta, questa, in qualunque contesto.

E tuttavia, non dimentichiamo l’opportunità di selezionare un ceto dirigente con le palle. Che sì, l’anarchia è bella e sdraiati sul prato con una margherita in bocca si sta bene, ma come occidentali siamo gli eredi di una posizione dalla quale abbiamo il dovere di smarcarci con abilità.

Altrimenti, oltre ad una fine implosiva e violenta, rischiamo anche il grottesco di quei bontemponi del Centro Culturale Lepanto che organizzano per il mese di agosto una catena di rosari contro la legalizzazione della coltivazione domestica di cannabis per uso personale.

E anche questo la dice davvero lunga sui tempi in cui viviamo, laddove gli statisti certamente brancolano nel buio, ma dove anche non pochi uomini di Chiesa hanno difficoltà a leggere la realtà, a ripensare la propria missione e a focalizzare gli aspetti importanti del viver sociale da provare a governare.

Speriamo bene.

2 Comments

  1. Confesso di essere arrivato all’ultima riga dell’articolo senza capire dove andasse a parare. Eppure molti singoli periodi sono densi di significato … colpa della Chiesa? cannabis? …

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