un blog canaglia

Fumo negli occhi

in società by

In seguito all’approvazione della schizofrenica legge sull’omofobia, in cui si vogliono difendere gli omosessuali  MA ANCHE  gli omofobi, se ne sono sentite di tutti i colori. Essendo contraria a qualsiasi legge che punisce le opinioni (e si’, dire che gli omosessuali fanno schifo per me e’ un’opinione, per quanto sgradevole e poco edificante, e non dovrebbe portare conseguenze penali per nessuno), non entro qui nel merito della legge (alcune riflessioni si possono trovare qui). La cosa che mi ha piu’ impressionata pero’ sono state le reazioni scomposte di chi quella legge l’avrebbe voluta senza il famigerato emendamento “sulla liberta’ di espressione”*. I piu’ strenui difensori della lotta all’omofobia per legge si sono sperticati nel postare foto di omosessuali con volti tumefatti, chiedendo agli elettori del PD e/o alle persone contrarie a estendere all’omofobia la legge Mancino, se avessero qualche cosa da dire alle vittime di tali aggressioni. Essendo io sia elettrice del PD che contraria alla norma, rispondo.

Ai quei ragazzi io direi che fortunatamente nel nostro paese aggredire qualcuno e’ gia’ reato (a differenza di quello che afferma Ivan Scalfarotto al minuto 07:36 di questa confusa intervista), com’e’ reato ingiuriare, nel caso un omosessuale venga preso a male parole. Far passare il messaggio che ora, senza quella legge, picchiare o ingiuriare un omosessuale non sia reato non solo e’ intellettualmente disonesto ma anche offensivo per il paese. Direi loro che aggredire o ingiuriare qualcuno e’ una cosa molto diversa dall’esprimere opinioni omofobe, che di sicuro chi si macchia di questi reati e’ un omofobo ma che non vale sempre il contrario ne’ e’ utile presumerlo. Direi loro che la societa’ non si cambia creando categorie piu’ deboli per legge, dandone l’immagine di cittadini da proteggere invece di cittadini da rispettare. Gli direi che le vere leggi contro l’omofobia sono quelle che cancellano le disparita’ nei diritti, prima fra tutte la legge sul matrimonio egualitario. Perche’ leggi come quella sull’omofobia, che tanto piacciono a parte della comunita’ LGTB, hanno l’effetto di chiudere la comunita’ stessa in una gabbia mentre l’eliminazione delle discriminazioni di Stato e’ l’unica via per buttare via per sempre la gabbia. Ci vorrebbe un po’ di visione del futuro e di fiducia nelle proprie idee, entrambe non certo scarse tra i miei compagni di battaglie.

*“Ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente” e “ovvero assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei principi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni”.

Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

49 Comments

  1. A me basterebbe esser tutelato quando qualcuno definisce i gay dei deviati mentali,malati, da curare, e ne pubblicizza le “cure”. Queste non sono opinioni. Non riguardano libertà d espressione o di opinione. Sono mere offese e discriminazioni. E visto che la legge mancino tutela le minoranze (ma anche le maggioranze religiose come i cattolici) , per casi paralleli a quelli citati, una legge contro l omofobia sarebbe necessaria e utile socialmente. Che poi vengano fuori dei cretini di destra e cattolici che affermino che è “contro la libertà” o ,in modo veramente comico “se dici che per te la famiglia è uomo e donna finisci in galera” , è un altro discorso (FASULLO) che poco ci vuole a sfatare pubblicamente (cosa che peró non si riesce mai a fare,vuoi per la codardia di chi fa un intervista,vuoi per la testata giornalistica o il blog palesemente di parte) .

    • Fra, io sono agnostica e ho passato al vita a sentir dire che la salvezza si raggiunge attraverso Dio e senza Dio si va all’inferno. Non trovi discriminatorio verso i non credenti dire che gli altri bruceranno all’inferno? Che facciamo, mettiamo tutti al fresco, cosi’ diventano pure martiri, o cerchiamo di costruire una societa’ in cui chi dice queste cose viene trattato da pezzente quale e’ (mi riferisco sia a chi parla dell’inferno che a chi dice che i gay sono malati) e i ragazzini gay sanno di aver a che fare con degli esagitati?

  2. Le esprimo da ora la mia solidarietà, poiché ogni volta che provo ad esprimere questo medesimo semplice concetto mi prendo del nazi.

  3. I gay in Italia hanno già gli stessi diritti di tutti gli altri.

    La libertà di parola è bellissima se non sei un ragazzino gay in una classe in cui tutti, alunni e insegnanti, utilizzano la loro libertà di parola per dirti quanto l’omosessualità gli faccia schifo.
    Quello che mi colpisce non è che chi difende fino all’inverosimile la libertà di parola, ma la scarsissima empatia verso chi della libertà di parola è vittima.
    In questo caso i “difensori della libertà di parola” stanno dalla parte dei carnefici, non delle vittime.

    Curioso che l’autrice abbia utilizzato il termine “gabbia” visto che è spesso usato da chi si oppone al matrimonio gay “perchè i gay sarebbero più felici senza essere messi nella gabbia delle relazioni regolate per legge dallo stato.”

    • Calvin, la libertà di espressione non si può difendere a volte sì e a volte no. Piuttosto, mi concentrerei sul fatto che “l’autrice” esprime una posizione più avanzata di coloro che sono favorevoli alla legge sull’omofobia, giacché sostiene (e io sono d’accordo) che per vincere l’omofobia occorrerebbe attribuire agli omosessuali i diritti che spettano loro. Se questa è “scarsissima empatia”, fai un po’ tu.

        • Ahhh, il lettore esperto del mio orientamento sessuale mi mancava. Che poi, “i gay” non sono mica una categoria aristotelica mono-opinione, questa questione non riguarda solo i gay ma qualsiasi cittadino e per quanto mi riguarda ognuno di noi potrebbe svegliarsi domani mattina e essere omo-bi-trans-etero-sessuale.

          • LOL, Mi corregga se sbaglio ma ho l’impressione che in un solo commento lei abbia sostenuto che:

            1. Si può cambiare orientamento sessuale da un momento all’altro.

            2. I gay hanno tante opinioni diverse, anche contrarie ai diritti LGBT.

            3. I diritti LGBT non riguardano solo le persone LGBT ma tutti, e quindi tutti possono far pesare la loro opinione.

            Mi aspetto che da un momento all’altro questo blog dia la sua adesione ufficiale alla manif pour tous!

    • Non si preoccupi, ho passato troppo tempo nella mia vita a fare manifestazioni, sit in, volantinaggi, gay pride ecc per farmi dire dal primo che passa che io non ho empatia per la causa, che sono omofoba ecc.

      • E’ dal linguaggio che partono le violenze e quindi analizziamo il linguaggio:

        “Essendo contraria a qualsiasi legge che punisce le opinioni (e si’, dire che gli omosessuali fanno schifo per me e’ un’opinione, per quanto sgradevole e poco edificante, e non dovrebbe portare conseguenze penali per nessuno)”
        e se sostituissimo il termine omosessuali con ebrei, neri o perchè no, donne? e al di là di questo, questa affermazione non è un’opinione, è esattamente il punto di partenza dell’omofobia, sia perché sono sempre il preludio alle violenze fisiche, sia perché, anche in assenza di violenze fisiche, contribuisce all’odioso effetto noto come “minority stress”.

        “Direi loro che aggredire o ingiuriare qualcuno e’ una cosa molto diversa dall’esprimere opinioni omofobe”
        ah si? in confronto a questo sofisma, certi discorsi di Giuliano Amato sono tecnicismi da liceale.

        “Direi loro che la societa’ non si cambia creando categorie piu’ deboli per legge, dandone l’immagine di cittadini da proteggere invece di cittadini da rispettare”
        Questa dimostra quanto poco l’esperienza insegna. Una legge antiomofobia creerebbe delle categorie di persone, una ghettizzazione in cui sarebbe accentuata la diversità dei gay? Mi sembra di leggere le pagine di Tempi. Una legge antiomofobia crea delle categorie di motivazioni, non di persone, non ghettizza nessuno, accentua la gravità del fatto qualora il fatto è compiuto per motivazioni di ostilità verso gli omosessuali. La Mancino-Reale in vent’anni ha forse ghettizzato maggiormente le persone di religione ebraica? L’esito maggiormente positivo che verrebbe dall’estensione del matrimonio e della possibilità di adozione alle coppie omosessuali non esclude il pur positivo contributo educativo che viene dal punire, anche pesantemente, chi nutre opinioni omofobe. Riconoscere la libertà di dichiararsi contrari al matrimonio per le persone omosessuali è lesivo della dignità umana, non è libertà, è abuso. Punire questo abuso non è totalitarismo o riduzione al pensiero unico come vogliono i cattolici integralisti, è il minimo di decenza e di rispetto che si pretende dalla cosiddetta civiltà. Dire che una persona di colore non dovrebbe sposare un bianco non è razzismo, è molto di più. Lo stesso vale per i gay. E’ lesivo per chi vede che un proprio progetto di vita in cui può realizzarsi pienamente come persona, per la propria libertà e la propria felicità, viene osteggiato, condannato o additato come male, quando male non è, da una “semplice” cosiddetta opinione. Finché non sarà passata la voglia anche solo di pensarle certe opinioni in grado di distruggere delle vite al pari di quelle violenze fisiche, non avremo fatto un passo in più verso la civiltà.
        Questa è la sinistra che pretende di conoscere la condizione omosessuale? Sic transit…

        • “Riconoscere la libertà di dichiararsi contrari al matrimonio per le persone omosessuali è lesivo della dignità umana, non è libertà, è abuso.” Preparatevi a processare circa la meta’ della popolazione italiana, cosa che la rendera’ sicuramente molto empatica verso gli omosessuali.

          • Per arrivare a “costruire una societa’ in cui chi dice queste cose viene trattato da pezzente quale e’ (mi riferisco sia a chi parla dell’inferno che a chi dice che i gay sono malati) e i ragazzini gay sanno di aver a che fare con degli esagitati” si passa per il carcere, non per l’indifferenza. L’indifferenza sarebbe propria di una civiltà matura che ha risolto certi conflitti, l’indifferenza è quella che adotti davanti a uno che si dichiara contrario al matrimonio tra etero (che più che essere indifferenti fa ridere) proprio perché non esiste un problema di eterofobia. Quindi si, dovremmo processare almeno metà della popolazione italiana. Non preoccuparti troppo dell’empatia, non rischi di perdere nulla, quell’empatia non c’è, l’italiano medio è omofobo, e quel che è peggio anche gli stessi omosessuali hanno poca consapevolezza di se stessi. Non avremmo altrimenti un paese così arretrato e una componente cattolica, politicamente attiva su questo fronte, così forte.

        • Flavio
          “Finché non sarà passata la voglia anche solo di pensarle certe opinioni…”

          Mi faccia capire: proibire, anzi, ‘far passare la voglia’ non solo di dire, ma addirittura di ‘pensare’ certe cose?

          Inquietante.

          • E’ per inquietudini come la sua che l’Europa dopo quasi cento anni non riesce a liberarsi ancora dei rigurgiti nazifascisti. Ne deduco che in base a quest’inquietudine dire che un ebreo non ha diritto a sposare un qualunque cittadino italiano non costituisce nessun tipo di offesa o di lesione alla dignità della persona, ma rappresenta un semplice punto di vista. Guarda un po’ era esattamente questo il contenuto delle leggi razziali. Del resto anche nel ’33, e ancor prima, in Germania si era partiti da semplici opinioni antisemite e poi abbiamo visto dove sono andati a finire.
            Ne deduco che se suo figlio inveisse contro “gli immigrati di m… che vengono ad accettare qualsiasi lavoro al nero rovinando così il mercato del lavoro italiano” lei non cercherebbe di educarlo secondo principi di civiltà ma lo legittimerebbe in quanto ha espresso una sua personale opinione.
            Per non parlare, ad esempio, del negazionismo sull’olocausto. In base a quest’inquietudine cosi radical-chic che si ammanta di un finto liberalismo, sostenere posizioni che revisionano la portata di un evento simile rientra nella libertà di pensiero, e magari per dargli un tono più alto lo travestiamo da ricerca storica. Sono noti alle cronache casi di questi “ricercatori” finiti in carcere in Austria o in Germania. Ammesso e non concesso che abbiano ragione, che nei campi di concentramento non siano morti quel numero di persone, cosa cambia se ne fosse morto anche uno soltanto? Anche uno soltanto? E’ la dignità della persona che è stata profondamente lesa anche soltanto dalla semplice idea, concezione od opinione di mettere in piedi un sistema simile.
            Probabilmente questo tipo di esempi una vera inquietudine possono metterla. Nel caso dell’omosessualità invece c’è un’inquietudine contraria: la prima preoccupazione è quella di garantire l’impunità a chi intende esprimersi contro la possibilità dell’estensione del matrimonio. E’ ipocrisia utile a coprire invece, alla fine, la possibilità di continuare a insultare gli omosessuali.
            Innanzitutto perché una persona non omosessuale dovrebbe avere un’opinione, e spesso così ferrea, su qualcosa che non la riguarda? Secondo poi perché dovrebbe poter dire di essere contrario all’estensione del matrimonio? Perché questa è la libertà? Questa è la democrazia? Ma se non si ha alcuna riserva nei confronti degli omosessuali perché bisognerebbe averne proprio sulla loro possibilità di sposarsi?
            Allora qualche riserva sulle persone omosessuali c’è. Tradotto in altri termini: gli omosessuali facciano quello che vogliono (tanto perché è materialmente complicato andare casa per casa a stanarli) purché non rompano le scatole in pubblico. Dobbiamo purtroppo accettare che esistano ma basta che restino ai margini. In fondo è il discorso del catechismo della chiesa cattolica: le persone omosessuali vanno accolte con delicatezza, nemmeno fossero dei lebbrosi. Il punto non è l’accoglienza, il punto è la condivisione. Questa è una delle grandi poste in gioco nell’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali. Al di là delle protezioni giuridiche, è il riconoscimento simbolico che lo stato e la collettività riconoscono, approvano e condividono quell’unione. E’ qui che si annida l’omofobia di chi vuole garantirsi la possibilità di dichiararsi contrario, con il beneplacito delle inquietudini varie di certa sinistra.
            Non si può rifiutare rigidamente l’accusa di essere omofobi e dichiararsi al tempo stesso contrari all’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali, perché questa è omofobia, perché avvelena il linguaggio, crea condizioni culturali negative, e non deve stupirci poi se un ragazzino di quindici anni, tirando le somme di come non potrà mai essere felice e vedere i propri progetti di vita realizzati, perché c’è qualcuno che, per inquietudine, vuole salvaguardare la propria possibilità di dire che quel progetto di vita è sbagliato (perché dirsi contrari significa appunto esprimere una considerazione di merito sul matrimonio gay), decida quindi, a 15 anni, di buttarsi da un balcone.

          • Flavio, a me sembra che la maggioranza di voi faccia un grandissima confusione, il che e’ un po’ deludente. Dire che la tal persona non dovrebbe finire in tribunale per una tal opinione non vuol dire che quell’opinione e’ per me accettabile. Io faccio ricerca e non mi siederei a un tavolo con un negazionista. Non tanto perche’ anche se scoprisse che solo una persona e’ stata uccisa non cambierebbe nulla (cambierebbe eccome, accidenti! il fatto e’ che e’ scientificamente provato che non era una) ma perche’ non ne riconosco l’autorevolezza accademica. L’altro esempio furbetto (man manco tanto) di mio figlio (che per fortuna non ho): gli cambierei i connotati per tutte le opinioni da lei elencate. Ma lo farei io, non un giudice.
            Le infinite righe sul matrimonio gay, se indirizzate a me, sinceramente sonoun po’ inutili. Io sono favorecole da sempre e l’ho anche scritto nel post. Ora lei dice che chi si esprime contro il matrimonio per tutti andrebbe perseguito per legge. Si rende conto di quanto sia surreale dire una cosa del genere in un paese dove il matrimonio per tutti non c’e’ e il 50% delle persone almeno e’ contraria? Mi pare che le manchi totalmente la distinzione tra peccato, in senso laico, e reato. Quella si’, utile a evitare tragedie.

  4. @ Calvin, ne hai capite 0 su 3, complimenti.

    1) La sessualita’ non cambia, quello che noi capiamo di essa cambia. Una grossa fetta di gay oggi si sono dichiarati etero in passato. Hanno cambiato orientamento sessuale? Non direi.

    2) I gay hanno opinioni di tutti i tipi, essendo persone. Spesso le hanno contrarie alle associazioni LGTB, che e’ cosa ben diversa.

    3) I diritti sono una cosa, le sanzioni verso le opinioni omofobe un’altra. Basta un po’ di logica per capire che una legge che punisce le frasi omofobe non rigurda solo i gay ma anche chi pronuncia quelle frasi. Capito?

    Dubito che Manif pour tous accetti una che sostiene il matrimonio per tutti quando tanti di quelli che oggi si riempiono la bocca sui diritti LGTB stavano ancora a guardarsi l’ombelico. Mi rendo conto che sia piu’ facile accusare me di avercela coi gay che attaccare la spina del cervello e cercare di capire il mio ragionamento.

      • Non mi pare proprio una retromarcia, ma se ti fa sentire meglio te la puoi suonare e cantare come vuoi. Beato te che hai cosi’ tante certezze sulla tua sessualita’ (oppure noioso tu che le hai).
        Il tuo punto 4 introduce il mio punto 5: nel 90% chi commenta i post non ci ha capito un tubo. Sarai contento di non essere nella minoranza. Buona serata.

  5. Decisamente questo articolo fa’ schifo, mi libererò di questa pagina omofoba.
    Signorina Missaia, lei è nata nell’83, non si riempa la bocca con frasi “sono una che sostiene il matrimonio per tutti quando tanti di quelli che oggi si riempiono la bocca sui diritti LGTB stavano ancora a guardarsi l’ombelico”, c’è sempre qualcuno, come il sottoscritto, che quando lei era in fasce aveva già fatto coming out. Sia più rispettosa, torni a giocare a fare la radicale de noialtri, le hanno già risposto più che pazientemente che i suoi bizantinismi son carta straccia. Spero che lei non faccia politica perchè sarebbe un grosso danno. Se le dico che lei in quanto donna è puttana, sarebbe d’accordo?

    • Signorina lo dica a sua sorella, se ne ha una e se e’ contenta di essere definita attraverso il suo stato civile. Mi pare che qui ci sia qualcuno che pensa che essere anziani e gay sia la chiave per avere ragione…piuttosto triste. Se lei mi da’ della puttana posso provvedere, attraverso la legge vigente, a denunciarla per diffamazione; se me lo urla passiamo alle ingiurie. Stessi strumenti che ha lei se io la chiamassi frocio di merda. Ne stavo proprio discutendo ora con un mio amico avvocato gay, che mi da’ perfettamente ragione.

      Stia tranquillo, io coi radicali e col PD vado a giocare a tennis. Dorma sogni tranquilli.

  6. Pur trovandomi d’accordo con quasi tutto quello sostenuto dall’autrice, sono sorpresa dall’arroganza delle sue risposte ai lettori.
    Se il 90% delle persone che ha letto il suo articolo “non ha capito un tubo”, sospetto che la responsabilità sia di chi scrive.
    Visti i risultati, In quanto a empatia, temo che lei abbia poco da insegnare.
    Vivo in Francia e tutte le sequele della legge sul matrimonio gay le ho vissute da vicino, vivendo per di più in una regione con una forte presenza del FN.
    Attaccare cosi non serve a nulla, cercare di comunicare forse potrebbe essere più utile.

    • Carissima Rossella, perche’ mi vuole dare ragione cosi’? Io ho scritto che il 90% di chi commenta i post non li ha capiti. Non il 90% di chi li legge.
      Che lei viva in Francia non so cosa c’azzecchi, ma contenta lei. Io vivo in Inghilterra, puo’ essere di aiuto alla discussione?

  7. Non mi stupisco che il tuo articolo abbia fatto girare i cabasisi a persone che vivono, magari da decenni, come figli di un dio minore solo per via del proprio orientamento sessuale. Cioè, meno male che non fai l’ambasciatrice, altrimenti c’avrebbe dichiarato guerra pure Topolinia.
    Quando cerchi di parlare a proposito dei diritti o dei pensieri di una comunità che (forse, sono affari tuoi) non ti appartiene, occhio. Come ricorda Luttazzi, Richard Pryor poteva fare tutte le battute sui ‘nigga’ che voleva. Se le stesse battute le avesse fatte George Carlin, sarebbe passato per razzista. Se metà dei film di Spike Lee non li avesse girati Spike Lee, la comunità afro avrebbe dato fuoco agli studios.

    Ora, ci saranno pure degli appartenenti alla comunità LGTB che si sentiranno tutelati dalla nuova legge. E’ una loro legittima opinione, com’è la tua (che tra parentesi condivido quasi interamente). C’è chi vuole essere considerato ‘da proteggere’ pensando che sia lo step prima di ‘da rispettare’. Quando devi esprimere una legittima opinione su un argomento che fa male a molta gente, usa un po’ di cautela.

    Riassunto: Anna, non inmazzonirti.

    • Vediamo se ho capito. Stai dicendo che non posso fare o dire qualcosa a causa del colore della mia pelle o del mio orientamento sessuale? Stai parlando di diritti di gruppi divisi per il loro colore e orientamento sessuale? Prova ad accendere il cervello e rileggere ciò che scrivi.

      • Vorrei capire dove avrei scritto che non si possono esprimere critiche sui neri se si è bianchi eccetera. Ho solo detto che, se vado a casa di persone il cui padre s’è impiccato, qualora mi si chiedesse un’opinione sul suicidio e la mia fosse ‘quei codardi che non riescono ad affrontare la vita’ la esprimerei con molto, ma molto tatto. Mentre se mio padre si fosse impiccato pure lui, probabilmente potrei dirla come ho scritto nel virgolettato.

        “Quando devi esprimere una legittima opinione su un argomento che fa male a molta gente, usa un po’ di cautela.” mi pare diverso da “se vorresti esprimere una legittima opinione su un argomento che fa male a molta gente, taci”. O magari ho problemi io con la lingua italiana.

        Non stavo parlando di ‘diritti’, ma di ‘tatto’, che sono due cose diverse. Credo di poter passeggiare per strada ed avere il diritto di salutare la gente a rutti, e nessuno me lo può negare. Io preferisco ‘buongiorno’ o ‘ciao’. Predispongono meglio il salutato, nella mia esperienza.

        • Insomma, trattiamo gli omosessuali un po’ come si trattavano le donne isteriche nell’800? Con tatto, poverini, perche’ vanno protetti, trattati con dolcezza e coccolati.
          Stefano, io in questo post ho usato lo stesso tono che uso di solito. Forse sul femminicidio sono stata ancora piu’ dura. Ma visto che ho le ovaie ero piu’ legittimata in quel caso? E se parlo di ebrei, se sono ebrea posso osare di piu’?

          • non è questione di ‘osare’. E’ questione di opportunità. Supponiamo che io voglia iniziare una comunicazione con un grillino. Le mie opinioni, riassumendole, sono ‘ci mancavano giusto altri fenomeni che danno soluzioni semplici a problemi complessi, quelli la logica non sanno nemmeno dove sta di casa, democrazia dal basso e poi c’hanno un capo che manco il padreterno’.
            Ecco, se questo fosse il mio biglietto da visita, la comunicazione sarebbe da subito interrotta. Perchè da migliaia di anni, nella comunicazione tra sconosciuti o semi (ai miei amici gay faccio battute sui ‘froci’, e se la ridono perchè sanno benissimo come la penso sull’argomento), la primissima tecnica è abbassare le difese smussando le punte, poi si porta l’interlocutore sul piano della logica e allora c’è scambio.
            Al grillino di prima, ad esempio, spiegherei come funziona la riscossioni di crediti fiscali da parte dello Stato, per fargli capire che è già grasso che cola quei 600 milioni che lo stato dovrebbe incassare, se avesse voluto i 2 miliardi ne avrebbe ottenuti 0. Per portarlo sul piano di ‘guarda che ai problemi complessi ci sono solo soluzioni complesse’. E così via.

            Poi c’è la tecnica della provocazione, ma funziona più nel pattern one-to-many che in un blog non frequentato da milioni di utenti, dove si sviluppa one-to-one. Duchamp la sua fontana l’ha esposta al pubblico, non ha portato i critici uno a uno nel suo cesso.

          • Caro Stefano, tu pensi che io scriva per convincere quelli che stanno mandando fatwe varie a Scalfarotto e dicono che chi ha votato PD dovrebbe darsi fuoco? Quelli sono irrecuperabili (lo dico perche’ ci parlo privatamente, essendo alcuni miei compagni). I miei post sono scritti per chi ancora ragiona sull’argomento. A parte che poi, io nel mio post non trovo nemmeno che ci sia tutto questo livore. Non sarai tu che sei un po’ troppo delicato?

    • Caro Stefano, io non sono diplomatica, e non mi interessa esserlo. Inorridisco davanti al tuo ragionamento secondo cui l’opinione di qualcuno vale meno se non e’ gay (a parte che per quanto ne sai io potrei benissimo essere lesbica o bisex). Penso di aver passato piu’ tempo io a sbattermi per i diritti LGTB che la stragrande maggioranza dei gay. Pero’ questo non mi porta a condividere sempre tutto quello che le associazioni LGTB sostengono, avendo io un mio cervello che va di suo. In questo caso vedo esercitare verso il dissenso la stessa intolleranza che si vorrebbe combattere, ed e’ uno spettacolo molto triste.

      P.S. Io Mazzone lo conosco da quando era un pischello del primo anno di universita’. Piu’ che io che mi immazzonisco e’ lui che e’ diventato cosi’ frequentandomi.

  8. Solo per dire: standing ovation per Calvin, Flavio e Offhand. Allora qualcuno che ragiona c’è. Grazie ragazzi per i vostri post, anche se dialogare con certa gente praticamente è come parlare con un cattolico integralista o giu di lì. E la cosa più agghiacciante è che invece sono o vorrebbero essere da tutt’altra parte!

  9. abbiamo capito, solo lei ha un cervello, solo lei combatte per i gay, solo lei è capace di far tutto. Signorina, se ne stia tranquilla all’estero che di stronze acide come lei ne facciamo volentieri a meno.

  10. Fammi capire, tu ci insulti con questo articolo e poi non accetti gli insulti che ti sono rivolti?
    Io ti parlo negli stessi termini della legge che tu difendi e ti offendi? Oh mammamia…
    Mi chiedi chi sono, son cazzi miei, sono separato da una donna, se ti interessa un colpetto di minchia da parte mia (dire i froci son malati secondo te non è un offesa, ti offenderai mica se ti offro la mia minchia, vero?).

    Ripeto: coglioncella, stattene all’estero e non passare il tempo a rispondere ai commenti…mi sembra che i like a questo articolo siano veramente pochi.

    • 1) Questo post non insulta nessuno, espone un’idea. Essendo un’idea scomoda, sta nell’ordine delle cose che dia fastidio a qualcuno. Meno male!

      2) Non sono interessata a cose di seconda mano, grazie del pensiero.

      3) Questa risposta e’ un ottimo esempio di ingiurie gia’ perseguibili in Italia senza bisogno di ulteriori leggi, anche se sono sicura che la’ fuori qualcuno potrebbe trovare che il fatto che io sia donna sia un’aggravante per lei. Io naturalmente non sono d’accordo. Lasciamola qui a imperitura memoria, caro Signor Cuor di leone.

  11. io sono d’accordo che la vera norma contro l’omofobia sarebbe il matrimonio egualitario.
    e naturalmente ingiurie e aggressioni sono già un reato.
    però c’è un però.
    se io picchio un nero in quanto nero c’è un’aggravante.
    l’ingiuria a sfondo razzista prevede un’aggravante.
    tutto ciò nel caso degli omosessuali invece non costituisce aggravante.
    ora, a livello di parità di diritti, già che il matrimonio non arriva, almeno il diritto a “essere un’aggravante” vogliamo darlo?
    e si può evitare l’emendamento “salva opinioni” che, applicato a tutta la legge mancino, fa sì che vi siano persone che hanno più diritto di offendere rispetto ai normali cittadini?
    tutto qua.

  12. Questi sono gli amici tuoi che legittimi con questo articolo, questa è la gente che il movimento glbtq chiede che sia fermata:

    “… “Chi si proclama omosessuale è uno che agisce indubbiamente dietro suggerimento del demonio. Essere gay è un male contro natura. Gli animali non fanno certe porcherie che fanno gli omosessuali.
    I gay fanno cose che sono contro le leggi di Dio. Un omosessuale quindi non è da esorcizzare, è da convertire. Coloro che vanno contro le leggi di Dio, come i gay, vanno dritti dritti all’inferno. Ma si può guarire perché è un’abitudine che dipende da quello che si vede, dalle compagnie che si frequentano, dalla televisione, da internet. Purtroppo la televisione fa propaganda omosessuale. Ed è per questo che ci troviamo in un mondo così corrotto e guasto. Due uomini che si baciano sono la dimostrazione contraria del bene naturale… ”

    ed ora vattene affanculo.

    • Offhand, sei proprio un cafone.
      L’autrice ha espresso un’opinione e tu l’hai riempita di insulti nascondendoti dietro il tuo nick. Davvero pessimo.

  13. Gentile Anna, le rispondo da qui perché non mi appare più il link di risposta sul suo ultimo intervento. Non ho mai dubitato, in nessun momento, da tutto quello che lei ha scritto qui, che lei sia totalmente favorevole all’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali, e che per lei sia inaccettabile l’opinione contraria. Le nostre divergenze riguardano invece il modo in cui la legge dovrebbe trattare il caso degli omofobi che si dichiarano contrari:
    “Ora lei dice che chi si esprime contro il matrimonio per tutti andrebbe perseguito per legge. Si rende conto di quanto sia surreale dire una cosa del genere in un paese dove il matrimonio per tutti non c’e’ e il 50% delle persone almeno e’ contraria?”
    L’ipotesi è surreale proprio perché siamo ancora agli inizi del percorso storico della questione omosessuale. Se fossimo in una società dove sia più che scontato che il matrimonio fosse tra coppie etero od omosessuali, al punto da non parlarne nemmeno più (forse tra 400-500 anni), l’ipotesi non sarebbe così surreale. Ma per arrivare a quella società, a mio avviso, non c’è altra strada che il carcere, perché riconosco la funzione educativa e riabilitativa della legge. Se i tuoi (parlo di un tu generico) ti hanno consentito, crescendo, di disprezzare la dignità delle persone perché la legge non dovrebbe darti quegli schiaffi (in senso metaforico) che ti sono mancati? Ciò equivarrebbe a dire che la collettività sanziona quel comportamento. Ma già questo è un’utopia, perché appunto “il 50% delle persone almeno e’ contraria”. E quindi, ancora una volta, non vedo altro mezzo che la sanzione penale. L’indifferenza, e cioè consentire che quelle posizioni vengano derubricate come opinioni di cui bisogna salvaguardare la libertà, non otterrebbe altro effetto che quello di consentire che determinati codici culturali omonegativi continuino ad essere prodotti e trasmessi, senza che cambi nulla.
    Per chiudere, mi spiace un po’ che per lei cambi molto se anche un solo ebreo fosse morto nei campi di concentramento. Per me non cambia nulla, ne va della dignità delle persone.

    • @Flavio
      “Ma per arrivare a quella società, a mio avviso, non c’è altra strada che il carcere”

      ” Quindi si, dovremmo processare almeno metà della popolazione italiana.”

      ” Finché non sarà passata la voglia anche solo di pensarle certe opinioni ”

      Ok, tutto chiaro.

      Anche perché lei, per sua fortuna, le sue opinioni può esprimerle (e persino pensarle!) liberamente.

      • Le ripeto, è per gente come lei che ancora non riusciamo a liberarci di rigurgiti fascisti. Se punire idee fasciste è altrettanto fascismo, allora teniamoci le albe dorate che tornano a splendere in europa, ammantandoci di ipocrita accondiscendenza per far vedere quanto siamo più democratici di tanti altri fautori della democrazia. Il suo è il discorso omofobo per il quale un gay che risponde agli insulti è intollerante quanto l’omofobo che lo sta insultando, perchè, secondo lei, per essere democratici bisogna masochisticamente accettare ogni insulto, tanto sul piano privato quanto su quello pubblico. O evidentemente le preme di garantirsi una sacca di immunità rispetto a un’opinione offensiva verso altri esseri umani perchè probabilmente la condivide. Al di là della questione omosessuale, inasprire le pene per il negazionismo, la misoginia e altri cosiddetti reati d’odio o d’opinione non mette a repentaglio la tenuta democratica delle istituzioni. Se il discorso pubblico è così avvelenato e di un profilo così basso, dove i politici, rispetto ad altri loro colleghi europei, manifestano livelli personali e culturali imbarazzanti è proprio perché la cultura generale di questo paese è per lo più espressa da preoccupazioni come le sue, ovvero la possibilità di dire qualunque cosa senza conseguenze perché fa tanto democrazia. E mi domando ancora: per quale motivo si avvertirebbe il bisogno di dichiararsi contrari a che due persone realizzino, col beneplacito della legge, un proprio progetto di vita, se non per motivazioni d’odio, quand’anche fossero travestite da motivazioni religiose? Le mie opinioni posso esprimerle liberamente perché non ho interesse e non è nella mia natura esprimere opinioni lesive della dignità delle persone.

  14. Siamo a evocare le sanzioni penali per le idee. Cioè, il fascismo: complimentoni. Quando sarà capito che il punto delle dittature non è la sostanza (difendere gay bello, uccidere ebrei brutto – siamo tutti d’accordo) ma il metodo, sarà sempre troppo tardi.

    • Lei crede? Io credo che ci sia una bella differenza tra metodi democratici e democrazia. Anche Hitler fu eletto con metodi democratici. Lei non pensa che se alle elezioni vincesse un partito antidemocratico, quelle elezioni, con metodi non democratici, andrebbero annullate? Certo, sempre con metodi non democratici, non bisognerebbe permettere che si candidasse proprio. La Grecia oggi non si ritroverebbe la spina nel fianco di alba dorata, né noi avremmo forza nuova.

    • sul piano puramente teorico lei ha ragione. Non sul piano pratico. Le faccio un esempio: è perfettamente lecito che io venga da lei, le dica che un terribile demone le ha lanciato una potente maledizione, che io posso levarle dietro pagamento di 100.000 euro.
      Lei mi dà i soldi, io faccio gli scongiuri, tutto ok.
      Se io però andassi a fare la stessa scena a un depresso malato di cancro in stadio terminale, dicendo che posso guarirlo con l’imposizione della mani per 100.000 euro, verrei sbattuto in galera. Perchè? Perchè sto approfittando di uno stato di particolare debolezza.
      La stessa cosa vale per la libertà di parola. Le masse non sono intelligenti. Nelle situazioni di bisogno, si riducono come il malato dell’esempio di sopra. Non a caso il boom di alba dorata in Grecia (o dei 5S in Italia – DISCLAIMER DA GRILLINO INCAZZOSO: non sto paragonando i fascisti ai grillini, solo dicendo che la gente dà retta a quello più incazzato che urla di più e meglio) è arrivato con la crisi economica.
      O che la nazione di Kant e Hegel s’è messa a bruciare gli ebrei dopo l’inflazione a 3 cifre e le pezze al culo della repubblica di Weimar.
      O che il simbolo della libertà e della cultura occidentale tiene da 12 anni (Obaaaamaaaa…) un carcere indegno della razza umana, dove ci stanno tizi detenuti senza manco un capo d’accusa, perchè han tirato giù due grattacieli.

      Se le masse fossero intelligenti, sarei per la libertà di parola assoluta. Ma se le masse fossero intelligenti, sarei anche un anarchico.

      • E io cosa ho detto? Che sulla base delle vostre personalissime valutazioni, che (voi) valutate come migliori, ritenete di poter mandare a mare il concetto di libertà di opinione e di parola. Io non sono così arrogante, ma tant’è.

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