un blog canaglia

Fino alla fine

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Massì, mettetela un po’ giù come vi pare. Citatemi l’alleanza con Berlusconi, andate avanti con Cosentino, chiudete col taxi elettorale di Storace e nel mezzo metteteci tutti gli errori, tutte le incoerenze, tutte le cazzate che i radicali hanno fatto in sessant’anni di storia.
Fate pure l’elenco, e sappiate che per la maggior parte delle cose sarò d’accordo con voi: tant’è che da quando ho potuto sono stato il primo a denunciarle, là dentro, pigliandomi i rimbrotti degli ortodossi e sentendomi dire che ero un infiltrato del regime, uno che non aveva mai capito una sega, un radical chic.
Dopodiché, per favore, fatevi un giretto su questa pagina e date un’occhiata. E’ una legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia: quella roba indicibile su cui la maggioranza degli italiani è d’accordo ma della quale tutti gli partiti -per inerzia, miseria culturale, pochezza politica, vigliaccheria- si guardano bene dall’occuparsi.
La promuovono i radicali, un’iniziativa così. Una forza politica allo zerodue percento, fuori dal parlamento, fuori dai consigli regionali, fuori da tutto. Mica gli altri. Mica il PD, che si proclama progressista ma fa finta che certi argomenti non esistano. Mica quegli altri, che si dicono liberali ma la libertà non sanno manco dove sta di casa. Mica i grillini, quelli del popolo sovrano e delle azioni dal basso.
Nessuno. Solo i radicali.
I radicali, che forse stanno per morire: ma nel frattempo, nonostante Berlusconi e Cosentino e Storace e tutte le cazzate vere o presunte degli ultimi sessant’anni, continuano ad avere il coraggio di pronunciare parole che per tutti gli altri sono tabù.
Mai slogan fu più azzeccato. In tutti i sensi.
Liberi, fino alla fine.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

4 Comments

  1. la morte dei radicali, però, più che una malattia, mi sembra il tipico caso in cui il paziente rifiuta le cure e si lascia morire.

  2. Prima di”loro”Adele Faccio.
    Lei forse,per motivi anagrafici,non se ne ricorda,io sì.
    Negli anni ’80-primi anni ’90 lei era sola (SOLa SOLA) ad occuparsi di questo tema,ma non lo faceva con l’arida efficienza burocratica del Cappato,garanzia di prestazioni ad altissimo livello di professionalità:no,lei se ne occupava nel modo poetico,umano,straordinario che le era proprio,perchè ERA una persona straordinaria.
    Per questo,per il fascino che sprigionava la sua parola e che non le poteva essere perdonato,divenne sempre più incompatibile con un partito che veniva progressivamen svuotato della sua ricchezza,ridotto a simulacro e involucro della persona-partito.
    Fu lasciata sola ad occuparsi di eutanasia,ignorata come si fa con una signora un po’ stravagante.
    E poi più nulla,nemmeno il nome per sbaglio,sepolta sotto una coltre di silenzio per ALMENO 20 anni prima della sua morte biologica.
    Una vergogna.

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