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Favole

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Fatemi capire: quindi saremmo un paese civile e progressista perché stiamo depenalizzando una legge razzista e disumana come il reato di clandestinità?
Ma è davvero così?
Da un lato il reato viene abrogato, dall’altro viene trasformato in illecito amministrativo.
E già qui, almeno io, faccio fatica a capire. Vediamo. L’emendamento (contenuto all’interno del disegno di legge su Sospensione del processo con messa alla prova dell’imputato) limita il reato di clandestinità ai casi di recidiva, si abroga solo il reato di ingresso illecito in Italia dello straniero, trasformandolo in illecito amministrativo.
Ma le esplusioni ci saranno lo stesso e ci saranno anche delle multe.
Quindi di fatto poco cambia, gli immigrati clandestini che tenteranno per la prima volta di arrivare in Italia subiranno procedura di espulsione ma senza commettere reato, che si verificherà solo nel momento in cui proveranno a tornare in Italia illegalmente o nel caso in cui violassero i provvedimenti amministrativi.
Morale della favola?
L’Italia resta un paese chiuso e razzista.

9 Comments

  1. mmmhh non capisco bene dove si voglia andare a parare. Giudicare l’immigrazione clandestina un reato è una pratica accettabile, in fondo. La cosa grave, a mio avviso, è l’impianto stesso della Bossi/Fini, ovvero stronzaggine al cubo: non puoi avere un lavoro se non hai un permesso di soggiorno, non puoi avere il permesso di soggiorno se non hai un lavoro. La fantomatica ‘assunzione a distanza’ è una fregnaccia, nessuno prende, che so, una badante se almeno non ci fa quattro chiacchiere di persona. Il risultato è che il datore di lavoro che vuole assumere regolarmente deve rispedire il lavoratore clandestino al proprio paese, fare tutti i documenti fingendo di non conoscerlo eccetera.
    Se rispettare la legge è impossibile, ci si arrangia. Avendo una legge rispettabile, con un percorso sicuro e concreto per avere permessi semipermanenti e la cittadinanza, ci starebbe pure il prendersela coi clandestini.

  2. Un paese moderno e aperto non tratta i clandestini come bestie, tanto per dirne una.
    Un paese civile chiuderebbe i CIE e non penserebbe invece a riformarli, sarebbe come voler riformare un campo di concentramento… s’è mai sentita una cosa simile? NO.
    Una buona legge sull’immigrazione prevederebbe un trattamento più umano per gli immigrati e più elasticità nella concessione dell’asilo politico, innanzitutto. Certo poi c’è chi scrive che “giudicare l’immigrazione clandestina un reato è una pratica accettabile, in fondo.” Il problema è chi la pensa come Stefano. L’Italia è fatta di tante persone che non sono razziste, ma che nemmeno fanno qualcosa per combattere il razzismo che gli sta intorno.

    • 1) visto che l’immigrazione clandestina è considerata illegale in molti paesi (civili) al mondo, affermare “giudicare l’immigrazione clandestina un reato è una pratica accettabile, in fondo.” è semplicemente prendere atto della realtà. Avendo leggermente giricchiato, ho diviso le nazioni in due, quelle con delle regole inaccettabili (es. Indonesia, permesso di lavoro per stranieri a 2000 euro l’anno, praticamente uno stipendio di middle class locale) dove la gente si arrangia, e quelli con le regole accettabili, dove gli stessi immigrati regolari si incazzano come delle iene con i clandestini, visto che provocano loro lo stesso fastidio di quando qualcuno ti passa davanti in fila alla cassa del supermercato.

      2) affermare ‘sono favorevole alla pena detentiva per gli assassini’ non implica automaticamente ‘gli assassini devono essere trattati come bestie in una cella di 1mq e un’ora di luce al giorno’. I CIE andrebbero chiusi non domani, ieri. Non mi pare di avere scritto ne quello ne che non bisogna dare asilo ai perseguitati. Semplicemente, quando facevo il volontario in un campo rifugiati kosovari, metà degli occupanti erano albanesi che si fingevano kosovari per avere asilo (e andarsene in Germania via Svizzera, già allora e parlo dei tempi di Milosevic non avevano troppa voglia di rimanere in Italia…). Cosa che faceva enormemente incazzare i kosovari, quando se ne accorgevano.

      In sostanza, non confondete il concetto di ‘razzismo’ con quello di ‘giustizia’. Se la città è piena di bidoni, chi getta i rifiuti a terra è semplicemente uno stronzo. Attualmente, per un migrante, l’Italia non ha nemmeno un bidone, per cui gettare i rifiuti a terra non fa di te uno stronzo.

  3. Scusa ma allora torno a dissentire su come è posto l’argomento… dire che “Un paese moderno e aperto non tratta i clandestini come bestie” non ha lo stesso significato del titolo “la clandestinità non deve essere reato”.
    Mi è venuto in mente il caso Breivik in prigione in Norvegia, dove i deficienti qui si scandalizzano che sia trattato in maniera più che umana.
    Essere puniti o espatriati o altro non significa essere trattati in modo disumano. Tutto dipende come fai le cose. Come sempre, d’altra parte.
    Non nego che il problema persiste, ma non lo risolvi depenalizzando l’immigrazione clandestina, credo.

  4. Se ho ben capito un paese moderno e progressista accetta tutti gli immigrati, gli offre una casa, un lavoro e uno stipendio. Non solo, li va a raccogliere persino nei loro peasi disastrati. Ce ne sono circa 600 milioni. Portiamoli tutti qui in prima classe. Perche’ devono rischiare la pelle per venire in Italia e trovare il bengodi?
    Se per caso non si riesce a dargli una casa, possiamo espropriare quelle di quegli stronzi di Italiani che ne hanno due.
    Degli Italiani ovviamente non frega un c..zo a nessuno.
    Il livello di questa discussione e’ deprimente almeno quanto quella sullo scopo rieducativo/punitivo del carcere.

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