Fantacalcio e Disuguaglianze

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Ogni anno il Fantacalcio. Gioca al Fantacalcio praticamente un italiano adulto su cinque – potenzialmente una grande occasione per imparare lezioni importanti.

Proviamo con una: la disuguaglianza dei redditi e il processo che la genera.
Ora, e’ risaputo che i super-stipendi dei calciatori sono il simbolo preferito di chi grida allo scandalo per la disuguaglianza salariale. Un simbolo seguito dall’evocativo rapporto tra il numero di salari mensili di un operaio FIAT necessari a pareggiare lo stipendio di Valletta, ai tempi, e il numero di salari mensili di un operaio FIAT necessari a pareggiare lo stipendio di Marchionne.
Almeno chi gioca al Fantacalcio dovrebbe essere immune da questo tipo di argomenti. Perche’?E’ presto detto: tutti hanno partecipato a un’asta. Prendiamo la mia Lega, che quest’anno e’ bella equilibrata. Siamo in 10, e tutti sanno che una squadra di Fantacalcio e’ competitiva se e solo se ha almeno un top player. Il top player e’ essenziale non perche’ porti quattro, cinque, o dieci volte i punti che ci si puo’ aspettare da uno che top player non e’: ma perche’ quasi tutti i giocatori sono distribuiti intorno a una media di rendimento, e lui e’ giusto un po’ piu’ in la’. Ma i giocatori che sono “giusto un po’ piu’ in la’ ” sono pochi, pochissimi!
Ad esempio, in una Lega da 10, altrettanti fanta-allenatori hanno da contendersi la seguente lista di top-players: Balotelli, Di Natale, Gomez, Higuain, Tevez, piu’ probabilmente Palacio/Milito. Si tratta, in ogni caso, di un numero inferiore a 10: quindi ciascuno deve puntare parecchi soldi, per evitare di trovarsi nella spiacevole situazione di dover affrontare il campionato intero senza una macchina da gol affidabile e costante.
Data questa competizione agguerrita, fatto 300 il numero di “crediti” a disposizione, questi sono stati i risultati: Balotelli aggiudicato a 101, Di Natale a 110, Gomez a 101, Higuain a 99, Tevez a 73, Palacio a 44. In un mondo artificiale, un’asta fittizia ha prodotto una sperequazione delle risorse impiegate che fa impallidire quella del rapporto tra gli stipendi dei metalmeccanici e i supermanagers. Basti pensare al fatto che per ogni attaccante comprato a 1/3 delle risorse totali di ciascuna squadra, esiste al piu’ un altro top player (stavolta di centrocampo) in grado di attirare abbastanza risorse da far si’ che un fantallenatore si trovi ad aver speso almeno il 50% del suo budget in due giocatori (su una rosa che ne deve includere altri 22). Si hanno cosi’ i 100 spesi per Hamsik, i 70 spesi per Vidal, i 61 spesi per Ljajic, e cosi’ via.
Faccio notare che non e’ interessante guardare al rapporto tra il top player e il singolo giocatore: in un mondo di crediti divisibili in frazioni, molti giocatori verrebbero probabilmente aggiudicati a 0,01 crediti e inseriti in rosa. Quello che conta e’ che non esiste grande azienda al mondo che spende 2/3 del suo fatturato per stipendiare due dirigenti.
Fantacalcio
Ora: per spiegare l’evoluzione del caso FIAT, provate a immaginare l’esito di un’asta simile, ma realizzata in 4 giocatori. A questo punto, data la ragionevole certezza di potersi aggiudicare almeno un top player per i due reparti (attacco e centrocampo), l’asta avra’ come obiettivo la realizzazione di rose con molte alternative. Questo portera’ a una sperequazione molto minore. In parallelo, Valletta era un manager che operava su un mercato nazionale: le sue chances di lavorare per la Volkswagen o per la Ford, qualora avesse lasciato la FIAT, erano basse. Le cosiddette outside option di Marchionne, invece, sono numerose. Il suo maggiore potere contrattuale, come conseguenza, gli permette di spuntare stipendi faraonici.
Piaccia o no, questa e’ la spiegazione del fatto che esiste chi prende 3000 volte quello che guadagniamo noi. Non e’ che sia 3000 volte piu’ bravo o piu’ produttivo. E’ solo 2500 volte piu’ raro trovare qualcuno che faccia le cose 1.2 volte meglio.*
P.S. ovviamente provate a immaginare cosa succederebbe se a un giocatore (un paese) venisse imposto un tetto di spesa massima per calciatore acquistato (un tetto massimo a stipendi+bonus). Puntereste un euro sulla vittoria del campionato di quella squadra?
 *: astenersi esperti di corporate governance dediti a commenti pedanti. Ovvio che e’ piu’ complicato di cosi’, come la storia di Richard Fuld insegna. Ma per capire la patologia bisogna prima capire l’anatomia, altrimenti e’ tutto solo confusione.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

22 Comments

  1. ribaltiamo il concetto: se io al fantacalcio ho pagato higuain 107 e mati fernandez 1, “retribuendo” di fatto mati un centosetteesimo di higuain, questo influisce sul suo rendimento? risposta: no, infatti domenica ha segnato e io ho vinto. se io invece tengo bassi gli stipendi degli operai e pago uno sproposito il capo, li sto incentivando a dare il massimo e a migliorare la produttività? certo che no, per questo il parallelo a mio avviso non regge.
    noltre c’è il micro e c’è il macro. chi compra le fiat? praticamente solo gli italiani (e qualche cinese e argentino). se gli italiani (operai fiat e tanti altri trattati allo stesso modo) sono pagati poco e si pagano un botto i manager che succede? che la panda non vende, e i ricchi intanto si comprano la porsche. al fantacalcio non funziona così, perché se compri tanti giocatori a 1 poi non è che va in merda la serie A. invece in economia sì!
    insomma, mi pare che il tema del rapporto stipendio del boss – stipendio degli operai non sia solo un problema di “moralità” ma di efficacia delle politiche retributive.

  2. ma grazie al c***o, il punto non è l’effetto macroeconomico dei salari fiat, il punto è che tante scelte con effetti micro si sommano e hanno un effetto macro.
    la dinamica salariale in tante imprese è simile a fiat e l’effetto macro è il calo dei consumi (d’altra parte con la % di reddito che remunera il lavoro in costante discesa…).
    Poi fai tu.

    • Ah, la famosa (e screditata piu’ di quanto sia datata) teoria protomarxista del sottoconsumo. Poi dice che non si devono moderare i commenti per arginare gli ignoranti presuntuosi.

  3. quindi da queste parti si può commentare solo con “yeah, quanto sei fico, tu sì che la sai giusta”?
    nessuna teoria protomarxista del sottoconsumo, banale lettura della ripartizione del reddito nazionale. e che divari salariali alti minino i consumi è roba da 1° anno, quando uno impara che la propensione marginale al consumo è decrescente, nulla di particolarmente avanzato.
    insomma, sta roba del fantacalcio è tanto affascinante ma non sta molto in piedi.

      • fosse anche sarebbe comunque superiore a quella manifestata in questo articolo.
        ma purtroppo per gonzalo marchionnes la mia comprensione è andata un po’ più avanti. e pure al fantacalcio me la cavo parecchio bene, grazie.

        • Mi auguro che tutti quelli che mostrano questo grado di arroganza verso l’economia decidano di mostrarlo verso la medicina, al momento buono.

    • Scusa Michele, non parlo con te. Il tuo ragionamento sulla teoria del valore e’ comunque senza senso, ma immagino non fossi serio.

  4. Io non contesto la medicina tradizionale affidandomi a qualche stronzata settaria, screditata e parascientifica per dover fare l’alternativo, il contestatore o soddisfare qualche prurito ideologico. Tu si.

    Quindi, per piacere, fai lo stesso con la medicina. Se faceste tutti cosi’ il mondo sarebbe un posto migliore – gradualmente, ma inesorabilmente.

  5. negare che il divario salariale – lungi dall’essere un problema di stipendio del top manager, quanto di stipendi degli operai – sia un problema che influisce su produttività e consumi? è una roba più anni ’80 di Bim Bum Bam, screditata presso il buon senso e pure presso chi ha saputo dare una lettura della crisi che non fosse “siamo in crisi perché non si è seguita con sufficiente convinzione la strada che ci ha portato la crisi”.
    forse potrebbero essere d’accordo con te i teorici dell’austerity espansiva. forse.

  6. Ok, non hai risposto. Screditata presso te e gli amici tuoi, che avete studiato chissa’ dove chissa’ cosa e siete competenti come il mio macellaio. Grazie.

  7. Grazie per la perla. Non andiamo oltre che poi magari scopro che volevi dire cose stupide come quell’altro e ci rimango male 😀

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