un blog canaglia

Estremismi

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Fanno paura quelli con il crisma della verità: lo diciamo da sempre e lo ripetiamo fino alla nausea. Odiano la mia libertà – con il miserabile pretesto di proteggere delle astrazioni (“i giovani”, “i bambini”, “gli animali”, “le donne”, “la bellezza”, “la purezza”, “la santità”, “la nazione”), ti castrano, ti tagliano la lingua, le mani, i piedi. Dobbiamo stare all’erta, combattere. “Loro” uccidono con le certezze. A noi spetta l’inane missione di respingerli, forti solo dei nostri dubbi. Ecco alcune notizie che ho letto questa settimana.

UNO – La Mall Gallery di Londra, che ospitava la 153-esima mostra della Society of Women Artists (SWA), ha deciso di rimuovere per “‘oscenità” un dipinto di Leena McCall, ritratto di Ruby May, in piedi. Il quadro rappresenta una donna in abiti maschili anni Venti mentre sfida l’osservatore tenendo una pipa tra le labbra disserrate. Gli strani abiti mostrano una generosa scollatura ed una porzione di pelo pubico. Anche se a turbare la sensibilità del direttore della galleria sono stati con ogni probabilità quei neri filamenti di cheratina, tendo a concordare con Rowan Pelling del Guardian: a far saltare la mosca al naso ai censori è stato soprattutto l’atteggiamento in cui è stata immortalata Ruby May, sexy, altera, ironica, altezzosa – padrona di sé. Una donna che agisce la sua sessualità, intollerabile.

DUE – A quanto sembra, diverse associazioni studentesche britanniche hanno censurato la canzone Blurred Lines di Robin Thicke. Ovviamente, tale “veto” ha più che altro un significato politico, essendo faticoso comprendere in che cosa possa effettivamente concretizzarsi. Al punto che i “pudici” studenti inglesi hanno dovuto velocemente modificare la propria posizione, passando dalla “censura” ad una più credibile (ed ugualmente sciocca) “condanna”. E’ evidente che alcune rime siano forti (“… tried to domesticate you / But you’re an animal, baby, it’s in your nature“, e anche “Nothing like your last guy, he too square for you / He don’t smack that ass and pull your hair like that“). Evidentemente “Blurred Lines” celebra una sessualità brusca e vagamente animalesca. Sinceramente non vedo quale sia il problema. Lo sarebbe se si celebrasse un rapporto sessuale dove un maschio domina una donna non consenziente. Ma qui non c’è niente di tutto questo. Blurred Lines è una canzone un po’ sciocca e molto volgare, non un “inno allo stupro”. A me sembrarono (e tuttora sembrano) molto più oltraggiose le (quattro) parole che costituiscono la metà del testo di “Smack My Bitch Up” dei Prodigy, ovvero “Prendo a schiaffi la mia troia”. A quella canzone fu associato un video la cui desolante sgradevolezza è aggravata dalla “gag” finale, in cui si scopre che a comportarsi da schifo non è un uomo, come tutti pensavamo, ma una signorina.

In ogni caso, su Thicke si è abbattuta un’onda anomala di isterismo collettivo, come si può verificare dalle risposte all’improvvido QA lanciato dal cantante con lo sfigatissimo hashtag #AskThicke: potete guardarne alcuni qui, qui e qui. Un commento su tutti, di tale Maria: “Davvero hai scritto un inno allo stupro per tua moglie? E ti domandi perché ti ha lasciato?”. Il confine tra parole (sciocche e discutibili che siano) e fatti (stupro) è stato superato, così come quello tra onstage persona e vita privata. Intanto il nuovo disco di Thicke fa un flop clamoroso, benché il singolo (“Get Her Back“) parli di un uomo che vuole riconquistare sua moglie ammettendo candidamente tutti i suoi difetti (la sua vera storia, o, certamente, un’abile manipolazione). Sono affascinanti questi cervellini piccini picciò: si scaldano come un ferro da stiro quanto ficchi la spina nella presa. Il volto informe della folla, la brulicante massa che oggi salmodia e domani lapida – ancora più penosa e paurosa quando pensa di essere “intelligente”. E’ così che un qualsiasi cantante di R ‘n’ B diventa una specie Charlie Manson. Possibile che nessuno capisca che Miley Cyrus, nella sua vita di tutti i giorni, non è né una mignotta sguaiata, né una verginella Disney? Sarà, come tutti noi, un po’ l’una e un po’ l’altra, a seconda dell’ora e della giornata.

TRE – A casa sua Jacob Lavoro, diciannovenne di Round Rocks (Texas), ha preparato dei brownies all’olio di hashish. Il solito vicino bastardo, allertato dall’odore di “fumo” proveniente dal forno di casa Lavoro, ha chiamato la polizia. Gli agenti hanno illegalmente perquisito la sua casa, trovando circa 700 grammi di hashish. Secondo la legge, ai fini del computo della pena potenziale, si può considerare il peso del prodotto finito (i biscotti), anziché, come sarebbe giusto, solo quello del principio attivo illegale. Ora Jacob rischia una detenzione compresa tra i 5 e i 99 anni, che potrebbe essere ridotta con un patteggiamento ad un periodo compreso tra i due e i vent’anni. Insomma un ragazzino, a casa propria, non può cucinare quello che vuole, con gli ingredienti che preferisce: potrebbe finire in galera a vita.

QUATTRO – Usando il cellulare, Trey Sims (17 anni) ha mandato alla fidanzatina di 15 immagini del suo pene in erezione. A seguito della denuncia della madre della ragazza, sul suo capo pende l’accusa di aver prodotto e distribuito materiale pedopornografico. A quanto riferisce l’avvocato di Sims, la polizia ha scattato delle fotografie del suo pene (non in erezione), allo scopo di confrontarlo con le immagini inviate alla fidanzata (ora ex) per stabilire oltre ogni ragionevole dubbio che quello che figura nelle immagini incriminate sia quello che pende in mezzo alla sue gambe. La polizia di Manassas (Virginia) è scatenata: ad un certo punto i suoi rappresentanti hanno minacciato anche a mezzo stampa di obbligarlo a ricoversarsi in una struttura sanitaria, dove un’iniezione gli avrebbe procurato un’erezione artificiale. Il tutto allo scopo di recuperare altre foto da confrontare con il materiale all’origine della denuncia. E’ comprensibile che la legge punisca un adulto che ha rapporti sessuali con un minore, ma l’idea di applicare lo stesso metro ai rapporti tra minorenni è folle. E poi: è davvero così importante che il pene raffigurato nelle foto o nel video sia quello del fidanzatino della ragazza? E soprattutto, è necessario compiere degli abusi su un minore (costringerlo ad avere un’erezione per fargli delle foto è questo, un abuso) per tutelare un altro minore? Fortunatamente, sembra che alla fine i magistrati siano passati a più miti consigli, ma l’impressione è che spesso la legge, lungi dall’essere lo strumento per amministrare la giustizia, sia uno schermo per consentire a chi ha la clava in mano di delinquere impunemente.

(FIORI DI SANGUE) Impiegato dell’anno, drogato dalla parola e dai suoni. E’ insicuro, non necessariamente gentile. Da quando scrive su Libernazione, si è convinto di essere Adam Clayton degli U2. Sperabilmente invecchierà e morirà felice.

2 Comments

  1. Per quanto riguarda Blurred Lines ti sei perso un pezzo: al di là del testo e del video – che per me e tante altre persone è misogino – e quindi magari in quanto uomo potresti riflettere che forse non sei nella posizione per giudicare se è offensivo o meno, visto che non sono gli uomini il target – la scelta dell’unione degli studenti è stata influenzata da una serie di campagne recenti per combattere la violenza e la molestia sessuale molto presente sui campus inglese. La canzone Blurred Lines parla di una brava ragazza che dice di no ma in realtà è sì, e per questo ci sono state proteste. Dire “ci sono altre canzoni misogine” è ovvio ma non è un’argomentazione. Predicare su Miley Cyrus non c’entra – non credo che le organizzazioni coinvolte abbiano interesse a farle la morale. Hai mescolato una serie di cose per rivomitare gli stessi contenuti e discussioni banali, e abbastanza maschiliste.

  2. Questo articolo mi ha stupito (anche se a ben vedere su questo blog *coff coff* ci scrivono solo uomini *coff*.

    Il “sono solo canzoni un po’ stupidine” e “lo stupro non c’entra niente” è esattamente la difesa che ha messo su lo stesso Thicke.

    Al di là della follia collettiva, è un po’ difficile sostenere che il testo non vada in quella direzione, anche se involontariamente. Non è che quella critica venga dal nulla.
    Consiglio la comparazione tra quella canzone e una scritta appositamente dal punto di vista di uno stupratore, che trovate qui: http://thatguywiththeglasses.com/videolinks/teamt/tis/tpsr/39936-pop-song-reviews-blurred-lines

    E questo articolo dove si parla di vittime di stupro alle quali sono state dette, beh, le stesse parole contenute nella canzone. http://www.psmag.com/culture/mouths-rapists-lyrics-robin-thickes-blurred-lines-66569/ (Ma d’altra parte si sa che le vittime di stupro sono un po’ tutte delle estremiste).

    Non mi esprimo sulla messa al bando della canzone e sulla gogna di twitter, mi limito a evidenziare che la difesa del “sono solo canzonette” è molto debole (e stupidamente benaltrista, ma questo è un altro discorso).

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