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Essere Schettino

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Stringi stringi, cos’è che viene rimproverato a Francesco Schettino? Il naufragio della Concordia in sé e per sè? Non esattamente. Gli viene rimproverato, se non ho capito male, il fatto di aver affrontato l’evento senza prestarvi l’attenzione e la diligenza che, dato il suo ruolo, sarebbe stato lecito aspettarsi da lui.
In una parola, gli viene rimproverata la colpa che risponde al nome di irresponsabilità.
Ebbene, succede che lo scorso 5 luglio l’ex comandante Schettino venga invitato alla Sapienza nell’ambito di un seminario di criminologia intitolato “Dalla scena del crimine al profiling”; in particolare, alle ore 11:00 di quel giorno l’Ingegner Ivan Paduano (non Schettino) tiene un intervento intitolato “Ricostruzione dell’evento critico della Costa Concordia con l’aiuto della grafica in 3D”, e a tale intervento, allo scopo di fornire la propria versione dei fatti, viene invitato Francesco Schettino: il quale si presenta con i suoi legali e commenta la ricostruzione -riferiscono i presenti- per una cosa come circa cinque minuti.
Ciononostante quasi tutti i giornali, tra l’altro con un mese di ritardo, in singolare concomitanza con la fine delle operazioni di recupero del relitto e quindi con un’opinione pubblica particolarmente “sensibile” all’argomento, pubblicano la notizia che l’ex comandante sia stato ricevuto alla Sapienza con tutti gli onori per tenere una “lectio magistralis” di circa due ore sulla “gestione del panico”: sollevando, come accade inevitabilmente in questi casi, una gigantesca ondata di indignazione generale.
Viene presto chiarito che le cose non sono andate così. Che non c’è stata nessuna lezione, che si è trattato di un semplice intervento a margine, che gli “onori” dei quali Schettino sarebbe stato insignito non sono mai esistiti: tant’è che per parlare pochi minuti si è perfino portato dietro i suoi avvocati; ma nel frattempo, come da copione, il messaggio è passato.
A questo punto la domanda è la seguente: secondo voi questo modo di raccontare le cose da parte di quelli che sarebbero preposti a farlo denota responsabilità?
Badate: lo chiedo a prescindere da Schettino, dal fatto che vi stia simpatico o no, dalle sue colpe (che tra parentesi debbono essere ancora accertate definitivamente per via giudiziaria), dai morti nel naufragio della Concordia, dal rispetto si deve a quei morti e alle loro famiglie; perché tutte queste cose sono senz’altro importantissime, ma non giustificano certo il fatto che su Schettino possa essere raccontata qualunque cosa, a prescindere dal fatto che sia successa o no.
Ecco, per come la vedo io si tratta di un comportamento semplicemente irresponsabile.
E conta poco, scusatemi, il fatto che se si è irresponsabili quando si fa il comandante di una nave muoiono le persone, mentre se lo si è quando si danno le notizie no. La sostanza, per come la vedo io, non cambia.
Insomma, a me pare che per scagliarsi contro Schettino, ammesso che lo si voglia fare e che sia necessario farlo, sarebbe necessario perlomeno essere diversi da lui.
Poi fate un po’ voi.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

29 Comments

  1. Non sono molto d’accordo.
    Se da un lato è correttissima la ricostruzione della vicenda ed il comportamento puttanesco di certa informazione, dall’altra rimane il principio che la responsabilità è differente, che si possono scrivere cazzate su un giornale senza ammazzare nessuno, ma una nave con migliaia di persone a bordo deve essere gestita da chi lo sa fare.
    E per questo il compenso è anche molto diverso.
    Non si può mettere sullo stesso piano l’operaio che rovina il pezzo lavorando male al tornio, col suo padrone che pretende due ore al giorno di straordinario senza pagarle “perché c’è la crisi” e magari l’operaio, oltre a rovinare il pezzo ci lascia anche la mano.
    Se da un lato l’irresponsabilità di un giornalista diventa palese nel momento in cui la manifesta col proprio commento e di conseguenza determina il suo successo o la fine della sua carriera, quella del capitano di nave da crociera è semplicemente intollerabile, perché mette a repentaglio vite umane.
    Gli irresponsabili devono fare lavori senza responsabilità, non c’è altra via d’uscita.

    • “i possono scrivere cazzate su un giornale senza ammazzare nessuno,”

      Contesto perche` e` questo modo di fare che porta ai casi Stamina e alle campagne anti-vaccinazioni. I morti ci sono eccome.

    • … il problema non è 5 minuti “a latere” o 2 ore di lectio magistralis… quello che lascia senza parole è il fatto che solo in una Repubblica delle Banane come il nostro si possa permettere di giustificarsi ad una persona che non ha ancora metabolizzato l’enorme sbaglio fatto… E non ci sono scusanti… su una nave è il Comandante a decidere, nel bene o nel male… ed a risponderne allo Stato ed a Dio. Del resto è sempre e solo in Italia che un pregiudicato può condizionare le scelte politiche che riguardano dei cittadini onesti…

      • Ma che stai dicendo ? Il Diritto alla giustificazione si da a tutti. E poi chi l’ha deciso che ha sbagliato solo e principalmente lui ? Striscia la notizia ? SKY TG 24 ? Le Iene ? Ti sei letto gli atti del processo ? Schettino a mio avviso è il colpevole minore di quella tragedia.

  2. Come dice Claudio, la correlazione mi pare un po’ artificiosa. Io ho un altro motivo per non indignarmi particolarmente, è spiegato magnificamente in una battuta di Spinoza
    ‘Tutti con il comandante De Falco: “È lui l’Italia vera”. Quella brava a parlare da casa.’

  3. Sono anche io d’accordo anche io con Claudio.
    Ci sono responsabilità e responsabilità, irresponsabilità ed irresponsabilità.
    Una cosa è negligere quando si ha in mano la vita di tante persone su una nave, negligenza che va punita con il carcere anche laddove non provochi morte e con una pena massima e severa in questo triste caso, ovviamente dopo un giusto processo.
    Ben altra cosa è l’irresponsabilità nel servizio di informazione che dovrebbero svolgere i giornalisti italiani.
    Qui l’irresponsabilità diventa correità nella mala gestione del potere, diventa concussione nello spartirsi il profitto di tanti sciacallaggi.
    Qui non si parla di un centinaio di morti, qui si parla di migliaia, di un monte di morti, di un paese inquinato, allo sfacelo, di famiglie sul lastrico, di ignoranza diffusa e persistenze, di dominio mafioso, di assenza di giustizia e di vessazione della parte onesta di un’intera nazione.
    Per questi signori giornalisti non ci può essere lo stesso trattamento, questi vanno giustiziati in mezzo alla strada e senza processo.

  4. Sono d’accordo su tutto, anche su Claudio riguardo al suo discorso sulla responsabilità, ma caro Claudio, hai divagato, qui non si tratta di dire se tutti abbiamo la stessa responsabilità, ma di accusare il bue che dice cornuto all’asino, è questa l’ipocrisia, che aggiunta all’irresponsabilità rende insopportabile i giornalisti italiani (non tutti ovviamente). Fare il giornalista non è un gioco, come dare informazioni false, un’informazione può salvare una vita e può pure condannarla.

  5. No, non sono daccordo.
    A prescindere dal procedimento giudiziario in corso, quello che da fastidio a me è un comportament, che riguarda non solo Schettino ma tanti altri come ad esempio Fabrizio Corona, che danno sfoggio di strafottenza nei confronti di cio’di cui sono accusati, delle persone a cui hanno arrecato danno (Quale danno comunque Schettino lo ha arrecato, tanto è vero che tu stesso lo hai definito irresponsabile), della legge che non è soltanto un insieme di norme e di sentenze, ma di rispetto per la dignità e libertà altrui.
    Il sottoscritto si sarebbe come minimo vergognato di farsi vedere in giro, e consegnare ogni dichiarazione ai suoi legali.
    E’ il fregarsene di cosa pensano gli altri, di cosa contino gli altri che da’ fastidio….. come direbbe il mai troppo amato Alberto Sordi ne “Il Marchese del Grillo”: “Io so’ io e voi nun siete un cazzo !”

  6. Sì no assolutamente d’accordo con te. Ancora oggi (e ieri sera era già chiaro che non fosse così) repubblica fa richiamo nei titoli alla lezione sulla gestione del panico, tranne poi contraddirsi sul testo. Giornalisti così, probabimente schiavi della strategia “sticazzi se non è vero, intanto vendiamo giornali” hanno lo stesso, autentico dna di quella italia cazzara della quale schittino è soltanto l’inconsapevole principe. Quelli che porsi dei dubbi, documentarsi, saper chiedere scusa è robba da perdenti. E che va dritta sugli scogli.

  7. D’accordo con Scassandra. Le conseguenze delle irresponsabilità a mezzo stampa si manifestano con dinamiche diversissime da un disastro navale, in tempi molto diversi, senza possibilità di conteggiare le morti (tra l’altro), ma succede. E’ irresponsabilità anche questa. Mentre sto scrivendo mi è ritornata in mente la storia della cameriera dei principi William e Kate, che fu ingannata da una telefonata che cercava lo scoop e per questo si uccise… Per dire fino a che punto la stampa può nuocere all’estremo.

  8. concordo pienamente.soprattutto perchè su questa storia la mistificazione è cominciata subito.nessuno sa nulla dei fatti ma tutti hanno opinioni preconfezionate.

  9. Chi fa informazione in Italia è irresponsabile. E anche peggio. Chi se ne rende conto adesso perchè Schettino attira l’attenzione e fa parlare non è tanto furbo come crede perchè cade nella rete di questa informazione.

    Chi invece,criticava l’informazione italiana sino ad un giorno prima della questione Schettino-università passava per Grillino che crede alle scie chimiche.

    Poi fate un pò voi.

    • Concordo.
      L’ultima campagna elettorale è stata portata avanti, per molti mesi, all’insegna di ‘Grillo che è come Hitler’: fior di giornali prestigiosi e blasonati, fior di giornalisti, editorialisti, opinionisti, direttori e vicedirettori ci spiegavano e ci garantivano a testate pressoché unificate che ‘Grillo sissignori è proprio come Hitler, anzi, anche un po’ peggio”.

      Da queste parti nessun turbamento: solo un profondissimo-e vergognoso- silenzio-assenso.

      • Direi che se per anni da blog e palchi si apostrofano gli altri come zombi e criminali e mafiosi eccetera, per non dire quando si sostiene che Pinochet sia meglio di loro, bisognerebbe poi avere almeno il pudore di saper stare al gioco, invece di fare le vittime, anche se pure quello rientra nel gioco. In ogni caso la stampa e i media in generale sopratutto in politica e in campagna elettorale hanno sempre giocato al massacro ovunque, Mark Twain ci scrisse anche un libro comico, se non erro.

        • Wow non ricordavo si prendesse con tanta filosofia il ruolo dei media ai tempi in cui il nemico pubblico numero 1 era Silvio.

          • Magari tu, io oggi non prenderei La Stampa, Repubblica e il Corriere manco per pulirmi il culo, esattamente come allora. Però io sono un lettore di libri, e, sai, certe cose le ho imparate vent’anni fa.

  10. Uau, quindi l’informazione è anche al soldo di industriali banche clero partiti militari e poteri vari, o anche solo cialtrona e un mestiere come un altro?
    Certo che se ne scoprono di cose a questo mondo!

  11. Concordo assolutamente con i concetti espressi nell’articolo.
    Un modo più serio e professionale di dare informazioni magari con una verifica preventiva sarebbe anche una forma di rispetto e coerenza nei confronti dei lettori.
    A Schettino viene semplicemente rimproverato di esistere, di essere sopravvissuto al naufragio mentre altre persone sono morte.
    Tra un po’ viene rimproverato anche per il semplice fatto di respirare .
    Ma visto il livello culturale nel quale è sprofondato il nostro paese non mi stupisco.

  12. “A Schettino viene rimproverato di esistere?” 😀
    Questa è la migliore. Mica si voleva che andasse a picco con la sua nave, come i vecchi capitani coraggiosi, ma che almeno non se la desse a gambe dopo averla fatta colare a picco e mentre gli altri crepavano, magari!

  13. mi dispiace ma le cose non stanno in questi termini. lasciamo da parte la stampa che non mi interessa in questo momento.
    schettino è accusato di aver condotto la nave sugli scogli e soprattutto di avere abbandonato il posto di comando. e per queste due gravi mancanze non occorre alcuna sentenza di tribunale.basta l’evidenza dei fatti.
    quando naufragò in atlantico in condizioni ben più critiche l’ “Andrea Doria”,il comandante Calamai fu l’ultimo ad abbandonare la nave e lo fece su insistenza dei suoi ufficiali.ci sono testimonianze in proposito.qui da una parte ci fu un uomo,dall’altra un “ominicchio”.

    • Ma infatti Schettino è indifendibile, l’unica cosa che può fare è scusarsi e sparire. Certo c’è un processo in corso, e un corollario di responsabilità notevole e vasto, ma lui rimane quello che è.
      Nessuno però in Italia, pare, ha mai, mai mai mai il coraggio per dire “ebbene sì, sono stato un coglione, un vigliacco, ho sbagliato, mi scuso profondamente e con umiltà”. Mai!
      E chiunque cerchi di giustificare Schettino, è perché farebbe lo stesso. Ma anche quelli che lo vorrebbero impiccato, sia chiaro, quelli forse sono pure peggiori o giù di lì, perché intuiscono che la vittima sacrificale serve affinché poi si continui esattamente con l’andazzo di prima.
      Io non sono così imbecille da vedere in Schettino il male incarnato, lo vedo più come una macchietta schiava di un sistema e di una cultura, però allo stesso tempo sono mortalmente sfinito di questa vigliaccheria generale, questo terrore di chiunque di prendersi le proprie responsabilità e ammetterlo pubblicamente.

      • “Nessuno però in Italia, pare, ha mai, mai mai mai il coraggio per dire “ebbene sì, sono stato un coglione…E chiunque cerchi di giustificare Schettino, è perché farebbe lo stesso. Ma anche quelli che lo vorrebbero impiccato, sia chiaro, quelli forse sono pure peggiori o giù di lì…Io non sono così imbecille da vedere in Schettino il male incarnato…però allo stesso tempo sono mortalmente sfinito di questa vigliaccheria generale..”

        Non si salva nessuno. Anzi no, se ne salva UNO.
        Da brivido.

  14. Pessimo gusto da parte del “professore” (chiamarlo così è già rendergli un complimento) e da parte del Schettino nazionale che in fatto di morale abbiamo visto come sia una persona integerrima. Mettetevi nei panni delle vittime e dei loro parenti che vedono l’imputato n.1 in un processo che va a “dire la sua” di fronte a dei virgulti. Virgulti nemmeno dotati di un minimo di raziocinio, perché fossi stato al posto loro, avrei abbandonato l’aula.

    Mi aspetto che la prossima volta l’università invitino un gerarca nazista per “dire la sua” sullo sterminio. Magari ci racconterà dei particolari piccanti.

    Rileggendo tutta questa vicenda mi viene in mente solo una parola “crisi di valori” ed “opportunismo.” E per voi il problema in tutto questo è la stampa, stampa che a mio avviso di è comportata assolutamente in modo coerente, essendo “giornalettismo” gossip da almeno 20 anni.

  15. Come al solito si perde di vista il punto la FOLLIA dell’Italia-Skettino. Il problema non è fare naufragio. Per quello le responsabilità vengono (oppure in Italia NON vengono MAI) accertate. De Falco insiste a ragione perché il DOVERE di un comandante è RIMANERE SULLA NAVE, C*ZZO! non di andare al ristorante a farsi servire una carbonara. Se fosse una persona seria Skettino dovrebbe ammettere il suo errore e farsi murare vivo in diretta streaming. La sua è una colpa imperdonabile, non lo assolve neanke Papa Francisco! Svegliaaaaa!!!

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