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Eroina + antrace: cocktail dell’estate

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Già il titolo è piuttosto divertente: “Eroina all’antrace, allerta massima eccetera”. Abbiamo il cervello talmente tostato dalla pubblicità che perfino una notizia di cronaca pare lo spot di una bevanda rinfrescante. “Hai provato l’acqua tonica all’arancio? Il tè alla pesca? L’eroina all’antrace?”. Ovviamente i giornalisti sono pigri, da qui la tendenza a copiare la frase così come l’ha scritta (malamente) il collega.

Per tornare ai fatti: secondo le agenzie, una o più partite di eroina contaminata con il batterio sarebbe avrebbe (finora) provocato i sei casi di infezione registrati in Germania, Danimarca, Francia e Scozia (due finora i decessi).

L’antrace è un’infezione causata dal Bacyllus Anthracis: ad infettarsi sono solitamente gli erbivori, che ingeriscono le spore brucando. A quanto apprendo da Wikipedia, i carnivori possono contrarre la malattia mangiando la carne di animali infetti. Questi ultimi possono infettare l’uomo per inoculazione o tramite contatto di sangue infetto attraverso la cute lesa.

Noto che tra i Paesi in cui si è verificati i sei nuovi casi lo scorso giugno c’è la Scozia. In Scozia, a fine 2009, presumibilmente con le stesse modalità di quest’anno, ben 25 tossicodipendenti furono infettati con l’antrace (a quanto mi risulta, i morti sono stati 10). Secondo il New York Times, è possibile che la partita di droga che ha causato l’infezione sia stata tagliata in Afghanistan con della farina d’ossa infetta. La farina potrebbe aver contenuto delle spore essiccate, “in grado di sopravvivere in quello stato per decenni, per poi ‘rifiorire’ non appena in contatto con tessuto caldo come polmoni, intestino o ferite aperte”. C’è un po’ di macabra ironia, per la verità, nel morire per le umide strade di Edimburgo a causa di un batterio contratto da una malattia contratta da una pecora afgana (ci verrebbe bene un racconto di Irvine Welsh…). Con tutto quello che si può annidare sulla punta di in un ago infetto, l’antrace sarebbe proprio l’ultima delle mie preoccupazioni: schivare l’epatite, dribblare per un pelo l’AIDS, e poi beccarsi l’antrace con una pera di eroina!

In ogni caso, fa un po’ sorridere il fatto che Dipartimento nazionale antidroga italiano abbia dichiarato la “massima allerta” sanitaria per i pronto soccorso e i laboratori al fine di “riconoscere eventuali contaminazioni e prevenire infezioni e morti tra i tossicodipendenti”. Come noto, il fatto che la droga sia illegale non impedisce la sua circolazione: arricchisce però la malavita e rende impossibile il fatto che possa essere consumata con il minimo danno collaterale (in un regime liberalizzato, la droga sarebbe legale e, al netto di incidenti sempre possibili, si saprebbe che cosa si sta per assumere – e questo vale soprattutto per il più diffuso fenomeno delle cosiddette designer drugs). Ciò per dire che, al massimo, le strutture competenti dovranno affrontare un eventuale fatto compiuto. Altro che misure preventive: poiché non controllano nulla, al massimo tentano di reprimere, le autorità non sono in grado di prevenire alcunché.

(FIORI DI SANGUE) Impiegato dell’anno, drogato dalla parola e dai suoni. E’ insicuro, non necessariamente gentile. Da quando scrive su Libernazione, si è convinto di essere Adam Clayton degli U2. Sperabilmente invecchierà e morirà felice.

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