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L’endorsement di D’Alema

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Miracolo. D’Alema si è accorto che qualcuno non vuole che il PD governi. O meglio, non vuole che questo PD governi: quello di Bersani premier, Veltroni presidente della Camera, Bindi segretario in corsa per il colle e D’Alema ministro degli Esteri, per dire. Che, insomma, non so se mi spiego, se dovesse succedere davvero bisognerebbe resuscitare Fellini e metterlo al lavoro per tirarne fuori non un film soltanto, ma una trilogia.
Tutto qua?, vi chiederete voi. E allora? Ok, se n’è accorto, meglio tardi che mai.
Eh no, cari miei. Invece il bello deve ancora venire. Perché il fatto divertente non è, per così dire, la tardiva presa di coscienza in sé e per sé. Macché. Il bello è che D’Alema denuncia pubblicamente la faccenda come se si trattasse di una gran brutta cosa. Mentre invece, ne converrete, è un irripetibile segnale di vitalità. Cioè: oltre ai “giornali che fanno riferimento al centrodestra” citati nell’intervista esiste -incredibile, se n’è accorto!- un significativo numero di elettori che non ne può più -ma proprio non ne può più- di essere costretto a votare questa gente, e che a dire di D’Alema farebbe riferimento alla candidatura di Renzi.
Il quale, fatta una mano di conti, stamattina si è svegliato, ha aperto il giornale e si è ritrovato per le mani -gratis- un endorsement mica da ridere: D’Alema che si incazza perché la sua candidatura sarebbe contro l’attuale “gruppo dirigente del PD”. Manna piovuta dal cielo, letteralmente.
Sapete cosa? Un altro paio di interviste così e a Renzi lo candidano direttamente premier.
Senza passare per il via, e senza bisogno di fare le primarie.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

4 Comments

  1. Sono scritto al PD e concordo pienamente con la tua analisi.
    Se si arriverà alle primarie probabilmente voterò Bersani, Renzi non mi convince, ma se D’Alema & C. continuano a demonizzare Renzi, va a finire che non solo gli elettori ma anche una buona parte degli iscritti voterà per lui pur di liberarsi in modo che si spera definitivo di quel gruppo.
    Ritengo D’Alema una persona intelligente, purtroppo con un Io enormemente più grande della stessa, ma non capisce che per lui sarebe meglio ritirarsi a vita privata ?.
    A meno che, con mente tortuosa non attacchi Renzi, sapendo che in questo modo potrebbe farlo vincere, per boicottare Bersani? Mah !!!

  2. Ma vuoi vedere che voto Renzi che finchè Baffino non ha aperto bocca mi stava sulle pa.le??? Nel bene e nel male sicuro che più danni del Viceconte non potrà fare.O forse no?

  3. secondo me il Baffino ha una prerogativa , il “bacio della morte”. ovvero riesce a stroncare in modo irreparabile chiunque sostenga.
    Cero non è iella , ma d’Alema ha il carisma di un pezzo di carta vetrata dell’ottanta strisciato lentamente sui coglioni , tanto per restare sul vago.
    E lo dico senza cattiveria , sarà senz’altro una persona intelligente , ma un qualsiasi addetto alle pubbliche relazioni di un partito capirebbe che costui non dovrebbe MAI, per nessun motivo , rivolgersi ai media e rendere pubblico il suo pensiero , soprattutto in video.
    Anzi , auspico che il Baffino esterni ancora e pubblicamente il suo sostegno a Bersani e a tutti i sepolcri imbiancati del partito , con tutta la veemenza possibile.
    In ogni caso devo rimarcare che bersani è nato nel 1951 la Bindi pure , D’alema 1949 per non parlare di altri, è decisamente l’ora della pensione.
    Controllando bene non mi risulta che siano ancora andati in pensione , ma ci andranno da li a poco , pur con le nuove normative che stabiliscono una riduzione del vitalizio e i sessantacinque anni di età da raggiungere.
    diciamo che si tratta di una lotta per la sopravvivenza , da una parte i giovani rampanti e dall’altra i “vecchi” che hanno lottato per decenni per arrivare e non vogliono mollare.
    peccato che i finanziamenti pubblici per i partiti siano destinati a calare , chi ha le possibilità farebbe meglio ad andarsene di sua sponte, prima che arrivino con i forconi.

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