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…e allora le foibe?

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Parliamone con ironia, di questo Parlamento incapace di decidere alcunche’, che nel dubbio cerca il consenso delle menti deboli restringendo liberta’ di cui – apparentemente – si puo’ fare a meno in questo momento.

Non ha davvero senso ripetersi, non si puo’ parlare meglio del “reato di negazionismo” meglio di come ha fatto l’unione delle camere penali italiane.

Tuttavia, per invitarvi a riflettere, provero’ a stilare una breve lista dei reati di opinione (di questo si tratta) che un me stesso dimentico dei principi liberali potrebbe distrattamente introdurre, in un momento di scarsa coerenza e molto fastidio, qualora fossi signore incontrastato del mondo – o anche solo del nostro disgraziato Paese.

 

Catturahhh

1. Le teorie complottarde del Bilderberg e compagnia.

2. Le proposte “monetariste” a la Barnard (spesso 1 e 2 vanno insieme, ma non sempre: meglio colpire entrambi).

3. Gli interventi anti-sperimentazione animale, e l’idea stessa che sperimentazione animale e vivisezione coincidano.

4. L’idea che si possa realizzare una carbonara senza possedere pecorino e guanciale. Aggravante di sei anni per lo sguardo stolido che accompagna la parola “parmigiano”.

5. L’utilizzo della parola “neoliberismo”.

6. Gli editoriali di Sapelli e tutti quelli che, in generale, masticano opinioni simili.

7. L’utilizzo di espressioni meno che adoranti per qualsiasi prodotto progressive italiano o inglese nel periodo compreso tra il 1969 e il 1974.

8. L’espressione “le quote rosa non funzioneranno, ma in questo momento servono altrimenti…”

9. La difesa di un’idea stupida in quanto qualcuno l’ha pensata anche in un altro Paese

10. Il riferimento al fatto che girano troppi soldi nel calcio

Ne ho dette dieci, potrei dirne decine ancora. Capirete che le mie preferenze, le vostre preferenze, quelle del Parlamento, non stanno su un piano diverso di legittimita’. Se per caso potessi clonarmi 10 milioni di volte, avrei abbastanza voti per far passare queste proposte, basandomi su un piano di legittimita’ assolutamente analogo a quello della legge sul negazionismo.

Giudicate voi se questa strada porta a un mondo in cui avete voglia di vivere, o no. Io una risposta ce l’ho – e magari tra qualche anno sara’ pure illegale.

 

 

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

10 Comments

  1. C’è però una differenza: quelle che tu hai elencato sono opinioni, per quanto bislacche, mentre le teorie negazioniste non sono in senso stretto opinioni. La verità storica è accertata e documentatissima, il negazionismo ne è una falsificazione storica, quindi cade semmai nella categoria della diffamazione (della memoria delle vittime). Non può godere della protezione conferita alle opinioni. O dovremmo forse smettere di punire la diffamazione?

  2. @Stefano, quelli sono atti, non reati d’opinione.

    Aggiungerei: sostenere che indossare Hogan e Moncler e’ esempio di stile e classe.

    • no, intendevo proprio l’opinione. C’è gente che non solo giudica moralmente accettabili quelle cose, ma pure ne promuove l’utilizzo. Apologia di reato, insomma, non solo reato d’opinione.

      • Eh ma al di là della definizione stretta o larga di “opinione” si ritorna sempre al principio che non può essere reato il semplice essere una testa di cazzo 🙂 se uno nega l’Olocausto, verrà considerato quasi universalmente un idiota e tanto basta. Ma non si può confinare in una cella solo perché nega un fatto storico. E’, in fondo, suo diritto essere un idiota.
        La galera deve essere riservata solo a chi passa ai fatti (che so, uno che organizza un raid in una sinagoga devastando tutto e menando gente).

        • Mi sembra talmente semplice…
          eppure molti continuano a preferire la seconda versione dell’aforisma voltairiano:

          “Non sono d’accordo con te ma darei la tua vita affinché tu ti ravveda”

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