Dunque non e’ stata la culona

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Interessante campagna stampa del Corriere della Sera. Una serie di scoop praticamente di stile feltriano contro Napolitano, reo di aver preparato il terreno al governo Monti.

Ora, la mia opinione sul governo Monti, nonche’ sul Monti politico, e’ riassumibile qui e qui. Non ho grandissima simpatia per la nostra classe dirigente nell’insieme, ne’ per Napolitano in particolare. Per dire, c’e’ ragione di sospettare che da ministro degli Interni non sia stato efficacissimo nel contrastare il traffico di rifiuti tossici per la Somalia prima, e verso l’Italia meridionale poi. Quando penso alle elites italiane, trovo che l’immagine piu’ calzante sia questa: generali che mandano truppe completamente allo sbaraglio, in balia degli eventi, per piccoli calcoli di salotto. Il tutto nel totale disinteresse per il destino di cittadini che, anche in un sistema democratico, rimangono sudditi. Il problema e’ che stavolta il mondo non puo’ chiedere agli italiani di “non farsi ammazzare”.

Ma bando alle divagazioni.

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Qualunque sia la vostra valutazione di Napolitano come persona, e’ anche vero che le guerre si fanno con gli eserciti che si hanno. Napolitano, nell’estate del 2011, cos’altro avrebbe dovuto fare? Un Presidente della Repubblica, nell’assetto istituzionale, non e’ solamente un notaio – e per questo motivo molti erano giustamente spaventati che finisse a farlo uno come Ro-Do-Ta’ – ma una sorta di garante della stabilita’ del sistema. Se tutto va a puttane, e grazie alla splendida Costituzione che abbiamo cio’ accade di frequente, l’unica persona che puo’ rimettere insieme i pezzi evitando di lasciare la nave senza comandante e’ il Presidente della Repubblica. Nell’estate del 2011 Napolitano ha mostrato di muoversi con lungimiranza, leadership e visione d’insieme. Ha anche – e di questo gli va dato atto in positivo – atteso che i fatti prendessero il loro corso, invece di forzare la mano con Berlusconi trascinando le istituzioni nel caos, come altri sarebbero stati tentati di fare. Ovviamente, tutto va visto nel contesto dell’articolo di Gabriele Vecchio che spiega come ragionano le elites italiane di fronte ai momenti di crisi di sostenibilita’ del sistema. Ma, fatto salvo quello, non c’erano alternative praticabili. Avreste preferito se nel bel mezzo della tempesta perfetta Napolitano si fosse svegliato e avesse iniziato a chiedersi che fare? E’ cio’ che il 90% dei parlamentari eletti, oggi, avrebbe fatto, non c’e’ dubbio. Trattandosi di gente incapace di guardare a un orizzonte piu’ esteso di quello dei prossimi cinque minuti, dedita per lo piu’ a costruire una posizione per se’ e famiglia, gli eletti di oggi sono a tutti gli effetti incapaci di elaborare visioni strategiche, sopratutto in ambito internazionale. Napolitano, nonostante tutto, no.

Dunque: se volete attaccare Napolitano per calcolo politico, fatelo. Ma sapete benissimo che, in questo caso, non avrebbe potuto comportarsi meglio di cosi’.  E, semmai, ponetevi il dubbio che questo significhi che qualcosa non andasse gia’ da prima, e perche’.

 

P.S. una simpatica coincidenza vuole che a chiedere che Napolitano contattasse Monti (o uno come Monti), nell’estate del 2011, fosse… nientepocodimenoche Beppe Grillo.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

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