un blog canaglia

Dov’eravate?

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Io, che evidentemente sono un ingenuo, ero convinto di una cosa: il fatto che qualcuno si rallegri per un repentino cambiamento, premurandosi di aggiungere che “era ora”, dovrebbe significare che a quel qualcuno la situazione precedente al cambiamento stesso non piaceva per niente.
Ora, generalmente quando una cosa non ti va a genio la denunci, la stigmatizzi, te ne lamenti almeno un pochino: voglio dire, se un tifoso accoglie con esultanza il fatto che la sua squadra abbia finalmente comprato un centravanti decente, dev’esserci stata una volta, almeno una dico, in cui abbia dato della pippa al centravanti che c’era prima, abbia espresso un minimo di amarezza per il fatto che la squadra segnasse poco, sia tornato dallo stadio con l’aria leggermente contrariata.
Ebbene, pare che questo elementare principio non valga quando si parla di papa Francesco.
Leggiucchiando qua e là e parlando con le persone non si sente altro che manifestazioni di incontenibile gioia dovuta al fatto che Bergoglio è un rivoluzionario, che adesso cambieranno tante cose, che la chiesa sembra essere finalmente giunta ad una svolta radicale: sta di fatto, però, che la maggior parte di quelle persone mica si lamentavano, prima, quando ‘sta rivoluzione non era in atto. Mica la denunciavano, la stagnazione delle cose. Mica l’auspicavano, la svolta che adesso applaudono.
Cioè, evidentemente la chiesa gli andava bene così com’era, a quelle persone. Non manifestavano davanti a San Pietro chiedendo a gran voce un cambiamento, non rumoreggiavano durante l’Angelus, non sparavano comunicati stampa critici, non si radunavano in crocchie nei mercati rionali a discutere dell’agognata rivoluzione che tardava ad arrivare, non organizzavano eventi commemorativi del Concilio Vaticano II.
Niente.
Adesso, però, si sdilinquiscono per il cambiamento. Lo gridano. Lo brandiscono. Ne fanno un vessillo.
Scusatemi se ve lo chiedo: dov’eravate, fino a una settimana fa?

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

21 Comments

  1. Si nascondevano dietro ad un dito ed il dito è rappresentato dalla giustificazione “la chiesa avrá tanti difetti ma perchè in fondo, in fondo è umana e quindi sbaglia….E’ normale”. Io questo concetto l’ho sentito fin troppe volte!

  2. A parte gli ultrà del papa, che gridano vivailpapa chiunque ci sia in quella posizione, è indubbio che l’atteggiamente di Papa Francesco stia riuscendo a colpire positivamente anche chi dalla Chiesa si è allontanato da un bel po’. La rivoluzione non si fa mettendo la croce di ferro al posto di quella d’oro, se ci sarà davvero un cambiamento potremo giudicarlo solo con il tempo.
    Credo che l’esultanza sia dovuta più al fatto che abbiamo di nuovo un Papa che è capace di parlare al cuore,e non solo a quello dei cattoliciincallitipraticanti. Per me questo basta, per ora, per questi primi giorni. Poi vedremo cosa farà davvero, posto che è inutile aspettarsi una benedizione dei matrimoni gay, o altre “liberalizzazioni” simili.

    • ma in che modo il nuovo papa avrebbe parlato al cuore scusa? cos’ha detto fatto di particolare finora, a parte chiedere di pregare per lui, andare in autobus o “eludere la scorta” per scendere fra la ggente, o mettersi la croce di ferro? tante belle piccole cose alla grillini, che fanno colpo sul popolino ma che non è certo la “rivoluzione” che ci si auspica?

      • Siccome io oltre ad essere un’ingenua sono una sentimentale, parole come “non abbiate paura della bontà della tenerezza” o ricordare che Dio non si stanca mai di perdonare, ribadendo una misericordia che tante volte questa Chiesa ha – purtroppo – dimostrato di trascurare, per essere buoni, sono parole che personalmente mi fanno bene al cuore. Quelli del crocifisso e del pullman sono gesti, simboli che veicolano un messaggio, che poi potrà anche essere disatteso, lo scopriremo con il tempo.

  3. Vero e condivisibile, ma non in toto. Cardinal Martini e i suoi, ad esempio, non sono stati zitti. E nemmeno i sacerdoti del Sudamerica. E nemmeno tutti i fedeli seguaci. A fare fasci si sbaglia sempre.

    • certo hanno parlato, hanno contestato… ma quanti sono andati a lavorare per mantenersi come fanno tutti gli altri?

  4. Io non credo in dio. E la storia di quest’uomo non è delle migliori. Ma davvero credete che un singolo individuo possa cambiare le sorti di un’istituzione? Il crollo del muro non è stato voluto da Woytila.

  5. Forse perche molti (usando la tua metafora calcistica) a causa del malcontento avevano smesso di andate allo stadio da un po.

  6. Non sono molto d’accordo: è una generalizzazione. Forse Vito Mancuso non conta nella Chiesa? O il cardinale Martini, come già qualcuno ha fatto notare?
    Forse ogni tanto faresti bene a guardare alcuni eventi con le lenti della Storia e non della Politica o della Cronaca. Se si butta sempre in politica non si riesce a comprendere a pieno i cambiamenti che l’elezione di Francesco hanno portato nella Chiesa. Anche se dovessero rimanere solo questi, questo Papa sta scardinando alcune cerniere inceppate. Non sarà abbastanza, d’accordo, ma meglio di niente.
    Se poi l’anticlericalismo deve essere “a prescindere” allora certo, dove eravamo?

    • io sarò anticlericale fino a quando i preti saranno mantenuti da tutti e non solo dai fedeli… i cambiamenti di forma, di parola e di dogmi non mi riguardano

    • condivido quello che hai scritto, è avvenuto un percorso che ha portato alla elezione di Papa Francesco, TUTTO AVVIENE PER UNA RAGIONE.
      Un cambiamento non avviene di colpo ma matura più o meno lentamente attorno a tanti eventi. Del resto la stessa cosa sta succedendo in politica. Può piacere, oppure no, ma i Grillini non sono apparsi dal cappello a cilindro come per magia…sono nati in seguito a un desiderio di cambiamento. Viviamo questi eventi cercando di trovare la corretta interpretazione e cerchiamo di farli diventare delle oppurtunità. Smettiamola di lamentarci sempre e comunque e benvengano le critiche, ma per favore che servano a costruire non a demolire tutto e tutti altrimenti la tempesta ci porterà via. Ci vuole ottimismo e buona volontà da parte di tutti! 🙂

  7. sei bravo te, dov’eravate…
    (io pe’ ave’ detto nel 2006 ecco, francesco (l’altro) s’è levato ‘sta soddisfazione mo potrebbe pure levasse dàrca e mettemo uno che core, tra un po’ me menano – so’ dovuto scappa’ all’estero – e quello sta ancora là, quinti e tutti oddioddio quanto sei bravo)

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