un blog canaglia

Decalogo

in talent by

di Carlo Monti

Dieci regole linguistiche per una politica 2.0:

  1. Divieto di utilizzo dei termini “destra” e “sinistra” e conseguentemente delle espressioni “più a destra di .” e “più a sinistra di .”.
  2. Divieto di utilizzo dell”espressione “La politica si è allontanata dai problemi della gente comune” e “la gente non arriva a fine mese”.
  3. Utilizzo del termine “Fascista” solo previa definizione del suo significato. Lo stesso vale per termini come “Neoliberista” o “Comunista”.
  4. Divieto di utilizzo della distinzione tra “Naturale – Non Naturale”.
  5. Divieto di utilizzo di termini valutativi come “Psiconano”, “Gargamella”, “Veltrusconi”.
  6. Divieto di utilizzo delle locuzioni “volto nuovo”, “società civile” e “poltrona (o cadrega)”.
  7. Divieto di pubblicazione su social network di messaggi politici mediante banner che presentano le seguenti caratteristiche:
    a) utilizzano font come Comic Sans;
    b) utilizzano colori differenti per ogni frase;
    c) incollano immagini ritagliate male;
    d)contengono foto con aggiunta di fumetti posticci.
  8. Divieto di utilizzo dell”espressione “E nessuno ne parla” o “Vi tengono all”oscuro”.
  9. Divieto di utilizzo di personaggi famosi insieme alla frase “x sta con noi” e divieto di appropriazione di pensieri e aforismi appartenenti a personaggi non più in vita (politici, intellettuali, cantautori.).
  10. Divieto di utilizzo di parole come “donna”, “omosessuale”, “immigrato” e “giovane”.
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15 Comments

  1. Prima cosa che noto: il post non è minimamente introdotto, né contestualizzato. Io ci avrei messo, che ne so, un cappello, quattro righe di introduzione o una roba del genere. E questa è già una cosa. Dopodiché, mi pare che nel post convivano elementi di tenore ironico ed elementi molto più seri, che tra l’altro meriterebbero una spiegazione molto più approfondita. Come dire: non si capisce se si tratti di un post scritto per divertire, di un post che se la prende con determinati luoghi comuni o di un post che ha l’ambizione di introdurre un decalogo vero. Confuso, mi pare. Voto l’altro.

  2. Cosa mi piace:

    – il formato. Per quanto abusato, il post per punti è un classico che sta bene con tutto e funziona quasi sempre;
    – l’opinione, con qualche riserva (per esempio io direi che “destra” e “sinistra” si possono usare, se le si definisce in maniera sensata).

    Cosa non mi piace:

    – l’effetto complessivo; c’è poco movimento e il tutto risulta un po’ piatto. Di solito un post come questo è più efficace se alcuni punti sono più forti, ironici o inaspettati di altri, e se ci sono dei climax, soprattutto – tipicamente – nel finale. Non è una regola, ovviamente, ma un po’ di verve in più avrebbe giovato.

    Voto l’altro, ma vorrei cogliere l’occasione per dirmi in disaccordo con Capriccioli (in questo talent non si litiga abbastanza, rega’): a me, per esempio, i post che iniziano dal nulla e/o finiscono nel vuoto in generale non dispiacciono, né la commistione tra cose serie e cose buffe.

      • Zenti ki parla, Kapiccioli, qvuello ke si è intasctao una puonuscita di 100000MLDD di euri dopo aver pissiato kon Capezzolone (venduto a Psiconano masone pirduista!)!!! FATE CIRAREEEE!1!111!!!!!

        Bella idea ma condivido: poteva essere espressa meglio, magari introducendola. Sono invece d’accordo sull’introdurre temi più seri e altri ironici. Secondo me, però, l’altro è meglio.

  3. Voto questo.mi piace perche’ è un non/post, è robotico,senza anima,non e’ emozionale, sembra un report di una scansione antivirus.Fantastico. 🙂

  4. Entrambi post molto brutti. Un decalogo destrutturato e banale contro un temino di liceo. Mi astengo, stavolta.

  5. l’idea di fondo è buona, ma io ci avrei messo più ironia. È troppo serioso. Un lettore un minimo più disattento potrebbe addirittura provare a contestarlo, ‘sto decalogo!
    Per me è no 🙂

  6. Bè. Vedendo i commenti direi che non sono riuscito a far passare l’intenzione del post 🙁 Grazie dei commenti. P.S. Ma almeno il gioco in scatola del blog me lo date?

  7. E’ appena abbozzato, ma per lo meno si capisce qual era l’intenzione (o almeno io ho creduto di ravvisarla). Non posso dire altrettanto per l’altro pezzo, che, anche se polposo, non ha una tesi chiara. Voto Carlo.

  8. È venerdì sera, perdonatemi se non faccio il conto esatto. Ma vince Pogechi, sia per la giuria sia per i Luke. Love and peace.

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