un blog canaglia

Cretini e stalinisti

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Intendiamoci, ché ragionare senza usare il cervello non serve a niente: in termini generali avere presente un problema e comprenderne la gravità non equivale automaticamente a ritenere di risolverlo come lo risolverebbero altri; e, specularmente, proporre per quel problema una soluzione diversa da quella proposta da altri, al contempo rilevando che a proprio parere la soluzione proposta dagli altri è inefficace, non significa affatto considerare quel problema un problema di poco conto.
Esemplificando, se uno ritiene che la legge sull’omofobia sia inutile, accusarlo in modo tranchant di strafottersene delle discriminazioni nei confronti degli omosessuali, e addirittura di rafforzare la causa dei loro detrattori, configura una cretinata dal punto di vista logico e un metodo stalinista sul piano politico: perché la logica, da un lato, ci insegna che è perfettamente plausibile immaginare soluzioni diverse per lo stesso problema; e la politica, dall’altro, ci suggerisce che mettere a confronto costruttivamente le diverse (diverse, perbacco!) proposte per elaborare la soluzione a un problema sostanzia un metodo che normalmente viene indicato col termine “democrazia”, mentre attribuire nefandezze a chi la pensa in modo diverso da noi, delegittimandolo con accuse a cazzo di cane, è indicativo di sommo spregio nei confronti della democrazia stessa.
Orbene, quando uno premette (esplicitamente, a scanso di equivoci) che il problema c’è, che esiste, che è drammatico, ma che lui lo risolverebbe in un altro modo, peraltro dettagliando tale modo in maniera puntuale (nel caso di specie attribuire diritti, il che, peraltro, configura una visione ben più avanzata di quella che si limita ad erogare sanzioni), vomitargli addosso l’accusa di sottovalutare il problema, o peggio di negarne l’esistenza, o peggio ancora di fiancheggiare gli omofobi, è al tempo stesso una cretinata e un gesto stalinista -o fascista, fate un po’ voi-: a meno che non vi siano fondati -dico fondati- motivi per ritenere che l’individuo in questione stia ciurlando nel manico, perché sotto sotto ritiene che i gay si meritino di avere una vita di merda e tenta di portare acqua al proprio mulino in modo capzioso, strisciante e occulto.
Ora, io non voglio neppure tirare in ballo il fatto che su questo blog a criticare la legge contro l’omofobia siano stati due radicali (i quali fanno parte di un movimento politico che -al di là dei suoi difetti- si batte per la causa degli omosessuali da decenni), e quindi che esisterebbero fondati motivi per ritenere esattamente il contrario: anche se fossero due sconosciuti il discorso sarebbe esattamente lo stesso, e ostinarsi a rifiutarlo a priori sparando accuse di omofobia alla cieca non porta da nessuna parte.
A meno che non si sia deciso, magari attraverso una consultazione online, che certi dibattiti debbano essere svolti per forza in modo cretino e stalinista.
Si vede che quel giorno ero distratto.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

14 Comments

  1. si chiama ‘ideologia totalitaria’. Se non sei d’accordo con me, o sei un idiota, o sei un venduto, o sei un colluso (uh, mi viene in mente il blog del FQ).

    L’idea che esista gente intellettualmente onesta che, di fronte agli stessi problemi ha diverse soluzioni, o, addirittura, le medesime soluzioni ma raggiungibili con un percorso differente, non sfiora minimamente questi individui.

    • (“uh, mi viene in mente il blog del FQ).”

      Ma va’? Il sito del FQ ospita un’infinità di blog, che vuol dire un’infinità di cervelli, pensieri, opinioni, sensibilità, inclinazioni che s’incontrano, s’intrecciano, si scontrano.
      Vi si possono incontrare ‘persino’ due pannellidi, pensa un po’..

  2. Purtroppo è una maniera di (s)ragionare talmente radicata e diffusa da essere ormai utilizzata in qualsiasi tipo di dibattito: dalle assemblee scolastiche, alle riunioni di ogni sorta di comitati-proloco-associazioni-cooperative, ai consigli comunali.
    Grazie di aver scritto cose giustissime in maniera chiarissima.

  3. Credo che qui alcuni siano un po’ vittime della sindrome di Maria Antonietta. “I gay non hanno pane? Che mangino delle brioche!”

    Dire che sarebbe meglio vivere in una società dove l’omofobia non esiste non è una soluzione.
    L’omofobia esiterà sempre. I gay sono una piccolissima minoranza, anche fra un secolo ci saranno 20 omofobi per ogni gay.

    Ad offendermi delle posizioni di questo blog non è tanto la teoria libertaria che non condivido ma il paternalismo con cui si trattano i temi LGBT. Facile per chi è etero dire fate così e cosà e vedrete che in un secolo massimo due l’omofobia scomparirà.

    Tutti sono convinti di sapere cosa sia meglio per i gay e di avere come interesse il bene dei gay, anche quelli che ci troveremmo d’accordo a considerare omofobi.

    Curioso poi che si citi il Partito radicale, sbaglio o fino a ieri era contrario al matrimonio gay?
    Ma presumo che nemmeno quello sia criticabile senza passare per “stalinisti”…

    • Ehm i Radicali sono tipo il primo partito in Italia ad aver proposto i matrimoni gay, e un bel po’ di tempo fa.
      Il discorso della legge sull’omofobia si inserisce nel più ampio discorso sugli “hate crimes” (legge sul femminicidio, legge sulla violenza a sfondo razzista ecc ecc), ciò che viene criticato di questo tipo di leggi in sostanza è che in questo modo lo Stato diventa il primo discriminatore, e che non ha alcun senso che un tizio che spacca la testa a un altro perchè quello, chessò, tifa Lazio, venga punito con una pena minore rispetto a uno che spacca la testa a un altro perchè quello è omosessuale.

        • Devi chiederlo ai Radicali (non sono un iscritto, almeno per il momento). Mi limitavo a ricordare che proprio non si può dire che siano o siano stati contro i matrimoni gay.
          Il discorso sugli hate crimes è la mia opinione (e per quanto ne so anche di altri, non saprei se anche dei Radicali come associazione). Comunque se hai una spiegazione del perchè è meno grave spaccare la testa a un laziale in quanto tale che a un omosessuale in quanto tale, spara, e ne discutiamo.
          Per quanto mi riguarda, la legge Mancino non mi piace perchè non mi piacciono i reati di opinione. Certo, con chiunque si metta a fare discorsi razzisti, omofobi eccetera ci litigherei per ore e lo insulterei anche molto volentieri, ma finchè non passa ai fatti (che non significa per forza violenza, c’è per esempio anche il reato di minaccia o istigazione a delinquere se il pericolo si fa concreto) non credo debba essere messo in galera.

          • La legge non prevedrebbe che sia più grave spaccare la testa ad un omosessuale solo perché omosessuale, ma che sia più grave spaccargliela se è aggredito in quanto omosessuale; gli omosessuali appartengono ad una minoranza quotidianamente attaccata e le aggressioni omofobiche sono frequentissime e spesso non vengono nemmeno denunciate per la vergogna. Io penso che estendere la legge Mancino anche a questa categoria avrebbe fini educativi per la popolazione.

            Comunque, a prescindere da quello che penso, quello che volevo sottolineare è che trovo assolutamente incoerente da parte dei radicali dichiararsi contrari nei fatti solo all’estensione della legge agli omosessuali e non alla legge in toto.

      • “Radicali sono tipo il primo partito in Italia ad aver proposto i matrimoni gay, e un bel po’ di tempo fa.”
        La data? Così lo confrontiamo con i partiti degli altri paesi.

        Abbiamo capito che avete la vostra i dea di “libertà di parola.” Ma per onestà dovreste dire che quella “libertà” uccide. Se per voi i ragazzini gay che si uccidono perchè subiscono tutti i giorni la vostra “libertà di parola” sono solo un piccolo prezzo da pagare per un bene superiore abbiate il coraggio di dirlo.

        Il motivo per cui serve una legge contro i crimini d’odio è perchè ci sono i crimini d’odio. Esistono leggi contro la violenza del tifo negli stadi e devono esistere leggi contro l’omofobia.

        Comunque il tempismo con cui avete scoperto che la legge Mancino è liberticida è a dir poco sospetto.

  4. c’è uno sbilanciamento a monte, storico, culturale, radicato, che non può essere risolto se non con una forzatura. Non si sono mai viste leggi oculate, si sono sempre, per tutti i problemi, utilizzate soluzioni collettive, una tantum, poco sottili. E’ inutile pretendere dei distinguo, va cambiata la mentalità, anche perchè non si interagisce con una classe di intellettuali, ma con una massa di convizioni culturalmente orientate in modo omofobo, letteralmente da centinaia di anni. Non si discute un problemino di riconoscimento, ma un esteso e ambizioso tentativo di modifica della sensibilità collettiva. In più, ogni stop e perplessità non può che favorire la causa di chi ha interesse a bloccare la legge sull’omofobia, ed è, quindi, un errore politico. Si discute con gli uomini, per le bestie c’è il morso. O forse riponete una fiducia esagerata nelle capacità mentali umane e italiane in particolare.

  5. Sono solo un lettore di passaggio, ho letto gli ultimi post ed i commenti ed ho pensato di commentare anche io.
    A me paiono condivisibili le osservazioni sui diritti fatte dall’autore del post.
    Ma sono comprensibili i commenti di persone omosessuali che preferiscono vedere ora una legge imperfetta in loro favore piuttosto che discorsi teorici di incerta applicazione futura.
    Inoltre mi pare giusta l’osservazione fatta: se legiferare sulle opinioni è sbagliato, perché non si critica la legge Mancino in toto, invece che solo la parte che riguarda gli omosessuali?
    Alla fine, non so se sono stati cancellati alcuni commenti particolarmente aggressivi, ma rileggendoli a me paiono tutti argomenti civili e legittimi, con cui si può discutere (siamo qua per questo).
    Mi pare una gran caduta di stile quindi etichettarli adesso come “cretini e stalinisti”.

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