un blog canaglia

Caro Obama ti scrivo

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Caro Barack,

spero non ti dispiaccia se ti do del tu, ma conoscendoti non ti dispiacerà . Del resto sono decisamente il tipo di persona con cui andresti a fare il brunch al sabato downtown, o a teatro, o a vedere una mostra di arte contemporanea. Come Michelle, anche io sono appassionata di farmers’ market, di cucina sana e faccio tanto sport. Come lei, quando vedo qualcuno mordere un hamburger di McDonald’s avrei l’istinto di strapparglielo dai denti e infilargli al suo posto un broccolo bollito. E come voi due, anche io ho studiato in univerista’ rinomate, dove non si trova un becero creazionista a pagarlo oro. Sono pure stata in vacanza a Cape Cod una volta: rimpiangevo l’Adriatico, ma sai, li’ era tutto molto chic. In comune abbiamo anche il fatto di aver fatto un bel po’ di anni di attivismo politico per strada, quello da buoni, non certo quello di certi cowboy cattivi che avete voi negli Stati Uniti. Certo, tu vinci a mani basse, avendo usato la tua laurea in legge a Harvard per difendere le associazioni per i diritti umani e avendo pure fatto porta a porta a South Side Chicago per convincere la gente a registrarsi per votare.
Tutto questo lungo preambolo per dirti che ti ho visto in questi giorni in tv e ho qualche appunto da farti. Sei stato da Oprah, da David Letterman e pure da Barbara Walters a The View (sai io sono un’intellettuale liberal e queste cose le seguo assieme al Saturday Night Live, al Daily Show, ai Simpson e all’assidua lettura di Onion). Guardando te e Michelle, in ognuna di queste trasmissioni, ho sentito un vago senso di disagio. Barack, tu sei troppo figo e si vede che lo sai. La stessa cosa vale per Michelle, pure lei e’ troppo figa. Il modo in cui parlate della vita alla Casa Bianca e’ di una naturalezza irritante. Avete sempre la battuta pronta stile Woody Allen (del resto siete pappa e ciccia con gli ebrei liberal americani, cosa che giova sempre al senso dell’umorismo). Si vede che siete innamorati, vi tenete la mano e avete due figlie splendide che vanno bene a scuola e pure il vostro cane e’ decisamente piu’ intelligente della media. Liquidate certe fandonie dei Repubblicani con un irresistibile sorriso ironico (hai presente quando dicevano che tu non eri nato negli Stati Uniti? Ora sul tuo sito si possono comprare le tazze con il tuo certificato di nascita stampato sopra: impagabile). Ecco, Barack, io volevo solo dirti di andarci piano. Non tutti hanno studiato a Harvard o alla Columbia, hanno vinto il premio Nobel per la pace sulla fiducia e hanno il vostro senso dell’umorismo. So che e’ difficile non essere compiaciuti di se stessi quando si e’ voi (io mi gonfierei come un tacchino scampato al giorno del Ringraziamento se avessi un CV come il tuo, davvero), ma ti prego, tu e Michelle cercate di non far irritare troppo i vari Joe Six Pack che ti hanno votato 4 anni fa. Se da qui a novembre faceste lo sforzo di parlare meno del vostro orto bio, delle partitelle a basket che fai con i tuoi collaboratori tra una riunione e l’altra sul retro della Casa Bianca o di come sia divertente viaggiare sull’Air Force One, forse ridurremmo il rischio di beccarci l’allegra coppia Romney-Ryan al comando. Anche perche’, non e’ che di roba piu’ seria di cui discutere non ce ne sia. Quando hai tempo (spero tra 4 anni) se vuoi andiamo a berci una birra (con ostriche).

All the best,

Anna

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Triestina di nascita, della sua terra si porta dietro lo spirito patriottico, lo spritz e la tendenza a sottovalutare qualsiasi raffica di vento sotto i 130 km/h. Radicale, milanista e milanese nel cuore, dopo la laurea il suo corpo fugge verso la Perfida Albione. Qui ottiene un dottorato in storia economica con una tesi sul divario Nord-Sud dopo l’Unità d’Italia. Il suo cervello invece, grazie alla sua tesi e alla mai curata passione per la politica, rimane in larga parte in Italia.

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