Cara minoranza PD…

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Due parole vogliamo dirle, alla minoranza PD  che non è tanto minoranza in Parlamento – al netto delle massicce conversioni dell’occorrenza.

Dunque, cari amici, ho visto lo streaming della direzione del PD.  Eravate Bersani, Civati, e D’Alema che provano a sbertucciare Renzi, e della miseria di chi dai tempi dei girotondi urla contro D’Alema salvo riutilizzarne la vis polemica per polemizzare con Renzi si è già detto. Ma il problema è più profondo.

Il problema, sostanzialmente, è che non potete pretendere che vi si prenda sul serio. Avete per anni sostenuto tutto e il contrario di tutto: dello stesso D’Alema esistono video in cui dice cose molto più coraggiose e precise del Renzi di oggi, e giustamente, in quella sorta di assemblea liceale prolungata, qualcuno gliel’ha pure fatto notare. Avete reso la tattica del posizionamento così squallidamente palese che ormai in Italia sono tutti convinti che Civati non sappia ordinare nemmeno il dolce senza fare un distinguo inutile e capzioso. Mandate segnali tramite emissari riferendovi a non meglio precisati “poteri forti’, come se in tutte le occasioni in cui per caso avete goduto della responsabilità di governo aveste dimostrato un’autonomia e una assenza di condizionamenti da eremiti greco-ortodossi. Palazzo Chigi Merchant Bank anyone?

Ma sopratutto, e torno a D’Alema, tutto sta nella frasetta finale. Il tono irrisorio con cui precisa: “non puoi parlare solo a quelli che non sanno, esistono anche quelli che sanno”, a chi conosce D’Alema, il suo ambiente e i metodi di propaganda in cui è cresciuto, suonano più come l’invidia per la sfacciataggine di Renzi. Tutto ricorda la finta indignazione dell’adolescente imbranato quando prende in giro il coetaneo spigliato che, facendo un po’ il cretino, riesce a rompere il ghiaccio con le ragazze.

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Ecco, cari amici, forse questo vi manca: il coraggio della vostra ipocrisia. Oggi parlate di discutere del merito delle questioni, per decenni avete reso tutto strumentale a qualcos’altro: ci avete fatto votare dei referendum sull’energia strumentalizzandoli in ottica di arma contro Berlusconi, e ancora oggi è legittimo dubitare che del merito del jobs act non ve ne possa fregare di meno. La verità, credo, è questa: ogni volta, quando quello più sfacciato di voi sembra eclissarsi, e vi sentite pronti, pensate che è il vostro turno, ecco che arriva un’altra faccia di tolla a scalzarvi: successe con Berlusconi, succede con Renzi. E chissà se questo scarto è dovuto solo a una maggiore abilità di venditori o il fatto che voi, in fondo, sapete di volere il potere ma dal 1989 non vi siete ancora chiariti sul cosa farci. E allora non è che il Paese “va a destra”: è che di fronte a questa sinistra pure Renzi sembra un uomo con un programma, una visione e delle proposte.

(TACO'S LETTERS) Conosciuto anche come “Mazzò”, è un famoso polemista pop italiano. Ospite abituale in numerosi show televisivi, figura di rilievo nella polemica pop italiana dalla metà degli anni ’60 alla metà degli anni ’70, è conosciuto per l’estensione vocale (tre ottave) dei suoi insulti, come per l’agilità dialettica nell’enumerarli. Ritiratosi dalle scene live nel 1978, continua a rilasciare post di grande successo.

4 Comments

  1. Limite di due mandati politici… as a start.
    Ma, si sa, le cose giuste in Italia non si fanno mai.

    Quindi, dal momento che questi sono credibili meno di Pulcinella, andiamo avanti con Renzi e con l’idea che sia il Governo a comandare il Paese?
    Basta avere il coraggio di dirlo eh! Poi magari dall’autoritarismo del Governo, passiamo a quello del leader e poi, perchè no, ad una bella “dittatura” democraticamente eletta.
    Veramente leggere questo blog è meglio di una tisana alla frangola (non è fragola… è proprio frangola!)

  2. Riassumendo: non è Renzi ad essere imbarazzante, totalmente impreparato, pericoloso, malato terminale di narcisismo, circondato da yeswoman che nemmeno Craxi e Berlusconi. Nonnonnoo! E’ tutta colpa di quel rosicone di D’Alema il quale, siccome al liceo si strangolava di pippe perchè nessuna gliela dava, adesso per ripicca ostacola il lavoro di Renzi.

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