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Cancellieri, Ligresti e la “sindrome da misfatto”

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Il focolaio mediatico per la vicenda Cancellieri-Ligresti mi pare l’ennesima manifestazione della ormai molto diffusa “sindrome da misfatto”. Tale sindrome è caratterizzata da giudizi morali trincianti, capacità di analisi ridotta e richiesta di dimissioni generalizzata; può colpire chiunque improvvisamente – anche coloro che solitamente risultano più lucidi e garantisti – e presenta tempi di incubazione assai variabili. Quelli che ne sono colpiti tendono a non distinguere il piano etico da quello penale, la legalità dalla correttezza. Quelli che ne sono colpiti ritengono che la Ministra Cancellieri debba dimettersi per essersi interessata al caso di Giulia Ligresti e aver espresso preoccupazione per le sue condizioni a Francesco Cascini, vicedirettore del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziario).

Nell’agosto scorso la Ligresti, detenuta nel carcere di Vercelli, continuava infatti a rifiutare cibo e aveva perso sette chili. Insomma, aveva reagito male alla detenzione e le sue condizioni psicofisiche stavano peggiorando, tanto da far temere un gesto autolesivo. In carcere si muore per tante ragioni, molti non reggono l’urto e si ammazzano. Ma gli affetti dalla “sindrome da misfatto” tendono a sminuire la gravità delle condizioni psicofisiche di chiunque abbia commesso reati, anche qualora siano comprovate da perizia medico-legale. Perciò, poco importa se effettivamente l’intervento  della Cancellieri sia stato poi motivato ufficialmente da un accertamento medico. (L’intervento era indiretto al punto che Cascini ha ammesso non solo di non aver fatto nulla –  e nulla infatti poteva concretamente fare, se non segnalare, come di norma, a sua volta il caso – ma addirittura di essere già a conoscenza della vicenda, che era monitorata da chi di dovere). Poco importa ai malati di misfatto. Del resto, il medico potrebbe essere connivente e aver falsificato la certificazione necessaria, no? E poco importa se anche il procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli (sì, quello che in altre occasioni è stato esaltato come il custode della legalità) si è interessato alle condizioni di salute della Ligresti e ha assicurato che i domiciliari sono stati concessi per “circostanze obiettive”. Se si fosse trattato di un Signor Nessuno, dicono gli affetti dalla sindrome, sarebbe marcito in carcere; quindi doveva marcirvi pure lei.

Ecco, la “sindrome da misfatto”, pur essendo utile in certe occasioni (può aumentare la soglia d’attenzione, benché rischi di svilire il concetto stesso di attenzione), mi preoccupa soprattutto perché produce caccia alle streghe e riduce tutto al mero gioco del “colpevole-non colpevole”. Mi preoccupa perché esiste una zona grigia e questa vicenda ci sta dentro completamente: non siamo nell’illegalità ma nel pieno di una questione etica, che andrebbe discussa come tale. Inoltre, mi preoccupa perché fa preferire un ministro che non si interessa della salute precaria di un amico ad uno che – nel pieno della legalità – esercita le sue funzioni per evitare una tragedia più o meno probabile. Così come ha fatto in altre numerose sconosciute – e mediaticamente meno interessanti – occasioni.

Per concludere: un giorno qualcuno dovrà spiegare perché sono state trascritte e diffuse quelle intercettazioni, non essendo esse di alcuna rilevanza penale. Dovrà spiegarlo bene perché altrimenti va a finire che – per restare nella metafora clinica – uno ragiona in termini eziologici. E magari capisce qualcosa in più della “sindrome da misfatto”.

4 Comments

  1. non sono d’accordo. Odio il ‘metodo Travaglio’, ovvero ‘se saluti un mafioso per strada, sei un mafioso’. Però è come se la preside, amica di famiglia di una madre di un’alunno, ricevesse la telefonata della suddetta per assicurarsi che la commissione d’esame sia equa.
    La risposta corretta sarebbe stata ‘mi spiace, proprio perchè sono la preside e quell’esame lo daranno altri 100 alunni con lei, mi auguro che la commissione sia equa con tutti, ma non posso fare nulla’.
    Detto ciò, non c’è nulla di penalmente rilevante nella condotta della Cancellieri, nè pare che il suo interessamento abbia prodotto risultati. E’ stato uno scivolone, ma se non ci abituiamo all’idea che, specie in politica, gli scivoloni si pagano, non andremo da nessuna parte.
    Le carceri italiane sono piene di ‘signor nessuno’ che ci lasciano le penne. Questo non vuole dire che doveva rimettercele una in più. Semplicemente, il malcostume di ‘sono amico di’ è inaccettabile, punto.
    Per cui sono felice che Giulia Ligresti sia stata scarcerata. E lo sarei di più se la Cancellieri si dimettesse. Gli errori si pagano. E diversamente da un Travaglio qualsiasi, non la vorrei bandita dalla politica e dalle istituzioni a vita. Si prenda la sua responsabilità ora, e che le serva da lezione per il futuro.

  2. E figurati se poteva mancare il garantista di turno… ne abbiamo piene le tasche di chi difende il privilegio, abbiamo affossato il paese a suon di distinguo ogni volta che emerge l’abuso di potere.

    Molto cinicamente: se la Ligresti sta male in galera mi dispiace, ma non è che ce l’hanno mandata sorteggiandola a caso da un cappello. Ce l’hanno mandata perché ha commesso dei crimini. La prossima volta ci pensi meglio. Pure a me non piacerebbe stare in prigione, e infatti (guarda un po’!) me ne guardo bene dal commettere reati.

  3. Bella cazzato, bravo. Se ne leggono poche di cazzate cosi.
    Qui stiamo parlando di un Ministro della Giustizia che chiama di SUA SPONTE la famiglia di un noto mazzettaro, mafioso, ladro e farabutto per “METTERSI A DISPOSIZIONE”??????
    Ma stiamo scherzando?
    E la scusa sarebbe che in fondo non ha fatto nulla di rilevante perche’ non poteva?
    E se invece avesse potuto, siamo certi che non avrebbe fatto?
    Eccome!
    Un Ministro non AVREBBE MAI DOVUTO CHIARE una famiglia di mazzettari e se fosse stata chiamata avrebbe dovuto sbattere giu il telefono!!!!!!!!!!!!!!!

  4. la tragedia più o meno probabile evitata dal ministro cancellieri, a vedere le foto recenti di giulia ligresti impegnata nello shopping, non sembra molto probabile.

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