un blog canaglia

Berlusconi e i referendum

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Per spiegare come la penso sulla firma dei referendum radicali da parte di Berlusconi procederò per punti, prendendomi la libertà di cominciare dalla fine:

  • se verranno raccolte le firme necessarie gli italiani potranno dire la loro su dodici questioni importantissime che riguardano i diritti civili e il funzionamento della giustizia in Italia: il che sarebbe un bene per i cittadini;
  • se verranno raccolte le firme necessarie il Partito Democratico sarà finalmente costretto a pronunciarsi su quelle questioni, cosa che finora ha accuratamente evitato di fare: il che sarebbe un bene per i cittadini e per il Partito Democratico;
  • se verranno raccolte le firme necessarie anche il Movimento 5 Stelle dovrà dire come la pensa, specie su quei quesiti che sono da sempre i suoi “cavalli di battaglia” (leggasi, ad esempio, il finanziamento pubblico ai partiti), facendoci capire una volta per tutte se le questioni gli interessano in quanto tali o solo quando le promuove lui: il che sarebbe un bene per i cittadini e per il Movimento 5 Stelle;
  • la firma di Berlusconi, e il conseguente impegno nella raccolta delle firme da parte del PdL, potrebbe fare in modo che l”obiettivo dei referendum venga raggiunto, e comunque potrebbe innescare il dibattito di cui sopra anche prima di quel momento: il che sarebbe un bene per il paese;
  • chi afferma che Berlusconi ha firmato i referendum per salvarsi dalle condanne dovrebbe spiegare con una certa precisione quale dei dodici quesiti radicali è tale da garantirgli questo risultato: il che sarebbe un”impresa complicata, visto che quel quesito non esiste;
  • chi reputa ridicolo il fatto che Berlusconi abbia firmato per presentare dei quesiti che si propongono di abrogare leggi approvate dal suo stesso governo (leggasi immigrazione o droga) dovrebbe ricordare che i referendum vengono indetti affinché i cittadini si pronuncino sul loro contenuto, non necessariamente perché si è d”accordo con quello che chiedono: il che equivale a dire che si può benissimo contribuire a presentare dei referendum e poi fare campagna per il no;
  • chi afferma che in realtà Berlusconi ha firmato i referendum in modo strumentale, al solo scopo di tornare ad “esistere” politicamente in un momento nel quale i suoi guai personali lo stanno sommergendo, probabilmente (molto probabilmente) ha ragione, ma ciò non toglie che in ragione della sua firma le positive conseguenze politiche di cui ai primi 4 punti potrebbero prodursi lo stesso: il che equivale a dire che le intenzioni di Berlusconi sono assai meno importanti degli esiti che potrebbero determinare;
  • chi afferma che Pannella, a sua volta, ha “accolto” la firma di Berlusconi in modo strumentale, al solo scopo di tornare ad “esistere” politicamente in un momento in cui il suo partito è ai minimi storici, probabilmente ha ragione anche lui, ma ciò non toglie che i radicali quei referendum li stiano presentando e sono gli unici che continuano a sollecitare un dibattito pubblico su quei temi, dibattito che tutti gli altri si guardano bene dal sollevare: il che vuol dire che quell”esistenza, Berlusconi o non Berlusconi, se la meritano tutta;
  • chi sostiene che i radicali sono dei “voltagabbana” e dei “venduti” perché “parlano” con Berlusconi muove da presupposti che a mio parere sono inappropriati per analizzare la politica;
  • chi ritiene che il Partito Democratico faccia bene a non promuovere i referendum per “non mischiarsi” con Berlusconi   muove da presupposti che a mio parere sono ancora più inappropriati per analizzare la politica;
  • chi, infine, afferma che i referendum siano uno strumento logoro, sopravvalutato, inutile, e quindi che la loro “strumentalizzazione” non sia l”effetto collaterale di un obiettivo politico, ma l”unico obiettivo, pone invece un problema del quale credo sia interessante e utile discutere: anche se sulla questione la penso diversamente.

Più o meno è tutto qua: ma mi pare che da discutere ce ne sia già in abbondanza.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

32 Comments

  1. “chi sostiene che i radicali sono dei “voltagabbana” e dei “venduti” perché “parlano” con Berlusconi muove da presupposti che a mio parere sono inappropriati per analizzare la politica”

    PARLANO CON BERLUSCONI?
    Salvare il culo a Cosentino non mi pare si possa definire “parlare”!

    • Ho capito. Quindi siccome hanno salvato il culo a Cosentino adesso tu non sostieni dei referendum che consentirebbero agli italiani di esprimersi su questioni come quelle. Contento tu…

      • Il fatto è che voi, come i peones berlusconiani, fate parte di un partito padronale. Ma a differenza dell’esercito di Silvio, voi non mettete mai in discussione davvero il santone (e poi ve la prendete con Casaleggio) perché, come lui, esistete solo in quanto martiri ideologici. Poi un giorno magari, tra un finto sciopero della sete e un altro, troverete il tempo di trovare una generale e coerente visione politica che non sia semplicemente collateral-salottiera. Quel giorno chiederete un passo indietro anche al vostro di “vecchio”, e inneggerete anche al vostro rinnovamento, visto che Pannella è parte del ventennio sciagurato tanto quanto gli altri attori. E, sempre quel giorno, caro Capriccioli ci stupirai deridendo i gestacci e le volgarità del padrino di Rutelli, Rocella e Capezzone con uno dei tuoi famosi refresh. Quel giorno buona creanza farà rima con buona fede.

        • Tra me e il mio “padrone”, come lo chiami tu, non corre buon sangue, per niente. Per tutte le volte che l’ho messo “in discussione” pubblicamente, sempre come dici tu. Tra tutte le cose che mi si possono dire, questa è l’ultima.

      • Una domanda sorge spontanea, a cosa serve la raccolta firme?
        Quando uno pone la firma per un referendum non lo dovrebbe fare perché ritiene che sull’argomento i cittadini debbano esprimere la loro opinione.
        L’idea alla base della raccolta firme è la dimostrazione dell’esistenza di cinquecentomila elettori che hanno un’idea in comune la quale differisce da quanto espresso dal parlamento (chiedendo quindi l’abrogazione di una legge).
        A firmare dovrebbe essere sempre è solo chi ne è promotore. Altrimenti l’esistenza stessa della raccolta firme non ha senso perché per quel che mi riguarda i cittadini dovrebbero sempre esprimere la loro opinione.

        • Sono molto d’accordo con Max.
          Questo è il motivo per cui, nel referendum e NON nel voto, conta l’astensione.
          Il referendum è la proposta politica di una esigua minoranza rivolta a tutto il Paese, spetta alla minoranza l’onere di sollecitare consenso e anche interesse.
          Se mancano consenso e interesse, perché quella minoranza non ha capacità ed argomenti sufficienti, è sacrosanto il diritto di NON firmare e quello di astenersi dal voto: la non-firma e il non-voto significano che ti boccio. Punto.

        • Chi ragiona cosi’ si merita i partiti attuali e l’attuale stato della politica italiana. Venuta su a forza di esautoramento dei cittadini dal potere decisionale.

  2. E intanto a Cortona il PD ha espulso i radicali giunti per raccogliere firme alla locale festa PD. Ma non subito: assessore e segretario li hanno accolti con amicizia. Dopo 10 minuti però il segretario è tornato per espellerli, seguito da un bivacco di manip…scusate da una serie di milit-anti arrabbiati, dicendo che siccome i radicali sono “alleati di Berlusconi” non sono più “persone grate” alla festa.
    http://www.informarezzo.com/permalink/17526.html

    Ciao, Edoardo

  3. Non è che tutto ciò che fa B. sia male per forza. Concordo sul fatto che entrambi stiano cercando visibilità politica.
    Sull’ultimo punto, i referendum sono diventati uno strumento logoro e inutile da quando si è scoperto che è molto meglio fare campagna per l’astensionismo piuttosto che per il no.
    Se si riuscisse a trovare il modo per aggirare l’ostacolo del quorum del 50%, credo che i referendum tornerebbero ad essere uno strumento molto più utile di democrazia diretta.
    Sempre poi che le decisioni referendarie vengano applicate, cosa che è avvenuta molto raramente, in effetti (si veda l’ultima consultazione sulla scuola pubblica a Bologna)

  4. “chi reputa ridicolo il fatto che Berlusconi abbia firmato per presentare dei quesiti che si propongono di abrogare leggi approvate dal suo stesso governo (leggasi immigrazione o droga) dovrebbe ricordare che i referendum vengono indetti affinché i cittadini si pronuncino sul loro contenuto, non necessariamente perché si è d’accordo con quello che chiedono: il che equivale a dire che si può benissimo contribuire a presentare dei referendum e poi fare campagna per il no;”

    Personalmente credo sia stato un errore offrire questa sponda a Berlusconi. Ho provato sincera tristezza per questo abbraccio, come per ogni abboccamento che Pannella ha lanciato a Berlusconi in questi anni, e che mi ha inesorabilmente allontanato dal partito (non sono radicale mi è stato spiegato, ma nessuno mi ha spiegato che cosa c’è di liberale in Berlusconi). Vabbè.

    Sempre personalmente, se mi è concessa una analisi sciatta, è proprio questo tipo di atteggiamento, incomprensibile ai più, ad aver fatto precipitare i Radicali allo 0,2.

    Dire che Berlusconi è un progressista perchè firma per promuovere un referendum per dare la possibilità di abrogare delle leggi che ha fatto lui stesso mi sembra un ragionamento un po’ astruso. Poco sportivamente ma molto efficacemente se non si è d’accordo con un referendum si spinge per l’astensione. Davvero qualcuno crede che a Berlusconi importi qualcosa del nostro diritto di voto? No, seriamente.

    Infine, sempre personalmente, credo che sia troppo facile e anche un pò ingrato prendersela sempre col PD, che sarà anche una banda di zombi, ma è anche l’unico partito che ai tempi dal caro Walter ha concesso ai Radicali molto più di quanto era lecito sperare di ottenere in cambio.

  5. Quando leggo questo tipo di considerazioni ripenso spesso alla battuta di Benigni:

    Dice “Ha fatto delle cose buone”, certamente: anche Adolf Hitler o Stalin, un ponte, una strada l’avranno fatta! Anche il Mostro di Firenze l’avrà detto “Buongiorno” a qualcuno qualche volta.

    Io -per indubbia mancanza mia- proprio non ci riesco a vederla in questo modo, alla maniera del “fine che giustifica i mezzi”. Non ce la faccio proprio. Bravi voi.

  6. Hanno utilizzato dei calzini rossi per sceneggiare una storia contro un magistrato e credi che non siano in grado di girare la scena finale del “Caimano”, avendo a disposizione lo strumento referendario?Sarete tu e Spadaccia ad impedire che quello che è scritto nelle storie personali di Berlusconi e di Sallusti non si realizzi proprio grazie a questi referendum promossi in questo momento? E’la storia della rana e dello scorpione, se uno vuole essere molto, ma veramente molto generoso,quella tra Pannella e Berlusconi:Pannella crede di essere lo scorpione.

  7. […] Poi, probabilmente molti riterranno che i Radicali, con questa firma “eccellente”, abbiano perso (definitivamente) credibilità, che non abbiano più diritto di cittadinanza all’interno del recinto del centrosinistra, oppure che se Berlusconi ha firmato l’ha fatto solo per suo interesse, e che certamente avrà una sua strategia per uscirne vincente e come al solito lasciare i cocci agli altri. Beh, da un certo punto di vista: chi se ne frega. […]

  8. ‘a Capricciò, si chiama ‘danno d’immagine’. Trovare come testimonial per dei quesiti libertari una delle persone meno libertaria del globo (in senso generale, le sue di libertà personali le estende alla nazione, quelle degli altri manco in privato) è stata una fesseria, punto.

    Se vi mancava una firma, me lo dicevate e ci portavo mia nonna dicendole che era il referendum per l’abolizione del Vaticano II e il ripristino della Messa in latino.

    • Dire che i Radicali possano temere un danno di immagine è come se una prostituta, vestendosi in modo provocante, abbia paura che qualcuno possa pensare che non è più vergine. comunque complimenti per la firma della nonna in offerta 😉

  9. l’unico problema è che i referendum ormai non raggiungono mai il quorum, gli ultimi non fanno testo in quanto il disastro nucleare in Giappone ha fatto andare la gente alle urne e quindi han votato anche quelli sull’acqua che altrimenti non sarebbero passati nemmeno loro, quindi son solo uno spreco di tempo e di denaro, e te lo dice una che di firme per i referendum radicali ne ha raccolte tante quando era più giovane (e la gente andava ancora a votare)

  10. “la firma di Berlusconi, e il conseguente impegno nella raccolta delle firme da parte del PdL, potrebbe fare in modo che l’obiettivo dei referendum venga raggiunto, e comunque potrebbe innescare il dibattito di cui sopra anche prima di quel momento: il che sarebbe un bene per il paese”

    Alessandro, credi che sia davvero un bene per il paese attirare l’attenzione su certi temi (importantissimi) attraverso una figura il cui successo è costruito proprio sullo scostamento dal discorso politico in quanto tale e dall’estetica della (propria) persona al di là del bene e del male?
    E nel caso che i referendum riesca grazie ai voti di quelli del PdL (che probabilmente non firmano per una maggiore sensibilizzazione sui temi etici), pensi davvero che il Paese ne uscirà più maturo?

    Non so, mi sembra un po’ come usare una tigre per disinfestare la casa dai topi sperando che poi la tigre non si pappi la tua famiglia.

  11. Bene bene bene. Non me ne importa molto delle intenzioni di Berlusconi e nemmeno delle motivazioni per cui i Radicali, bontà loro, promuovono questi quesiti referendari. Me ne importa molto delle intenzioni dei cittadini, invece, tra cui me. Non vedo l’ora di esporle. Fatti alla mano, il Pd mi fa più schifo di Berlusconi, che non vuol dire io sia di destra

    • Fatti alla mano, alle prossime primarie del PD voti un candidato più in linea con le sue esigenze libertarie (c’era, e ha perso), non uno che cerca di tenere insieme la baracca coi Fioroni di turno.
      Credo personalmente che in tema di diritti civili il PD sia dietro non dico alle altre sinistre europee, ma pure alcune destre, ma il processo che ha portato questa classe dirigente a compiere queste scelte è assolutamente democratico.

      Oppure si iscriva in una sezione e deleghi il suo voto a qualcuno che può portare avanti le sue istanze.

      Se ha così fiducia nello strumento referendario, buon per lei. Io i referendum li ho firmati (non tutti), non perchè credo che portino a qualcosa, ma per creare un vuoto legislativo che obblighi a prendere una decisione. Ma tenga conto che qualunque sia l’esito della consultazione referendaria, il risultato normativo sarà, come è _sempre_ stato per ogni quesito, espressione del parlamento che l’approverà.

  12. Grazie per la prima analisi sensata che leggo su questo argomento.Condivido e diffondo. “sticazzi che l’ha firmata silvio .. c’ha quasi 80 anni ormai, se toccava sconfiggerlo ormai è tardi” cit.

  13. I referendum sulla giustizia si trasformerebbero in una specie di giudizio popolare di quarto grado sull’innocenza/colpevolezza di Berlusconi. Delle questioni importantissime che riguardano gli italiani nel dibattito pubblico non rimarrebbe niente. Ma pretendere che i radicali capiscano questa cosa mi sembra effettivamente troppo, a loro interessa solo un po’ di visibilità per tornare a infestare la scena pubblica con la loro politica avanspettacolo.

  14. Sicchè Berlusconi è un filantropo?!
    Buono a sapersi. E buona a sapersi anche che Capriccioli sa come la pensa il pregiudicato domiciliato ad Arcore (l’unica definizione che si può dire attinente al soggetto).
    Ora dormirò mooooolto più sereno.
    Grazie.

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