un blog canaglia

Bella rivoluzione civile

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Io ci sono andato, alla fondazione del movimento di Ingroia. Ci sono andato, ho fatto la mia tirata libertaria e poi sono stato un paio d’ore ad ascoltare, tra salve di applausi, un vivamaria di vigorosi interventi sull’antimafia, sulla legalità, sul fatto che in questo paese c’è troppa gente che se ne strafotte delle regole.
Da quel giorno, per varie ragioni, col “Rivoluzione Civile” non ho più avuto a che fare.
Però oggi, camminando dalle parti di casa mia, ho visto un bel po’ di manifesti elettorali di questi integerrimi paladini della legge e delle regole appiccicati direttamente (e abusivamente) sul muro della metro Cavour. Li ho visti, li ho fotografati, ho scosso la testa.
Perché il giro dell’attacchinaggio abusivo, come molti ormai hanno capito, non è un semplice malcostume che deturpa le nostre città, ma soprattutto una combriccola di operatori che agisce al di fuori dei limiti della legge prevaricando con strafottenza e arroganza chi segue le regole e attacca i manifesti solo dove gli è consentito. Una vera e propria mafia, insomma.
Dal partito dell’antimafia e delle regole, che proclama di voler fare una “Rivoluzione Civile”, mi sarei aspettettato un comportamento molto diverso.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

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