un blog canaglia

Bambole senza peli

in società by

Debbo dirvi la verità: io a questa cosa penso molto spesso.
Penso spesso, cioè, al fatto che mentre si additano ostacoli di ogni sorta, veri o presunti, alla concreta possibilità che uomini e donne abbiano le stesse possibilità, vale a dire che si consegua la cosiddetta “parità tra i sessi”, si ignora completamente il capitolo “bellezza”, che invece secondo me è uno dei fattori decisivi.
Voglio dire: è scritto da qualche parte che le donne, in media, debbano dedicare al proprio aspetto fisico una quota di tempo e di risorse infinitamente superiore a quella degli uomini? E’ scritto da qualche parte che in un modo o nell’altro debbano impreziosirsi con orecchini, bracciali, collane, unghie laccate, messe in piega, depilazioni, trattamenti di bellezza e via discorrendo?
No. Eppure questo, normalmente, succede: e ha almeno un paio di risvolti importanti, per come la vedo io.
Il primo, che volendo è anche il meno cruciale, riguarda il tempo. Quanto tempo ci vuole per truccarsi ogni mattina? Dice, io non mi trucco. E ok, tu non ti trucchi. Ma in genere le donne si truccano. O perlomeno si tolgono i peli, no? Ebbene, quanto tempo ci vuole per depilarsi le gambe, l’inguine e le braccia, comprendendo nel computo l’organizzazione, gli appuntamenti con l’estetista e il diabolico incastro con tutti gli altri impegni? Quanto per andare dal parrucchiere? Quanto per vestirsi, ché volendolo fare in modo decente, tra vestiti e accessori vari, c’è da combinare tra loro almeno il doppio delle cose che ha addosso un uomo? E quanto costa star dietro a tutta questa roba? Tanto, mi pare. Tanto tempo, e tanti soldi.
Ma il punto vero, abbiate pazienza, non è neppure questo.
Il punto vero mi pare possa coincidere con una domanda alla quale fatico a rispondere: perché, nel 2014, è ancora largamente condivisa l’idea che le donne, in un modo o nell’altro, debbano essere “belle”? Badate: a tutti i livelli, dico. Perché a me pare che è fin troppo facile scassare la minchia quando a una viene dato un incarico importante perché è avvenente. Cioè, ci sta. Ma se poi, nel proprio piccolo, si continua a declinare lo stesso principio agghindandosi di ninnoli come delle bamboline, lisciandosi le cosce, ritoccandosi le sopracciglia, arrampicandosi su tacchi scomodissimi e chi più ne ha più ne metta, stiamo parlando grosso modo dello stesso campo di gioco. O perlomeno dello stesso sport.
Alcune amiche mi dicono: guarda che noi siamo costrette. Ed è vero. Ché oggi come oggi una donna coi peli sulle gambe farebbe senso un po’ a tutti. Ma, voglio dire, è una convenzione. E’ un gusto, che ha un retroterra meramente culturale e in quanto tale si può cambiare: magari piano piano. Eppure a me non sembra che si vada in quella direzione. Anzi, mi pare di intravedere quasi la tendenza opposta.
Altre amiche osservano: che cazzo vuoi, a me piace esaltare la mia “femminilità”. Come se la femminilità fosse un concetto intrinsecamente connesso a farsi belle a tutto beneficio dei maschi (perché in ultima analisi è per piacere ai maschi, che questa cosa avviene, giacché è per questo, mica per altro, che è stata codificata nel tempo): dal che, ragionando a spanne, si potrebbe desumere la pericolosa conclusione che femminilità e maschilismo siano più o meno la stessa faccenda; cosa che io non credo, nonostante il condizionamento culturale che inevitabilmente travolge anche me.
Ecco, io penso che tra le polemiche sulle tette in tv, sulle donne avvenenti che ottengono posizioni sociali di spicco e sulle barzellette sessiste questo argomento venga clamorosamente trascurato. Come se non esistesse. Mentre mi sembrerebbe (davvero) decisivo almeno discuterne.
Perciò queste ragazze, che si lasciano allegramente crescere i peli senza tirarli via, mi suscitano simpatia e stima: perché mi pare che abbiano colto, magari in certi casi senza neppure volerlo, un pezzetto di questo tema importantissimo.
Lo dico apertamente: non mi piacciono per niente. Proprio per niente. Ma so, lo so, che il fatto che non mi piacciono non è altro che un condizionamento, dal quale -temo- non sarò mai libero.
Però, abbiate pazienza: lasciatemi sperare che tra qualche decina d’anni ragazze così possano piacere ai miei nipoti, o ai nipoti dei miei nipoti.
Per come la vedo io, vorrà dire che avremo fatto un passo avanti mica da ridere.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

29 Comments

    • che stronzata, le ascelle me le lavo principalmente per igiene, non per convenzione sociale. invece devo uscire con i pantaloni lunghi con 40 gradi all’ombra perchè nè gli uomini nè le donne sono in grado di comprendere che la ricrescita dopo una depilazione è normale e umana.

    • 1. Il fastidio eventuale che comporta la presenza di un puzzolente è obiettivamente maggiore che quello della vista dei peli ( delle donne: i peli maschili, chissà perché non sanno di sporco e non danno fastidio).

      2. Si, in effetti anche sui profumi e sulle puzze siamo diventati nevrotici: la gente non vuole più sudare nemmeno in palestra, dove spesso vengono sparate arie condizionate da reumatismo assicurato

      3. Seguendo il filo del tuo ragionamento, ogni convenzione va seguita: e quando per motivi igienico- estetici ci si imporrà, metti, di raparci tutte i capelli a zero? O di tenere le unghie lunghe quindici centimetri e appuntite come quelle dei rapaci? O di limare i denti stile Dracula? Dovremmo per forza seguirla, la convenzione, oppure iniziare a pensare di fregarcene potrebbe essere un buon punto di partenza?

  1. Credo che la cura dell’aspetto esteriore sia cosa propria dell’essere umano, in quanto animale sociale. Non ci vedo nulla di sbagliato. La donna negli ultimi anni ha una cura esagerata del proprio aspetto? E’ vero, ma mi sembra che la stessa tendenza riguardi anche gli uomini. Forse è proprio su questa esagerazione che bisogna riflettere, più che sulle differenze tra uomo e donna. Curare il proprio aspetto è una forma di convenzione sociale innocua, quello che ritengo dannoso è l’ossessiva “trasformazione” del proprio aspetto, con tutti i mezzi, per somigliare ad un modello estetico, maschile o femminile, che non ci appartiene e che inseguiamo solo spinti dai condizionamenti.

  2. E’ cultura, o costume se preferisci; come sono cultura, o costume, tutti quegli interventi sul corpo che hanno come scopo una miglioria estetica, comunque la si intenda e in qualsiasi cultura la si trovi, compresi gli anelli al collo o lo schiacciamento dei crani o l’inserimento di pietruzze sottocute o le cicatrici rituali o i tatuaggi o quant’altro.
    E’ umano e lo è sempre stato, e non mi sembra che, qui e oggi e rispetto al passato, ci sia poi questa gran “pressione sociale” su chi non si uniforma perfettamente al costume imperante del momento, anzi, mi sembra che non ci sia mai stata tanta varietà di estetiche considerate “accettabili”.
    E poi c’è l’aspetto della “decenza”, del rispetto per gli altri, tipo lavarsi e cercare di non puzzare come un muflone che, appena dopo, può benissimo comprendere anche l’essere “a posto”, ovvero almeno minimamente “curati” all’occhio altrui, e ciò comporta necessariamente rispettare alcuni “standard”..
    Non so, io non ci vedo ‘sta gran libertà dai condizionamenti culturali in una ragazza con le gambe come le mie; ci vedo ribellione, disprezzo delle convenzioni magari, ma niente che abbia a che vedere con la libertà, dal momento che, fino a prova contraria, usano lo stesso codice che contestano semplicemente recitandolo al contrario.
    In ogni caso già oggi i tuoi nipoti possono tranquillamente scegliersi una ragazza “peluche” invece di una bambola senza peli, non credo ci sia niente o nessuno che lo impedisca; a parte la carenza di “peluche”… 😉

  3. eh sì, essere indipendenti dall convenzioni costa fatica, meglio dire “siamo obbligate, è il maschilismo”. Però sinceramente se uno vuole essere bello, vuole piacere a sè stesso e agli altri anche fisicamente, vuole adottare un comportamento socialmente (cioè da tanti individui) rispettato e premiato.. rientra semplicemente nel suo stile di vita. Io posso anche dire che non voglio lavarmi, o che voglio andare in giro nudo o vestito come un barbone, o che voglio ruttare tutto il tempo o che desidero andare in giro profumato di cacca o vestito da fighetto che per me è peggio: ma vorremo riconoscere a chi sta attorno la libertà di apprezzare o meno? vorremo ammettere che la mia libertà è limitata da quella altrui? che se io posso mettermi una maglietta che lascia fuori la pancia, qualcun altro può trovare disgustoso vedere la mia trippa ballonzolare in giro? se io tengo di più al mio atto di comodità/libertà accetterò le conseguenze negative, se io tengo di più a piacere eviterò di fare cose che so che dispiacciono. Non vedo perchè la questione dovrebbe essere “sciolta”: ognuno fa di volta in volta come crede. E poi, lo stesso atto può piacere presso un gruppo e dispiacere a un altro. Tu apprezzi l’emancipazione dalla ceretta, altri la disprezzano, quindi è anche una scelta di “a chi voglio piacere?”. Ammetteremo che la risposta sia personale!

  4. Credo sia scritto più o meno dove è scritto che anche il maschio deve essere curato (con barba o senza), possibilmente senza pancetta e magari con una folta chioma di capelli.
    È il capitolo appena prima a quello dove c’è scritto che se sei un maschio devono piacerti le belle macchine (che le tipe, depilate o no, mica salgono sulle punto come salgono sulle golf o sulle ferrari) e devi pagare la cena (perchè anche quelle che non si depilano poi si lamentano con le amiche, se non paghi la cena). Non vale in tutti i casi, naturalmente, ma generalizzazione per generalizzazione, visto che la buttiamo in caciara…

    Il miglior passo che il femminismo può fare ora è finirla con questa minestra della “societàmaschilistachecicondiziona” come se le donne fossero le uniche a subire le conseguenze di questi condizionamenti sempre e puntualmente dettati dai maschi quando viviamo in una società in cui “le chiavi” sono in mano alle donne che decidono a chi, come e quanto concedersi e hanno la possibilità di premiare o disincentivare certi comportamenti.

    C’è poi, non possiamo scordarlo, anche una componente “animale”, non solo culturale: il pavone fa la ruota, alcune scimmie mostrano il sedere depilato, altri animali cantano per attirare un compagno.
    Noi maschi andiamo in palestra per cercare di attirare una compagna e le ragazze si depilano perchè risultano in genere più attraenti.
    Poi siamo tutti liberi, in bocca al lupo.

  5. Ho visto le foto.
    Magari sarò senza speranza di emanciparmi dall’oppressione maschilista (anche se non credo), ma fanno proprio schifo, scusate!!!
    Il pelo può risultare attraente sull’avambraccio abbronzato di un bagnino, ma in accostamento al tacco 12 e allo smalto verde sulle dita dei piedi è sinceramente ributtante.

  6. Ma fossero tutti questi i problemi della vita! Trovo questi discorsi molto tristi e deprimenti, se non addirittura inutili o dannosi se “attecchiscono” su persone che si lasciano condizionare, fatti probabilmente da chi vive nella superficialità, da chi si crea problemi inesistenti e da chi vorrebbe avere la PRESUNZIONE di fare un discorso “filosofico”, per GIUSTIFICARE una propria palese INDOLENZA, una propria PIGRIZIA interiore, talmente elevata, fino a “scomodare” parole importanti come la “libertà” personale , senza rendersi conto che ciò che vorrebbe divulgare è solo una mancanza di igiene e di dignità! 🙁 Certo, per tutte noi, DOVERSI fare una ceretta Non è un piacere, ma è un DOVERE prima di tutto verso se stesse e poi anche per rispetto nel rapportarsi agli altri. Il tacco 12 è altra cosa! Può essere bello in una serata particolare, NON alle 9 di mattina in ufficio, ma di sicuro NON è paragonabile all’igiene personale!. Anche se si crolla dalla stanchezza e dal sonno, è importante lavarsi e poi il benessere e il piacere di una bella doccia, subito DOPO gratificano sempre di quella piccola “fatica” , di quel piccolo sforzo e di sicuro il nostro sonno è migliore se si dorme puliti, che non se ci si butta sul letto sudati e magari con le scarpe addosso, come può fare un ubriaco! Libertà questa?? NON prendiamoci in giro! Ognuno è libero fare come crede in casa propria, ma almeno dovremmo essere ONESTI con noi stessi e ammettere che se non ci si lava o ci si trascura è solo dovuto a NOSTRA indolenza e anche se una sera può capitare, se non ci si sente bene può capitare, è sbagliatissimo cercare una “giustificazione” a questo o peggio ancora farla diventare un’abitudine, con la SCUSA che questa è la nostra libertà! Neppure gli animali sono così zozzi…. prendiamo i gatti, che pure sono i più pigri dell’Universo, eppure anche loro ogni santo giorno si lavano con la loro linguetta! Ma scherziamo davvero?? Mi auguro che chi “ragiona” o meglio “sragiona” in questo modo, cercando di ARRUFIANARSI le donne, sapendo che a volte ci lamentiamo di certi nostri eccessi, possa farsi invece un bell’esamino di coscienza, riflettere bene sulla GRAVITA’ di certi pensieri malsani o maleodoranti 😉 e sperare che NON voglia MAI queste “belle” … anzi “zozze pensate arrivino ai suoi figi, se un giorno dovesse averli! Un consiglio? Che fili immediatamente a farsi una bella doccia con sapone profumato, dopo il risciaquo una bel getto di acqua fresca per cacciare via questi stupidi e inutili pensieri, un buon disodorante, un accappatoio PULITO di puro cotone e un buon libro e una buona musica per rilassarsi! E vedrà come è bello GODERSI la LIBERTA’ di sentirsi bene con se stessi ! Un piccolo gesto per avere CURA di se stessi è la migliore LIBERTA’ che possiamo concederci, altro che storie!! Buona giornata a tutti ! 😉

  7. “[…] Come se la femminilità fosse un concetto intrinsecamente connesso a farsi belle a tutto beneficio dei maschi (perché in ultima analisi è per piacere ai maschi, che questa cosa avviene, giacché è per questo, mica per altro, che è stata codificata nel tempo)”

    Ma magari! Secondo te sono gli uomini che notano uno sguardo un po’ spento, un chilo di troppo o un vestito che non è proprio quello giusto?
    Non è per gli uomini che ci sottomettiamo a tutto questo, non principalmente almeno: l’occhio più spietato è quello delle altre donne.

  8. Personalmente ho risolto il problema con l’epilazione laser.
    Per il resto:
    D- dopo una certa età, andare dal parrucchiere diventa un must per non somigliare a maga magò.
    U- Ma anche mio marito, coetaneo, è sottoposto alla stessa corvée. Forse lui non si tinge, ma deve tagliare più spesso. La zazzera scomposta va bene quando hai 20 anni, non 40.
    D- una passatina ti trucco la mattina a volte aiuta, ma è un’abitudine che sta passando di moda, moltissime professioniste che conosco sono in ordine, ma struccate.
    U- la barba, ogni mattina, è un must
    D- Tacchi, gonna, orpelli vari. Vero, ma è anche vero che abbiamo più libertà di vestirci e scelta rispetto all’uomo. Con 40 gradi io posso andare al lavoro con camicina leggera, gonna e scarpe aperte. Il tacco posso metterlo se ho voglia, non metterlo se non mi va.
    U- anche con 40 gradi all’ombra e un’umidità che nemmeno ad hanoi, per andare in ufficio all’uomo è imposta giacca e camicia e cravatta.
    D- tette, culo, forma fisica: si esagera, forse, da quando siamo bombardati da immagini di ragazze che sembrano allevate in serra, tanto sono perfette
    U- anche l’uomo ultimamente ci fa più attenzione.

    In short, credo che, come tutto, sia l’esagerazione a essere sbagliata. L’idea che un uomo o una donna abbiano voglia di rendersi “belli” all’altro sesso in sé non la trovo sbagliata. L’eccesso, ecco, quello sì-
    Si può essere femminili rimanendo in grado di camminare decentemente e senza sembrare un clown, e si può essere femministe anche senza peli sulle gambe e modi da camionista.

  9. Mi sa che dobbiamo andare parecchio indietro nel tempo per cercare di capirne di più.
    Ci sono molti agenti che influenzano la visione femminile della vita, probabilmente una donna sarebbe più indicata di me a spiegarle, ma vi spiego la mia visione.

    1. La donna accudisce i figli (spesso anche i padri;-) ), non è solo una convenzione sociale è proprio che li fa e quindi se li accudisce, come quasi tutte le femmine di ogni specie vivente. Questo ha sviluppato nelle donne un’attenzione per l’igiene che in un uomo non è così strettamente necessaria, visto che i suoi compiti storici sono di solito stati quelli di procurare il cibo anche per la femmina e la prole che doveva per forza di cose rimanere improduttiva per lunghi periodi. (E’ un po la ragione per la quale le femmine ci fanno così tanto incavolare perché cercano di insegnarci come comportarci in tutti gli aspetti… l’educazione dei figli è stata in prevalenza affar loro).
    2. La giovinezza e l’aspetto sano sono istintivamente metro con il quale l’uomo sceglie la compagna, così come la prestanza fisica (e anche la disponibilità di cibo, che erano intrinsecamente legate) il metro con il quale le femmine scelgono istintivamente il maschio per chiare esigenze riproduttive e di speranza di vita propria e della prole.
    3. Da che mondo e mondo per tutti gli esseri viventi la speranza di riproduzione e proseguimento del proprio DNA dipende dalla quantità e qualità dei richiami sessuali che siamo in rado di emanare: per dirla chiaramente un bel culo ed un bel seno sono indicatori di prosperità e capacità di accogliere la prole, ma noi maschietti quando li vediamo non è che pensiamo proprio a quello… però ne siamo attratti. Così come siamo attratti da donne più giovani, per lo stesso motivo.

    Certo, potremmo anche proporre ad una donna di rinunciare al gusto di essere ammirata o di stare bene con se stessa, pulita e di aspetto più giovanile… ma sinceramente è la vita ed è il bello di essere due sessi così diversi: non vedo dove sta il problema. Forse il problema è l’eccesso, come tutte le cose, da una parte e dall’altra.

    • Insomma, tante banalità per dire che: non è semplicemente una convenzione o un retroterra culturale… è qualcosa di più profondo.
      Se un giorno ai miei nipoti piacessero le donne che ostentano gambe pelose e sciatterie, Beh, secondo me non sarebbe un bel giorno.

  10. Non credo abbia a che fare nè con le convenzioni nè con il costume. Anzi, credo sia uno dei pochi aspetti istintivi e animali che ci siano rimasti. Hai mai visto un leone accoppiarsi con una leonessa spelacchiata e messa male?

  11. Io dico solo una cosa: provate a proporre a un uomo una striscia di ceretta all’inguine e scapperà via a gambe levate. Però se hai la ricrescita e non ti va di sistemarti perchè quel giorno proprio non ti va di sottoporti a dolore fisico, “beh dovresti darti una sistemata…”

  12. A parte che i riferimenti alla natura, dal momento in cui non ci cibiamo più di miglio selvatico e non abbiamo grazie a Dio una vita media di quarantacinque anni, mi sembra che lascino sempre il tempo che trovano (e poi: che dire allora del fatto che in “natura” il più forte richiamo sessuale è la puzzaccia di ormoni?), non ci prendiamo in giro con la storia di “è stato sempre così”.

    Quando ero piccola io, trent’anni fa, le donne si depilavano tendenzialmente i polpacci e stop. Qualche volta, ma senza nevrosi, l’inguine (ma un pelo che veniva fuori dal costume non lo notava nessuno), le ascelle solo le ballerine e le sportive.

    Oggi la smania del corpo iperdepilato (iperparrucchierato , iper smaltato, iperprofumato, ipercostoso) ha preso piede talmente tanto che le ventenni si depilano integralmente il pube, cosa che, per vari motivi che non vale la pena esplicitare, trovo personalmente parte di un immaginario vagamente morboso.

    E certo che esistono le convenzioni, e che tutte in qualche modo siamo chiamate a seguirle, però:

    1.capiamo che sono convenzioni e non ne facciamo atti di fede o di “rispetto per gli altri”; trasformare l’estetica in etica è la cosa più ipocrita che ci sia;

    2. A me piacerebbe un mondo in cui ognuna decide cosa e quando depilarsi, e quanti soldi ed energie applicare alla cura del proprio corpo e in che modo, senza essere considerata una psicopatica o una lercia.
    Mi sembrerebbe un mondo più bello, più paritario e, sì, un poco più libero.

  13. Marika, ma sei sempre così INDIGNATA e SCHIFATA o ti scatta il maiuscolo solo quando non capisci un ragionamento?
    Continuare a pensare che una qualsiasi altrui presa di posizione estetica sia mera sciatteria& scarsa igiene spero ti renda più lieta la corvée alla quale ti sottoponi per piacere.
    Mi fa sempre molto ridacchiare chi si INDIGNA sul corpo altrui, tu strippati e goditi la compagnia di chi ti apprezza – che è la stragrande maggioranza – e non mettere becco sulle scelte estetiche altrui, potrebbero avere motivazioni che non vuoi/puoi conoscere

  14. Noi umani ci distinguiamo dagli animale per le convenzioni.
    Perché allora non facciamo l’amore davanti a tutti? Gli animali lo fanno. Perché non facciamo i nostri bisogni dove ci scappa? Perché andiamo vestiti in giro? In natura siamo nudi, nasciamo nudi. Perché al mare metterci una filo di cotone chiamandolo costume? Perché ci tagliamo le unghie? Perché gli uomini si tagliano la barba e non la lasciano crescere lunga in stile mago di asterix e obelix? Perché ci piace prendere la tintarella? Perché cucinare gli alimenti? Non ho mai visto un leone fare un barbecue dopo aver ucciso una gazzella. Perché pettinarci? Perché lavorare? Tutte cose che solo noi uomini facciamo e cose che ci distinguono dagli animali e ci hanno permesso di evolverci. Se vogliamo tornare indietro facciamolo, ma non per discutere delle convenzioni… Se no torniamo davvero indietro all’età della pietra.

  15. Interessante la teoria di Alessandro, secondo la quale “ci togliamo i peli superflui” per convenzione. Secondo il blogger noi donne ci togliamo i peli perchè non piacciono agli uomini, non tenendo presente che il loro è un gusto vecchio, frutto di un retaggio culturale obsoleto e sessista che vuole le donne glabre e ben curate per il puro piacere maschile.
    Ma glielo vogliamo svelare a costui onde evitare che continui a farsi pippe mentali sui peli delle donne “sí” e sui peli delle donne “no”, il significato di SUPERFLUO????

  16. Ma questo è un grosso guaio: da qualche anno ormai i maschi stanno facendo di tutto, sottoponendosi alle peggiori torture fisiche tra massacranti sessioni di parrucchiere, cerette, pinzette, scrub, pulizie del viso, palestra, in nome della parità tra i sessi, quantomeno dal punto di vista estetico.
    Ora queste tizie irriconoscenti pretendono di gettare alle ortiche anni e anni di (costosi) sacrifici?

  17. l’idea della ceretta per igiene mi pare così grottesca da non meritare commenti. il resto sì. mi sembra di poter affermare senza sbagliare che le donne pelose non piacciono a capriccioli né alla maggioranza di noialtri non per convenzione (le convenzioni sono quelle che ci rendono umani, anche questa è grandiosa) ma perché il pelo è un carattere sessuale secondario tipico del maschio. la donna pelosa, salvo preferenze particolari, non attizza perché è poco femminile – come la donna senza tette o l’uomo con le spalle cadenti. penso che sarà così anche per le generazioni future, ma la mia speranza è che, in futuro, la donna che sceglie di non depilarsi non venga discriminata nella società o sul lavoro, esattamente come non lo sono io, per esempio, che a 54 anni e con una chioma grigissima evito il “must” (!) del parrucchiere e mi faccio tagliare i capelli corti dal barbiere, senza tingerli. da molti non sarò ritenuta abbastanza sexy, ma dove lavoro mi apprezzano ugualmente. se avessi i peli sulle gambe forse non sarebbe proprio così, e questo secondo me è profondamente sbagliato. il campione di questa mentalità è colui che definì un’abile e potrente donna politica come una culona inchiavabile, e sarebbe ora, secondo me, di archiviare stronzi e stronzate del genere.

    • Adriana, chiamalo barbiere o chiamalo parrucchiere, ma ci vai, e se hai i capelli corti ci vai anche più spesso di me.
      Non facciamo facili distinguo: io dico che dopo una certa età, se vuoi essere in ordine, e non ti puoi piu permettere la lunga chioma selvaggia, vai dal parrucchiere (o barbiere) per tenere il tutto in ordine. Poi, anche qui, ci sono le fissate/i con tinte e altri trattamenti, e quelle/i che si fanno fare il taglio e basta. o taglio e tinta, che ne so.
      Quindi, visto che hai i capelli corti, per te il parrucchiere (pardon, “barbiere”) è uno di quegli appuntamenti regolari.
      Ciò che conferma quanto dicevo sopra.
      Fine.

      (PS forse non serve a tutti, ci sono donne che hanno capelli lunghissimi e bellissimi anche a 50 anni e stanno perfettamente, ma non tutte abbiamo la stessa fortuna. I miei li devo tagliare, senno sembro maga magò, e ho un lavoro che non permette – e non me lo permetterebbe nemmeno se fossi maschio).

  18. Ho letto tutto, quindi significa che in qualche maniera mi ha incuriosito: di solito leggo a sprazzi sperando in un’esca buona per me. Condivido quasi pienamente l’analisi di Alessandro Capriccioli, è indubitabilmente un bello spunto, ma credo che il motivo sia IL DESIDERIO DI SEDUZIONE, che in quanto desiderio è umano e personalmente sono felice che ai nostri giorni ci sia spazio per esso, poiché nella storia è aleggiato soprattutto nei palazzi nobiliari ed era profumo per pochi.
    Sedurre l’altro, o sedurre se stesso, trovo che sia un’emozione meravigliosa, anche quando non c’è corrispondenza.
    Detto questo, sono pronto a scommettere che anche dietro il gesto provocatorio di quelle ragazze, ci sia una scelta di seduzione, perché gli amanti della ipertricosi esistono, come esitono gli amanti della puzza di sudore d’ascella.
    Mi ricordano Douchamp, che ruppe le regole dell’arte convenzionale, ma creò un’arte nuova che sedusse pochi all’inizio, ma che oggi è riconosciuta da parecchi.
    Pur continuando ad adorare la mia compagna quando indossa un tacco 13, quando va dalla parrucchiera e compagnia bella, auspico anche io di avere nipoti più liberi di noi.

  19. Ma guarda, forse è bene che tu faccia un po’ chiarezza su alcuni punti

    1. Femminismo e maschilismo, ad oggi, sono la stessa cosa. Non vi state battendo per avere il diritto al voto ma per sentirvi ancora belle con le gambe di Abatantuono. Ripigliati
    2. Di barzellette e battute “sessiste” ci sono in egual numero per entrambi i sessi. Quante se ne dicono su piselli lunghi o corti, impotenti, bianchi dal pisello piccolo etc etc… solo che le persone normali le prendono per battute, i repressi come offese di stampo sessista. Pensa a cosa dovrebbero dire i carabinieri
    3. Sentiti bella coi peli ovunque, coi vestiti messi a caso o nuda, o coperta di stracci. Devi sentirti bella tu, non devi essere accettata come bella, se cerchi approvazione negli altri non la troverai mai, come prima cosa devi accettarti da sola. Buon intrecciamento

  20. Caro Alessandro,
    ti scopro oggi, dopo aver letto il tuo scritto sulla sindrome di down (o dawn?) e questo altro “sfogo”. Devi per forza essere una persona interessante! Condividiamo molto, credo. Ti scagli contro un’omologazione dettata da una società incapace di apprendere dalla diversità, società che si regge su convenzioni che fatico ad accettare anch’io. Superficialità mediatiche che annichiliscono l’essere umano nella sua incredibile e potenziale “bellezza”.

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