un blog canaglia

Abrogare la parola omofobia

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Sarò breve: finché non attribuiranno agli omosessuali gli stessi diritti degli eterosessuali -ivi compreso quello di sposarsi e di adottare dei bambini-, il problema della cosiddetta omofobia non verrà mai risolto.
Dico “cosiddetta” per un motivo molto semplice: la parola “omofobia”, che pure risponde ad un significato letterale comprensibile e drammatico, è diventata la scusa che consente alla politica -ed in particolare alla politica che si dichiara “progressista”- di trasformare la discriminazione dei gay in un problema di ordine pubblico: con ciò sfuggendo alla responsabilità di sconfiggerla attribuendo diritti e assicurandone la praticabilità.
Sapete cosa? Io sarei per abrogarla, la parola “omofobia”: perché con essa abrogheremmo anche l’illusione che le aggressioni, le mortificazioni, le umiliazioni dei gay si possano scongiurare delegando il problema alla polizia e alla magistratura.
Il problema è tutto politico: e la responsabilità di affrontarlo e risolverlo, amici “di sinistra” che ciurlate nel manico, incombe su di voi.
Piantatela di lavarvene le mani nascondendovi dietro alle parole.

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

9 Comments

  1. Più che lavarsi le mani metaforicamente, chi più chi meno a sinistra (e vale SOLO per la “sinistra” italiana) si lavano le mani fisicamente ai fonti battesimali dei vari dogmi di turno. Non ci sarà legge antiomofobia, non ci sarà matrimonio GLBT se prima non si aboliscono quelle leggi liberticide e antilibertarie a livello civile che corrispondono al nome di Patti Lateranensi: non svincolare e non riformare l’istituto matrimoniale da quello concordatario e pensare che questo non influisca sulla realtà omosessuale (ma non solo) in Italia è da pazzi, o meglio, da leccapiedi…

    • Forse non lo sai, ma si può essere contrari alle unioni omosessuali anche senza essere cristiani (o religiosi in genere), quindi i patti lateranensi che c’ entrano?

      • Come che c’entrano? In uno Stato dove qualsiasi forma di matrimonio è culturalmente vincolata da un credo religioso che impone l’eterosessualità, il matrimonio gay è andare contro lo Stato, ovvero contro dio. Mi pare lapalissiano: che poi esistano cattolici “etero” che divorziano, che hanno vite parallele da omosessuali, che hanno l’amante non conta. Conta l’apparenza e niente è più apparenza di una vita ispirata al premio dell’eternità cattolica

  2. no ale non sono tanto d’accordo. oggi molti si presentano come persone aperte ai gay, dialoganti, ma in realtà negano diritti che sono riconosciuti a tutti, sulla base di un evidente pregiudizio. come chiami tu il pregiudizio contro i gay? da dove nasce? io penso che bisogna farlo venire fuori. non come chiamarlo, questo pregiudizio, se non omofobia. aiuta anche una parte degli omofobi a riflettere sulle proprie…fobie, appunto.

  3. Già, è una bella domanda: da dove nasce il pregiudizio verso i gay? In fondo non danneggiano il prossimo, fanno la loro vita esattamente come tutti. I ladri, gli assassini, gli imbroglioni, etc questi dovrebbero essere additati al pubblico disprezzo perché di fatto danneggiano il loro prossimo, ma i gay?
    Il problema non è politico ma essenzialmente religioso. La politica ha solo il grande torto e viltà di adeguarsi per non perdere consensi, quelli di un popolo inquinato per due millenni da assurdi pregiudizi religiosi.

  4. non è religione è cultura. Un mio amico di università, siriano, era musulmano quanto io sono un giaina. Beveva alcool a litri, bestemmiava, se ne fregava del ramadan. Non riuscivi, se non con l’inganno, a fargli ingerire un pezzo di maiale. Gli faceva schifo solo l’idea.

    diciamo che la religione, nel maiale come nell’omosessuale, è l’origine del condizionamento. Ma il resto ce lo costruiamo noi giorno per giorno.

  5. Politica, religione, cultura.Forse l’omofobia è il risultato di queste tre componenti che si legano tra loro formando un mix perverso ingiustificato e inaccettabile . Uscirne non sarà facile perché tutte e tre queste componenti hanno radici profonde nella nostra coscienza e ci toccano tutte da vicino. Magari bastasse solo cancellare dal vocabolario la parola “omofobia”; si potrebbe fare così anche con la parola “cancro”e i problemi sarebbero risolti!

  6. A furia di prendere la birra con Iannone, sei riuscito a scrivere una sciocchezza identica alle sue. Confronta il suo sito, e resterai sorpreso.
    Alla prossima sprangata contro un gay, la chiameremo “metilparabenata”.

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