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4 esempi di abiezione da “Social”, ovvero: “La Banalità del Banale”

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I più affezionati lettori ricordano la rubrica “sticazzi al cubo“, antologia di notizie, tratte da giornali vari ed eventuali, di cui non ce ne frega un emerito cazzo.

Oggi però sonderemo abissi ancora  più profondi della irrilevanza molesta: un viaggio ancora più doloroso perché i protagonisti non sono giornali che non sanno come riempire le pagine, ma noi stessi.

Ecco, allora, degli esempi di abiezione dai quali nessuno di noi può dirsi veramente immune.

1) Il video dei 10 anni di Facebook

Qualche settimana fa, per celebrare i dieci anni di Fb, siamo stati funestati dalla visione retrospettiva della vita qualunque di gente qualunque per di più filtrata attraverso quello che la stessa gente qualunque con la loro mente qualunque ha postato negli ultimi anni su Facebook. Ora, tutti sognano di avere un video che riassuma i propri momenti più importanti: il problema è che pochi di noi ne hanno vissuti. Sicché i video retrospettivi inventati da Facebook per celebrare i propri 10 anni ci hanno messo di fronte all’antologia del niente: foto di compleanni, lauree, addii al nubilato, tornei di calcetto, serate karaoke. Pare che nelle settimane successive ci sia stata una corsa allo psicoterapeuta da parte di centinaia di persone in preda all’horror vacui causato dai video di FB. “La nostra vita è davvero così noiosa e priva di eventi?”, si è chiesta la gente? La risposta degli analisti, immancabilmente, è stata: “Si, proprio così! Senza fattura, fanno 150 euro che può lasciare alla mia segretaria”.

2) Bitstrips 

Gli inventori di bitstrips finiranno dritti all’inferno per l’eternità! Nessuna punizione terrena è davvero adeguata per i creatori di un programma che consente ai peggiori scassacazzi di trasformarsi in cartoni animati e raccontarti in un inglese maccheronico episodi insignificanti della loro quotidianità: “Anna legge il giornale mentre Peppe fa la cacca“, “Eleonora si sente figa“, “Vincenzo e Maria Concetta guardano la loro serie preferita sul divano“. Il tutto aggiunto al fatto che normalmente i cartoni dei bitstrips sono molto più fichi di quanto siamo in realtà, per cui passi mezz’ora a capire che quel fusto palestrato e dalla chioma fluente che compare nelle strisce rappresenterebbe il tuo “amico”
Ciccio, che nella realtà è alto un metro e una banana, pesa 809 chili e, ai capelli, ha il riporto tenuto lungo e unto.

3) l neonati social

“Guardate che la natura v’ha dotati dell’ottundimento ormonale perché non buttiate i neonati nell’umido, non perché ce li ammolliate su FB”. Questa rara perla di saggezza di Guia Soncini riassume il tutto più di decine di trattati. Prima dei social network, gli eccitamenti dei neogenitori per i loro neonati era inflitti probabilmente alla ristretta cerchia di amici e parenti stretti. Adesso, invece, tutti noi siamo costretti a beccarci le foto dei pargoli, accompagnate spesso da notizie dettagliate su vagiti, rigurgiti, notti in bianco, dentini e primi passi. I più arditi neogenitori arrivano a ritenere che il mondo intero sia interessato al giornaliero “Bollettino della cacca” o agli aggiornamenti orari che i genitori si scambiano sui sorrisini dei babies. A tutti gli altri, per fortuna, FB concede il privilegio di nascondere i futuri aggiornamenti. Recenti studi storici dimostrano che Re Erode abbia deciso di procedere come sappiamo per un improvviso blocco della funzione “hide” sul suo Facebook.

4) Neknomination

Cosa sono è presto detto: si tratta di video in cui qualcuno, solitamente già brillo, raccoglie la sfida rivoltagli da altri alcolizzati a filmarsi mentre beve uno o più drinks e a nominare altri geni che dovranno a loro volta procurarsi una cirrosi epatica filmandosi. Insomma, un florilegio della sfigataggine, tipicamente accompagnato da frasi sconnesse piene di tags, tipo: “Nominato da Carlo Maria, raccolgo il guanto di sfida, avendo come testimone quel vecchio pazzo di Franco e nominando a mia volta Maria Carmelina e mio cugino Pinuccio“; segue bevuta, con faccia rubizza e occhio lucido e, nelle migliori esibizioni, mezzo rutto dissimulato alla fine. Un vero must, la sfida alcolica trasgressiva, che i più avevano superato una volta finita la quinta ginnasio ma che è ritornato prepotentemente a galla grazie a questa imperdibile finzione di divertimento e coolness.

Santé

(SINDACATO PAGANO) Nato in terre calde e prospere di disoccupazione si trasferisce giovinetto al Norte dove adesso lavora, rigorosamente a fini di lucro. Attende con speranza che Grillo faccia approvare il reddito di cittadinanza così da poter finalmente vivere come un rentier. Ha scelto il nome da usare nel blog guardando tra le bottiglie di alcolici di un amico rivoluzionario.

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