un blog canaglia

Zingari for dummies

in società by

Gli zingari in Italia sono un problema più grave che altrove, perché sono di più.
Falso. In Italia la popolazione complessiva di rom, sinti e camminanti è pari a circa 150mila persone. Cioè, più o meno, lo 0,25% della popolazione complessiva. Nell’Unione Europea ne vivono complessivamente 15 milioni, pari circa al 2% della popolazione. Quindi, se tanto mi dà tanto, chissà cosa dovrebbe succedere da quelle parti…

Vabbe’, però con tutte le disgrazie che hanno gli italiani non è che possano farsi carico pure di questi che chissà da dove vengono.
Sarà. Sta di fatto, però, che la metà dei rom, sinti e camminanti che vivono in Italia sono cittadini italiani. Come voi, tipo. Anzi, niente tipo: uguali uguali. Che vi piaccia o no.

D’accordo, ma loro sono nomadi, quindi non rompano i coglioni e facciano i nomadi.
Cazzate. Tutti gli studi recenti confermano che il nomadismo è un fenomeno ormai molto marginale. I rom, i sinti e i camminanti sono stanziali. Nei posti di merda in cui li confinano, ma stanziali. Al punto che l’OSCE ha invitato l’Italia a non designarli più con la parola “nomadi”. Ma tanto si sa, quelli dell’OSCE sono una massa di black bloc senza ritegno, no?

Sì, ma rubano. Negli altri paesi se ci provano gli fanno il culo, invece qua siamo troppo tolleranti.
Gli altri paesi? Sicuri, che vogliamo parlare degli altri paesi? No, perché ho la sensazione che non vi convenga. Ok, se ci tenete tanto parliamone. Allora, in Italia solo il 6% dei rom arriva al diploma di scuola media o superiore. Invece la media della Comunità Europea è il 67%. C’è una certa differenza, o sbaglio?

Si vede che quelli che vivono qua non ci hanno voglia di mandare i figli a scuola.
Ah, no? Cosa sarà, l’aria? Il clima mite? I maccheroni? Oppure, dico per dire eh, il fatto che altrove hanno promosso delle politiche di inclusione come cristo comanda e qua no?

Ma smettila, tanto si sa che questi non gliene frega niente di lavorare, rubano e basta.
Interessante opinione, sapete? No, perché invece risulterebbe che in Italia i rom che lavorano non sono mica così pochi. Quasi il 40%. Quando li fanno lavorare, s’intende. Quando riescono ad acquisire qualche qualifica. Quando non li tengono nei lager, che solo a vederli vi verrebbe la depressione, figuratevi a viverci. Quando riescono a studiare tre cose, per dire. Oddio, nella UE la media è quasi il 60%, quindi parliamo di un’altra galassia. Ma magari, chissà, sarà colpa dei maccheroni pure questo.

Ecco, bravo. Allora stai a vedere che adesso ci tocca pure spendere dei soldi per fare le “politiche di inclusione”. Con la crisi che c’è.
Be’, sapete cosa? I soldi li spendiamo già. E ne spendiamo tanti. Il Comune di Roma, tanto per fare un esempio, spende milioni e milioni di euro ogni anno per tenere soltanto 300 persone ammucchiate in loculi senza finestre nel lager di Via Visso.

Seh, vabbe’. Adesso viene fuori che si potrebbe spendere meno…
…e ottenere risultati molto migliori. Certo che sì. La cosiddetta “emergenza rom” è una fregnaccia tutta italiana. La realtà è che non c’è alcuna emergenza: se non quella che si vuole creare ad arte per poter spendere (e quindi distribuire) soldi a palate, fomentando l’opinione pubblica con la politica degli sgomberi, tenendo migliaia di esseri umani in condizioni indecenti e continuando a papparci sopra allegramente.

Bravo, bravo. Diamogli le case, allora. Mettiamogli i tappeti rossi. E intanto questi rubano.
Rubano, eh? Abbiate pazienza, spiegatemi una cosa: com’è che in tutta europa i rom fanno i medici, i professionisti, i parlamentari e in Italia no? Ve lo chiedo di nuovo: cos’è, il clima? Oppure in questo paese c’è qualcosina che non va?

Ecco, sta’ a vedere che adesso è colpa nostra.
Be’, questa è una bella semplificazione. Però in effetti sì, volendo sintetizzare è soprattutto colpa nostra. O, per meglio dire, di chi ci ha governato negli ultimi decenni: a cui noi, tuttavia, abbiamo concesso un credito infinito e ingiustificato, bevendoci qualsiasi cazzata ci raccontassero e guardandoci bene dall’informarci per capire quali fossero i dati reali.

Oh, a me dei dati reali non me ne frega niente. Io so solo che c’è un campo dalle mie parti, che questi entrano nelle case e che non se ne può più.
E continueranno a farlo, finché le cose vanno così. Perché, vedete, c’è necessità che lo facciano: giusto per non privarsi di uno strumento perfetto per prendere voti sobillando il terrore della gente e allo stesso tempo ingozzarsi a più non posso spartendosi milioni e milioni di euro. Dite la verità: vi pare che ci rinuncerebbero così facilmente?

METILPARABEN E’ nato e cresciuto al Colle Oppio, ha studiato dai preti, è commercialista, tifoso della Lazio e radicale. La combinazione di queste drammatiche circostanze lo ha condotto a sviluppare una fastidiosa forma di nevrosi ossessivo-compulsiva caratterizzata da crisi di identità: crede di essere il blogger Metilparaben.

98 Comments

  1. Non è per niente convincente questo articolo, l’unica cosa vera è che in Italia abbiamo difficoltà con le politiche di integrazione e su questo te ne do atto. Però, con tutte le difficoltà che possiamo avere, molti immigrati anzi moltissimi si integrano perfettamente mentre gli zingari no!!! Non può essere solo colpa degli Italiani, abbi pazienza.
    Vivo a San Donato Milanese da diversi anni, è una cittadina pienza zeppa di immigrati di ogni nazionalità, perfettamente integrati e per nulla discriminati. Gli zingari invece disturbano, sono prepotenti perché è nella loro cultura. Abbiate pazienza ancora ma la colpa non sarà anche un po’ loro dato che gli altri si sono integrati, lavorano, mandano i figli a scuola ecc ecc senza problemi o meglio se non con gli stessi problemi di noi italiani? Fatevi un giro da queste parti e poi ne riparliamo. Questo buonismo ha stancato.

      • Allora come si spiega che i filippini, gli ucraini, i moldavi, i peruviani che vivono qui sono perfettamente integrati mentre loro no?

        Davvero datemi un motivo serio se non questo della cultura. Per loro è normale sostare a qualsiasi fermata di metro e autobus sbraitando tra di loro, dimenandosi, a volte se le danno di santa ragione sull’autobus, oppure colonizzano tutte le macchinette dei biglietti della metro con una stalking assurdo, manomettono le macchinette per fottersi le monetine, bivaccano in ogni posto. Colonizzano un pezzo di statale attraversando A PIEDI e mettendo in pericolo non solo le loro vite ma anche quelle degli automobilisti e potrei andare avanti a lungo. Non fanno nulla per farsi accettare e per integrarsi. Nulla. Bisogna che imparino un po’ di regole perché anche a me piacerebbe fare quello che mi pare ma purtroppo non posso.

      • Allora diciamo che nelle loro abitudini. E’ meno tranchant? cambia qualcosa?
        avviene in tutta europa ma solo qui sembrano impuniti.

        • Io mi baso su quello che vedo. Vivo in una regione piena zeppa di immigrati, molti sono miei amici. Mentre voi esperti dite che è colpa degli italiani e basta. Ripeto avremo i nostri limiti ma ce li hanno anche loro.

        • @stefania allora dacci una valutazione “sociologica” di quanto ha descritto Martina, visto che constato le stesse identiche cose a Roma

    • ma certo, ai rom piace un casino vivere in lager allucinanti senzs nessun servizio ne’ speranza! ma ci hai mai parlato con una persona rom? persona, essere umano, uguale a noi!

    • La loro cultura?? I rom rubano per cultura?? è come dire che le trans fanno le prostitute perchè questa è la loro cultura….

    • Questo articolo è delirante, pieno di contraddizione e decisamente mancante di credibilità. Purtroppo a volte tra pseudo-razzisti e pseudo-antirazzisti si fa a gara a chi è più passabile di ignoranza.

      • In realtà non è ancora chiaro.
        Da dove hai preso questi dati?di che anno sono?quali sono le tue proposte per risolvere il problema?sembra un pò il bue che dice cornuto all’asino,non credi?”a cui noi, tuttavia, abbiamo concesso un credito infinito e ingiustificato, bevendoci qualsiasi cazzata ci raccontassero e guardandoci bene dall’informarci per capire quali fossero i dati reali.”

    • Un mio caro amico,
      si è occupato per la sua circoscrizione della realtà ROM del suo quartiere (dintorni di Firenze). Si sono accordati, anche con referenti del gruppo, e hanno attrezzato tutta la zona di docce (tipo campo da calcio, campeggio), aree comuni di condivisione, tavolini per mangiare fuori.
      Hanno speso un sacco di soldi, inaugurato tutto con festa e dopo un mese era TUTTO distrutto. Hanno smontato anche le docce per vendersi i sanitari. Mi date una interpretazione sociologica di ciò?

      • Se ti dessero una doccia ma ti negassero, per pregiudizio, la possibilità di lavorare, alla fine la doccia dovrai venderla…

        • Potresti iniziare tu nel tuo piccolo a gettare il ponte dell’integrazione, assumi un rom, mettitelo in casa, fagli fare il baby sitter dei tuoi figli nelle serate in cui vai a teatro con la signora.

  2. non ti si può dar torto… certo è anche vero che alcune etnie hanno culture diverse e questo non significa vederle davvero in quanto “diverse” ma piuttosto si possono vedere come arricchimento per la propria persona.
    io personalmente mi ritengo una persona inclusiva, una di quelle che viene definita BUONISTA da 4 soldi… condivido il tuo resoconto, sicuramente l’Italia è uno dei problemi che impedisce la vera integrazione, è vero anche che spesso alcune persone con etnie diverse dalla nostra fanno più fatica anche per esigenze loro. Non ci si viene molto incontro… ma rimango comunque convita che debba essere lo Stato a risolvere, non di certo loro… e bisognerebbe partire con l’introduzione nelle scuole di informative che aiutino a crescere uomini e donne più tolleranti e più aperti. Le stesse informative andrebbero distribuite anche ai ROM. Non credi?

  3. Cmq con questi post da penpensanti che pubblicate qui, sappiate che non otterrete nulla, perché io posso anche dare ragione a Capriccioli dalla mia scrivania solo che poi dopo prendo la metro e l’autobus (insieme ad un sacco di immigrati ben integrati) e i fatti non sono questi. Andate a parlargli a queste persone, aiutatele ad integrarsi, così magari otterrete qualcosa.

    • Posto che esprimere un’opinione è legittimo (e a volte perfino utile, pensa) anche se uno fa solo quello, una domanda: tu, Martina, dici che “noi” (cioè io, credo) non siamo mai andati “a parlargli”? Da cosa ricavi questo convincimento?

  4. Cara Martina, ciò si cui si sta insistendo è il fatto che, in un paese civile, dovrebbe essere o Stato ad occuparsene, non il singolo cittadino. Inoltre, come giustamente sostenuto nell’articolo, va da sé che uno scarso livello di istruzione e, conseguentemente, di occupazione (complice spesso il pregiudizio) produca un livello economico molto basso – magari le nostre politiche sociali valessero quel che costano. E ciò si somma al fatto che vengono costretti a vivere in condizioni disagiate.
    Per dirla tutta, comunque, nel caso non rispettino l’ordine pubblico, esistono le cosiddette forze dell’ordine, che sono attive anche in quel di San Donato Milanese, che io sappia.

    • Si esistono nella teoria… nella pratica non fanno niente e per la situazione delle tangenziale lo stato (comune di san donato e di milano) sai cosa hanno detto? Che non è loro compito sgombrarli da una situazione persicolosa. Quindi allo stato dei fatti sono sempre e solo i cittadini che si devono attrezzare e che devono subire. Ripeto e nessuno mi risponde, perché gli altri si integrano e loro no? Perché io faccio ripetizioni ad una ragazzina peruviana intelligentissima che i genitori stanno cercando di integrare al meglio e loro invece trascinano bambini per mano da una parte all’altra come fossero cose? Dai su non è credibile. Lo Stato siamo noi, lo Stato italiano ha moltissimi limiti e problemi. Se vuoi stare in Italia ti devi arrangiare come noi Italiani. Ben vengano maggiori azioni da parte dello Stato ma bisogna he da entrambe le parti ci sia questa volontà di integrazione.

  5. Beh, noi c’abbiamo Pirlo che gioca in Nazionale! Cmq, la prossima volta che mi rubano la bici (sarebbe la 6°) non me la prenderò più con loro, che fanno di tutto per mandare i figli a scuola, ma con la Kasta che affama noi gggeeente per dare contro gli zingheri!! E’ colpa della Kas$ta! W la grande cultura gitana!

  6. Sposando le tesi di questo post si potrebbe pensare che la sensazione di insicurezza provata da chiunque passi nei pressi di un campo nomadi sia un’aberrante deviazione che l’italiano razzista ha nel suo dna. Purtroppo sappiamo bene che non è così: nel mio Comune (abito nei pressi di Mantova) la percentuale di residenti stranieri è superiore al 20%, eppure la delinquenza è quasi sempre appannaggio di italiani rom e italiani sinti. È pieno di gente non rom e non sinta che vive in tuguri: quando però un italiano non rom e non sinto commette un abuso edilizio (caso di questi giorni proprio a Mantova) e dopo decenni di tolleranza viene richiesto lo sgombero partono le manifestazioni per impedire l’esproprio. La legge è uguale per tutti, anche per costoro che essendo italiani hanno giustamente diritto a tutti i servizi (sanità, istruzione…) di qualunque cittadino ma che contemporaneamente non possono dimenticarsi di avere dei doveri. Se io per X mesi non pago più l’affitto, il proprietario fa bene a sfrattarmi e non c’è manifestazione che tenga. Quoto Martina: non può essere sempre colpa degli italiani non rom e non sinti.

    • Maxtode: leggendo questo post non si potrebbe pensare quello che dici tu. La sensazione di insicurezza è tutt’altro che una deviazione: ma i rimedi che sino ad ora sono stati impiegati per cancellarla erano sbagliati. Tutto qua.

      • Allora attendiamo i rimedi corretti. Purtroppo credo che i “dati reali” che noi intolleranti non avremmo voglia di andare a cercare non siano poi così facilmente riscontrabili nella realtà, a meno che io, Martina e Madden non siamo dei mitomani.

      • Sono d’accordo avere i diritti senza i doveri non è ammissibile. Se vuoi essere al 100% libero di far quel che vuoi e di comportarti come vuoi vai in mezzo alla giungla perché in una società ci sono delle regole, che piacciano oppure no.

  7. È vero che la questione è sempre stata utilizzata in maniera propagandistica, ma non soltanto da coloro che vorrebbero far apparire l’Italia come un paese in preda a un assedio dei barbari, ma anche da coloro che vogliono ridurre gli zingari a “povere vittime del sistema”. Se la maggioranza degli zingari ha la cittadinanza italiana, ciò comporta che hanno accesso allo stesso Welfare State che garantirebbe a loro qualche opportunità per ottenere una vita dignitosa. Se il 60% degli zingari non lavora, non si può ridurre questa enorme percentuale alla scarsità di politiche di integrazione.

    (Ammesso, ma non concesso, che l’integrazione debba essere a carico dello Stato e quindi dei contribuenti)

    • In effetti se la metà degli zingari sono italiani, avrebbero non solo il diritto, ma anche il dovere di mandare i figli alle scuole dell’obbligo.
      Questo significa che molti di loro dovrebbero aver avuto in passato, hanno ora e avranno in futuro accesso all’istruzione garantita per ogni cittadino italiano.
      Non è così impossibile frequentare una scuola che permetta di ottenere una qualifica.

  8. Qualsiasi famiglia che segrega i propri figli costringendoli all’accattonaggio e agli scippi verrebbe immediatamente spedita in galera; i figli verrebbero immediatamente tolti ai genitori e affidati ai servizi sociali. Per non parlare della prassi tutt’ora praticata della compravendita di spose bambine (12 anni o giu di li, e non pensate che la prima notte di nozze non venga allegramente consumata dallo sposo 50-60 enne). Il fatto che all’estero questi fenomeni si verifichino in maniera meno manifesta è dato dal fatto che all’estero non viene fornita la possibilità di scegliere a questi signori; o si rispetta la legge o vengono applicate le pene previste per la violazione di quest’ultima. In Italia purtroppo fazioni di benpensanti come il blogger autore di questo mediocre articolo si oppongono all’utilizzo di mezzi più incisivi per estirpare usi e costumi retrogradi di questo popolo di parassiti, per alcuni ancora associati all’ideale del gitano sognatore che dorme sotto le stelle o suona la fisarmonica mentre le donne ballano attorno al fuoco. Peppone e Don Camillo in questo senso sono alleati per additare il ceto medio come responsabile della condizione dei ROM, curioso il fatto che gli immigrati arrivati da paesi ben più lontani e senza alcun supporto riescano comunque ad integrarsi nella società meglio di queste bestie. La verità è che i ROM non vogliono integrarsi, preferiscono vivere alle spalle di chi lavora, rubando, devastando per divertimento ma, ovviamente usufruendo gratuitamente di quanto messo a disposizione di tutti con le tasse dei contribuenti (ospedali, scuole, forze dell’ordine). Da ultimo un’esperienza personale; l’anno scorso dei ROM sono entrati in casa mia forzando la serratura, rubando iPad e altri oggetti di valore. Col Geo tracking (sistema di rilevazione GPS ndr) sono stato in grado di individuare la refurtiva presso il campo nomadi di via Bisbino a Milano. Recatomi alla Polizia mi è stato detto che questi ultimi, per ORDINE DEL PREFETTO, non possono intervenire per “motivi di ordine pubblico”. Tirate voi le conclusioni. Viva l’Italia.

  9. Vivo nello stesso posto di Martina e purtroppo devo darle ragione. E’ vero, non si può e non si deve fare di tutta l’erba un fascio, ma la nostra situazione è preoccupante.
    Vivono in modo assurdo in container e già piange il cuore. Quando sono nei container. Sul serio, quì si sono sempre spostati e posizionati nei luoghi più disparati. Dubito sia una realtà solo nostra. Da un paio di anni almeno, come narrava Martina, un gruppo di loro si è piazzato nel divisorio di un collegamento alla tangenziale. Cosa può portare delle persone a vivere in una tangenziale? E’ solo indigenza forzata? Intendiamoci, chi vive dalle nostre parti sa che in quel punto deve rallentare o rischia di uccidere (UCCIDERE) qualcuno perché attraversano o stendono lenzuola o posizionano materassi sul guardrail in un tratto dove il limite (figuriamoci la velocità media) è di 70 km/h.
    L’insistenza dell’accattonaggio per strada o nei metrò (ad esempio delle macchinette) è disarmante. Sfortunati noi?
    Va avanti da una vita. Ma davvero è tutta colpa dello stato?

    • Hai ragione piange il cuore che vivano in container,perché non li ospiti a casa tua?Quale è la fonte dei dati che ha citato Martina? Di che anno sono?

  10. Scusate dove posso verificare le percentuali elencate nel vostro articolo? (67% che studiano etcetc…). Mi sembrano decisamente fuori da ogni logica realtà.

  11. Non è la prima volta che racconto sta cosa: se l’avete già letta da qualche parte perdonatemi. Sto invecchiando e, come tutti i vecchi, tendo a ripetere.

    Sono nato in un paesino della Lucania.
    C’erano gli zingari (Alessandro, perdonami anche tu ma per formazione preferisco, pasolinianamente, le terminologie scorrette).
    Non è proprio che “c’erano”. Ci sono sempre stati, ci sono anche adesso.
    Erano pezzenti fra i pezzenti. Commerciavano in cavalli, asini e pentole di rame.
    Mi ricordo questo omone… aveva un camion, un Tigrotto della OM.
    Quando è morto il figlio ha continuato.
    Ebbe un incidente, in cui morirono la moglie incinta e un figlio. Uscì di testa. Girava per il paese parlando da solo, a volte inveendo a caso “Che cazzo avete da guardare? Non mi rompete i coglioni” e cose così. Beveva, pure. Gli levarono la patente.
    Poi andò in cura. Scomparve per un paio di anni.
    Quando tornò era a posto, riebbe la patente e riprese il suo lavoro. Oggi non so bene cosa faccia, credo sia in pensione.

    Nell’estate del 72 caddi da cavallo e mi ruppi la testa. 15 giorni di ospedale.
    Il mio vicino di letto era un bambino mio coetaneo, zingaro. S’era operato per un’appendicite.
    La madre aveva un negozio di frutta e verdura, il padre faceva l’idraulico.
    Siamo diventati amici: giocavamo a biglie nel corridoio dell’ospedale e andavamo a chiedere i giornaletti “sporchi” (tu ti ricordi di “Vartan”, “Sukia” etc, vero Alessandro?) a un gruppo di militari che si erano capottati con la campagnola e che erano ricoverati lì)
    Da grandi ci siamo seguiti a distanza. Lui adesso insegna alla Federico II di Napoli. Non lo vedo da decenni ma ci scambiamo gli auguri a capodanno.

    Perché racconto ste cose? Per due motivi.
    Il primo è che i ghetti e le favelas per gli zingari sono essenzialmente urbani e cittadini.
    La provincia, i paesini vivono una realtà del tutto diversa. L’azzardo, questa cosa, perché in realtà non sono affatto sicuro che sia *ancora* così. La provincia di quando ero bambino era così.
    Il secondo è che narrare (conoscere e far conoscere) una quotidianità “banale”, fatta di affetti famigliari, di biglie, di pippe al bagno secondo me scardina il muro invalicabile fatto di “noi” e di “loro”.
    Chi dice “la loro cultura”… un beneamato cazzo. Basta infrangere il diaframma e smettono di essere “loro”.

    Scusami (scusatemi) se sono stato prolisso e dickensiano.

  12. Bellissimo questo articolo. Alla Sant’Agostino. Una bella utopia di soluzione relazionata in forma di botta e risposta. E così come Mosè divise il mare abbiamo diviso le opinioni. O è sempre e comunque colpa degli italiani, come pare voi sosteniate, oppure è sempre e solo colpa dei Rom, come costringete a far sostenere ai commentatori.
    Poi vai a vedere che nella triste realtà di tutti i giorni, non esiste nero e bianco ma grigi maledettamente intrecciati.
    E se è vero come è vero che nella cultura di diversi rom italiani (notare non c’è scritto tutti), rubare è sinonimo di lavorare (questo ovviamente, visto le statistiche europee da voi così baldanzosamente citate, è dovuto semplicemente ad un’allineamento da parte degli italiani rom al passatempo preferito dagli italiani non rom, sopratutto se politici o professionisti) è anche vero che questa lucrosa quanto mai fastidiosa attività (per chi la subisce) in quanto espressamente e frequentemente avviata, diviene, così dicono i manuali, parte della loro cultura. Ergo non è errato parlare, previe dimostrazioni alla mano, di Cultura (qui con la maiuscola perché, sempre manuali alla mano, tipica di un popolo,un’etnia o comunque di un gruppo di persone che si riconosce in comuni valori e comportamenti).

    Al di là di questo è interessante la teoria per cui, siccome costretti all’insano ghetto, divengono automaticamente costretti al furto. Come anche la teoria che la scuola sarebbe loro negata da chissà quale mancanza di politiche di aggregazione sociale. Mi risulta piuttosto che la scuola italiana sia pubblica e aperta a tutti. E se in Europa il grado scolastico della popolazione rom è alto (sarebbe interessante constatare le statistiche citate in maniera meno generica e più approfondita, ma l’articolo generalista -e non è un complimento- ce lo impedisce) evidentemente i rom non italiani, perciò in possesso di una cultura diversa dai rom italiani, trovano nell’istruzione un elemento di aggregazione nonché di ascesa sociale che magari i nostri non riescono ad individuare.
    Un’ultima cosa. Visto che come correttamente si specifica, si parla di rom italiani, perché in Italia nati e perciò si suppone eredi di tutta una serie di costrizioni tipiche del nostro essere italiani , non capisco (e vi prego spiegatemi molto bene questo punto, perché per me nonostante espresso più volte, rimane un mistero) quale legge divina, quale obbligo morale, quale regolamento etico, costringe un comune a disporre per loro appartamenti (per quanto malridotti) acqua, elettricità, ecc. gratuita. E’ l’etica, mi risponderete voi! Ma non sarebbe altrettanto etico, buono e giusto, fornire la mia famiglia di una casa, anche malridotta, “aggratise” e addolcire la mia esistenza di un bonus a vita per elettricità, acqua e quant’altro (tasi, tari, e tutte “stecazzo” di tasse che non se ne può può), dato che anche io, come loro, sono italiano? E se il problema dei rom italiani è la mancanza di lavoro per quale motivo non fornire assistenza gratuita come sopra anche agli italiani non rom che hanno perso il posto di lavoro? Se non per l’etica, non sarebbe giusto farlo affinché io e molti altri possano provare il brivido di un’esistenza da rom italiano, con tutte le gravi problematiche che questa comporta?
    Lasciatemi dire. Credo che piuttosto che pagare un mutuo trentennale per una casetta di 55 mq in periferia, preferirei vivere, io e tanti altri, questo brivido e queste problematiche!
    Un’ultima cosa. Se è vero come è vero che sui rom esistono molti luoghi comuni (sarebbe anche interessante comprendere il perché i luoghi comuni nascono e le vox populi si formano) è altrettanto vero che il vostro articolo espone l’antitesi di questi luoghi comuni, ergo altri luoghi comuni. Come già detto, la realtà è differente!

  13. Credo che XARFACE i questo commento qui sopra abbia colto il punto.
    Parlare di zingari è come parlare di italiani, o di americani.
    Non tutti siamo uguali, non tutti sono uguali.
    C’è chi ha voglia di lavorare ed integrarsi e chi no.
    Come tutte le persone del mondo.

  14. non conosco la prvoncia italiana, sono 40 anni che vivo nella periferia di roma. 40 anni mi hanno insegnato a convivere col radical chic, col punkabbestia, col fascio paramilitare. Con lo zingaro no……

  15. “sono cittadini italiani. Come voi, tipo. Anzi, niente tipo: uguali uguali. Che vi piaccia o no.”
    a me piacerebbe che fossero come noi! piacerebbe che proprio come me pagassero le tasse! che facessero l’assicurazione e il bollo e la revisione alla macchina! il biglietto sull’autobus! che avessero l’obbligo di mandare i propri figli a scuola e di curarli e farli vivere in modo dignitoso e sano come meritano! di non rubare e rispettare chi è diverso da loro! ma forse è proprio a loro che non piace essere come noi!

    • Gli italiani pagano le tasse?!? Comprano il biglietto dell’autobus?!? Quindi i 180 miliardi di euro di evasione fiscale dipendono dai Rom…

      • la maggior parte, fortunatamente le paga e le paga per tutti. E la maggior parte degli italiani non rom se non hanno i soldi per l’assicurazione lasciano l’auto ferma, purtroppo la maggior parte degli italianiRom guidano automezzi non assicurati e poco sicuri e, spesso, li guidano malamente, pericolosamente e, a volte ma solo a volte, senza patente. se volete snoccioliamo i dati degli incidenti stradali in zone ad alta densità di italianiRom e poi facciamo due conti

  16. Non si fa cenno del problema delle tasse che i rom ovviamente non pagano (no visto che sono italiani come noi, secondo me dell’essere italiano si accaparrano solo i vantaggi) E poi comunque vogliamo rigirare la frittata questa gente non ha intenzione, in linea di massima, di integrarsi nella società e non è un luogo comune o un’idiozia leghista, è un dato di fatto simboleggiato dai centinaia di campi ai limiti del degrado che affollano abusivamente il suolo pubblico. Chi ha la sfortuna di viverci vicino lo sa fin troppo bene.

  17. “è nella loro cultura”? “non hanno intenzione?” “non vogliono lavorare?” a me sembra più sensata l’ipotesi dei maccheroni! Come si fa a dire che è nella loro cultura se l’articolo cita le percentuali di Rom che vanno a scuola e lavorano negli altri paesi e l’Italia è infinitamente sotto? La loro cultura combinata con le politiche di quei paesi dà quelle percentuali, combinata con le politiche italiane dà la situazione che tutti denunciano. Solo che non è la cultura la causa, ma le politiche disastrose. C’è la controprova nei risultati ottenuti altrove. Basta smettere di spendere milioni dietro alle politiche sbagliate e spendere nel modo corretto e si avranno meno furti, più tasse pagate dai rom (e comunque quelli che lavorano le pagano già), più ordine, più occupazione e più integrazione. Certo, meno voti alla Lega, ma ce ne faremo una ragione!

  18. A Milano Rubattino c’era una comunità rom ai tempi fantastici della Moratti, i bambini andavano a scuola, le maestre si erano prese a cuore loro e le loro famiglie e, strano ma vero, anche la gente del quartiere li stava accettando. Poi è finita con le ruspe una mattina che sono arrivate, hanno distrutto tutto quanto, proprio tutto, e le famiglie sono state costrette ad andarsene, probabilmente sotto un cavalcavia. Ecco, se qualcuno vuol provare a vivere sotto un cavalcavia e a mandare i figli a scuola, poi ci fa sapere com’è.

    • Ricordo anch’io quella vicenda: una associazione che conoscevo seguiva dei bambini.. andavano a scuola nel quartiere.. sradicati, e finiti per strada. Ma sai, è colpa loro che non si integrano non di gente come De Corato..

        • L’hanno sgombrato perché la politica Moratti/De Corato era questa, facciamo vedere ai cittadini che li togliamo di torno, in realtà hanno buttato un mucchio di soldi con questo giochino crudele: ti tolgo da lì e tu ti sposti là, poi di nuovo, così, senza senso.
          Sono andati avanti anni in questo modo, senza risolvere nulla e sprecando denaro che magari poteva servire per altro. Quello che dice Capriccioli sopra, praticamente!

  19. Andate allo Zen a Palermo, A Scampia a Napoli e forse anche a Quarto Oggiaro a Milano e vedrete lo stesso presunto mix di analfabetismo, criminalità, ignoranza e condizioni di vita disastrate (uhm forse nei campi rom ci sono più decoder sky pro capite)che portano agli stessi comportamenti asociali di cui i rom vengono accusati. La povertà genera ignoranza che genera comportamenti sbagliati. E di chi è il dovere è la responsabilità di educare (non so bene con quali mezzi e in che modo, duro o dolce) quasta gente se non della classe dirigente (dato che il ceto medio non esiste più)?

  20. Bel lavoro. Quando mi chiederanno perché in Italia la sinistra si è GIUSTAMENTE disintegrata e ridotta a fare una festa sotto S.Giovanni chiamata Selfie, farò leggere questo articolo. Articolo scritto da chi forse, un po’ come il vecchio caro Bertinotti, frequenta i saloni buoni. Quelli della Marini per intenderci. Non certo da chi tutti i giorni vive davvero la città. Integrazione. Qualcosa che a fatica, per carità, ma a distanza di due generazioni è riuscita a tutti. Tranne loro. Loro che in Italia ci vivono da 3, 4 generazioni. Staziali in posti di merda nei quali si ostinano a far vivere i loro figli. Figli buttati sotto la metro a qualunque ora. Figli costretti a derubare. Bambine che la scuola non sanno nemmeno cosa sia r non per colpa delle politiche di inclusione. Ma per la loro volontà di rimaner esclusi. Invece di preoccuparvi tanto di gente di 50 anni che non conosce il significato della parola larovo, preoccupiamoci dei minori che gli andrebbero tolti. Come accade per molto meno a tanti altri cittadini.
    La sinistra è morta per colpa delle cazzate finto buoniste sconclusionate e senza senso che raccontate da anni a gente che esce di casa alle 5 per andare a lavoro. Ma tanto voi, a Capalbio, che nr sapete.

    • Veramente lui ti cita dati concreti e il paragone con altri paesi e svolge un ragionamento logico e argomentato, tu scrivi le tue impressioni e le tue sensazioni. Se il paese va in merda tendo a pensare che sia meno colpa di chi ragiona e più colpa di chi non lo fa.

  21. cercherò di essere breve. Sono di Roma e a Roma esiste la più grande massa rom di Italia e forse d’Europa. Chi scrive il post trova solo gusto personale nel difendere un ideale tanto carino quanto assurdo e fuori dalla realtà oggettiva. Si informasse sul serio. Che in Italia ci sia solo lo 0,25% di zingari ok, ma non è onesto dire che in Europa è il 2%…..bisogna vedere in ogni singolo stato quanti ce ne stanno. Ricordiamo che l’Europa non è uno stato ma un continente ??? Ok. Un Po di anni fa la mia ragazza aveva una collega di lavoro che era sinta…..simpatica e cicciottella e la faccia da zingara. La sua famiglia aveva una giostra a piazza Navona durante le feste di natale…siamo passati varie volte a trovarla e con la confidenza crescente ci confidò che il furto fa parte della loro cultura da secoli. I genitori lo insegnano in casa ai bambini, e ci confidò che le loro giostre erano tutte truccate. Per loro era normale il prendere ciò che non era loro. Ora…..un mio ex sindaco, Walter Veltroni, noto paraculo benpensante che io disgraziatamente votai, del tutto di nascosto aumentò la presenza di rom s Roma e di conseguenza im Italia dicendo si alla comunità europea che offriva dei bei soldini per chi si fosse preso gli Zingarelli che la Romania non voleva più tollerare. Visto il disastro provocato, sempre lo stesso Veltroni in una visita ufficiale in Romania, offri al presidente rumeno 1000 euro a zingaro se se li fossero ripresi, ma quello rifiutò (chissà perché?) . Ora….: Roma e il Lazio sono invasi dai rom che arrivano con roulottes e macchine berlina (comprate con che soldi??) senza bollo e assicurazione, così se ci fai un sinistro non vedi,un soldo….e pretendono di avere casa, acqua, gas elettricità. Pagate da noi. Sulla via pontina esiste un campo immenso. Non vi dico lo schifo e lo scempio, non sembra nemmeno Italia. Pochi mesi fa il padre di una mia carissima amica seguiva da consulente una ditta che doveva ristrutturare i bagni del suddetto campo. Arrivano i camion e scaricano sanitari nuovi, tubazioni ecc….si fa sera e l’allaccio salta al giorno dopo. L’indomani la ditta arriva per terminare il tutto ma i cessi e i lavandini non si trovano. Interrogati gli zingari, questi dicono che hanno subito un furto….ma poi la polizia stringe e viene ammesso che se li sono andati a vendere….ok. Altro episodio…chi frequenta la metro di Roma ha prima o poi assistito a scene del genere: ti chiedono l’elemosina e se gli dici di no, passano da” signore Dio la benefica ,tanta fortuna….” a.. “maledetto ti faccio una maledizione…tutte le malattie ecc”. Altro episodio. ARoma è ormai famosa la truffa del finto incidente. 2 o più rom in macchina si fanno superare o da anziani i da giovani da soli…ti Lanciano un sassetto sulla macchina poi ti affiancano e ti dicono che gli sei andato addosso. Appena ti fermi, sono rapidissimi…scendono prima di te e con la carta vetrata ti rovivano la carrozzeria…e la prima volta credetemi ci si casca! Negli ultimi 5 anni mi è capitato 4 volte a me e 1 a mio padre (70 anni). Le ultime volte li ho guardati tipo Kurgan di highlander e sono fuggiti. Minacciare di chiamare la polizia fa sempre effetto. L’ultima volta hanno capito la malparata e si sono rifugiati af un benzinaio…io ho chiuso con la mia macchina l’uscita del benzinaio….abbiamo cominciato a litigare ed è scaturito un inseguimento fatto di minacce di morte ecc…..da un Po mi sono trasferito al mare….ci sono una miriade di rumeni e di nigeriani che vivono accalcati. Ogni giorno escono presto di cada e vanno a lavorare. Se ti fermano è per chiedere un informazione gentilmente. Mo è chiaro??? Svegliaaaa

  22. a ‘sto punto mi sento anch’io di riportare il mio episodio personale…
    esco con un collega dall’ufficio… chiaccheriamo.. lui guarda oltre la mia spalla e fa “ma che fa quello? picchia una donna?” mi giro e faccio appena in tempo a vedere una signora di 60 anni circa cadere per terra…
    il marito ci vede e si avvicina a noi spaventato… da li in poi si aspettano i vigili per il verbale… eh si i vigili … perchè tutto è cominciato con un incidente stradale… ma poca roba eh … che i danni li dovevi andare a cercare sul paraurti per essere sicuro che ci fossero…
    fatto sta che il torto era della coppia di anziani che scesi erano ben disposti a fare la constatazione amichevole essendo regolarmente assicurati.. lo zingaro tamponato aveva cominciato a insistere per avere i soldi o l’auto riparata arrivando ad alzare le mani…
    tutti noi siamo stati tamponati o abbiamo tamponato almeno una volta nella vita… quanti hanno alzato le mani invece di fare la constatazione amichevole? considerando poi l’entità quasi invisibile dei danni…

  23. L’articolo non dice che i rom si comportano bene. Dice che si comportano male e che le soluzioni proposte per farli iniziare a comportare bene non fanno che peggiorare le cose. Quindi, visto che la soluzione finale o amenità varie sono escluse bisognerebbe che lo stato così facendo butta i soldi dalla finestra. I campi nomadi non servono a nulla, costano un sacco di soldi, generano insicurezza sociale e ghettizzazione. Quindi stop ai campi. Tanto per iniziare. Per citare, come ha fatto qualcuno più sù, Firenze: c’era un campo, l’olmatello, che era un casino. Il campo è stato chiuso dando un posto dove stare a chi ci stava (case popolari, situazioni temporanee etc), sono stati creati percorsi per l’avviamento al lavoro, e qualcuno è riuscito pure a comprarsi una casa. Non sono antropologicamente diversi, se li tratti da umani si comportano da umani. Chi male, chi bene.

    • Ciao a tutti, vivo in Portogallo e quindi sono un immigrato. Conosco molti altri immigrati, e avendo sofferto un po’ per la iniziale difficolta’ di integrazione ero diventato intollerante verso gli intolleranti. Un giorno sento una donna parlare male degli zingari, e quasi le vado a rispondere. Mi ferma una mia amica, che mi spiega che quella donna e’ una zingara “ripulita”, e’ sposata con uno zingaro “ripulito”, fa la parrucchiera, ha un appartamento (invece che una roulotte o una casa in un bairro), paga le tasse, ha dei bambini, insomma una persona perfettamente integrata. E era la prima a dire che gli zingari:
      – non si lavano per cultura
      – rubano per cultura
      – non si vogliono integrare per cultura
      – non mandano i figli a scuola per cultura

      Insomma, questa donna usava la parola zingaro per definire i non-integrati (la maggior parte), e si definiva portoghese. Parlava nella sua lingua in casa. Aveva le sue tradizioni. Era ancora molto “zingara”, ma aveva fatto la scelta di far parte della societa’ civile della nazione in cui si era trasferita. Cio’ che mi ha fatto capire e’ che gli immigrati hanno di fronte una scelta, tentare di integrarsi affrontando tutti i problemi del caso ma diventando cittadini della loro nuova nazione, o ricreare la loro societa’ esacerbando i lati negativi e chiudendosi verso l’ esterno. Un’ altra cosa che ho capito e’ che gli zingari sono spinti, per cultura, a scegliere la seconda opzione. Quindi, come non do’ la colpa al Portogallo per la percentuale comunque bassa di immigrati non integrati, neanche posso biasimare l’ Italia se un gruppo particolare di immigrati – gli zingari – non riesce e non vuole mischiarsi con la societa’ esterna.

    • Ecco ora sorge la domanda spontanea:
      Perché il mio stato deve trattare umanamente (regalare case) a uno che non paga le tasse e poi fottersene allegramente (48% di tassazione reale) di tutti gli altri che le pagano?

      Mi dirai, sistemando il rom miglioriamo la sua qualità della vita, eliminiamo i furti e risparmiamo in sicurezza e campi rom.

      E io allora ti risponderò: E io come stracazzo lo pago l’affitto di Luglio?

  24. Straconcordo con Deborah.
    E lo dico da persona che politicamente è – al di là delle delusioni e degli uomini che ci propone l’oggi – e sempre sarà politicamente di sinistra nell’anima.

    Ci sono alcune cose giuste dette da Capriccioli, ma l’assolutismo rende questo pezzo odioso. E l’esporre le proprie posizioni in maniera
    a) granitica, senza concedere un’attenuante nemmeno generica
    b) sarcastica e arrogante,
    fanno sì che questo pezzo compiaccia il radical-chic che è in noi ma che non sia in grado di CONVINCERE nessuno, di far cambiare idea a nessuno. E non è questo che si vuole?

    Capriccioli, io con gli zingari parlo. Ho un enorme campo vicino a casa (il 2° più grande del Nord Italia), prendo il bus ogni giorno insieme a loro, mostro ai miei bambini come non ci sia differenza nel rivolgersi a queste persone piuttosto che a chiunque altre. Io ci parlo. Io ho fatto l’educatore per tanti anni, io faccio volontariato, insomma – era giusto per abbozzare un quadro – io ci parlo, sì.

    E alcuni uomini mi parlano degli “italiani”, regolarmente e candidamente, dicendo “Guarda, lavorano!”; e scuotono la testa. “Che coglioni, lavorano”. Non invento nulla: “Che cazzo fanno, perchè? Bah, lavorano. Stupidi, stupidi”, e giù sincere risate.

    Nemmeno questa è loro cultura, o almeno un pezzo di essa? Gliel’abbiamo “Inculcata noi”, o che altro? Grazie.

  25. Mi fanno morire quelli che “i Rom rubano per cultura”. Detto da quelli che hanno inventato le truffe.
    La verità è che i Rom vi fanno schifo. Parlate di “immigrati” e di “Rom”, proprio perché questi ultimi rappresentano una categoria a parte. E non solo vi fanno schifo, ma usate il vostro illuminato pensiero come strumento di coesione sociale.
    Quello che sento dire dei Rom oggi l’abbiamo già sentito per gli Ebrei, solo che era il ’39.

  26. Non entro nel merito della discussione (tra l’altro molto interessante e significativa rispetto alle varie dottrine di pensiero) generata da un articolo (articolo?) mal scritto, sconclusionato e velleitario. Mi soffermo su una frase citata in un post: “…costretti a vivere in condizioni disagiate..” che è un po’ l’emblema di un certo modo di affrontare gli argomenti per sentito dire, con banalità e pressapochismo. A Torino, qualche tempo fa, la zona delimitata dal lungo Stura (uno dei fiumi della città) era l’appendice del parco fluviale. Dopo l’insediamento di rom o nomadi o camminanti o di come si ritiene più opportuno denominare, è diventata un luogo malsano, una specie di discarica a cielo aperto dove i poveri bambini camminano (spesso a piedi nudi) tra immondizia, topi e scarafaggi. Quell’immondizia di vario genere, compreso materiale di dubbia provenienza (il cui smaltimento è costato alla città parecchie centinaia di migliaia di euro) non è stata portata da qualcuno o scaricata nottetempo dall’azienda municipalizzata per i rifiuti ma è stata prodotta in loco o accumulata dalle stesse persone che vivono nel campo. Dato che in Germania ai rom sono invece riusciti persino a fargli fare la raccolta differenziata, la domanda che mi pongo è questa? Di chi è la responsabilità delle condizioni disagiate?
    Della cittadinanza? Del ventre molle della società? Delle amministrazioni che praticano il “benaltrismo” e il permissivismo? Dei rom che approfittano di una società tollerante che ai loro occhi non appare come occasione di accoglienza e interazione ma la interpretano come segno di debolezza e come lasciapassare per qualsiasi comportamento?

    PS: qualcuno è al corrente del disprezzo che i rom hanno nei confronti dei gagé?

  27. Gentile Maurizio, la gara a chi si odia di più è una base sulla quale non si costruisce nulla. Le politiche sociali non si fanno sui presupposti di simpatia.
    Per rispondere direttamente: no, non lo so, ma mi interessa? No.

  28. Quando qualcuno di voi fenomeni buonisti mi fará vedere la busta paga della zingara colf o baby sitter che avrete regolarmente assunto, potrete parlare

  29. Il razzismo nei confronti delle popolazioni di etnia Rom, Sinti e Camminanti è un problema serio e molto complesso. Complesso perché la diversità qui non è esteriore ma tocca alcuni aspetti profondi della società ( idea e definizione di famiglia ad esempio) che sono per natura problematici. È evidente che in Italia le politiche di integrazione sono assenti ma raccontare la storia che ci siano problemi solo in Italia è una narrazione un po’ falsata. Vero è che altrove ci sono politiche di integrazione più organiche e forse più efficaci quando invece in Italia il tutto è spesso lasciato ai comuni (salvo poi non dargli le risorse economiche per darle).
    Detto questo trovo che non si faccia un buon servizio a nessuno raccontando dati “reali” senza dare i necessari riferimenti per capirli. Trattare tutto confrontandolo con “la media Europea” è una strategia sbagliata quando si afronta questo problema particolare perché la realtà europea vede numeri ( e contesti storici/culturali) talmente diversi da rendere la media un indicatore semplicemente sbagliato. In Europa ci sono paesi come Spagna, Bulgaria e Romania che sotricamente hanno realtà profondamente diverse. Questo non significa sminuire il problema ma semplicemente provare a usare i numeri (che in questo caso ci sono: http://ec.europa.eu/justice/discrimination/roma-integration/index_en.htm ) in maniera corretta.

  30. Finalmente parole sensate. Invito tutti gli scettici a considerare i risultati del censimento in Inghilterra. http://datashine.org.uk/#zoom=12&lat=50.83274&lon=-0.16883&layers=BTTT&table=QS203EW&col=QS203EW0048&ramp=YlOrRd
    Cercate: origins and beliefs – ethinc groups – white – gypsy or Irish travellers
    E’ una semplificazione: gypsy sono quelli che in Italia si chiamano “slavi” Rumeni, croati, bosniaci ecc; e Irish travellers sono l’equivalente inglese dei Rom e Sinti italiani. Ma queste sono sottigliezze da etnologi. Potete comodamente verificare che -sorpresa!- sono in gran parte residenti in case. Non nomadi, cioe’
    Andiamo al capitolo integrazione. Io vivo nel Sussex, che e’ la regione con il piu’ basso numero di hate crimes contro Rom e analoghi. Guarda che strano, e’ anche la regione con il piu’ alto tasso di scolarizzazione di quella minoranza. In altre parole, qui i Travellers si fidano delle istituzioni e mandano i loro figli a scuola. Ce ne sono nella scuola di mio figlio. Quando vivevo in Italia e conoscevo dei Sinti, mi spiegavano che non si fidavano di mandare le figlie a scuole perche’ sapevano che avrebbero incontrato razzismi. E avevano ragione.
    Complimenti a chi ha scritto e messo on line questo articolo

  31. Sono mesi che seguo questo blog, ed è forse la prima volta che mi trovo in disaccordo.
    Il succo dell’articolo sembra essere pressappoco questo: la colpa è dello Stato, che non porta avanti politiche inclusive in favore dei rom.
    Sono disposto a concedere che, in alcuni casi, ci sia un peloso interesse della politica a mantenere i Rom in condizioni di vita penose, utilizzandoli all’occorrenza come capro espiatorio per tutto quello che non va e fomentando artatamente l’odio nei loro confronti.
    Quel che però forse l’autore dell’articolo ignora è che, anche laddove vi siano state politiche apertamente inclusive, i risultati sono stati comunque catastrofici.
    Prendiamo il caso di Pescara. È noto a chiunque ci viva che, diversi anni or sono, alcune case originariamente destinate ai pendolari dell’entroterra furono occupate abusivamente e forzosamente dai Rom.
    La classe politica, con la scusa del “volemose bene” e della “tolleranza”, fece finta di nulla per un mero calcolo elettoralistico … e fu così che i quartieri Rom diventarono un inesauribile serbatoio di voti in favore di quell’orribile leviatano che era la Democrazia Cristiana (tale poco edificante “dote” mi sembra sia poi stata equamente ripartita tra centro-destra e centro-sinistra).
    Pensate che tale “stabilizzazione” abbia portato a qualche risultato positivo? Ma manco per una virgola! Anzi, la situazione è di molto peggiorata: dai furtarelli e corse di cavalli sono passati allo spaccio di droga e all’accumulamento di ingenti capitali illeciti.
    L’integrazione c’è stata, sì, ma nel peggiore dei modi, ed è consistita in un uso gratuito ed arrogante dei servizi della collettività. In tanti pretendono con sfrontatezza di viaggiare gratis in treno, che si presentano in massa in Tribunale tutte le volte (in verità, piuttosto frequenti) in cui uno di loro sia imputato (all’evidente fine di intimidire avvocati e magistrati), che si presentano in ospedale minacciando con una pistola i medici che debbono far partorire o operare uno o una di loro.
    Vogliamo ancora sostenere che la colpa sia tutta dello Stato?

  32. questo articolo è la più grande pila di letame che io abbia mai letto nella mia lunga e veneranda esistenza. si gli zingari sono un problema, quelli che la pensano come l’autore sono un problema ancora più grosso.

  33. leggendo i commenti risulta chiara una dicotomia tra buonisti e razzisti (probabilmente appartengo alla seconda categoria). mi viene un dubbio però…. quanti “buonisti” abitano vicino a un campo rom????

  34. Articolo scritto coi i piedi, carico , questo sì, di retorica un tanto al kg e vari luoghi comuni. Ci mancava solo dicesse che i Rom vivono del commercio di manufatti di rame e amenità varie. Gli zingari in Italia sono indifendibili, sia che siano Rom romeni o altro. Il rispetto genera rispetto, se ti comporti al di fuori delle regole, come potrai poi pretendere diritti? Sono italiani come noi? Ottimo. Domanderò a quelli vicini a casa mia se pagano tassa rifiuti, bonifica acquedotto, tari, etc. Ah… La prossima volta che mi tentano di entrare in casa faró loro leggere questo bell’articolo. Certo si redimeranno.

  35. Ancora con questa storia del “siete razzisti”.
    E’ razzismo pretendere il rispetto delle regole da parte di tutti?
    E’ razzismo indignarsi?
    E’ razzismo esprimere dei GIUDIZI, e non pregiudizi, che altro non sono che la diretta conseguenza di atteggiamenti, comportamenti, azioni che si ripetono uguali a se stessa da anni, da generazioni?
    E come mai non è razzismo esprime il proprio disprezzo contro mafiosi, camorristi, politici corrotti, ma lo è quando lo stesso disprezzo si esprime contro persone, cittadini come dice l’autore di questa opera massima, che delinquono senza aver MAI portato alcuna nota positiva nella nostra società?
    Trovo razzista il vostro arroccarvi su posizioni sterili.
    Trovo razzista il vostro sentirvi migliori, quelli che con la verità sempre in tasca.
    Trovo razzista giustificare atteggiamenti errati parandosi dietro la scusa “manca lo Stato”.
    La Stato siete voi.
    E che avreste fatto voi benpensanti dalla penna d’oro? La soluzione quale sarebbe? L’integrazione? L’integrazione con chi ha mai voluto integrarsi perché nella zona d’ombra ci sguazza?
    Ve lo dico io.
    Con il vostro buonismo spicciolo da chi ha l’attico a Trastevere continuate a legittimare lo sfruttamento minorile e la delinquenza. Continuate a legittimare la loro assoluta mancanza di volontà.
    Ma come detto nel mio commento precedente, voi nelle vostre ville di Capalbio, che ne sapete.

  36. io non ho capito perchè se gli zingari/rom sono in Italia da generazioni e sono italiani a tutti gli effetti lo Stato debbe preoccuparsi di dargli una casa, trovergli un lavoro e assicurarsi che i loro figli vadano ascuola

  37. Certo, il buonismo è la carta Jolly. Solo perché si prova a sostenere che sì, gli Italiani sono razzisti e sì, dovreste provare vergogna nell’ammettere di esserlo.
    Essere razzisti significa, fra le varie cose, anche implicare che un reato o un comportamento sgradito dipenda dalla razza o dalla cultura di una popolazione (i Rom rubano, i Rom puzzano etc.).
    Il paragone con Hitler ve lo fate da soli?

    • Cara Monia, puoi argomentare le tue ragioni o ti limiti ad offendere?
      Quale sarebbe la tua tesi?
      E la tua soluzione?
      Ah, e comunque in quello che dici non vedo buonismo.
      Leggo solo frasi banali e patetiche.
      Monia, ti consiglio di uscire di casa. Di venire a Roma. Prendere la metro, l’autobuso anche la macchina. Tanto sono in ogni vagone, ogni banchina, ogni incrocio.
      Le trovi in qualunque ora del giorno e della notte. Sempre intente a fare la sola cosa che riesce loro benissimo. Ma sono certa che le tue parole le salveranno. Non avrai problemi a aiutarle. Vedrai, sarai utilissima alla causa. E salvando loro aiuterai anche noi poveri cittadini onesti che dobbiamo lavorare 14 ore al giorno per pagare casa, tasse, bollette stringendo i denti. E le borse. Che non si sa mai.

  38. Deborah, le mie tesi sono facilmente argomentabili: basta leggre alcuni commenti. Se si incita all’odio basandosi sull’etnia questo, ti piaccia o no, è razzismo. Non è una mia tesi, è semantica.
    Easy.
    Comunque, “fatti un giro a città x o y” è una frase tipica di chi davvero non ha argomentazioni. Pensi che viva su Marte? No, vivo a Firenze. Una città dove l’altro giorno hanno installato dei tornelli in testa ai binari dei Frecciarossa perché alcuni Rom chiedevano insistentemente soldi ai turisti per portare le loro valigie. Ebbene, ti stupirò ma io trovo il provvedimento giusto.

    Ma credo anche, anzi, sono fortemente convinta, che:
    1) Non tutti i Rom siano mendicanti o ladri. Così come non tutti i rumeni, finlandesi, ostrogoti o longobardi. E’ una frase talmente banale che mi fa un po’ impressione ribadirla.
    2) Mi portate per favore le prove DOCUMENTALI del fatto che i Rom abbiano diritto a vitalizi, case popolari, assegni di mantenimento etc? Perché questo sembra creare molta indignazione in noi poveri Italiani onesti che lavorano tanto.
    3) NESSUNO, verificato quanto sopra, e ripeto NESSUNO cambierebbe la propria vita con quella di un Rom qualsiasi.

  39. I benpensanti, chiamiamoli così per farci capire, tempo fa mi facevano sorridere.
    Ora mi fanno solo piangere.
    Perfette o no, ci sono delle operazioni di integrazioni, per tutti, non solo per gli zingari.
    Per voi, noi abbiamo il dovere di pagare le tasse, di affittare una casa o di fare un mutuo, di rispettare le leggi, ….
    Invece questi, possono fare quello che vogliono e devono essere giustificati nei furti, nei rapimenti di bambini, nelle provocazioni, …
    Ho molti amici tra i sinti, intesi come giostrai e circensi, sono persone squisite, che sono veramente dei nomadi, che lavorano e pagano le tasse, hanno delle case fisse e mobili.
    Tutte comprate con i loro soldi, guadagnati onestamente.
    Quindi, secondo questi benpensanti, che stanno portando l’Italia alla rovina, sono tutti gli altri che si devono adeguare a loro, non sono loro che dovrebbero tendere una mano per farsi aiutare.
    Questo è un articolo ridicolo e offensivo verso tutti i cittadini che vivono civilmente, nel rispetto di tutti. Allora spezzate una freccia per la mafia, per i scafisti di immigrati, …
    Anche loro avranno i loro problemi di integrazione.
    Quando queste bestie, per bestie intendo tutti quelli che non rispettano la vita altrui, vi entrano in casa. Fatevi torturare, fatevi violentare, fatevi derubare, fatevi uccidere.
    Perché altrimenti dicono che è colpa vostra se questo marciume non si adegua ad una società civile. Dopo vi additano di razzismo! 😮

  40. Gianluca, non esiste un solo caso provato di rapinento di bambini da parte di Rom. Ma nemmeno uno. Puoi verificare.
    Parliamo di fatti e non per sentito dire per favore? Dio che fatica, a volte.

  41. Ciao a tutti, io sono di Pavia e parlo di ciò che vedo. Io vedo rom che colonizzano alcune aree adibite ai bambini lasciando dopo una zozzeria incredibile, eppure cestini e cassonetti sono presenti ed utilizzabili. Vedo rom comprare sigarette a gogò (i miei avevano una tabaccheria) pagando con mazzette da 50€. Vedo campi, uno con chiesa incorporata, con le attività adiacenti chiuse per le continue vessazioni, qui mi soffermo un attimo: nell’unica piscina comunale scoperta di Pavia (che per l’appunto ora è stata chiusa) coloro che pagavano il biglietto erano giustamente obbligati a far la doccia e a mettere la cuffia, mentre loro per carità, scavalcavano la rete che separava il campo dalla struttura e si buttavano in acqua addosso alle persone senza né doccia né cuffia ma guarda un po’ se venivano ripresi il giorno dopo c’era un distributore bruciato o un altro atto vandalico da riparare. Vedo cassonetti dei vestiti usati con dentro rom che rovistano e scelgono gli abiti che preferiscono, buttando gli altri in mezzo alla strada, forse si sentono più in diritto di altri? Se noi ci possiamo ammorbidire e lavorare per l’integrazione penso che anche loro dovrebbero apprendere un viver civile che finora non ho visto.

  42. Io vivo a Roma e i ROM non si integrano, perche’?
    Perche’ il problema dei ROM si sta avvertendo soprattutto ora e non che so 10 anni fa?
    Perche’ la maggior parte dei ROM (a Roma) passano il tempo suonando sulla metropolitana, taccheggiando per strada e su tutte le stazioni dei treni e delle metro?
    Perche’ nelle scuole elementari ci sono bambini cinesi, romeni, africani, centroamericani, e non ci sono ROM?
    Perche’ a Roma i ROM hanno bisogno di vivere in campi nomadi come fosse un perenne campeggio e non in appartamenti, visto che non sono piu’ nomadi?

    Poi, i ROM di Roma non sono italiani, sono per la maggior parte apolidi, romeni, bosniaci etc, quando li si trova a delinquere non vengono rimandati nel loro paese perche’ il loro paese non lo hanno, visto che sono apolidi, non sono mandati in Romania perche’ si ha la libera circolazione e non sono mandati nei loro paesi, se extracomunitari, perche’ usano il foglio di via per incartarci i panini….

    Quale sarebbe “La loro cultura?” Non sono piu’ nomadi? Gia’ questa parte della loro cultura la hanno abbandonata, ma perche’? Cosa fanno per affermare la loro cultura dunque?

    Ci sarebbe da dire tantissimo, ma aspetto che qualcuno mi risponda, per proseguire.

  43. Personalmente qui vedo due facili strade per i rom:

    1) Andare nel resto dell’unione europea, senza l’inutile bidè e dove sono trattati come dio comanda (però buffo che restino nei nostri Lager invece di andare nell’eden civilizzato…mhà).

    2) Genesi 19:24-25 (buffo detto da un ateo)

    e queste due soluzioni, amico mio, sono persino a costo zero! Oddio per la seconda qualche spesa c’è, ma mi prendo a carico le spese più che volentieri.

  44. Non dimentichiamo che molto spesso chi viene accusato di razzismo in realtà altro non vuole che, appunto, intelligenti ed efficaci politiche di integrazione. Quindi non capisco l’acredine delle risposte a chi siano rivolte. Spero non all’ipotetico autore delle domande.

  45. Sentite, baldi giovani di belle speranze e tanto buon cuore. L’integrazione è una contraddizione in termini. La nostra cultura fa a cazzotti con la loro (che non esiste). Non li abbiamo chiamati. Ci hanno invaso. Con quel sistema di vita che hanno potevano anche rimanere dov’erano.
    Volete risolvere il problema? Squadre, squadre di giovani italiani, nerboruti e muscolosi: tanti, una marea. E calci nel sedere, a tutti i rom , sinti o come diavolo si chiamano. Senza requie, fino a vittoria ottenuta. Fino alla frontiera. Il problema possono solo risolverlo gli italiani al di fuori del “politicamente corretto” che è solo un eufemismo per non prendere mai posizioni radicali e lasciar stare la broda umana così come è. Saluti e un grazie antitipato.

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