Zaha Hadid Architect

Zaha Hadid e la marchesa

in società by

Giovedì è morta Zaha Hadid, archistar britannico-iraniana e icona femminista. Riposi in pace, la sua architettura rimarrà sempre tra noi: forse però questo è un problema.

Quando ci lascia un architetto così importante d’un tratto sono tutti amanti dell’architettura contemporanea.

Se chiedi la ragione di questo improvviso amore, ecco la stupidità umana: “Ha disegnato la modernità…” “… ha dato forma al futuro… ” oppure, “ … le sue forme sono così avvolgenti…” e via dicendo.

Il significato di tali considerazioni è oscuro, ma pare che tutto ciò che è curvo sia moderno e tutto ciò che è moderno sia giusto, un dizionario della marchesa!

Ma tutti voi marchesi, esperti e amanti del bello, sarete pronti ad elogiare la rovina delle città in nome delle curve in cemento armato, dei vetri a specchio lucidi e della vostra totale mancanza di sensibilità?

Si, piace a tutti parlare d’arte, apparire colti e al passo coi tempi. Ma l’architettura di Hadid, e specialmente tutto ciò che essa rappresenta, è un fallimento totale: brutta, violenta, obsolescente, disumana, una penitenza forzata per noi che al mondo siamo ancora. L’eredità di Hadid è una stanza degli orrori, ma storta. L’architettura sinuosa e curva che imita la natura è chiaramente una bufala, giacché non c’è nulla di più innaturale della simulazione della natura. Un albero di cemento armato NON è un albero.

Ma non c’è traccia nei media nazionali di una critica lucida a quel modello architettonico che, partendo dai musei e dalle scuole di architettura internazionali, percola nelle nostre vite con un’infinita e mostruosa serie di edifici giganti, zoppi, mutilati, storti.

Carissimi marchesi, sappiate che quella palazzina in cemento armato che vedete dalla finestra, geometrica, spigolosa, orribile che fa male a vederla, è figlia di quella cultura architettonica.

L’elogio di Hadid, continuo, sicuro, patinato, che strizza l’occhio alla tecnologia e al contempo osserva l’evoluzione dell’arte, è un teatrino penoso di persone poco abili a osservare la società o ancor peggio in cattiva fede.

Non posso credere però che una persona di tale forza, come presumo fosse stata Zaha Hadid, potesse davvero credere a tutto a tutto ciò.

Questo edificio vittoriano, bellissimo, normale, di mattoni rossi e con le decorazioni in marmo, vedete?

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Questo è il suo studio, il luogo dove presumibilmente Zaha passava la maggior parte del suo tempo. Ammettilo, Zaha: li hai presi tutti in giro.

Ricercatore e architetto col pallino delle città.

17 Comments

  1. A parte il fatto che era britannico-irachena, penso che lei abbia ragione: si sarà fatta delle gran risate.
    D’altra parte, anche le archistar nostrane non scherzano. Ricordo un’intervista a Renzo Piano di alcuni anni fa in cui aveva quasi ammesso che il Beaubourg era una parodia. Penso volesse usare un altro termine, poi deve essersi ripreso.

  2. Quando vidi il plastico del MAXXI pensai:
    1) questa cosa a Roma non la costruiranno mai
    2) questa cosa non puo’ reggersi in piedi
    Non solo l’hanno realizzata ma per giunta non è ancora crollata. E, cosa più importante di tutte, è bellissima. Magari potesse continuare a prenderci in giro.

  3. Penso che ci fosse qualche strano anche ai tempi di Brunnelleschi che diceva che una cupola così non si poteva fare, che era una follia, e poi lui l’ha realizzata e ora a 600 anni di distanza siamo lì ad ammirarla. Non sono architetto, e non so se le opere di Hadid dureranno così tanto, ma a vederle ora, alcune, le trovo di una bellezza assoluta, capaci di attraversare i secoli. Sono sempre molto critico nei confronti di certa architettura contemporanea – a Torino poi stanno tirando su dei palazzoni orribili – ma la Hadid è riuscita, a mio avviso, a conciliare ricerca, contemporaneità con l’equilibrio e l’armonia di una costruzione classica.

  4. Mah: un paio di edifici (Feuerwehrhaus a Weil am Rhein ad es. ) mi sembrano brutti. Altri mi piacciono molto, almeno in foto anche se hanno un che da film di fantascienza con tutte le curve e i finestroni con le luci. Anch’io marchesa?

  5. Architetto Strano, non è che il suo parere e i suoi gusti, ancorchè differenti da quelli di una maggioranza altrettanto autorevole credo, siano da cancellare, e anzi la ringrazio per avere spiritosamente condiviso le sue opinioni in merito alle architetture della Hadid, personaggio che io non conoscevo…. e solo ora che si commemora la sua morte sono venuta a scoprire chi ha realizzato alcuni edifici che mi hanno tanto colpita, e che vorrei tanto poter vedere da vicino anzichè in foto. Concordo sul fatto che certe palazzine penose siano figlie degeneri di una certa cultura architettonica, ma credo che si ci guardiamo alle spalle ogni cultura, architettonica e no, ha prodotto sia mostri che meraviglie. Anche Brunelleleschi ha avuto pessimi imitatori, e Gaudì, e via dicendo…. Prepari l’etichetta anche per me, che trovo il Maxxi di una bellezza assoluta. Cordialmente e con simpatia…

  6. Sottoscrivo in pieno.
    A parte qualche eccezione, mi sembrano tutti degli aborti in cemento.
    Se questi sono gli architetti del futuro siamo fottuti.

  7. Ma, con tutto il rispetto, ma che vor dì??
    Che siccome la defunta archistar aveva lo studio in un palazzo vittirano, e magari abitava addirittura in un altro edificio di tal epoca, allora tutto ciò che uscito dalla sua matita di non vittoriano è una bufala, una presa di giro multilivello?
    Ma che vor dì? Che bisognerebbe a tutt’oggi costruire quel genere di edifici? O che chi ama il passato non è credibile quando immagina il futuro?
    O non ti piacciono i suoi progetti ed il post sopra non è altro che un tentativo di dare un senso oggettivo a qualcosa di intimamente soggettivo?
    O cos’altro?
    Mi interesserebbe davvero ricever risposta…

  8. ma tutti quelli che dissentono vengono etichettati come “marchesi”? un pò tipo il “siete tutti piddini” ?

    • Sembra anche a me. Non ne so niente di architettura e quindi non mi esprimo in merito, però mi sembra che questa storia dei “marchesi” voglia dire “chi è d’accordo con me, è nel giusto, gli altri sbagliano tutti”
      Parliamo di gusto estetico, non è qualcosa su cui si può parlare di giusto o sbagliato (o mi sono perso qualcosa?)

  9. Finalmente qualcuno fuori dal coro, un gioco di forme totalmente arbitrario e privo di qualsiasi valore architettonico, pessima edilizia tra la piu’ irritante in circolazione.
    PS: ero certo che avesse lo studio in un edificio del genere

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